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12.3.26

Scelte parte II di Enrico carbini

 



Ogni scelta che facciamo, amicizie, lavoro, scuola, la nostra relazione con Dio, nasce da due possibili radici:

  • essere visti
  • essere veri.

Nella società odierna, molti costruiscono la propria identità attorno allo sguardo degli altri. Funzionano finché ricevono conferme. Ma quando l’approvazione manca, crollano. È una vita appesa al giudizio esterno. Altri scelgono in base a una coerenza interna. Non sono indifferenti al riconoscimento. Nessuno lo è. Ma non ne dipendono totalmente. Se arriva, bene. Se non arriva, continuano.Il problema non è desiderare gratificazione. È umano.Il problema è farne la propria identità.

Ad esempio:

Se amo per essere ricambiato, appena l’amore altrui si raffredda mi svuoto.

Se amo perché riconosco un valore nell’altro, la mia identità non dipende solo dalla risposta.

Nella nostra adorazione:

Se faccio il bene per sentirmi “bravo”, ho bisogno che qualcuno lo noti.

Se lo faccio per coerenza, la mia pace non dipende dall’eco.

La domanda allora non è: “Quello che faccio mi gratifica abbastanza?”

Ma: “Chi sono io quando nessuno applaude?”

Se vediamo che, pur nella fatica, in un mondo con i valori al contrario, qualcosa dentro resta saldo, allora quella è una radice. E le radici non fanno rumore, ma tengono in piedi la vita.In fondo, vivere solo per il plauso è come vivere davanti a uno specchio.Vivere per coerenza è camminare anche quando lo specchio non c’è.Bellissimo è il pensiero di Gesù in Matteo 6:7:

“ Ma tu, quando preghi, entra nella tua stanza e, chiusa la porta, prega il Padre tuo che è nel segreto; allora il Padre tuo che vede in segreto ti ricompenserà”.


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