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30.9.09

Autunno in città

autunno in città4immagine di franca " La mia finestra"


Autunno in città


Ricordo ancora...
la voce di mio padre:
“Ma dove sei venuta ad abitare?”
Oggi dopo tantissimi anni
passati in questa casa
guardo dalla mia finestra
e comprendo le parole di mio padre!
Avevo venti anni quando lasciai
il mio quartiere...
Ero nata e vissuta all'ombra del cupolone
i platani di lungotevere lasciavano cadere
in questo periodo le bellissime foglie.
I gabbiani si tuffavano
gridando di gioia nel biondo tevere
saltellando raccoglievo le foglie
e gridavo a mio padre:
"babbo voglio volare..."
lui sorridente mi rispondeva:
"Volerai...voletrai!"
La collina di Montemario
era un bellissimo parco giochi
con mia sorella in pattini
ci allenavamo a viale Mazzini
 qui in questi giardini
ho ricevuto sulla guancia
il mio primo bacio...
e le giostre a piazzale Clodio 
chi è di Roma e ha la mia età
sicuro che se le ricorda!
Amici ricordate la circolare
che faceva il giro di Roma?
Quante volte...
facevo finta di non ricordare
la mia fermata per  girare ancora.
Oggi guardo dalla mia finestra
 mi chiedo: troppe...troppe stagioni
ho lasciato passare...
Devo ascoltare la voce di mio padre
mi lascerò portare per mano da lui
per uscire da questo ginepraio
di rumori assordanti e volti spenti!
Devo lasciare la mia vita alle spalle
ricordarmi le mie radici
all'ombra dei castagni
nella valle di Bagnoregio.
Devo  trovare un piccolo spazio
dove posso vedere ancora
l'alba e il tramonto
dove il silenzio è canto
dove il vento m' accompagna
e quando  cadono le prime foglie
comprendo che sta arrivando l' autunno
e serena  attendo il mio ultimo tramonto.


franca bassi



tramonto su Roma


Immagine di franca " Tramonto in autunno a Roma "


 


29.9.09

2 ottobre 2009, Milano canta per la Pace


 

Ovunque. Ormai la Marcia Mondiale si è dilatata a macchia d'olio, con una velocità vertiginosa, e impiegherei giorni interi, forse anche mesi, a stilare lo sterminato elenco di eventi e di adesioni che abbiamo ricevuto. Per questo vi rimando al sito. Ma partiamo tutti il prossimo 2 ottobre. Da Roma a Madrid, dal Benin al Messico, dall'Australia al Medio Oriente, la Marcia c'è. In nome di Gandhi, della pace, di noi. Qui mi limito a illustrare il programma milanese, che si svolgerà appunto il 2/10 in Piazza Duomo. Per l'occasione, il luogo-simbolo della "capitale morale" si trasformerà in un immenso palco di pace e nonviolenza. Dalle ore 10 fino alle 18 si esibiranno compagnie teatrali, e stand di associazioni garantiranno la loro presenza per tutta la giornata. Dalle 18 si terrà un happening con testimonial e personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura (Emma Re, Gianluca Pessotto, il Trio Medusa, La Pina e molti altri). Alle 18.45, eseguiremo la nota Do diesis per lanciare il progetto Tune the World (Intona il Mondo) mentre il megaschermo, allestito per l'occasione, proietterà il testo Imagine di John Lennon, che canteremo insieme. L’iniziativa sarà seguita da Radio Deejay e Lifegate.
In concomitanza con le iniziative in Piazza Duomo, il carcere di Bollate organizzerà una Marcia per la Pace con i detenuti, la direttrice e la polizia. Presso l’Università Bicocca si terranno conferenze e concerti sulla nonviolenza, mentre al Teatro Smeraldo sarà rappresentato uno spettacolo dedicato ai bambini. Alle 20.15, una compagnia teatrale si esibirà all’Istituto Nazionale dei Tumori. Appoggeremo anche, sabato 3 ottobre, sempre a Milano (piazza Duomo, ore 17) la manifestazione per la libertà di stampa e d'informazione.


Ne abbiamo, insomma, per tutti. Ed è solo l'inizio. Nel mondo, e a casa nostra.


 

In Italia, ogni cambiamento è sempre partito da Milano. Siamo certi che anche stavolta andrà così. In Marcia, ragazzi!

Daniela Tuscano



2 ottobre 2009, Milano canta per la Pace

Ovunque. Ormai la Marcia Mondiale si è dilatata a macchia d'olio, con una velocità vertiginosa, e impiegherei giorni interi, forse anche mesi, a stilare lo sterminato elenco di eventi e di adesioni che abbiamo ricevuto. Per questo vi rimando al sito. Ma partiamo tutti il prossimo 2 ottobre. Da Roma a Madrid, dal Benin al Messico, dall'Australia al Medio Oriente, la Marcia c'è. In nome di Gandhi, della pace, di noi. Qui mi limito a illustrare il programma milanese, che si svolgerà appunto il 2/10 in Piazza Duomo. Per l'occasione, il luogo-simbolo della "capitale morale" si trasformerà in un immenso palco di pace e nonviolenza. Dalle ore 10 fino alle 18 si esibiranno compagnie teatrali, e stand di associazioni garantiranno la loro presenza per tutta la giornata. Dalle 18 si terrà un happening con testimonial e personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura (Emma Re, Gianluca Pessotto, il Trio Medusa, La Pina e molti altri). Alle 18.45, eseguiremo la nota Do diesis per lanciare il progetto Tune the World (Intona il Mondo) mentre il megaschermo, allestito per l'occasione, proietterà il testo Imagine di John Lennon, che canteremo insieme. L’iniziativa sarà seguita da Radio Deejay e Lifegate.
In concomitanza con le iniziative in Piazza Duomo, il carcere di Bollate organizzerà una Marcia per la Pace con i detenuti, la direttrice e la polizia. Presso l’Università Bicocca si terranno conferenze e concerti sulla nonviolenza, mentre al Teatro Smeraldo sarà rappresentato uno spettacolo dedicato ai bambini. Alle 20.15, una compagnia teatrale si esibirà all’Istituto Nazionale dei Tumori. Appoggeremo anche, sabato 3 ottobre sempre a Milano (piazza Duomo, ore 17) la manifestazione per la libertà di stampa e d'informazione.

Ne abbiamo, insomma, per tutti. Ed è solo l'inizio. Nel mondo, e a casa nostra.

In Italia, ogni cambiamento è sempre partito da Milano. Siamo certi che anche stavolta andrà così. In Marcia, ragazzi!

La notte nera

Questa notte una ragazza ha urlato. Indossava un maglioncino rosa, e la solita acconciatura fuori moda per tenere in ordine i capelli troppo lunghi. Questa notte una ragazza ha urlato perchè qualcuno, nel silenzio della città addormentata, le ha puntato contro una pistola. Una ragazza ha urlato, e chi lo sa in quanti l'hanno sentita. Chi dormiva, chi nella sua insonnia ha preferito tenere gli occhi chiusi. E le orecchie spente. Quella strada sembrava così più silenziosa del solito, come avvolta da uno stato comatoso, surreale, grottesco, crudele. E' la ragazza della Città Senza Giustizia. E' la ragazza della Città Senza Cuore. E guardando negli occhi quella pistola ha visto il proprio corpo disteso sull'asfalto, davanti ai suoi occhi. Ed ha temuto, ha perso la speranza. Per la vita, propria e del suo compagno. E chi può dire che cosa abbia pensato in quel momento. Ha detto no, per favore, no. Ha detto Dio, non può essere vero. Non qui. Non ora. Non può essere vero. Oh Dio, oh Dio, oh Dio. Non togliermi tutto ciò che ho. Questa notte una ragazza ha urlato, e chi lo sa in quanti l'hanno sentita. Nessuno, in ogni caso, l'ha ascoltata.


Questa notte, questa notte ho urlato. Indossavo un maglioncino rosa, e la solita acconciatura fuori moda per tenere in ordine i capelli troppo lunghi. Questa notte ho urlato perchè qualcuno, nel silenzio della città addormentata, mi ha puntato contro una pistola. Ho urlato, ho urlato perchè qualcuno mi sentisse. Perchè qualcuno accorresse, perchè qualcuno mi salvasse.


Dormivano tutti. Nessuno si è svegliato per me. Per me, per noi, per ogni ragazza che urla, per ogni ragazzo schiacciato dall'impotenza, dal terrore. Per ogni bambina smarrita. Per me, per noi, nessuno si è svegliato.


La mia speranza è morta. E' morta, morta, morta.

quando (raramente) il bene fa notizia

Corriere della Sera.it
CAGLIARI - Una dimostrazione esemplare di onestà. Un pensionato sardo settantenne ha trovato una schedina del Superenelotto vincente (circa 15 mila euro) e l'ha restituita al suo proprietario, un operaio di 36 anni. È accaduto a Sinnai, un grosso centro a pochi chilometri da Cagliari. LA STORIA - L'anziano, Paolo Spina, stava facendo una passeggiata - come ha riportato il quotidiano «L'Unione Leggi ancora...

Roma: in un’assemblea, convergenza di percorsi differenti verso una manifestazione nazionale

martedì 29 settembre 2009

 


Oggi è in gioco la capacità di farsi parola attiva, visibile, mobilitante





"Le nostre pratiche, le loro parole: donne - politica - informazione": l’incontro che si è tenuto sabato 26 settembre alla Casa Internazionale delle donne a Roma ha visto la presenza di più di 60 donne. Si potrebbero nominare una ad una perché sono quelle che da anni continuano, imperterrite, a garantire una presenza politica capace di smentire, in ogni momento, i titoli mediatici sul “silenzio delle donne”.





Sarebbe auspicabile, anche in vista della manifestazione del 3 ottobre, una onesta autocritica di giornalisti/e, direttori in testa, sulla loro ignoranza colpevole proprio perché dovuta alla totale assenza di curiosità. Pochissimi sono i colleghi, un po’ di più le colleghe interessate a capire il perché delle pratiche e del linguaggio politico di chi continua a mantenere il punto su quella rivoluzione permanente e non cruenta che va sotto il nome di femminismo o femminismi.


Da decenni molte donne si sono intestardite a portare avanti questa nuova cultura considerandola indispensabile per la salute politica di questo povero Paese. Salute oggi minacciata da una violenza così aggressiva da permeare ogni cosa. Non è un caso che durante questa riunione si è parlato proprio di guerra maschile contro le donne. Una aggressione camuffata di volta in volta o in guerra di religione, o in guerra economica, o in guerra mediatica e non da ultimo in guerra politica. E’ come se ci fosse una volontà profonda di riorganizzare la polis secondo primitive gerarchie di potere. Senza accorgersi che la stessa rivoluzione tecnologica ha messo in forse antiche certezze ed esige profonde rielaborazioni concettuali.


La caparbietà di voler mantenere il punto sul nesso sessualità potere ha portato a deformare e manipolare alcune elaborazioni di fondo del femminismo : “il personale è politico” si è trasformato in “il privato è politico” con tutte le conseguenze che oggi abbiamo sotto gli occhi. Oppure l’elaborazione e le pratiche relative alla libertà di poter decidere sulla propria sessualità, sul proprio corpo sono state aggredite dalla volontà di annullarne ogni valore etico per ricondurre il tutto a espressione di bisogni quantitativi propri della cultura del “libero” mercato. Così il corpo si fa merce, acquista una proprietà transitiva, perde la forza dell’Io –dell’io sono mia. Diventa proprietà altrui.


E’ d’obbligo ricordare allora la legge 40, ma anche tutto quello che si è detto sulla prostituzione, sulla pornografia e sull’immaginario mediatico per arrivare ai problemi della disoccupazione, dell’abitare e del migrare, della salute e dell’educazione, senza nominare stupri o assassini, si può dire e, in questa riunione è stato detto: tutte le differenze che si sono articolate in questi anni è bene che trovino un denominatore comune capace di farsi parola attiva, visibile, mobilitante.


E’ per questo che è stato chiesto di riattivare quella rete carsica capace di riproporre in ogni città il dibattito su questi ma anche su altri temi da individuare. Così da arrivare al 21 novembre il sabato prima del 25, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ad una manifestazione nazionale.


E ancora prima, il 10 ottobre, ci si incontra di nuovo alla Casa delle donne sul documento Sesso e politica nel post patriarcato ( "il manifesto", 26 settembre).


Oggi rispetto a ieri abbiamo una fortuna in più: con le nuove tecnologie, grazie alla rete virtuale le donne possono contare su una possibiltà maggiore di scambio e rafforzamento reciproco. Forse possiamo fare a meno dei media che rappresentano le donne insignificanti, invisibili e mute, di quei media che si ostinano a voler far vedere non le realtà ma il loro immaginario strumentale.


La foto è presa dal sito latorredibabele.blog.rai.it


Da: Il Paese delle donne on line



NON C'è COSA PIù DIVINA, CHE...!

NON C'è COSA PIù DIVINA, CHE...! Leggi ancora...

28.9.09

CONTINUA...

Finita l'estate e le sue promozioni telefoniche , fiammetta ha deciso con chi trombare del gruppo hanno il loro pezzo e che pezzo... la tim ha deciso che bisogna cambiare volto roba più seria, rispolverato de sica e chi mettono come bellona tipica dei cinepanettoni?? Belen che ci ha frantumato le palle (almeno a me) con i suoi "amori" sarà gnocca e chi non vorrebbe un'insegnante così... ma a mala pena parla italiano anche il latino , certo avessero scelto la marini per quel ruolo era la stessa la preparazione culturale , potevano studiarsi un'ambientazione diversa vista la crisi in cui versa la scuola ormai fatta di ragazzine che si vendono per qualche ricarica e belen in quanto a spogliarsi non è seconda a nessuno un bell'esempio come a dire fatelo che volete che sia... anzi farete carriera!!
aiutatemi...

a chi mi dice che sono contro la vita perchè ho difeso il diritto di Eluana......

  .....  si legga   questa  storia   che   rispetto    e che  testimonia sempre   più  l'urgenza  di un testamento biologico e di una legge    che  ti lasci la  posibilità di   scelta  fra  un opzione come questa   riportata  qui  sotto e    quella scelta da  Eluana   e portata a vanti  dai genitori 





A tutti gli utenti del mio blog e non solo che nei post pro eluana e testamento biologico mi accusano di essere a senso unico , di parte , fazioso , contro la vita , ecc ( e altre baggianate \ boiate che ho cestinato perchè offensive , volgari ed arroganti ) , Ma prima di passare alla replica rispondo riggettand9o le accuse di faziosità , d'essere a senso unico ( sìperchè se cosi fosse avrei cancellato anchei commenti contrari al mio punto di vista ) , e accettando le critiche d'essere di parte , perchè lo sono stato , ma davanti a temi delicati come questi è impossibile essere obbiettivi , ma d'altronde è meglio essere di parte che indifferenti e apatici e lasciare che siano glia ltri a decidere per te , ed ed in questo caso del tuo corpo e e e della tua vita se continuare a vivere in queslle condizioni o morire con dignità . Adesso vi lascio alla risposta vera e proopria che è costituita da questa canzone (  eccovi qua  il video  in questione   http://www.youtube.com/watch?v=0HB2UZztdvI )






LAICO REGGAE



Sai che mi è sempre mancato?
uno spirito etico autentico e addomesticato.
Ma è tardi ormai per la questine morale...
è come imporre ai tuoi 26 figli un anticoncezionale.
Sull'aborto invece è lei che deve deliberare
perchè l'uomo è cacciatore ma ha paura a sparare.
Ma alla mia età
vivo bene anche queste contrarietà
guardo in alto e mi convinco che Dio
è laico come me...
è laico come me...
è laico come me...

La vita è in se preziosa chi l'ha mia negato?
Ma purtroppo non c'è nulla al mondo che sia più a buon mercato...
per questo credo che con un pluriassassino
avremmmo pure il diritto di farci qualche bel giochino...
Disprezzo invece queste perversioni del sesso
ma se non picchio mia moglie il cane non si gode l'amplesso.

Ma alla mia età
vivo bene anche queste contrarietà
guardo in alto e mi convinco che Dio
è laico come me...
è laico come me...
è laico come me...

Genetica etica dimmi se passiamo la soglia
se clonando un uomo non si rischia di clonare la noia.
Ma come può evolversi l'uomo se fa l'impegato?
Imparando dei buoni motivi per darsi malato?
Nell'etica come per radersi ci vuole esercizio



e con questa storia tratta dall'unione sarda  ((  giornale  filo berlusconiano   ) del 27\9\2009

Piacere Ale, ex vegetale
L'incidente in moto d'acqua, il coma: «Ora mi laureo»




Quando ti predicono una vita da vegetale è un miracolo se riprendi a parlare, camminare, sorridere. Ma Alessandra Pisu è una donna d'acciaio. E a sette anni dall'incidente che ha stravolto la sua vita e a due dalla maturità conquistata con un'immensa forza di volontà ha deciso che tra una seduta con la psicologa e il neuropsichiatra e sfiancanti esercizi con il fisioterapista e il logopedista vale la pena di combattere per un'altra sfida: la laurea. «Mi sono iscritta in Scienze politiche e ho dato due esami, micro e macro economia. I voti: 18 e 20».
Pantaloni blu aderenti, maglia bianca, sneakers ai piedi, capelli tinti di un rosso discreto, trucco curato, Alessandra racconta la sua seconda vita seduta su una sedia del bar di famiglia, By Marcella, locale storico di via Mameli.

Tono cupo, cervello attivo come e forse più di prima, certamente più avanti del suo fisico ancora lento, ha uno sguardo birichino e un senso dell'umorismo finissimo. Le sue battute, spesso in sardo, fanno ancora più ridere perché parla come un disco rallentato. Spiazza, sorprende. Lei lo sa ed è la prima a sorriderne. Scherza molto, tranne quando parla del suo cruccio: «So che molte persone si occupano di me e che è necessario. Mi piacerebbe essere più indipendente e non pesare sugli altri, soprattutto economicamente. Vorrei lavorare, ma nelle mie condizioni è difficile».



Le sue condizioni sono “postumi da trauma cranico encefalico con emiparesi destra”. Conseguenza di un incidente in moto d'acqua, il 3 febbraio del 2002. Appassionata di sport estremi, Alessandra passava le sue giornate tra il bar di famiglia, dove lavorava e gli amici. Quel giorno era sullo specchio di mare davanti al D'Aquila quando la sua Yamaha Jet Sky 800 si era impennata. Lei era stata come eiettata e si era schiantata contro un muro d'acqua. Quando era arrivata al Brotzu non aveva un graffio ma era in coma profondo. Ai genitori i medici non avevano dato nessuna speranza. «Ci dissero che sarebbe rimasta un vegetale», racconta Antonello, il padre. Un mese in coma profondo in rianimazione, poi il trasferimento in neurologia. Dopo un mese e mezzo a Villa Beretta, la clinica specializzata di Costa Masnaga, vicino a Lecco, dove sono stati curati Umberto Bossi e Marco Columbro dopo i rispettivi ictus. Dopo sei mesi aveva riaperto un occhio, dopo 15 giorni il secondo. Piano piano migliorava, un frammento di capacità in più ogni giorno. Per cercare di comunicare, i genitori le scrivevano le lettere dell'alfabeto in un foglio e lei le indicava. La prime frase che aveva detto, raccontano, è «Ho combinato un casino».

Sei mesi dopo Alessandra era rientrata a Cagliari su una carrozzina. Per altri sei mesi aveva fatto una rieducazione minima poi l'avevano trasferita in un altro centro specializzato a Torino. Lì le avevano restituito le capacità cognitive: un anno e mezzo di lavoro duro, anche con un robot che la guidava nei movimenti aiutandola a coordinarsi. Piano piano aveva riacquistato la memoria breve, che prima balbettava. Anche se, chissà perché, ricordava benissimo i numeri di telefono.
Rientrata a Cagliari, ha proseguito con le sedute quotidiane di rieducazione. È migliorata ogni giorno, faticando. Ora Alessandra cammina solo se sorretta e parla a fatica. È disabile, ma viva e le sue capacità intellettive sono integre. Anche per questo nel 2006, incoraggiata dai genitori, ha deciso di riprendere gli studi di ragioneria ai corsi serali del Leonardo Da Vinci e di diplomarsi. Ha lavorato duro ma ha rischiato di gettare tutto all'aria perché alla fine del primo quadrimestre non le avevano ancora dato l'insegnante di sostegno. Il padre, dopo aver atteso a lungo, aveva denunciato pubblicamente l'ingiustizia e l'insegnante glielo avevano dato. L'anno successivo, luglio 2007, si era diplomata: lenta ma preparata, aveva parlato di Alessandro Manzoni e di forme di Stato e di governo, di immobilizzazioni finanziarie e di questione meridionale. Antonello e Marcella, i genitori, quando ha finito l'esame hanno pianto. «Sono felice per lei e spero che la sua esperienza incoraggi altre persone nelle sue condizioni», aveva detto il papà commosso.
Dell'incidente Alessandra non ricorda nulla. E della sua vita precedente ha solo qualche flash: «Cose insignificanti, come dettagli della casa di mio nonno» che, chiarisce il padre, è morto 25 anni fa. Il neuropsichiatra e i genitori l'hanno aiutata a ricostruire tutto, senza nascondere nulla. Il lavoro dietro il banco del bar, il pattinaggio, la passione per il bungee jumping e gli sport estremi, gli amori, i viaggi, l'incidente, il risveglio dal coma e l'aggressione ai genitori. «So che gliene ho dette di tutti i colori» (una classica reazione post coma).
«In questi anni», dice, «ho capito che cos'è l'amicizia. Dopo l'incidente quasi tutti i miei amici mi hanno voltato le spalle. Sono fuggiti, proprio quando ne avevo bisogno. Sono ignoranti e l'ignoranza è trasversale: grandi e piccoli, ricchi e poveri, maschi e femmine, laureati o con la licenza elementare. Mi trattano con modi bruschi, qualche volta dicono cattiverie sulla mia condizione, pensano che io non sia in grado di intendere e di volere. E invece capisco molto più di loro. Ed ho sviluppato una sensibilità che mi consente di individuare le persone sincere e quelle false e a diffidare dal falso pietismo. Giada no. Giada, una delle dipendenti del bar di famiglia, è un amica vera. Ogni volta che la guardo penso all'amicizia» (dall'altra parte del bancone Giada la guarda, sorride, strizza l'occhio e le manda un bacio).
Poi ci sono Antonello e Marcella, il padre e la madre. Hanno seguito ogni momento del suo calvario, hanno fatto sacrifici per farla seguire nei centri migliori d'Europa, l'hanno incoraggiata e sostenuta e la spronano quando cede al pessimismo fornendole l'energia giusta per guardare oltre i mille ostacoli che si è trovata e si trova davanti. «Se non avessi avuto loro non mi sarei salvata, non potrei sedermi in una sedia all'aria aperta come ora (piange). È grazie a loro che vedo il sole e la luna. Li sentivo quando mi dicevano che non mi avrebbero mai abbandonata. Sentivo mio padre che mi diceva prova a camminare, vedrai che ce la fai e sentivo mia madre vicina, lei c'era e c'è sempre. Ora so che sono orgogliosi di me, più di quanto non lo fossero prima».
Tra i suoi amici ci sono la psicologa Pina Garippa, che incontra una volta alla settimana, il logopedista e il fisioterapista, che stanno con lei almeno otto volte al mese e Luca Pani, neuropsichiatra che l'ha aiutata a sconfiggere il pessimismo dei medici e a tornare ad essere un essere umano. Poi c'è un toscano di 38 anni, il suo fidanzato. «Sono innamorata di lui, anche se ci vediamo poco». È per lui che si è presa una pausa dall'università: «Ma riprenderò presto».
Ale passa il tempo tra una passeggiata con il padre o qualche amico, i solitari al computer e i cruci puzzle e By Marcella, la seconda casa. «Vorrei insegnare ai miei a farsi fregare meglio dai fornitori», si rammarica. Usa una sola mano, ma le basta. Vorrebbe imparare ad usare meglio il computer e cerca qualcuno che le insegni a navigare su internet.
Si è fatta fare due tatuaggi: uno tribale a ridosso del fondo schiena e uno nel polso. «Volevo verificare se avevo sensibilità nella pelle», spiega mentre esibisce un ghigno beffardo.
Vorrebbe incontrare i calciatori della Juventus (che giocherà a Cagliari il 29 novembre). Tifosa sfegatata, nel '96 era all'Olimpico di Roma ad assistere alla finale di Coppa dei campioni (Juve - Ajax 5-3), era a Monaco l'anno successivo quando la squadra allenata da Lippi perse la seconda finale consecutiva con il Borussia (1-3), era ad Amsterdam ad assistere alla vittoria del Real Madrid, altra finale persa. Ammira Alex del Piero, unico superstite di quell'epoca. «Vorrei incontrarlo», dice, anche se una volta con l'aiuto del padre gli ha scritto una lettera ma lui non le ha risposto.
Antonello dice che se Alessandra fosse in grado di guidarla le ricomprerebbe una moto d'acqua. Ma non può. Forse lo dice per stimolarla, per spostare in avanti l'asticella e indurla a conquistare un altro record. Quest'estate sono stati a Miami, dove Giada ha un fidanzato. Le foto la ritraggono a Villa Vizcaya, in ristorante, in un centro commerciale, nel lungomare. I suoi pensano di aprire un locale lì e di trasferirsi con lei.
Ale ci pensa: «Mi piacerebbe». Ma prima vorrebbe incontrare i medici che le avevano predetto uno stato vegetativo perenne. «Vorrei guardarli in faccia e dirgli: O teste di cavolo, perché mi avete detto che non mi sarei mai ripresa. Avreste fatto così se si fosse trattato dei vostri figli?» .





Autunno - 1

Autunno 18


Immagine di franca "Autunno"


Autunno


Per le strade ho visto
i primi cesti ricchi d'autunno!
Castagne...funghi profumati di terra
l'antico melograno sta per donare
i suoi frutti ricchi di buon augurio!
Nei vicoli si sente...
il profumo del mosto che ribolle nei tini.
Mi manca il giallo degli alberi
e quel dolce calare di foglie
accompagnate da folate di vento.
Piano...piano la terra si copre di
pennellate di giallo di rosso
il pittore ci regala un'immagine
di una morte solo apparente.
Per i giovani semi la vita si assopisce
sotto uno strato di foglie
per donarci in primavera ancora la vita.
La sera quando il primo freddo
si fa sentire penso alla mia vita passata
guardo in silenzio la fiamma
scoppiettare nel camino
e dalla finestra della sala
restano i rami spogli dell'albero delle noci
le ultime  foglie rimaste cadono silenziose.
Con gesti lenti attizzo la legna
in cerca di calore
una nuvola di faville colorate
fuggono nella cappa  annerita dal tempo
m' assesto nella poltrona
con gli angoli consumati
accarezzo il tessuto
cerco nell'ordito la trama
della mia vita che è appena passata.
Stringo il mio corpo tra le mie braccia
sono felice che posso ancora godermi
la vita e la bellezza delle stagioni.
franca bassi


autunno21


 Immagine di franca "Autunno Piccolo Tibet"


DEPILAZIONE INTEGRALE: VIZIO O SFIZIO?!?

DEPILAZIONE INTEGRALE: VIZIO O SFIZIO?!? Leggi ancora...

LA GELOSIA PER RIACCENDERE LA PASSIONE!

LA GELOSIA PER RIACCENDERE LA PASSIONE! Leggi ancora...

Senza titolo 1681

  L'AVETE SENTITO QUESTO PROVERBIO ?  :-)


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27.9.09

Senza titolo 1680

  VI PIACE QUESTA VIGNETTA ?  :-)


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Er bucio!

immagine strana della serata


Immagine di franca "Er bucio"


Lo sai?
Er mònno è bello
epperché è vàrio!
Non tutte le ciammelle
sortono co' er bucio!
Ce so' ciammelle e ciammelle
Ce so' quelle tonne e belle
ce so' invece quelle senza er bucio
ma so sempre ciammelle
e so' sempre bòne e belle!
franca bassi
                                       
                                               

il senatore. di Fdi Mamia non riesce. a. girarsi dall'altra parte. quando. vede una coppia. che. gay. che. scambia. effusioni

Canzoni suggerite  L'amore merita     di Greta Manuzi, Roberta Pompa e Simonetta Spiri ‧ 2016 Il figlio del re   di Piero Maras Neppure ...