trovato questo articolo de il il nord sardegna di 10 giorni fa .Questa è una risposta anche a tutti gli autenti del mio ( visto che vi aderisco cioè vinscrivono alcuni dui voi , e molti voi ricevono sula loro bacheca gli aggiornamenti , essendo iscritti all'opzione networkedblog di facebook ) che mi dicono che sonoa ntimericano . Specifico che il mio anti americanesimo se cosi si puuò chiamare e solo contro le decisioni che i governabnti prendono e non contro le prsone o lo stato in se .
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L'accusa delsoldato sulitovittime uranio.com:l'ho fatto per evitare altre tragedie
Marco Mostallino
marco.mostallino@epolis.sm
«Avevo un bellissimo bimbo, il secondo figlio, che abbiamo avuto dopo che io ho operato per lungo tempo nel Poligono sperimentale di Salto di Quirra in Sardegna e ho partecipato atre missioni in kosovo. Mio figlio è morto subito dopo l’operazione di asportazione del neuroblastoma a un rene con il
quale era nato. Mio figlio aveva appena trenta giorni».A Quirra è tutto o ma adesso c'è un padre che racconta un'altra storia. L'uomo ha scritto al sito vittimeuranio.com in queste ore, due anni dopo la perdita del bambino. Un lungo scarto, per elaborare la perdita, per trovare il coraggio, per trasfor-
mare il dolore privato in unapubblica denuncia. «L'ho fatto - spiega il militare - perché mi auguro che
anche il mio caso personale possa aiutare a capire il perché dell’insorgenza di quel tipo di tumore».
L'uomo non accusa, però racconta. E sollecita indagini per capire le ragioni della malattiae della morte del suo bambino.
Un appello che cadrà quasi certamente nel vuoto. Il Poligonodi Quirra è troppo prezioso per le forze armate italiane, le quali probabilmente non utilizzano armamenti all'uranio impoverito. Però il territorio viene costantemente affittato a forze armate e industrie belliche straniere, le quali non rivelano alcun particolare sui test, sui lanci, su tipo di missili,
proiettili ed esplosivi sottoposti a prova in cambio di forti sommeversate alla Difesa italiana. LoStato incassa, tace e non indaga sulla salute dei cittadini. E spara e inquina a sua volta, perché nei sistemi missilistici anticarro - lo ha ammesso ufficialmente l'Esercito - sono contenute quantità rilevanti di amianto edi altre sostanze tossiche. Quirra dunque è un buon affare e la tutela della vita umana è passata da tempo, molto tempo in secondo piano. Accordi internazionali, contratti, missili e denaro pesano più della incolumità non solo dei civili, ma degli stessi militari.






