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23.4.05

Il samsara spezzato - Insonnia e delirio in una notte di mezza primavera

Ho sognato Dio, e son stato geloso.
Era come un bel bambino che nel gelido inverno della vita sta tutto il tempo davanti alla finestra della sua piccola e calda baita. E lui guarda il paesaggio innevato. Il sole brilla in alto nel cielo e qualche fiocco scende tranquillo e maestoso,e i suoi occhi sono fissi su un bell'albero di ciliegio in fiore; il contrasto del rosa dei fiori con il bianco della neve è proprio un paradiso per gl'occhi. Stava lì, tutto attento e appiccicato al vetro per non perdersi neanche un secondo di ognuno di quei sei miliardi di fiori; certi sono così belli che solo ad ammirarli se ne sentiva il profumo dolce. Assiste ogni giorno, sempre con la stessa meraviglia e lo stesso stupore che solo un bambino può avere, guarda quelle piccole opere d'arte nel loro breve processo di vita. Ad ogni fiore caduto spunta la gemma che lo sostituisce, e la vede gonfiarsi e cambiare fino ad aprirsi in una meraviglia di colore. Altre gemme nascono sottosviluppate e sembrano già destinate a morire, ma avvolte le stesse sbalordiscono per la loro energia e riescono a sbocciare in tutta la loro bellezza. Certi altri hanno la sfortuna di nascere su un ramo marcio e purtroppo non è colpa loro se li son nati, e nonostante le apparenze, con gran forza si tirano su le maniche e iniziano a crescere nel modo giusto, tanto da rendere vivo tutto il ramo malato. E tutti questi fiori sono diversi fra loro proprio come i cristalli del ghiaccio e quando giunge l'ora di cadere al suolo trascinano nella loro prossima gemma ciò che son stati. Il loro karma sarà la loro prossima guida a monito di un esistenza migliore e starà a loro scegliere come crescere e se aprirsi. Qualche fiore in una fioritura riesce ad aprirsi in tal modo che i suoi petali sono innumerevoli e dal profumo unico e penetrante. Sono quei fiori che avranno la fortuna di interrompere la loro sofferente ed infinita rinascita; da fiore diventeranno finalmente frutto. Un frutto che segnerà la fine e sarà un nuovo inizio per i fiori vicini. Il freddo colpisce solo certi fiori come se fosse una stupida prova di forza. E lui li guarda da dietro il vetro, li ama tutti e morirebbe di dolore se la fioritura si interrompesse, e sa di essere impotente verso tutti quei fiori malati e raggelati, perché anche se ne aiutasse uno solo tutti gl'altri reclamerebbero a gran voce lo sgarbo subito. Ma è ingiusto modificare ciò che matrigna natura ha creato. Come è ingiusto stare appeso lì, al freddo, con le nuvole che coprono dal sole le già sfortunate gemme. E le più deboli sperano di sbocciare prima di cadere.
Sono geloso; del caldo della baita e della bella e sofferente vista.


Dio è proprio un bastardo se permette tutto questo!

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