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29.5.26

il perdono. è anche. il non decidere

Eric de Luca e frasncesco de Gregori due. faccie della stessa medaglia ?

Spiace deludere qualcuno\a ,ma queste parole [ vedi  foto a lato ]- sconcertanti ma non sorprendenti per chi segue e legge Erri De Luca da anni - non dimostrano affatto che allora avevamo tutti preso un abbaglio e che - cito - “lo dice anche lui” (ovvero, traduco ”uno dei “vostri”), né cancella con due righe di giornale quasi tre anni di genocidio, acclarato e certificato da vari organi internazionali, tra cui - uno su tutti - l’Onu.
Esse Non cancellano né normalizzano i danni immani prodotti dalla moderna concezione di sionismo e dalla sua attuale degenerazione in senso colonizzatore, teocratico, suprematista e ultra nazionalista. 
Semmai dimostrano qualcosa di molto più umano e per certi versi doloroso da accettare: che essere grandi scrittori, avere una mente e una penna straordinaria non esime e non salva dallo scrivere sesquipedali sciocchezze storiche, politiche e umane.
E saper scindere i libri dall’uomo, lo scrittore dalle convinzioni personali, la stima nei confronti di un autore dal rispetto della verità, beh, è un esercizio intellettuale raro, difficile, faticoso. Infatti anche Caravaggio era un assassino, Maradona un cocainomane e la sfilza di artisti, pittori, scrittori, umanamente “merdacce” sarebbe infinita. Bisognerebbe saper distinguere l’uomo dall’artista. So che è difficile, ma se non lo si fa, è la fine  !  ed  oggi più che mai necessario. Quello che ha detto Francesco De Gregori più. precisamente : « Che titoli ha un uomo di spettacolo per dare lezioni? C'è bisogno che #BruceSpringsteen dica che è contro l'amministrazione #DonaldTrump? Non credo". E poi il colpo di genio, quasi socratico nella sua ostentata umiltà da finto tonto: "Io ho le idee confuse, e mi sembra onesto averle confuse ». sull’inutilità di un artista che sceglie di prendere una posizione, la sua presunta “lezione” a un mostro sacro come Springsteen per essersi schierato contro Trump, il suo disinteresse nei confronti di Gaza come se non ci riguardasse, l’allergia storica - e non certo nuova - a qualunque impegno pubblico e politico nel senso più alto e nobile del termine rappresenta per me e tanti come me e tutti quelli \ quelle  della  la mia generazione ( anni 60\70 )  
cresciuti a pane e De Gregori una ferita non sanabile e non rimarginatile visto che lui. e sempre stato schierato.  
Erri De Luca e Francesco De Gregori, in fondo sempre secondo Tosa ,non sono che due facce della stessa medaglia: il primo che rifiuta la realtà perché non riesce a trovare conferma alle proprie opinioni, il secondo che rifiuta di avere un’opinione perché è direttamente al di fuori della realtà. E francamente non so cosa mi faccia più spavento. 
Tosa   sbaglia  in parte. Quando. Dice   Nel mettere. Sullo stesso piano Dre Gregori. E Eric del Luca. . Infatti A quest. Analisi  aggiungo  alcune. Considerazioni . 1) La   dichiarazioni di De Gregori.  sono  curiose perchè. come dice la. cantante. Elisa su il  fatto quotidiano   del 29\5\2026 ( qui l'articolo completo)  : « [... ] 
De Gregori ha dichiarato che non è necessario che gli artisti si espongano su certi temi o facciano proclama. Lo imbarazzano. Che ne pensi?Credo che questa sia una sua personalissima visione. È una posizione curiosa, se pensiamo che la sua generazione ha vissuto l’epoca in cui la musica è stata il motore trainante dei movimenti giovanili più rivoluzionari della storia, dal ’68 a Woodstock. Francesco è da sempre un pensatore originale e fuori dal coro. Per me rappresenta un punto di riferimento assoluto e lo ascolto con lo stesso rispetto che si deve a un filosofo. ​Tuttavia, questa volta non sono del tutto d’accordo con lui. Come mai? Sento il bisogno di mantenere accesa la speranza. Esiste una critica comune secondo cui i cantanti dovrebbero limitarsi a cantare, ed è una visione legittima. In un’epoca di ‘tuttologia’ diffusa, il rischio di generare confusione e disinformazione è reale. Ma è altrettanto vero che quando figure provenienti da settori diversi si espongono per accendere i riflettori su un’ingiustizia, aiutano a fare emergere il problema, creando un’evidenza collettiva. »
Ma  secondo me è perché  sarà  stanco  di combattere  e preferisce rifugiarsi completamente  nel privato cioè attuare il. Riflusso  \Attendismo  come di mostra i. suoi ultimi lavori dove  si limita  a. fare. e rifare solo le sue vecchie canzoni. . 2)  Mentre  per Eric  de. Luca non si capisce. da che parte. sta. visto che  ha capito la .....  boiata per  poi chiedere scusa  se.  da. ex. extraparlamentare stia  con  chi ruba. Nei supermercati o Chi Gli ha. Costruiti rubando oppure come molti extraparlamentari ,Lotta. Continua.in particolare  si. sia. anche lui impelagato al potere poloitico\. culturale  . Infatti.  Se. Inizialmente poteva essere. Vista. Come. Una provocazione. Ora. Non lo. È più.  Infatti 
Le dichiarazioni dello scrittore Erri De Luca (spesso trascritte come "Eric") non sono una provocazione, ma posizioni espresse direttamente e fermamente in prima persona. 
Durante un suo intervento a Gerusalemme per l'International Writers Festival, lo scrittore ha affermato esplicitamente quanto segue: 
* Sul sionismo: Si è definito sionista, intendendo con questo termine il semplice riconoscimento del diritto degli ebrei a una patria nazionale e a una difesa esistenziale.
* Sul genocidio: Ha negato che a Gaza sia in corso un genocidio, definendo questa parola una "distorsione storica e verbale". 
Queste frasi hanno suscitato un'enorme bufera mediatica e fortissime polemiche nel dibattito pubblico. In seguito alla reazione e allo sconcerto di molti sostenitori della causa palestinese, De Luca ha poi precisato di non voler offendere la sensibilità di chi sostiene tale causa – che lui stesso ha dichiarato di condividere – scusandosi per l'incomprensione sull'uso della parola "sionismo". 
Per un quadro completo delle sue parole, è possibile leggere i dettagli dell'intervista pubblicata su Il Foglio e gli articoli di approfondimento raccolti da Il Libraio. Io pensa. Che. Le dichiarazioni dello scrittore Erri De Luca (spesso trascritte come "Eric") non sono una provocazione, ma posizioni espresse direttamente e fermamente in prima persona
 . Infatti Durante un suo intervento a Gerusalemme per l'International Writers Festival, lo scrittore ha affermato esplicitamente quanto segue: [I]


  • Sul sionismo: Si è definito sionista, intendendo con questo termine il semplice riconoscimento del diritto degli ebrei a una patria nazionale e a una difesa esistenziale.
  • Sul genocidio: Ha negato che a Gaza sia in corso un genocidio, definendo questa parola una "distorsione storica e verbale". [I, II, III]
Queste frasi hanno suscitato un'enorme bufera mediatica e fortissime polemiche nel dibattito pubblico. In seguito alla reazione e allo sconcerto di molti sostenitori della causa palestinese, De Luca ha poi precisato di non voler offendere la sensibilità di chi sostiene tale causa – che lui stesso ha dichiarato di condividere – scusandosi per l'incomprensione sull'uso della parola "sionismo". ]Per un quadro completo delle sue parole, è possibile leggere i dettagli dell'intervista pubblicata su Il Foglio e gli articoli di approfondimento raccolti da Il Libraio. 
Ora sto pensando di  fare  anch'io cosi  sia con 





 e  forse. con de Gregori . Ma se. con il primo. è più facile con il secondo è pià difficile . Staremo a vedere  come si evolverà la  cosa  cioè. riuscirò  ad risolvere. questo mio dilemma 
 

28.5.26

Manuale di autodifesa e. anti aggressione I consigli dell’esperto anti Antonio Bianco, aggressione Antonio Bianco cintura nera di karate, 6° dan puntata n LXXXVI ; « LE EMOZIONI E I SINTOMI DA STRESS POST-TRAUMATICO »

Articolo interessante  questo  di Antonio Bianco peccato  che affronti  l’argomento  stress traumatico solo nel casoPost aggressione .

In realtà esso avviene  anche prima .Ecco l'articolo. in questione 


Forse non tutti sanno che l’amigdala è una piccolastruttura a forma di mandorla che si trova nei lobi temporali del cervello e che fa parte del sistema limbico. Svolge un ruolo centrale nell’elaborazione delle emozioni, in particolare quando si tratta di paura e di minaccia, e nell’attivazione delle risposte di sopravvivenza       Quando una persona percepisce un pericolo, come nel  caso di un’aggressione, l’amigdala agisce in qualche modo come un sistema di allarme rapido.                                Riceve informazioni sensoriali (visive, uditive) e le valuta in modo immediato, spesso prima ancora che la corteccia cerebrale – responsabile del ragionamento consapevole – possa analizzarle in dettaglio. Se interpreta lo stimolo come minaccioso, attiva una risposta automatica che si chiama “fight or flight” (attacco o fuga). Questa risposta comporta l’attivazione del sistema nervoso autonomo e il rilascio di ormoni dello stress come l’adrenalina e il cortisolo. Il corpo si prepara così all’azione: aumenta la frequenza cardiaca, i muscoli si tendono, la respirazione accelera e l’ attenzione si focalizza sul pericolo. In situazioni di aggressione, questo meccanismo può facilitare reazioni rapide come difendersi, fuggire o rimanere immobilizzati (freezing). L ’amigdala è anche coinvolta nella formazione dei ricordi emotivi. Eventi traumatici, come un’aggressione, possono essere immagazzinati con una forte componente emotiva, rendendoli vividi e persistenti. Questo spiega perché alcune persone sviluppano sintomi da stress post-traumatico: l’amigdala può rimanere iperattiva, reagendo a stimoli che ricordano l’evento. In sintesi, l’amigdala è fondamentale per la sopravvivenza perché permette di reagire rapidamente al pericolo, ma la sua iperattivazione in contesti traumatici può contribuire a difficoltà emotive successive, con conseguenze che si protraggono nel tempo e vanno oltre la mera circostanza di una potenziale aggressione.


 Infatti secondo IA MODE  e siti   in esso riportati Lo stress traumatico durante un'aggressione è una reazione psicofisica estrema. Il cervello attiva il sistema di "attacco o fuga". Se sopraffatto, innesca la dissociazione: scollega la mente dal corpo per proteggere la psiche dal dolore, rendendo l'evento confuso o frammentato. [12345]


Le Fasi dello Stress nell'Aggressione

  1. Reazione immediata (Stress Acuto): Il corpo viene inondato da adrenalina e cortisolo. Possono manifestarsi:
    • Perdita di lucidità e paralisi temporanea (freezing).
    • Alterazione della percezione del tempo (il tempo sembra rallentare o accelerare).
    • Sensazione di irrealtà o distacco dal proprio corpo (depersonalizzazione). [123]
  2. Conseguenze a lungo termine (PTSD): Se il trauma non viene elaborato naturalmente, può evolvere nel Disturbo da Stress Post-Traumatico (DPTS).
    • Intrusione: Flashback, incubi e ricordi improvvisi e incontrollabili.
    • Evitamento: Tendenza a isolarsi e a evitare luoghi o persone che ricordano l'aggressione.
    • Iperattivazione: Stato di allerta costante, irritabilità, insonnia e scatti di rabbia. [1234]

 

27.5.26

festina lente


Per chi non. sapesse il latino o. ha. poca. conoscenza. dei classici. e. degli antichi detti.
 IL termine  usato nel  titolo , Festìna lente,  « traducibile in italiano come "affrettati lentamente", è una locuzione latina attribuita all'Imperatore Augusto dallo storico latino Svetonio. In realtà, nel testo di Svetonio (Vite dei dodici Cesari. Augusto, 25, 4), viene riportata una citazione di Augusto (in greco antico, σπεῦδε βραδέως spèude bradéōs), della quale "festina lente" è la traduzione latina. La locuzioneunisce, in un ossimoro, due concetti antitetici, velocità e lentezza, e sta a indicare un modo di agire senza indugi, ma con cautela. [... https://it.wikipedia.org/wiki/Festina_lente  ] »

E. proprio pensando  a questa. frase  che mi diceva mia nonna. paterna  Non so. come mi. è. ritornata. in mente. questa vecchia pubblicità. di. 8 anni. anni fa. circa 

 

 

 Abbiamo tra le mani un grande potere, e le scelte che compiamo ogni giorno possono davvero fare la differenza: ce lo dimostra il nuovo spot Huawei, metafora di come un gesto semplice come postare anche una foto sui social network possa avere conseguenze nefaste. Evitarlo dipende solo da te, da noi. Infatti Il video ha come protagonista un'adorabile animaletto sconosciuto, lo Gnu Gnu. Un ragazzo in bicicletta scopre nel bosco l'esistenza dello Gnu Gnu, e lo fotografa con il suo smartphone Huawei. E' una scoperta sensazionale che dovrebbe essere condivisa con gli amici: basta uno smartphone, una fotocamera ed una connessione internet perché il destino della creaturina sia inevitabilmente segnato. Ma dopo avere pensato alle possibili conseguenze della condivisione della foto, il ragazzo fa la scelta giusta, evitando così delle sofferenze all'innocente Gnu Gnu da parte della pericolosa idiozia e cattiveria umana, lasciandolo così vivere in pace e libertà.Scelta. che. dovremo fare tutti. noi. , sottoscritto. compreso , quando ( esperienza personale ). ci. passano certi. video o meme.  

E. sempre. a proposito  di lentezza   concludo.    con questa.   canzone

 


  in onda. ora   fra lista.  di YouTube  che.  sto ascoltando in sottofondo mentre scrivo . 

ECCO PERCHÈ LA. SINISTRA E LA DESTRA PARLAMENTARE SONO UN BLOCCO PER IL PAESE E CAUSANO LA DECADENZA

   





Leggo  ascoltando. su. spotfy  la. colonna. sonora. d'oggi ( vedi. fine. post  ) Che 

Maurizio De Giovanni: “Il Pd fa come tutti: sceglie l’usato che perde, anche perché manca il tempo per investire sui giovani” […. ]   da

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/05/27/elezioni-marizio-de-giovanni-il-pd-fa-come-tutti-sceglie-lusato-che-perde-anche-perche-manca-il-tempo-per-investire-sui-giovani/8400097/

 e  Massimo. Grammelini […]  

Chissà se un giorno la sinistra smetterà di cercare i suoi modelli tra i capi della nomenclatura, invece che tra le tante persone della società civile che certi valori li enunciano di rado, forse perché li praticano davvero.


In essi Trovo  conferma  del perchè,Come dal  titolo. del post. odierno , l’Italia sta. Andando sempre di più a Ramengo . Infatti.l’equilibrio. poi divenuto.  Blocco.  Della. Guerra fredda ( le  scosse  del1992\4 )  e  quella  (vedere  foto d'apertura. post ) :«Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno. Scopriremo tutti gli inciuci, gli inciucetti e gli inciucioni : […] » l’Italia arranca  come la. ballata. dell'uomo. ragno. e. decidendo da. che. parte stare se. stare  con. chi ruba nei. supermercati o. gli ha. costruiti. rubando ❉  cercando o. almeno provando  a cercare  un Godot ✼  fra deputati partiti incendiari ed Incendiari arrivati pompieri ( in realtà. volendo essere. fedeli alla citazione. La frase esatta a  cui  faccio  riferimento è  ” Partono tutti incendiari e fieri / Ma quando arrivano sono tutti pompieri" ) ❉❉ ❉

Concludo con  , scusate. la. volgarità, FNCL  alle «accuse d'arrivismo, dubbi di qualunquismo, [ che ] son quello che mi resta » ❉❉❉ e a me stesso.   che. ancora trova. la. forza di andare a. votare 


Colonna  sonora. 

 La ballata dell'uomo ragno    Francesco de Gregori ✱

chi ruba nei supermercati. Francesco  de Gregori  ✱

Aspettando Godot  Claudio Lolli ✱✱

Ti ti ti ti, Rino Gaetano ✱✱✱

L'avvelenata  di  Francesco Guccini ✱✱✱✱






26.5.26

diario di Bordo n 144 anno. V Leggo , vedo tv e web tv . Anticipazioni e conferme





Nel odierno di Diario. Di bordo come da titolo segnalo l e recensisco alcune cose. Viste o che dovrò vedere . Iniziamo.Da quello. Che ho visto .
L’ultima puntata ( in realtà è il.Film Peaky Blinders: The Immortal Man ) dell’ultima Stagione ( ? ) dei. peaty blinders .

Un finale prevedibile e scontato per chi ha seguito le. 6 stagioni della serie di cui il film. È l’atto conclusivo .
Ma è bello ed bello tanto che il film è allo stesso tempo spontaneo e imprevvedibile può essere visto come qualcosa di autonomo anche da. Coloro che. Non hanno visto la serie . Non mi è dispiaciuto o almeno non completamente ( come mi successo con altre serie dove la prevedibilità Era troppo esagerata ) in quanto a volte essa è meglio di finali troppo ovvi e scontati ovvero costruiti a Tavolino e quindi poco spontanei . Ma soprattutto perchè rappresenta in maniera eccellente. Il percorso interiore del protagonista che trova la pace inferiore nel finale . Quandi mi chiedo di come sarò il sequel se una. Continuazione della storia familiare o il classico battere il ferro finché è caldo o se. Preferite il classico raschiare il fondo del barile pur di portare a casa la pagnotta

Passiamo ora cose appena uscite o di Prossima. Uscita .

La prima è. : Ferite A morte di Serena. Dandini. un saggio fondamentale sulle ventuno costituenti rimosse dalla storia, che hanno lottato per l’emancipazione e l’uguaglianza. “Hanno trasgredito. E
con la loro ribellione hanno aperto una strada che oggi stiamo ancora percorrendo, e ci hanno permesso di pensarci libere. Un safgio da  far leggere.  8 marzo. e. il. 25. aprile. ma. non solo nelle  scuoleperchè esse. Sono le Madri della nostra libertà”. Infatti leggo. nell'introduzione  di. Amazon. che 
Ferite a morte nasce dal desiderio di raccontare le vittime di femminicidio. Ho letto decine di storie vere e ho immaginato un paradiso popolato da queste donne e dalla loro energia vitale. Sono mogli, ex mogli, sorelle, figlie, fidanzate, ex fidanzate che non sono state ai patti, che sono uscite dal solco delle regole assegnate dalla società, e che hanno pagato con la vita questa disubbidienza. Così mi sono chiesta: 'E se le vittime potessero parlare?' Volevo che fossero libere, almeno da morte, di raccontare la loro versione, nel tentativo di ridare luce e colore ai loro opachi fantasmi. Desideravo farle rinascere con la libertà della scrittura e trasformarle da corpi da vivisezionare in donne vere, con sentimenti e risentimenti, ma anche, se è possibile, con l'ironia, l'ingenuità e la forza sbiadite nei necrologi ufficiali. Donne ancora piene di vita, insomma. 'Ferite a morte' vuole dare voce a chi da viva ha parlato poco o è stata poco ascoltata, con la speranza di infondere coraggio a chi può ancora fare in tempo a salvarsi.






da Amazon

Ferite a morte nasce dal desiderio di raccontare le vittime di femminicidio. Ho letto decine di storie vere e ho immaginato un paradiso popolato da queste donne e dalla loro energia vitale. Sono mogli, ex mogli, sorelle, figlie, fidanzate, ex fidanzate che non sono state ai patti, che sono uscite dal solco delle regole assegnate dalla società, e che hanno pagato con la vita questa disubbidienza. Così mi sono chiesta: 'E se le vittime potessero parlare?' Volevo che fossero libere, almeno da morte, di raccontare la loro versione, nel tentativo di ridare luce e colore ai loro opachi fantasmi. Desideravo farle rinascere con la libertà della scrittura e trasformarle da corpi da vivisezionare in donne vere, con sentimenti e risentimenti, ma anche, se è possibile, con l'ironia, l'ingenuità e la forza sbiadite nei necrologi ufficiali. Donne ancora piene di vita, insomma. 'Ferite a morte' vuole dare voce a chi da viva ha parlato poco o è stata poco ascoltata, con la speranza di infondere coraggio a chi può ancora fare in tempo a salvarsi. Ma non mi sono fermata al racconto e, con l'aiuto di Maura Misiti che ha approfondito l'argomento come ricercatrice al CNR, ho provato anche a ricostruire le radici di questa violenza. Come illustrano le schede nella seconda parte del libro, i dati sono inequivocabili: l'Italia è presente e in buona posizione nella triste classifica dei femminicidi con una paurosa cadenza matematica, il massacro conta una vittima ogni due, tre giorni." (Serena Dandini )





La seconda e la nuova serie "Due spicci" di Zero Calcare

 che pare. non sia  al contrario di quel che mi sembra  dalle recensioni che  ho letto in particolare : 1)  https://fumettologica.it/2026/05/due-spicci-zerocalcare-serie-tv-netflix-recensione/ . 2).  sempre. di. fumettologica Due spicci di Zerocalcare è un po’ la solita roba  3) https://movieplayer.it/articoli/due-spicci-recensione-zerocalcare-serie-animata-netflix_37531/
,  dal Promo 


 la continuazione diretta delle due serie precedenti, ma una storia del tutto autonoma e inedita. Pur mantenendo lo stesso stile di animazione, l'universo narrativo e i personaggi storici (come l'Armadillo, Sarah e Secco). Quindi la trama non prosegue le vicende di Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, ma esplora nuove tematiche e conflitti.Sembra. buona ed. interessante.


Concludo commentando.  sempre. più  schifato la politica  vergognosa  di questa destra non solo italiana   da.  

Spagna, Vox sfonda nelle aree rurali con braccianti stranieri: non bastano le regolarizzazioni di Sanchez, paga più la narrazione razzista

Il mondo rurale vive da decenni in una condizione di marginalità strutturale. Le politiche neoliberali hanno smantellato l'accesso alle risorse nelle zone interne, i prezzi agricoli sono crollati, i costi di produzione sono esplosi. Le élite locali hanno bisogno dei migranti per raccogliere i loro prodotti però non vengono toccate dal discorso politico di Vox. Sono gli stranieri a diventare il bersaglio


Perché essere sempre felici è tossico: cosa ci insegna Alda Merini sulla tristezza Positività tossica spiegata, la lezione della poesia di Alda Merini e 5 strategie pratiche per riconoscere, nominare e gestire la tristezza

un altra  risposta  a quanto  dicevo nei post precedenti sulla felicita e quella   che viene. dall'articolo. qui. sotto. e. che.  conferma il mio. concetto. di  felicità. 



In breve: la felicità obbligatoria non è salute mentale

Perché essere sempre felici è tossico: cosa ci insegna Alda Merini sulla tristezza
Fonte: getty-images

L’idea di dover essere sempre felice è diventata quasi una regola non scritta: sui social, nei motivi “motivazionali”, persino in certe frasi fatte degli adulti. Ma molti psicologi parlano di positività tossica: quando ti senti in colpa per ogni emozione negativa, non stai meglio, stai solo imparando a nascondere quello che provi.

La poesia di Alda Merini, che ha attraversato periodi di grande sofferenza e ricoveri psichiatrici, mostra l’esatto opposto: la tristezza nominata, guardata in faccia, può diventare parola, arte, consapevolezza. Non è un difetto di fabbrica, è una parte dell’esperienza umana.

Secondo molti studi in psicologia clinica, accettare le emozioni spiacevoli (come tristezza, paura, rabbia) è collegato a una migliore regolazione emotiva e a meno sintomi ansiosi. Questo non significa “crogiolarsi nel dolore”, ma smettere di combattere contro se stessi.

In questo articolo vedrai:

  • perché l’idea di “felicità 24/7” può fare danni
  • cosa suggerisce la poesia di Merini sul valore della tristezza
  • come usare le emozioni difficili per conoscerti meglio
  • alcune azioni concrete per gestire la tristezza invece di subirla

Quando la felicità diventa una gabbia: la positività tossica spiegata semplice

Negli ultimi anni molti psicologi hanno iniziato a usare il termine positività tossica per descrivere quella pressione continua a “pensare positivo” anche quando stai male. Non è la positività in sé il problema, ma l’idea che emozioni come tristezza o paura siano sbagliate, da zittire il prima possibile.

In pratica, la positività diventa tossica quando:

  • ti senti in colpa se sei giù di morale
  • ti dici frasi tipo “non mi posso lamentare” anche se stai soffrendo
  • minimizzi sempre i problemi degli altri con “andrà tutto bene”
  • usi il sorriso come maschera per non fare domande scomode a te stesso

Alcune ricerche in psicologia suggeriscono che sopprimere le emozioni negative in modo cronico può aumentare stress, tensione fisica e senso di solitudine. Se nessuno vede il tuo dolore, inizi a pensare che il problema sia tu, non la situazione che stai vivendo.

La cultura social amplifica tutto questo: vedi solo momenti felici filtrati, confronti il tuo “dietro le quinte” con il “best of” degli altri e concludi che sei tu quello sbagliato. In questo contesto, l’idea di Merini che la sofferenza possa essere detta, scritta, persino condivisa, è quasi rivoluzionaria: ti ricorda che non sei un fallimento se oggi non sei felice.

Come Alda Merini trasforma la tristezza in forza emotiva

Alda Merini non ha mai nascosto la propria fragilità. Nei suoi testi la tristezza non è un difetto da cancellare, ma una presenza con cui dialogare. In molte poesie emerge l’idea che il dolore, se ascoltato, possa diventare conoscenza di sé. Questo è molto vicino a quello che diversi psicologi chiamano oggi “funzione informativa delle emozioni”.

La tristezza, infatti, spesso segnala:

  • che hai perso qualcosa di importante
  • che un tuo bisogno non è stato ascoltato
  • che una relazione o una situazione non ti fa più bene
  • che è il momento di fermarsi e rivedere le priorità

Nella poesia di Merini, la sofferenza non viene romanticizzata, ma neanche censurata.

È lì, cruda, ma trasformata in linguaggio. Questo passaggio – dal sentire al dire, dallo stare male al mettere in parole – è simile a ciò che in psicoterapia viene considerato un passo fondamentale: dare un nome a ciò che provi.

Quando leggi versi che parlano di follia, mancanza, abbandono, e ti ci riconosci, succede qualcosa di importante: capisci che non sei l’unico a provare certe cose. Questa normalizzazione della tristezza può ridurre la vergogna e aprire lo spazio per chiedere aiuto, o anche solo per essere più onesto con te stesso.

Il lato nascosto della tristezza: cosa ti sta dicendo davvero

C’è un aspetto che spesso si sottovaluta: la tristezza, se non viene schiacciata subito, può diventare una bussola. Non piacevole, certo, ma utile. Alcuni studi in psicologia delle emozioni indicano che gli stati d’animo negativi possono portare a una maggiore attenzione ai dettagli, a più realismo nelle valutazioni e a decisioni più ponderate.

Tradotto nella tua vita quotidiana, la tristezza può aiutarti a:

  • capire quali relazioni ti fanno stare davvero bene
  • riconoscere quando stai forzando una scelta solo per compiacere gli altri
  • accorgerti che hai bisogno di riposo o di cambiare ritmo
  • prendere sul serio un malessere che rimandi da troppo

La poesia di Merini mostra spesso personaggi feriti ma lucidi, consapevoli delle proprie crepe. Non c’è l’idea di “guarire” diventando invincibili, ma di abitare le proprie feritesenza vergogna. Questo è molto vicino al concetto di “accettazione emotiva”: non scegliere di essere tristi, ma smettere di combattere contro il fatto che, in certi momenti, lo sei.

Per uno studente, questo può cambiare parecchio: invece di giudicarti perché non sei sempre motivato, puoi iniziare a chiederti cosa c’è dietro quella stanchezza o quel vuoto. E magari scoprire che non sei pigro, ma sovraccarico, o che stai seguendo un percorso che non senti tuo.

Cosa puoi fare adesso: 5 modi sani di stare con la tua tristezza

Non puoi decidere di essere felice a comando, ma puoi scegliere come trattare le tue emozioni difficili. Ecco alcune azioni concrete che puoi provare, ispirate anche al modo in cui Merini trasformava il dolore in parola:

  • Scrivi quello che provi, senza censura

Prendi un quaderno o le note del telefono e per 10 minuti scrivi tutto, come viene. Non deve essere poesia, non deve essere bello. Serve solo a tirare fuori.

  • Dai un nome preciso all’emozione

Invece di dire “sto male”, prova: “mi sento deluso”, “mi sento solo”, “mi sento inadeguato”. Dare un nome specifico, secondo diversi psicologi, aiuta a regolare meglio ciò che senti.

  • Parlane con qualcuno sicuro

Un amico, un adulto di fiducia, uno psicologo scolastico se c’è. Non devi avere una storia perfetta da raccontare. Puoi anche dire: “non so bene cosa provo, ma non sto bene”. Il punto è non restare chiuso.

  • Riduci il confronto tossico sui social

Se nei momenti no passi ore a guardare vite perfette, è probabile che la tristezza peggiori.

Puoi limitare il tempo sui social o silenziare per un po’ gli account che ti fanno sentire sempre indietro.

  • Chiedi aiuto professionale se il buio si allunga

Se la tristezza dura a lungo, ti toglie energia, ti isola o ti fa pensare di farti del male, è importante parlarne con uno specialista (psicologo, medico, consultorio). Non è un fallimento, è una forma di cura di sé.

Non devi trasformare ogni dolore in poesia come Alda Merini, ma puoi imparare da lei una cosa fondamentale: non sei sbagliato perché sei triste. La vera forza non è essere felice sempre, ma restare onesto con quello che provi e cercare gli strumenti giusti per attraversarlo.