Nel odierno di Diario. Di bordo come da titolo segnalo l e recensisco alcune cose. Viste o che dovrò vedere . Iniziamo.Da quello. Che ho visto .
L’ultima puntata ( in realtà è il.Film Peaky Blinders: The Immortal Man ) dell’ultima Stagione ( ? ) dei. peaty blinders .
Un finale prevedibile e scontato per chi ha seguito le. 6 stagioni della serie di cui il film. È l’atto conclusivo .
Ma è bello ed bello tanto che il film è allo stesso tempo spontaneo e imprevvedibile può essere visto come qualcosa di autonomo anche da. Coloro che. Non hanno visto la serie . Non mi è dispiaciuto o almeno non completamente ( come mi successo con altre serie dove la prevedibilità Era troppo esagerata ) in quanto a volte essa è meglio di finali troppo ovvi e scontati ovvero costruiti a Tavolino e quindi poco spontanei . Ma soprattutto perchè rappresenta in maniera eccellente. Il percorso interiore del protagonista che trova la pace inferiore nel finale . Quandi mi chiedo di come sarò il sequel se una. Continuazione della storia familiare o il classico battere il ferro finché è caldo o se. Preferite il classico raschiare il fondo del barile pur di portare a casa la pagnotta
Passiamo ora cose appena uscite o di Prossima. Uscita .
La prima è. : Ferite A morte di Serena. Dandini. un saggio fondamentale sulle ventuno costituenti rimosse dalla storia, che hanno lottato per l’emancipazione e l’uguaglianza. “Hanno trasgredito. E con la loro ribellione hanno aperto una strada che oggi stiamo ancora percorrendo, e ci hanno permesso di pensarci libere. Un safgio da far leggere. 8 marzo. e. il. 25. aprile. ma. non solo nelle scuoleperchè esse. Sono le Madri della nostra libertà”. Infatti leggo. nell'introduzione di. Amazon. che
Ferite a morte nasce dal desiderio di raccontare le vittime di femminicidio. Ho letto decine di storie vere e ho immaginato un paradiso popolato da queste donne e dalla loro energia vitale. Sono mogli, ex mogli, sorelle, figlie, fidanzate, ex fidanzate che non sono state ai patti, che sono uscite dal solco delle regole assegnate dalla società, e che hanno pagato con la vita questa disubbidienza. Così mi sono chiesta: 'E se le vittime potessero parlare?' Volevo che fossero libere, almeno da morte, di raccontare la loro versione, nel tentativo di ridare luce e colore ai loro opachi fantasmi. Desideravo farle rinascere con la libertà della scrittura e trasformarle da corpi da vivisezionare in donne vere, con sentimenti e risentimenti, ma anche, se è possibile, con l'ironia, l'ingenuità e la forza sbiadite nei necrologi ufficiali. Donne ancora piene di vita, insomma. 'Ferite a morte' vuole dare voce a chi da viva ha parlato poco o è stata poco ascoltata, con la speranza di infondere coraggio a chi può ancora fare in tempo a salvarsi.

da Amazon
Ferite a morte nasce dal desiderio di raccontare le vittime di femminicidio. Ho letto decine di storie vere e ho immaginato un paradiso popolato da queste donne e dalla loro energia vitale. Sono mogli, ex mogli, sorelle, figlie, fidanzate, ex fidanzate che non sono state ai patti, che sono uscite dal solco delle regole assegnate dalla società, e che hanno pagato con la vita questa disubbidienza. Così mi sono chiesta: 'E se le vittime potessero parlare?' Volevo che fossero libere, almeno da morte, di raccontare la loro versione, nel tentativo di ridare luce e colore ai loro opachi fantasmi. Desideravo farle rinascere con la libertà della scrittura e trasformarle da corpi da vivisezionare in donne vere, con sentimenti e risentimenti, ma anche, se è possibile, con l'ironia, l'ingenuità e la forza sbiadite nei necrologi ufficiali. Donne ancora piene di vita, insomma. 'Ferite a morte' vuole dare voce a chi da viva ha parlato poco o è stata poco ascoltata, con la speranza di infondere coraggio a chi può ancora fare in tempo a salvarsi. Ma non mi sono fermata al racconto e, con l'aiuto di Maura Misiti che ha approfondito l'argomento come ricercatrice al CNR, ho provato anche a ricostruire le radici di questa violenza. Come illustrano le schede nella seconda parte del libro, i dati sono inequivocabili: l'Italia è presente e in buona posizione nella triste classifica dei femminicidi con una paurosa cadenza matematica, il massacro conta una vittima ogni due, tre giorni." (Serena Dandini )
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