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21.4.26

Francesco Massarenti, 45 ann “Io impiegato in un’azienda, a 40 anni mi sono iscritto a Filosofia per non incattivirmi come Achab”

La Filosofia non ti allarga solo l'orizzonte, ma ti insegna il rigore delle parole e del ragionamento.Se avesse studiato Ingegneria elettrotecnica avrebbe solo sommato nel campo in cui lavora. Studiando Filosofia moltiplica, sempre nel campo in cui lavora.

repubblica  14 APRILE 2026 ALLE 15:12 1




Francesco Massarenti, 45 anni, si è convinto dopo la lettura di Moby Dick e l’incontro con uno dei protagonisti del libro: “Prendo le ferie per seguire le lezioni”








A convincerlo è stato Achab. «Un giorno mi sono imbattuto in “Moby Dick” e leggendo le pagine di Melville sul capitano ho pensato che non volevo diventare così incattivito. E mi sono iscritto a Filosofia». Francesco Massarenti, 45 anni, impiegato in un’azienda di multiservizi, diploma da perito elettrotecnico, ha deciso per questo di tornare a studiare.

Come mai non si è laureato da ragazzo?

«Una vita complicata, compresa una figlia da crescere da solo. Oggi ha 12 anni e sono orgoglioso dell’università anche per lei».


Come mai filosofia? Si è iscritto a 40 anni, non ha pensato a un percorso più utile alla carriera?

«A me interessava allargare lo sguardo non la carriera, e così è stato. L’università mi ha offerto i ramponi per andare a caccia della balena bianca».

Come concilia studio e lavoro?

«Non è facile, studio la sera, uso le ferie per andare a lezione. Sono quasi in pari. Sto pensando a una tesi sul consumo idrico da una prospettiva filosofica. Così unisco i miei due mondi».

20.4.26

Maryna Korshun La ex bambina di Chernobyl che vive a Lanusei per amore di un figlio


Dopo  aver letto lo speciale  dell'inserto LA LETTURA del  corriere della sera    della scorsa settimana  (  trovate qui   sul  nostro blog le pagine riguardanti ) , cercando  storie che ampliassero il primo  dei  miei ricordi d'infanzia ( avevo 10 anni )       di cui. hi. ricordi. diretti e. non solo mediati da media e da  ricordi degli altri sul disastro di chernobyl ho trovato  : quest'articolo  di https://wisesociety.it/ambiente-e-scienza/chernobyl-conseguenze-in-italia/
e  questa storia sul sito dell'unione  sarda, di Maryna Korshun psicologa e istruttrice, con un prezioso bagaglio di esperienze tra Bielorussia e Italia che all'epoca era una dei tanti bambini di quelle zone che furono ospitati in italia . Prima  di lasciarvi all'articolo in questione posso dire  che  fu  da questo ricordo   che  hi preso posizione  contraria  al nucleare  come  energia. alternativa  almeno  fin quando  non si troverà il modo  d'usarlo  senza. conseguenze  pericolose e nefaste  per la  salute e per l'ambiente 


  fonte l'unione sarda online 23 settembre 2025 alle 10:02

La ex bambina di Chernobyl che vive a Lanusei per amore di un figlio La storia di Maryna, donna bielorussa che da 38 anni ha scelto l’Ogliastra come seconda patria

                  Tonio Pillonca


Aveva otto anni la bambina di Chernobyl quando, in fuga dal disastro nucleare, mise piede in Sardegna per la prima volta. Da allora, trent’anni a oggi, Maryna Korshun è tornata qui ogni estate (salvo quelle dell’epoca Covid) che Dio mandava in terra. E adesso Lanusei è la sua seconda patria.
«Sono passati trentotto anni». Aldo Masia, imprenditore, e la moglie Lisa Fadda, insegnante, sono i genitori italiani di quella bambina che oggi è diventata donna. E ora è ogliastrina di adozione per amore del figlio Daniil

Maryna Korshun con il figlio Daniil Yermakou (foto concessa)


 Vuole garantirgli un futuro migliore di quello che avrebbe in Bielorussia. E allora lo ha portato con sé in Sardegna. Facendogli percorrere lo stesso itinerario che lei aveva intrapreso trent’anni fa. «Qui allora avevo trovato un altro mondo», racconta la donna, arrivata da Gomel, cento chilometri da Chernobyl. «Lo devo al coraggio di mia madre – racconta – nel farmi andare in un paese straniero mettendo in conto di non sentirmi a lungo. I miei hanno capito che qui in Italia potevo vedere un altro mondo». Diverso rispetto ai luoghi del cuore, quelli che si amano ma talvolta ti stanno stretti. E non ti permettono di spiegare le ali, prendere il volo. «In Bielorussia abitavamo nel bosco, in una caserma. Avevamo pochi soldi, mangiavamo cavoli. Soltanto se mia
 nonna 

Maryna Korshun (foto concessa)
uccideva il maiale si mangiava carne. Anche in conseguenza del disastro nucleare, era tutto contaminato. Allora papà e mamma decisero che ogni anno mi avrebbero mandato qui, a Lanusei. E Aldo Masia, il primo che mi ha accolto, si è assunto una grande responsabilità. “Una volta che ho preso questo impegno io non mollo”, ha sempre detto lui».
La laurea in psicologia e il dottorato nella stessa disciplina conseguiti in Bielorussia hanno aiutato Maryna nella sua esperienza italiana. «Lavoravo come psicologa. Con i bambini, con quelli malati di tumore. Facevo volontariato nell’associazione Funny nose, che si occupava dell’aiuto psicologico ai bambini oncologici e affetti da altre disabilità. Portavamo i fisioterapisti nei villaggi sperduti della Bielorussia, in particolare nella zona di Chernobyl. L’obiettivo era garantire un futuro ai bambini, a quelli che potevano essere curati ma non ne avevano la possibilità, perché i genitori erano o malati, o alcolisti, o senza soldi».
Nel corso della sua attività professionale ecco i primi legami di lavoro con l’Italia, sempre sull’onda dei viaggi fatti fin da bambina. «Ho collaborato con diverse organizzazioni italiane, ad esempio “Una mano per un sorriso-for Children” con la quale abbiamo realizzato il progetto Milesxsmiles nel villaggi della zona di Chernobyl e in una baraccopoli in Kenya. Dalla Bielorussia all’Africa con fatica, impegno, dedizione.
Esperienze che la hanno formata. Maryna adeesso è una madre felice anche per quel figlio che ora è un italiano vero, frequenta la scuola a Lanusei, è perfettamente inserito. Come la mamma, che lavora sodo, da assistente scolastica, da educatrice, da mediatrice culturale, ma non può ancora sfruttare appieno il patrimonio di conoscenza che le deriva dagli studi in Bielorussia. «Sto frequentando di nuovo l’università perché – spiega amaramente – non mi è stato convalidato alcun esame».
La sua vicenda personale ha fatto breccia nel cuore degli ogliastrini e non solo, auspice un video social nel quale lei stessa ripercorre la storia, il coraggio della scelta di lasciare il paese d’origine e scegliere l’Isola che l’aveva adottata fin da bambina per farvi crescere il figlio. Lei, sopravvissuta all’esplosione nucleare di Chernobyl. «Il trasferimento in Italia – racconta la donna – non è stato facile, dal punto di vista logistico, burocratico, economico, ma soprattutto psicologico. In tutte queste difficoltà sono stata fortunata ad aver supporto dalla mia famiglia italiana. Il legame creato nel corso degli anni mi ha permesso di avere un punto di riferimento importante per affrontare tutte queste difficoltà, ma anche di avere il tempo necessario per trovare una sistemazione, per non perdere la mia identità e per trovare un lavoro adeguato alle mie capacità».
Maryna Korshun sa di dover combattere ancora perché vivere lontani dalla propria terra non è mai semplice. Impone sfide da affrontare ogni giorno: la aiutano legami di amicizia con sue connazionali, con donne ucraine che vivono in Ogliastra, ma soprattutto l’affetto della comunità di Lanusei, per la quale Maryna è ormai una concittadina vera, «Questa lotta non è più soltanto per me e mio figlio – conclude – ma per la mia giusta collocazione nella società dove mi trovo. Vorrei che questa lotta diventasse un supporto e un esempio per tante altre donne che affrontano difficoltà legate alla migrazione, alla perdita della loro identità e dignità».



19.4.26

La fede una piccola luce. nella. notte. da Diaconia "Santa Maria Egiziaca" in Bresso di Agnese Fiducia

In sottofondo 
Questa notte - Ludovico Einaudi
Alleluia - Zucchero

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "SANI'IGIDIO La fede è come una piccola luce nella notte. Non illumina tutto il cammino, ma basta per fare il passo successivo. PAULIII Patriarca di Baghdad e dei Caldei La meditazione completa su www.santegidio.org"
"La fede non è l’assenza della paura. Anche i santi hanno avuto paura. La fede è scegliere di non lasciarsi dominare dalla paura, è mettere la propria vita nelle mani di Dio, ogni giorno, anche nelle piccole cose.
Forse oggi il Signore dice a ciascuno di noi, personalmente: non temere. Non temere per quella situazione che pesa nel cuore, non temere per il futuro che non riesci a controllare, non temere per quella ferita che sembra non guarire. Soltanto abbi fede."
Paul III, nuovo Patriarca di Baghdad e dei caldei, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere per la preghiera serale con la Comunità di Sant'Egidio.
Leggi la meditazione completa: 👉 https://tinyurl.com/yc7tzu63

non. c'è. solo. il. bullismo e. la. violenza. dei. ragazzi e. dei. genitori. ma. anche dei prof il. caso di. Mestre, per spiegare un "riassunto" docente taglia capelli di due alunne in classe



DI COSA STIAMO PARLANDO

Taglia ciocca di capelli a due studentesse «Sospendete la prof»
Corriere della Sera. 19 apr 2026
Alice D’este

VENEZIA «Prof quanto deve essere lungo il testo?». La domanda è arrivata in una classe di scuola media durante un’esercitazione. A quel punto la docente, arrivata a scuola da una ventina di giorni per una supplenza, ha risposto in modo a dir poco «insolito»: inforcando una forbice e tagliando alla giovane studentessa una ciocca di capelli lunga una decina di centimetri. Uno choc per gli studenti della scuola media Bellini di Mestre (Venezia), succursale in centro città dell’istituto comprensivo Spallanzani. Dopo la reazione degli studenti la stessa docente avrebbe tagliato una ciocca anche a un’altra ragazza. È allora scattata la mobilitazione dei genitori. «La questione è stata presa in carico » dice Antonina Randazzo, preside dell’istituto. «Il procedimento è stato avviato — chiarisce anche Marco Bussetti, direttore dell’ufficio scolastico regionale —. Sospensione? Non so se sia già effettiva, ho chiesto fosse attivata subito».


anche. la. fantasia crea lavoro «Studio i cieli da quarant'anni La mia idea: turismo ufologico» Antonio Maria Cuccu di Tissi è il massimo esperto di avvistamenti nell'isola Negli archivi più di mille video e immagini, l'ultimo caso a marzo nel Sulcis

Nuova. Sardegna 19\4\2026


18.4.26

fiero di. essere .....

mentre ascolto alla radio Non è tempo per noi   di Ligabue   ho  trovato  questa  slide 

 Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Siate fieri di essere Fuori Tempo. Fieri di essere Fuori Moda, di dir la Cosa Sbagliata al momento Giusto. Fieri di Pensarla Diversamente. Quelo donine dioune Jouno Fuori dal Gregge. Fieri di essere Fuori. Gestano Lo Preati"




Il senso nascosto delle abitudini di L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort


 Ci sono cose che facciamo senza pensarci.
Sempre nello stesso modo.
Sempre negli stessi momenti.
Il caffè alla stessa ora.
Il giro delle chiavi nella porta.
Quel gesto automatico che neanche noti più.
Sembrano abitudini qualsiasi.
Piccole. Invisibili.
E invece…
sono i punti in cui la vita si appoggia.








È lì che si nasconde quello che siamo davvero:
nelle cose che ripetiamo
quando nessuno ci guarda,
quando non dobbiamo dimostrare niente.
Forse non sono solo abitudini.
Forse sono tracce.
Di quello che cerchiamo.
Di quello che ci manca.
O di quello che, senza accorgercene,
stiamo cercando di tenere insieme.

17.4.26

diario di bordo. n.142 anno IV Iginio Massari: «Mia madre aveva un'osteria, convivo col vino da sempre. Ma bevo solo quando so che non devo guidare» ., Cosimo, da ingegnere a muratore per passione: “Mi mancava la manualità”

 

Anche il maestro pasticciere Iginio Massari è al Vinitaly e, da bresciano, si aggira nel padiglione dei vini lombardi.




"Mia madre quando sono nato aveva un'osteria e gelateria", ci racconta. "A quei tempi ero piccolo e vedere spesso le persone ubriache non mi piaceva. Ovviamente i tempi sono cambiati, il vino è cambiato. Una volta lo facevano con i piedi, non usavano il cervello. Oggi usano il cervello, le tecniche sono migliorate, il vino fa partte della cultura italiana e di quella mondiale. Dobbiamo portare la cultura italiana negli altri paesi o dobbiamo subirla? È una domanda che mi faccio spesso. Ma se noi non portiamo la cultura italiana perdiamo la nostra personalità. Perciò viva l'Italia!




Lei se lo concede qualche bicchiere di vino e in che momento? Con gli amici o anche da solo?

Un brindisi lo faccio con gli amici se non devo guidare, perché il rispetto del prossimo è anche quando vai in macchina. Perciò quando sono in giro con gli amici l'unico che non beve sono io. Non perché non mi piace, ma per responsabilità. 

Ci dice un abbinamento ideale tra uno dei tuoi dolci e un vino, quello che le sta più a cuore?

Un vino che va bene per certi dolci è il Moscato di Scanzo, adatto anche con il cioccolato. Allora, buon vino a tutti e buon vino Italia a tutti! 

 




la fede non è politica di Karim Nasir

da Caterina Della Torre
Ho trovato questo post interessante ,  per  chi vuole guardare  all'islam  al di là dei preconcetti. e degli stereotipi islamfobici. 
 Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone

 Karim Nasir

2 g 
Rispetto tra fedi:
Molti sono rimasti sorpresi dal fatto che tra i primi a difendere Papa Leone XIV da un attacco politico di Donald Trump ci siano stati anche musulmani dal presidente iraniano al grande Mufti .La spiegazione sta nel fatto che l’Islam è una religione che attribuisce grande rispetto al cristianesimo e alle sue figure centrali.Nel Corano, Gesù è una figura fondamentale: è considerato il Messia,parola di Dio,il salvatore dell'umanità, colui senza peccati, e la sua venuta è attesa nella tradizione islamica,più di cento versetti del Corano sono dedicati a Gesù. Anche la Vergine Maria occupa un ruolo di grande importanza, vista come simbolo di purezza e spiritualità, ed è l’unica donna citata per nome nel Corano, a cui è dedicato anche un intero capitolo.Per questo, molti musulmani considerano il rispetto verso Gesù, Maria e la fede cristiana un valore profondamente radicato, e ogni mancanza di rispetto verso queste figure viene percepita come offensiva verso credenze condivise da miliardi di persone nel mondo.Un richiamo al rispetto che, secondo molti, dovrebbe valere per tutte le fedi e tutte le figure religiose, senza eccezioni, anche da parte di leader politici e pubblici, incluso il matto da legare di Donald Trump..

ecco perchè quando anche mentiamo a fin di bene abbiamo i sensi di colpa e i rimorsi


IO Raccontarmi  delle bugie perché a volte la verità non mi piace e mi disturba  per me  non è facile  avendo a cuore la sincerità oltre che la verità appunto                          Infatti man mano che viaggio (  ben 50 anni ) che non è sempre facile conviverci . Eco che  molti per  questo , la rifiutano o ne cercano un’altra  a misura delle proprie aspettative  e


Grillo parlante  …..  quindi magari più  comode 

IO Per fortuna ho scoperto che la verità esiste indipendentemente  dai nostri capricci  e dalla  nostra cecità e che  continuerà ad esistere   anche quando noi non ci saremo più . In quanto sincerità e verità sono  rivoluzionarie. 

16.4.26

che c.....avolo. partecipiamo a. fare o. facciamo le paraolimpiadi se. poi li trattiamo. male non. garantendo la. possibilità. di allenarsi. ? a. anodi. ministro. dello sport. vuole dire qualcosa. ?

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "NIENTE INNO NAZIONALE PER LA GINNASTICA CON SINDROME DI DOWN? CarolinaMORACE Carolina MORACE LA FEDERAZIONE: "ATTIVITÀ NON PRIORITARIA" LANCIATA UNA RACCOLTA FONDI"
 ho appena letto sulla bacheca  Facebook di un contatto questo  post di 


Dovrebbe essere lo sport più puro. Quello che parla di impegno, sacrificio, sorrisi, inclusione. E invece, ancora una volta, sono proprio le atlete e gli atleti con sindrome di Down a rischiare di restare indietro. Non per mancanza di talento, non per mancanza di risultati, ma perché mancano i fondi. Una nazionale italiana che ha già vinto, che ha già fatto suonare l’inno, oggi potrebbe non partire per i Mondiali di Sofia. La scelta della FISDIR di non aiutare questi atleti, 
declassando
l’attività a semplice “esperienza di socializzazione” e voce di bilancio “non prioritaria”, mostra tutti i limiti di un Paese incapace di dare concretezza alla tanto decantata pari dignità sportiva e relega un’intera nazionale italiana in panchina. E allora succede l’assurdo: per poter rappresentare l’Italia, sono costretti a lanciare una raccolta fondi. È una situazione che fa male, perché racconta una contraddizione enorme: riempiamo i discorsi di parole come inclusione, pari opportunità, sport per tutti, ma poi lasciamo soli proprio quelli che incarnano questi valori nel modo più autentico. Lo sport non può essere davvero universale se alcuni devono chiedere aiuto per poter semplicemente scendere in pedana con la maglia azzurra.Dietro questa raccolta non ci sono solo spese di viaggio o di iscrizione, ma c’è il diritto di rappresentare il proprio Paese. Perché l’inno nazionale dovrebbe poter suonare per tutte e tutti, senza eccezioni. Chi vuole dare una mano può farlo qui: https://tinyurl.com/4nh6jmsn

Francesco Massarenti, 45 ann “Io impiegato in un’azienda, a 40 anni mi sono iscritto a Filosofia per non incattivirmi come Achab”

La Filosofia non ti allarga solo l'orizzonte, ma ti insegna il rigore delle parole e del ragionamento.Se avesse studiato Ingegneria elet...