compagni e compagne di strada e di viaggio ex compagni di viaggio ( splinder )
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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10.6.26
🎙️ GLI UOMINI NON CI PROVANO PIÙ CON LE DONNE? | Storytime – Evoluzione ...
5.6.26
il senatore. di Fdi Mamia non riesce. a. girarsi dall'altra parte. quando. vede una coppia. che. gay. che. scambia. effusioni
Canzoni suggerite
- L'amore merita di Greta Manuzi, Roberta Pompa e Simonetta Spiri ‧ 2016
- Il figlio del re di Piero Maras
Ma poi riflettendo meglio. mi accorgo che, tale. idea. non era mia ma un apporto. di altri\e ( i miei nonni. materni e paterni. , i miei. genitori , i miei. zii e prizii/zie ecc ) . Infatti. a prescindere dall'essere. gay o. etero baciarsi e\o accarezzarsi ovviamente. senza. esagerare non è esibizionismo ma amore. ed affetto. , l'esibizionismo. ed. un altra. cosa.
Ma allora. vi chiederete come il mio Grillo parlante \armadillo come fare a distinguere una semplice carezza \ bacio omo o etero dall'esibizionismo ?
un solo bacio e si imbarazza poi condanna una carezza
perché crede malattia o una sporca fantasia
quella che da sempre è la storia solo mia.
della gente che ci guarda e sempre più bastarda parla
ma non dice niente e sente ma non ci comprende e pensa
sia un effimera bugia la storia solo mia.
a raccontare di un'altra libertà che muore
perché l'amore non vuole né legge né pretesa
perché chiamarci amanti è una condanna accesa
non c'è nessuna vergogna in questo amato amore
sarà un arcobaleno a fare una canzone
perché chi giudica trema e chi ama vince sempre
nessuno deve soffrire nessuno merita!
un solo bacio e si imbarazza
una sporca fantasia
quella che da sempre è la storia solo mia! [...]
Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione. Antonio Bianco cintura nera di karate, 6° dan. puntata n LXXXVII IMPARARE A GESTIRE LA PAURA CON L’ALLENAMENTO
Un articolo ottimo ed interessante , questo di Antonio Bianco. ripreso come sempre dall'ultimo. n. del settimanale Giallo , applicabile non solo come prevenzione. in caso di aggressione , ma nella vita quotidiana .
- Esposizione graduale: Esattamente come si aumentano i carichi di lavoro, la paura si affronta a piccole dosi. Imposta dei micro-obiettivi facili da raggiungere per abituare il sistema nervoso a gestire l'ignoto o lo stress. [1, 2, 3, 4, 5]
- Controllo della respirazione: La paura e l'ansia causano rigidità e respirazione superficiale. Concentrarsi su inspirazioni profonde dal naso ed espirazioni prolungate dalla bocca aiuta ad abbassare i battiti cardiaci e a calmare la mente. [1, 2, 3, 4, 5]
- Consapevolezza del corpo: Pratiche come lo Yoga o il Pilates focalizzano l'attenzione sui movimenti e sulle sensazioni corporee, aiutando ad allentare le tensioni muscolari provocate dall'emotività. [1, 2, 3, 4, 5]
- Allenare il coraggio: Eseguire azioni fuori dalla propria zona di comfort (anche nella vita di tutti i giorni) allena il cervello a gestire l'incertezza, come spiegato negli esercizi pratici di Accademia della Felicità.[1]
3.6.26
«La medicina estetica può aiutare ma bisogna anche saper dire no» Giovanni Angiolini presenta il suo libro "Ti (S)consiglio l'estetica" «Non si può cancellare la propria identità per rincorrere una tendenza»
- Etica e Deontologia Medica: Il Codice di Deontologia Medica impone al medico di rifiutare richieste sproporzionate o rischiose, specialmente se il trattamento è irreversibile e non curativo.
- Ascolto e Valutazione: Il rifiuto di un trattamento non è un limite, ma una scelta di protezione del paziente. Spesso, dietro a richieste eccessive, si celano disagi psicologici che richiedono un approccio diverso.
- Consapevolezza dell'Identità: La medicina estetica deve rispettare le proporzioni naturali del viso e del corpo, evitando l'effetto "iper-trattato" e ponendo la sicurezza e l'unicità della persona al primo posto.
Olbia
C'è un passaggio che più di ogni altro racconta la filosofia di Giovanni Angiolini. È la storia di una giovane minorenne, l'unica paziente per la quale il medico estetico sassarese abbia scelto di fare un'eccezione a una regola che non ama infrangere: niente interventi o ritocchi prima dei 18 anni. Per quella ragazza il naso era diventato una condanna, tanto da spingerla a nasconderlo ogni giorno dietro un paio di grandi occhialoni.Di fronte a tanta sofferenza, e dopo il consenso firmato da entrambi i genitori, Angiolini decise di intervenire. Quando tutto finì, la ragazza si guardò allo specchio, si tolse gli occhiali, li lanciò via e scoppiò a piangere. «E in quel momento capisci che cosa significa restituire serenità e sicurezza a una persona».
È il suo secondo libro. Perché ha deciso di scriverlo e perché un titolo così particolare?
«Nel 2019 avevo già pubblicato un libro con Mondadori dedicato al wellness e al benessere. Questa volta Maggioli mi ha proposto di scriverne uno sulla medicina estetica. Volevo un libro aperto a tutti, che raccontasse il mio modo di vedere l'estetica e il rapporto con i pazienti. Il titolo nasce proprio da questo: raccontare tutto quello che normalmente non viene detto, non soltanto i trattamenti ma anche ciò che c'è dietro».
E che cosa c'è dietro?
«L'ascolto. La comprensione della persona. Le sue aspettative. La sua storia. Scrivere di medicina estetica oggi significa muoversi tra promesse facili, giudizi rapidi e aspettative sociali. Questo libro nasce per fare chiarezza. Non è una guida alla perfezione, ma un invito a riflettere sul significato autentico della bellezza. Credo che ci sia davvero bisogno di riportare al centro concetti come consapevolezza, equilibrio e armonia. La medicina estetica dovrebbe aiutare le persone a riconciliarsi con se stesse, non a inseguire modelli irrealistici».
Da tempo lei ripete un concetto: il medico deve saper dire no.
«Sì, perché non bisogna mai diventare il braccio armato del paziente. A volte una donna o un uomo arrivano perché vogliono stare meglio. Altre volte utilizzano l'estetica per cercare di colmare un disagio interiore o una fase difficile della loro vita. In quel caso bisogna bloccarsi. Il nostro dovere è capire che cosa c'è dietro quella richiesta e tutelare il paziente».
Che cosa vede quando incontra persone eccessivamente trattate?
«Spesso non vedo benessere. Vedo fragilità. L'estetica può essere uno strumento meraviglioso, ma non può diventare il modo per tappare i buchi dell'anima. Quando si insegue continuamente una ruga o un'immagine irraggiungibile, il problema raramente è esterno».
Nel libro parla anche di medicina estetica etica. Che cosa significa?
«Significa ricordarsi sempre che davanti abbiamo una persona e non un trattamento. Ogni intervento deve rispettarne anche la personalità. Non posso rendere appariscente chi è particolarmente timido o introverso. L'obiettivo non è cambiare chi abbiamo di fronte, ma valorizzare ciò che è già».
Quali sono le richieste che la preoccupano di più?
Quindi i social sono il principale motore di questo fenomeno?
«Hanno un peso enorme. Ci sono stati periodi in cui arrivavano con le foto delle Kardashian chiedendo di avere lo stesso viso. Altre volte mi mostravano immagini filtrate da Snapchat e dicevano: voglio gli occhi così grandi, il naso così piccolo. Il problema è che il volto non è una maglietta o un paio di pantaloni che si possono cambiare seguendo semplicemente una moda. Fa parte della nostra identità e non può essere trattato come una tendenza del momento»
È qui, insomma, che il medico deve intervenire?
«Assolutamente sì. Non tutte le richieste devono trovare una risposta favorevole. Il medico ha il dovere di valutare, consigliare e, tutte le volte che serve, anche dire no. Fa parte della responsabilità che abbiamo verso chi si affida a noi».
Il libro le ha portato anche un riconoscimento particolare.
«Sì. Durante la presentazione a Roma, moderata dal giornalista Luigi Caputo, presidente di Consumerismo No Profit, sono stato nominato primo medico associato dell'organizzazione. Mi ha fatto molto piacere perché quel riconoscimento nasce proprio dai contenuti del libro. È stato considerato uno strumento utile per aiutare i pazienti e i consumatori a orientarsi nel mondo dell'estetica e a capire quando un trattamento è davvero indicato e quando invece è meglio seguire un'altra strada».
Lei è stato inserito dall'International Journal of Aesthetic Medicine tra i professionisti di riferimento del settore nel 2024 e nel 2025. Che significato ha?
«È un traguardo che mi rende orgoglioso, ma che considero soprattutto una responsabilità. Mi ricorda ogni giorno quanto sia importante continuare a lavorare con equilibrio, etica e attenzione verso le persone».
Ma lei nasce come chirurgo ortopedico. Continua a esercitare?
«Solo per gli amici. L'ortopedia è stata una parte importantissima della mia vita professionale e continua a piacermi molto. Però la medicina estetica mi ha conquistato per il rapporto speciale che si crea con le pazienti e i pazienti. Costruisci con loro un percorso, li accompagni nel tempo e ti rendi conto che acquistano sempre più sicurezza. Quando risolvi un problema estetico che una persona si porta dietro da una vita, vedi una gioia straordinaria. Sono momenti che non si dimenticano».
In che senso?
«A volte arrivano con la foto di un cagnolino o di un gatto come immagine del profilo e, dopo qualche mese, scelgono invece di mettere la propria foto per la prima volta. Hanno ritrovato fiducia in se stessi».
C'è un argomento che avrebbe voluto approfondire maggiormente nel libro?
«Sì, il tema dello specchio. È un argomento che mi affascina molto. Lo specchio non restituisce solo un'immagine, ma racconta come ci vediamo. Imparare a guardarsi nel modo corretto, senza eccessi né giudizi distorti, è una parte fondamentale del benessere».
Come sta cambiando la medicina estetica?
«Sta diventando sempre meno invasiva e sempre più orientata alla rigenerazione. In questo momento si parla molto di cellule adipose, cellule staminali e tecniche che puntano a migliorare la qualità dei tessuti. La direzione è quella: prendersi cura della persona partendo dalla cura della pelle e dell’organismo»-
Se dovesse riassumere il messaggio del libro in una frase?
«La vera bellezza non coincide con la perfezione, ma con la capacità di riconoscersi, rispettarsi e sentirsi in armonia con ciò che si è. Educare alla misura è forse la parte più difficile del mio lavoro, ma anche quella che mi dà più soddisfazione».
medici attivi. anche. in. vacanza . il caso. di ilaria Valentini e Riccardo Marchetto, che. salvano. una. vita. durante un volo. per il Marocco
Loro sono Ilaria Valentini e Riccardo Marchetto, due infermieri vicentini dell’Ulss 8 Berica, nonché marito e moglie, e quello che hanno fatto merita di essere raccontato e, perché no, pure premiato. Erano in partenza per le vacanze per il Marocco, in volo da Bergamo a Marrakech. Pochi minuti prima dell’atterraggio, un bambino si è sentito male, colpito da un grave arresto respiratorio per un’ostruzione delle vie aeree in seguito a un episodio di convulsioni febbrili.Di fronte alla richiesta dell’equipaggio di assistenza sanitaria, Ilaria e Riccardo sono intervenuti immediatamente, trovandosi di fronte a un bambino molto piccolo, cianotico e incapace di respirare.I due infermieri hanno cominciato allora le manovre di emergenza: prima la disostruzione e subito dopo la rianimazione pediatrica. Il tutto con la difficoltà ulteriore della lingua, privi delle dotazioni mediche necessarie, di mascherine facciali, ossigeno inutilizzabile e defibrillatore solo in modalità adulti.La coppia non si è lasciata scoraggiare e ha praticato comunque tutte le manovre necessarie, tra ventilazioni e massaggio cardiaco. Lo hanno fatto per due volte, fino a quando il bambino non ha ripreso a respirare.In pratica, gli hanno salvato la vita, mentre si trovavano in vacanza, senza quasi strumentazione, solo con la propria esperienza e una buona dose di sangue freddo, ottenendo il plauso pubblico dell’Ordine degli Infermieri di Vicenza che riassume tutto:“Il loro è stato un esempio autentico di competenza, responsabilità e umanità”.Competenza, responsabilità e umanità. Tutto insieme. Queste sono le storie che meritano di essere raccontate e fatte conoscere. E mi auguro che il Presidente della Repubblica Mattarella li inviti presto al Quirinale per premiarli ufficialmente. Sono sicuro che sarà così.È il minimo per dir loro grazie a nome di un Paese intero
le truppe. cammellate. e la. clache della meloni e della destra. lanciano fango usando il suo. post e lei taace. ma. piange. quando gli elettori. di parte. avversa. l'attaccanio. due. pesi e. due. misure
Festa della Repubblica e polemiche: ci risiamo. Nel giorno delle celebrazioni per il referendum che abolì la monarchia e fece nascere la Repubblica italiana, esattamente 80 anni fa, non ha fatto discutere solo l'assenza del vicepremier Matteo Salvini alla tradizionale parata su via dei Fori Imperiali a Roma. Perché c'è chi quella parata vorrebbe abolirla, tout court. Nella mattinata di ieri, nel pieno delle celebrazioni per la ricorrenza, Ilaria Salis - europarlamentare di Alleanza verdi e sinistra - ha deciso di esplicitare il suo sentimento anti parata così, scrivendo sui social:
A destra sono insorti e. fin qui ci puo anche stare , anche. se e espressa secondo me in modo demagogico . In particolare la meloni Pur senza citare Ilaria Salis, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto per le rime oltre che demagogicamente :
Questo post della Meloni. a mio. avviso opinabile. anche se ipocrita visto che loro stessi avevano. un idea. diversa sul. 2. giugno — Anna Cardinale #facciamorete (@cardinale_anna) June 2, 2026
In quanto il 2 giugno può. anche. essere celebrato e ricordato. anche senza parate militari e farlo senza. non vuol dire. necessariamente non rispettare o mancare di rispetto a. quelle persone. che. servono il nostro paese la divisa , ha. scatenato nel silenzio della Meloni sempre pronta a lamentarsi quando la. vittima del fango è lei ma silente quando sono i suoi simpatizzanti o elettori ad offendere e a praticare la. gogna mediatica nelle. sue truppe. cammellate e nella sua clache una gogna indegna, violentissima.Nonostante. nel. post della Salis condivisibile non si riscontri nessun odio e mancanza. di rispetto
Boicottaggio impossibile. o. quasi , aggiornamento sul caso De gregori \ Eric de Luca
Ho scelto di non di non ” boicottare ” De Gregori e di tenermi quasi tutti i suoi cd live e raccolte. Senza. Gli inediti perchè un. Cantautore che. Fa. Solo. Cover o. Riadattamenti. Di. Suoi vecchi pezzi e quasi. Arrivato alla fine della carriera . Ho preso tale scelta. Perchè. Sono cresciuto. Con la. Sua musica. Ed esse. Sono legati bellissimi ricordi ma soprattutto perchè penso ed applico questa frase : « Invece le canzoni non ti tradiscono, anche chi le fa può tradirti, ma le canzoni, le tue canzoni, quelle che per te hanno voluto dire qualcosa, le trovi sempre lì, quando tu vuoi trovarle, intatte; non importa se cambierà chi le ha cantate. Se volete sapere la mia, delle canzoni, delle vostre canzoni, vi potete fidare.» dal film "Radio Freccia" di Ligabue (Luciano Ligabue) presa da https://www.pensieriparole.it/frasi-film/radio-freccia-(2009)/
2.6.26
provocazione referendum. 2. giugno 1946. - 2. giugno 2026
Ripensavo al fatto (piuttosto drammatico, è vero) che al celebre Referendum,nell'indipendentistissima Sardegna -in controtendenza rispetto al resto d'Italia- vinse la Monarchia. Infatti su oltre 560.000 sardi votanti, la scelta Monarchica prevalse nettamente con il 60,93% delle preferenze, mentre la Repubblica si fermò a un più modesto 39,07%.Ora, se per una volta riuscissimo a trarre qualche vantaggio dall'essere una Regione a Statuto Speciale, io proporrei di sentire al volo quel fustacchione di Emanuele Filiberto e ripristinare la Monarchia (come dal Popolo Sardo espressamente richiesto in sede referendaria) rendendoci così finalmente e definitivamente indipendenti dall'odiata Repubblica Italiana.UNICO METODO FUNZIONANTE! Carta a nostro favore: facciamo ancora la Cavalcata Sarda perché non abbiamo mai smesso di strizzare l'occhio ai cari vecchi Savoia. Condividi se hai un cuore monarchico
1.6.26
non sapevo che schierarsi contro i malpancisti exnofobici e islamfobici a. favore della comunità islamica. vedi caso di Simone Carabella,

la. migliore. risposta contro. gli islamofobici e. i razzisti e' l'ironia. il caso della. figuraccia. di , Simone Carabella, influenzer. di destra. alla. festa. di fine ramadan di mussulmani del. 31 maggio. lui. gli. insulta. loro lo. accolgono.

Caro de Gregori ..... di Gino castaldo
Ma.ora basta scrivere, vi lascio all'articolo in questione
Caro De Gregori ti scrivo: nessuno meglio di te saprebbe rompere il silenzio
di Gino Castaldo
“Ho letto con stupore e, perché no, con una punta di sincero dolore, le tue dichiarazioni, soprattutto quando sostieni che provi imbarazzo per gli artisti che si schierano”Caro De Gregori ti scrivo: nessuno meglio di te saprebbe rompere il silenzio “Ho letto con stupore e, perché no, con una punta di sincero dolore, le tue dichiarazioni, soprattutto quando sostieni che provi imbarazzo per gli artisti che si schierano”
🎙️ GLI UOMINI NON CI PROVANO PIÙ CON LE DONNE? | Storytime – Evoluzione ...
https://youtube.com/shorts/3B7FiXa1cic?is=9E1VEmApjZDxebOC
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ecco come dicevo nel titolo perchè guarderò anche le paraolimpiadi .In attessa d'esse un nuovo sunto con aggiunte a qua...
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iniziamo dall'ultima news che è quella più allarmante visti i crescenti casi di pedopornografia pornografia...
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Come già accenbato dal titolo , inizialmente volevo dire Basta e smettere di parlare di Shoah!, e d'aderire \ c...












