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19.4.26

La fede una piccola luce. nella. notte. da Diaconia "Santa Maria Egiziaca" in Bresso di Agnese Fiducia

In sottofondo 
Questa notte - Ludovico Einaudi
Alleluia - Zucchero

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "SANI'IGIDIO La fede è come una piccola luce nella notte. Non illumina tutto il cammino, ma basta per fare il passo successivo. PAULIII Patriarca di Baghdad e dei Caldei La meditazione completa su www.santegidio.org"
"La fede non è l’assenza della paura. Anche i santi hanno avuto paura. La fede è scegliere di non lasciarsi dominare dalla paura, è mettere la propria vita nelle mani di Dio, ogni giorno, anche nelle piccole cose.
Forse oggi il Signore dice a ciascuno di noi, personalmente: non temere. Non temere per quella situazione che pesa nel cuore, non temere per il futuro che non riesci a controllare, non temere per quella ferita che sembra non guarire. Soltanto abbi fede."
Paul III, nuovo Patriarca di Baghdad e dei caldei, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere per la preghiera serale con la Comunità di Sant'Egidio.
Leggi la meditazione completa: 👉 https://tinyurl.com/yc7tzu63

non. c'è. solo. il. bullismo e. la. violenza. dei. ragazzi e. dei. genitori. ma. anche dei prof il. caso di. Mestre, per spiegare un "riassunto" docente taglia capelli di due alunne in classe



DI COSA STIAMO PARLANDO

Taglia ciocca di capelli a due studentesse «Sospendete la prof»
Corriere della Sera. 19 apr 2026
Alice D’este

VENEZIA «Prof quanto deve essere lungo il testo?». La domanda è arrivata in una classe di scuola media durante un’esercitazione. A quel punto la docente, arrivata a scuola da una ventina di giorni per una supplenza, ha risposto in modo a dir poco «insolito»: inforcando una forbice e tagliando alla giovane studentessa una ciocca di capelli lunga una decina di centimetri. Uno choc per gli studenti della scuola media Bellini di Mestre (Venezia), succursale in centro città dell’istituto comprensivo Spallanzani. Dopo la reazione degli studenti la stessa docente avrebbe tagliato una ciocca anche a un’altra ragazza. È allora scattata la mobilitazione dei genitori. «La questione è stata presa in carico » dice Antonina Randazzo, preside dell’istituto. «Il procedimento è stato avviato — chiarisce anche Marco Bussetti, direttore dell’ufficio scolastico regionale —. Sospensione? Non so se sia già effettiva, ho chiesto fosse attivata subito».


anche. la. fantasia crea lavoro «Studio i cieli da quarant'anni La mia idea: turismo ufologico» Antonio Maria Cuccu di Tissi è il massimo esperto di avvistamenti nell'isola Negli archivi più di mille video e immagini, l'ultimo caso a marzo nel Sulcis

Nuova. Sardegna 19\4\2026


18.4.26

fiero di. essere .....

mentre ascolto alla radio Non è tempo per noi   di Ligabue   ho  trovato  questa  slide 

 Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Siate fieri di essere Fuori Tempo. Fieri di essere Fuori Moda, di dir la Cosa Sbagliata al momento Giusto. Fieri di Pensarla Diversamente. Quelo donine dioune Jouno Fuori dal Gregge. Fieri di essere Fuori. Gestano Lo Preati"




Il senso nascosto delle abitudini di L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort


 Ci sono cose che facciamo senza pensarci.
Sempre nello stesso modo.
Sempre negli stessi momenti.
Il caffè alla stessa ora.
Il giro delle chiavi nella porta.
Quel gesto automatico che neanche noti più.
Sembrano abitudini qualsiasi.
Piccole. Invisibili.
E invece…
sono i punti in cui la vita si appoggia.








È lì che si nasconde quello che siamo davvero:
nelle cose che ripetiamo
quando nessuno ci guarda,
quando non dobbiamo dimostrare niente.
Forse non sono solo abitudini.
Forse sono tracce.
Di quello che cerchiamo.
Di quello che ci manca.
O di quello che, senza accorgercene,
stiamo cercando di tenere insieme.

17.4.26

diario di bordo. n.142 anno IV Iginio Massari: «Mia madre aveva un'osteria, convivo col vino da sempre. Ma bevo solo quando so che non devo guidare» ., Cosimo, da ingegnere a muratore per passione: “Mi mancava la manualità”

 

Anche il maestro pasticciere Iginio Massari è al Vinitaly e, da bresciano, si aggira nel padiglione dei vini lombardi.




"Mia madre quando sono nato aveva un'osteria e gelateria", ci racconta. "A quei tempi ero piccolo e vedere spesso le persone ubriache non mi piaceva. Ovviamente i tempi sono cambiati, il vino è cambiato. Una volta lo facevano con i piedi, non usavano il cervello. Oggi usano il cervello, le tecniche sono migliorate, il vino fa partte della cultura italiana e di quella mondiale. Dobbiamo portare la cultura italiana negli altri paesi o dobbiamo subirla? È una domanda che mi faccio spesso. Ma se noi non portiamo la cultura italiana perdiamo la nostra personalità. Perciò viva l'Italia!




Lei se lo concede qualche bicchiere di vino e in che momento? Con gli amici o anche da solo?

Un brindisi lo faccio con gli amici se non devo guidare, perché il rispetto del prossimo è anche quando vai in macchina. Perciò quando sono in giro con gli amici l'unico che non beve sono io. Non perché non mi piace, ma per responsabilità. 

Ci dice un abbinamento ideale tra uno dei tuoi dolci e un vino, quello che le sta più a cuore?

Un vino che va bene per certi dolci è il Moscato di Scanzo, adatto anche con il cioccolato. Allora, buon vino a tutti e buon vino Italia a tutti! 

 




la fede non è politica di Karim Nasir

da Caterina Della Torre
Ho trovato questo post interessante ,  per  chi vuole guardare  all'islam  al di là dei preconcetti. e degli stereotipi islamfobici. 
 Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone

 Karim Nasir

2 g 
Rispetto tra fedi:
Molti sono rimasti sorpresi dal fatto che tra i primi a difendere Papa Leone XIV da un attacco politico di Donald Trump ci siano stati anche musulmani dal presidente iraniano al grande Mufti .La spiegazione sta nel fatto che l’Islam è una religione che attribuisce grande rispetto al cristianesimo e alle sue figure centrali.Nel Corano, Gesù è una figura fondamentale: è considerato il Messia,parola di Dio,il salvatore dell'umanità, colui senza peccati, e la sua venuta è attesa nella tradizione islamica,più di cento versetti del Corano sono dedicati a Gesù. Anche la Vergine Maria occupa un ruolo di grande importanza, vista come simbolo di purezza e spiritualità, ed è l’unica donna citata per nome nel Corano, a cui è dedicato anche un intero capitolo.Per questo, molti musulmani considerano il rispetto verso Gesù, Maria e la fede cristiana un valore profondamente radicato, e ogni mancanza di rispetto verso queste figure viene percepita come offensiva verso credenze condivise da miliardi di persone nel mondo.Un richiamo al rispetto che, secondo molti, dovrebbe valere per tutte le fedi e tutte le figure religiose, senza eccezioni, anche da parte di leader politici e pubblici, incluso il matto da legare di Donald Trump..

ecco perchè quando anche mentiamo a fin di bene abbiamo i sensi di colpa e i rimorsi


IO Raccontarmi  delle bugie perché a volte la verità non mi piace e mi disturba  per me  non è facile  avendo a cuore la sincerità oltre che la verità appunto                          Infatti man mano che viaggio (  ben 50 anni ) che non è sempre facile conviverci . Eco che  molti per  questo , la rifiutano o ne cercano un’altra  a misura delle proprie aspettative  e


Grillo parlante  …..  quindi magari più  comode 

IO Per fortuna ho scoperto che la verità esiste indipendentemente  dai nostri capricci  e dalla  nostra cecità e che  continuerà ad esistere   anche quando noi non ci saremo più . In quanto sincerità e verità sono  rivoluzionarie. 

16.4.26

che c.....avolo. partecipiamo a. fare o. facciamo le paraolimpiadi se. poi li trattiamo. male non. garantendo la. possibilità. di allenarsi. ? a. anodi. ministro. dello sport. vuole dire qualcosa. ?

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "NIENTE INNO NAZIONALE PER LA GINNASTICA CON SINDROME DI DOWN? CarolinaMORACE Carolina MORACE LA FEDERAZIONE: "ATTIVITÀ NON PRIORITARIA" LANCIATA UNA RACCOLTA FONDI"
 ho appena letto sulla bacheca  Facebook di un contatto questo  post di 


Dovrebbe essere lo sport più puro. Quello che parla di impegno, sacrificio, sorrisi, inclusione. E invece, ancora una volta, sono proprio le atlete e gli atleti con sindrome di Down a rischiare di restare indietro. Non per mancanza di talento, non per mancanza di risultati, ma perché mancano i fondi. Una nazionale italiana che ha già vinto, che ha già fatto suonare l’inno, oggi potrebbe non partire per i Mondiali di Sofia. La scelta della FISDIR di non aiutare questi atleti, 
declassando
l’attività a semplice “esperienza di socializzazione” e voce di bilancio “non prioritaria”, mostra tutti i limiti di un Paese incapace di dare concretezza alla tanto decantata pari dignità sportiva e relega un’intera nazionale italiana in panchina. E allora succede l’assurdo: per poter rappresentare l’Italia, sono costretti a lanciare una raccolta fondi. È una situazione che fa male, perché racconta una contraddizione enorme: riempiamo i discorsi di parole come inclusione, pari opportunità, sport per tutti, ma poi lasciamo soli proprio quelli che incarnano questi valori nel modo più autentico. Lo sport non può essere davvero universale se alcuni devono chiedere aiuto per poter semplicemente scendere in pedana con la maglia azzurra.Dietro questa raccolta non ci sono solo spese di viaggio o di iscrizione, ma c’è il diritto di rappresentare il proprio Paese. Perché l’inno nazionale dovrebbe poter suonare per tutte e tutti, senza eccezioni. Chi vuole dare una mano può farlo qui: https://tinyurl.com/4nh6jmsn

Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio. bianco. puntata LXXX PERCHÉ RESTIAMO IMMOBILI DAVANTI A UN AGGRESSORE?

Stavolta non ho  tempo  di  fare copia&incolla  e quindi   riporto direttamente. la schermata. dell'articolo 



 

La storia di Daniela Mazzanti, pensionata e amante dell’arte“Tutta la vita al nido come educatrice, oggi a 68 anni mi laureo al Dams: volevo mettermi in gioco

   fonti  rpeubblica     ed   bologna   14\4\2026

Daniela Mazzanti ha lavorato tutta la vita come educatrice al nido, poi nel 2018, alla pensione, si è iscritta al Dams e a luglio si laurea con una tesi sul rapporto tra arte ed educazione. «Ho 68 anni, ma sto già pensando a come proseguire gli studi. Magari mi prendo un anno, poi ricomincio. È bellissimo».



«Ho sempre amato l’arte, mi sono diplomata alle Sirani, professionale, e dopo ho sempre lavorato. Ho iniziato con l’Università per gli anziani Primo Levi, ma avevo voglia di mettermi in gioco».

E come è andata?

«Al test di accesso presi 27,5. Mezzo punto sopra il minimo. Un miracolo, avevo qualche dubbio».

Invece.

«Invece vedere che quella fatica rilevante e quella grande voglia di farcela sono serviti, dimostrare a sé stessi di farcela è stato entusiasmante. Oltre allo studio e alle lezioni, accompagno gli amici per mostre e luoghi d’arte, anche grazie al tesserino universitario. Mi basta alzare lo sguardo per Bolog

na per rendermi conto di sapere cose che non conoscevo».


e  corrriere  bologna  del  31\10\2024 quando la. sua  sfida era iniziata 

La studentessa universitaria a 67 anni al Dams: «Non credo di aver meritato tutti quei 30 e lode ma sono tornata a studiare su libri di 800 pagine»

di Micaela Romagnoli

Daniela Mazzanti, 67 anni, sposata con due figlie e quattro nipoti: «Sono tornata sui libri a 62 anni dopo la pensione, prima facevo l'educatrice nei nidi comunali di Bologna. Dopo la laurea triennale punto alla specialistica»

laureata

Daniela Mazzanti alla proclamazione della prima laurea dove ha preso 110

«Chissà se i professori con me siano stati un po’ più comprensivi, se mi siano venuti incontro per la mia età. Forse, hanno anche premiato la passione di una signora tornata a studiare, perché non credo di aver meritato davvero tutti quei 30 e lode». Se lo chiede ancora, Daniela Mazzanti, classe 1957, sposata, due figlie e quattro nipotini, mentre frequenta il secondo anno del corso di laurea magistrale in Arti Visive all’Università di Bologna, dopo essersi laureata nel 2023 alla triennale del Dams con 110 e una tesi su Rembrandt, uomo libero del ‘600. Prima, una vita da educatrice nei nidi comunali di Bologna: «Mestiere che ho adorato», confida.

L’idea d’iscriversi all’Università è arrivata solo dopo la pensione?
«Da giovane non ne sono stata capace, non abbastanza determinata forse, non riuscivo a lavorare e studiare contemporaneamente. Il desiderio, però, è sempre rimasto. Mi sono diplomata alle Sirani come educatrice di comunità infantili, poi ho trascorso 42 anni e 10 mesi tra i miei bambini degli asili nido, fino alla pensione nel 2018. Così l’anno successivo, a 62 anni, ho tentato il test per il Dams e ce l’ho fatta».

Perché ha scelto il Dams?
«L’interesse per l’arte l’ho sempre avuto. Il Dams propone questa bella apertura, già dal primo anno, con la possibilità di seguire corsi su tutte le discipline, teatro, cinema, musica. Prima, avevo anche cominciato a seguire corsi sulla storia dell’arte alla Primo Levi e mi sono proprio appassionata: l’arte è di tutti, quindi anche mia, e volevo saperne di più».

Che esperienza è stata?
«I primi anni di innamoramento feroce. Avevo l’entusiasmo di portare a casa quello che imparavo, i miei familiari erano travolti. Ho trovato docenti meravigliosi e compagni di studi altrettanto. C’è il pregiudizio sugli studenti del Dams, che non abbiano tanta voglia di fare, invece ho conosciuto ragazzi e ragazze molto capaci, preparati, curiosi, impegnati, seri. Il Dams per me è una Scuola con maestri eccellenti e un luogo in cui si richiede una serietà notevole».

Quanto è stato impegnativo riprendere gli studi dopo più di 40 anni?
«Molto. Mi sono trovata a preparare storia dell’arte, la mia disciplina preferita, su manuali di 800 pagine. Due, tre mesi per ogni esame; non è nella mia età dire “io tento, ci provo”, a me non interessa fare così. Quando c’è la passione, la fatica che fai, la vuoi fare».

La sua famiglia cosa ne pensa?

«Sono contenti. Mio marito è molto orgoglioso. Ho anche quattro nipotini, sono ancora piccoli, ma sanno che la nonna va a scuola come loro».

Come dimostrano i dati dell’Alma Mater, gli over 65 studenti universitari sono in aumento. Come mai?
«Viviamo in una società più longeva. Ci si nutre di tante cose, ci si può voler nutrire di nuove conoscenze. Il tempo che rimane davanti è un tempo per crescere e non per guardare solo gli altri che crescono, per imparare quello che non si sa».

Dopo la laurea magistrale, cosa vuole fare?

«Intanto spero di ottenerla, non è scontato. La cosa bella, che già mi succede, è di accompagnare amici a vedere alcune opere d’arte. Mi piacerebbe anche che i laureati “più maturi” che escono dall’Alma Mater potessero essere utili all’interno di progetti con associazioni di volontariato. Per esempio, nel mio caso, raccontare ai bambini nelle scuole, non in modo accademico, chi erano i grandi pittori».



La fede una piccola luce. nella. notte. da Diaconia "Santa Maria Egiziaca" in Bresso di Agnese Fiducia

In sottofondo  Questa notte - Ludovico Einaudi Alleluia - Zucchero "La fede non è l’assenza della paura. Anche i santi hanno avuto pau...