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18.5.26

In un mondo diviso il cielo è riflesso di Dio e tesoro di bellezza per tutti

inviatomi. da. un amioco. via. whatsapp. mi. pare. sia. l'osservatore romano della scorsa settimana 

 



«Il cielo notturno è un tesoro di bellezza aperto a tutti — poveri e ricchi — e in un mondo così dolorosamente diviso rimane una delle ultime fonti di gioia davvero universali». Lo ha ricordato Leone XIV stamani, lunedì 11 maggio, ricevendo in udienza nella Sala del Concistoro una trentina di membri del Consiglio della Vatican Observatory Foundation. Di seguito, in una nostra traduzione dall’inglese, il discorso pronunciato dal Papa.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi.
Eminenza,
Presidente del Governatorato,
Cari amici,
Cari fratelli e sorelle,

Sono profondamente grato di incontrarvi, membri della Vatican Observatory Foundation, e vi ringrazio per il vostro fedele e generoso sostegno al lavoro della Specola Vaticana, un’istituzione molto cara allo Stato della Città del Vaticano, al servizio della Santa Sede e della Chiesa universale.
Centotrentacinque anni fa, il mio predecessore Papa Leone XIII rifondò la Specola Vaticana, di modo che “tutti possano vedere chiaramente che la Chiesa e i suoi Pastori non sono contrari alla scienza vera e solida, sia essa umana o divina, ma che l’abbracciano, l’incoraggiano e la promuovono con la massima dedizione possibile” (cfr. Ut mysticam, 14 marzo 1891). A quel tempo, la scienza veniva sempre più presentata come fonte di verità in contrapposizione con la religione, quindi la Chiesa sentiva il bisogno urgente di contrastare la crescente percezione che fede e scienza fossero nemiche.
Oggi, tuttavia, sia la scienza sia la religione affrontano una minaccia diversa e forse più insidiosa: quella di quanti negano l’esistenza stessa della verità oggettiva. Troppe persone nel nostro mondo rifiutano di riconoscere ciò che la scienza e la Chiesa insegnano chiaramente: che abbiamo la solenne responsabilità di custodire il nostro pianeta e di garantire il benessere di coloro che lo abitano, specialmente i più vulnerabili, la cui vita è messa a repentaglio dallo sfruttamento sconsiderato sia delle persone sia del mondo naturale. È proprio per questo che l’adesione della Chiesa a una scienza rigorosa e onesta rimane non solo preziosa, ma anche essenziale.
L’astronomia occupa un posto speciale in questa missione. La capacità di guardare con stupore il sole, la luna e le stelle è un dono concesso a ogni essere umano, indipendentemente dalla sua condizione sociale o dalle circostanze. Suscita in noi sia soggezione sia un sano senso della misura. Contemplare il cielo ci invita a vedere le nostre paure e le nostre mancanze alla luce dell’immensità di Dio. Il cielo notturno è un tesoro di bellezza aperto a tutti — poveri e ricchi — e in un mondo così dolorosamente diviso rimane una delle ultime fonti di gioia davvero universali.
Purtroppo, anche questo dono ora è minacciato. Parafrasando Papa Benedetto, abbiamo riempito i nostri cieli di una luce fatta dagli uomini che ci rende ciechi alle luci che Dio vi ha posto: un’immagine calzante, ha suggerito, del peccato stesso (cfr. Omelia, 7 aprile 2012).
È in questo contesto che esprimo la mia profonda gratitudine per il lavoro della Fondazione. Il vostro impegno consente agli scienziati del Vaticano di impegnarsi in modo costruttivo con il grande pubblico e con la comunità scientifica mondiale. La vostra generosità permette alla Specola Vaticana di condividere la meraviglia dell’astronomia con studenti di tutto il mondo e di proporre laboratori e scuole estive a quanti lavorano in scuole cattoliche e parrocchie. Ed è, in definitiva, la vostra dedizione a far sì che i telescopi e i laboratori dell’Osservatorio rimangano ciò che sono sempre stati destinati a essere: luoghi in cui s’incontra la gloria del creato di Dio con riverenza, con profondità e gioia.
Non dobbiamo mai perdere di vista la visione teologica che anima tutto ciò. La nostra è una religione dell’Incarnazione. La Scrittura ci insegna che sin dal principio Dio si è fatto conoscere attraverso le cose che ha creato (cfr. Rm 1, 20), e che Dio ha tanto amato il suo creato da mandare suo Figlio perché vi entrasse e lo salvasse (cfr. Gv 3, 16). Non sorprende, quindi, che persone dalla fede profonda si sentano spinte a esplorare le origini e il funzionamento dell’universo. Il forte desiderio di comprendere il creato più a fondo non è altro che il riflesso di quel desiderio inquieto di Dio che dimora nel profondo di ogni animo.
Nell’esprimere ancora una volta la mia gratitudine per il vostro sostegno, invoco volentieri su di voi e sulle vostre famiglie le abbondanti benedizioni di Dio Onnipotente.

Grazie!



diario di bordo n 145. anno IV lavoro per soddisfare i. clienti. la mia. missione e. farli. felici. mauro Uliassi da cuoco per. caso a. grande. chef. ., cuore e mente. sono. i diue. cervelli del corpo interconessi i struzioni. per. l'uso del cardiochirurgo massimo massetti

 



Massimo Massetti è un cardiochirurgo italiano, direttore dell’Area Cardiovascolare e della Cardiochirurgia della Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma, titolare della Cattedra di Cardiochirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.  ....  https://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Massetti )

Questa   frase   come  fa. notare.  anche  AI Overview. col primo. risultato. di Google  e  riassume. quanto. dice  l'articolo  riportato  sopra.  Infatti. 

Questa profonda connessione si articola in diversi livelli:
  • Asse Cuore-Cervello: Più del \(90\%\) delle fibre nervose tra questi due organi porta informazioni dal cuore al cervello, influenzando le nostre reazioni allo stress e la consapevolezza emotiva.
  • Coerenza Cardiaca: Quando le emozioni e i pensieri sono allineati, il battito cardiaco diventa armonioso, migliorando il benessere psicofisico e riducendo lo stress.
  • Intuito e Logica: Il cuore è spesso associato all'intuito e ai desideri autentici, mentre la mente analizza il mondo attraverso la logica e la sopravvivenza. [12345]

  quando la passione  ti fa. diventare. grande  cuoco 
 
 

 


Osama e Mohammed Shalaby che. hanno. salvato. vite a. Modena. eroi ma. non per. il. governo

Nel post precedente : << miserie umane  e propaganda  della politica italiana  sugli immigranti o  nuovi italiani   il caso di Bakary Sako e Salim El Koudri  a confronto >> preso dalla  foga nel commentare  subito  senza aspettare l'evolversi degli eventi  e deluso dai nostro politicanti  ( salvo eccezioni come quella che trovate sotto )  perchè non affrontano. se non per  tornaconto personale  il problema. dell'immigrazione  e dei nuovi italiani   e usano due pesi e  due. misure.  vedi  i. due. casi recenti  vengo smentito Smentito , anche. se parzialmente . da questa  notizia
  
  da Lorenzo Tosa 

nel palco allestito in piazza Grande, è successo qualcosa di meraviglioso.
È successo che il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, l’uomo con la fascia tricolore indosso, ha voluto invitare sul palco Osama e Mohammed Shalaby, il padre e figlio egiziani che con un coraggio
inaudito 




hanno affrontato e disarmato l’autore della strage di ieri.
C’è voluto il sindaco di Modena per fare quello che nessuno a destra e del governo, né Meloni né nessun altro, è riuscito a fare nelle ultime 24 ore.
Ha voluto portare Osama e Mohammed in piazza davanti alla sua città e alla sua gente perché le migliaia di persone accorse potessero ringraziarli pubblicamente, applaudirli, abbracciarli, farli sentire parte della loro comunità.
È un modo giusto, necessario, per celebrare i propri eroi.
Tutti. Nessuno escluso. Di qualsiasi colore, origine, nazionalità, carta di identità e soggiorno.
Grazie di cuore sindaco perché con questo gesto non ha solo ridato giustizia e onore a questi due esemplari di esseri umano, ma ha restituito dignità e umanità a un Paese intero.

Gli alunni danno da mangiare ai migranti insieme ai volontari. E sulla scuola di Marostica scoppia la bufera , Interrogazione al ministro Valditara, che manda gli ispettori. L'accusa di «fare il lavaggio del cervello ai bambini», dando loro «messaggi diseducativi»

Interrogazione al ministro Valditara, che manda gli ispettori. L'accusa di «fare il lavaggio del cervello ai bambini», dando loro «messaggi diseducativi» I bambini delle quinte classi di un plesso di Marostica, in provincia di Vicenza, hanno aiutato le associazioni di volontariato a distribuire i pasti ai migranti che si è radunano a piazza Libertà a Trieste.

 E hanno raccontato l’esperienza fatta a scuola per comprendere il fenomeno migratorio, in modo da presentarsi a Trieste, puntualmente informati di chi avrebbero incontrato: i profughi della Rotta Balcanica. Tra gli esercizi preparatori, hanno provato ad immedesimarsi, bendati e senza scarpe, nelle persone che avrebbero incontrato. E che per arrivare in Italia hanno affrontato ostacoli e insidie. A Trieste sono scoppiate le polemiche. L'europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint e il senatore Marco Dreosto, dello stesso partito, hanno parlato di «immagini vergognose» e di «scene inaudite»: «le maestre hanno fatto un vero e proprio lavaggio del cervello a questi piccoli». «La scuola non deve esporre i bambini a messaggi diseducativi», ha insistito il deputato di Fdi Silvio Giovine, che come Cisint e Dreosto propone un'interrogazione a Valditara. È intervenuto anche il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga. Il ministero dell'Istruzione e del Merito ha fatto sapere che l'Ufficio scolastico regionale per il Veneto «ha immediatamente avviato le opportune verifiche, al fine di accertare le modalità didattiche delle attività disposte e le modalità di svolgimento». Dal canto suo il Mim «monitorerà con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda». Gian Andrea Franchi, uno dei volontari, ha confermato che nei giorni scorsi, assieme ai Fornelli resistenti di Bassano del Grappa e alla Fattoria sociale Conca d'oro, hanno partecipato appunto anche gli scolari di Marostica. «Premetto - specifica la moglie, Lorena Fornasir - che gli insegnanti avevano tutte le autorizzazioni a portare i bambini alla gita scolastica. Ebbene, una di queste maestre, che fa parte del “fornello resistente” di Vicenza, uno dei 65 che da ogni parte d’Italia vengono a Trieste per assistere gli immigrati, mi ha chiesto se poteva portare una classe, del plesso di Marostica. Le ho detto “certamente”, perché noi abbiamo centinaia di bambini, di scout, di gruppi parrocchiali che vengono a visitare piazza Libertà e ci aiutano nella distribuzione del cibo. Le ho consigliato, però, di preparare i bambini all’esperienza. E così è stato». Gli scolari, dunque, sono arrivati preparati. «E infatti hanno dimostrato una capacità di affrontare l’esperienza in un modo così bello, puro, spontaneo, genuino, che è stata una cosa magnifica». È stato girato anche un video che è diventato virale. Si è saputo che, come ha precisato anche la stessa Fornasir, che non aveva l'autorizzazione della scuola e dei genitori. «Respingiamo pertanto ogni ricostruzione che lasci intendere l'esistenza di un consenso formale o informale» tiene a sottolineare, a fronte delle polemiche che da ieri si stanno sviluppando in città. I “fornelli resistenti” sono gruppi di persone spontanei che non voltano la faccia dall'altra parte, hanno scelto di non essere indifferenti, si uniscono fra di loro, fanno da mangiare e dal nord, dal sud, da Ancona, a Torino vengono ogni giorno a Trieste, ormai da 3 anni, a portare da mangiare a 100, alle 200 persone che di volta in volta si trovano in piazza. 

 non  so  chi è  ....  o peggiore se il ministro che. manda. gli ispettori o. quelli. che. hanno. fatto. tale. interpellanza. ed. i. genitori. che.   non. hanno. con le loro. inutilli paure. non hanno. dato il. consenso. Gli alunni danno da mangiare ai migranti insieme ai volontari. E sulla scuola di Marostica scoppia la bufera

  da. Avvenire. 16 maggio 2026

di Francesco Dal Mas, Trieste

17.5.26

miseria. umane. e propaganda della. politica. italiana sugloi immigranti. o nuovi italiani . il caso di Bakary Sako e Salim El Koudri a. confronto

Se vogliamo avere un'idea di cosa siano l'opportunismo. dei nostri. politici e politicanti bastano due  storie a. confronti


La prima è. quella.  di Bakary Sako, il 35enne migrante maliano morto ammazzato dal branco per il colore della pelle.    Dove. a. differenza  di voi 
Sotto una pioggia torrenziale, eppure nessuno si è mosso e se n’è andato da lì. Sono rimasti fino alla fine, nel diluvio, bagnati fradici, per ricordare Bakary.
Per dire che non è vero che Taranto si è voltata dall’altra parte, (. vedere. foto a. lato. ) per dare solidarietà alla famiglia, per denunciare la violenza razzista degli assassini, come di chi tace.
Troppo spesso in questi giorni si è raccontata una città e una comunità indifferente, omertosa, ma Taranto è anche e soprattutto questo, una città che chiede e pretende verità e giustizia per Bakary Sako.
Ed è giusto che venga raccontata.
C’era la comunità di migranti, ma c’erano anche tanti tarantini, associazioni, scout, semplici cittadini .
La seconda piò. recente. è. quell. di Modena ( vedere. foto. sopra. al centro. ) L'opportunismo dei nostri. politicanti ad. incominciare. dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata a Modena per omaggiare Luca Signorelli, il cittadino eroe che ha affrontato e fermato Salim El Koudri dopo la strage.
Lo ha fatto con tanto di post immancabile e abbraccio scenografico in favore di telecamere, tanto per essere sicura di mettere il cappello sopra l’eroe di ieri.
Bene. Siamo stati i primi a dire grazie a quest’uomo.
Ora però, per coerenza e dignità, mi aspetto che Meloni abbracci e omaggi uno ad uno anche i quattro cittadini egiziani e pakistani che hanno contribuito fattivamente a fermare, disarmare e neutralizzare l’attentatore di Modena.
Ora mi auguro. che Stringano le mani a ognuno delle persone qui sotto nella foto, li ringrazi.
Ma non succederà, e sapete perché?
Perché non sono italiani, non sono bianchi, non servono, non sono funzionali alla macchina dell’odio, a chi vorrebbe trasformarli in cattivi, in nemici, in “invasori” e delinquenti.Non posso essere. sfruttati propagandisticamente , hanno paura. di. perdere i. i voti ed. il consenso dei malpancisti
E invece erano lì, insieme a dei cittadini italiani, a salvare le vite di altri italiani, mandando in tilt l’ingranaggio xenofobo della destra parlamentare ed extraparlamentare e della sinistra d'accatto.
Presidente Meloni e cari. politici. se volete. celebrare gli eroi di Modena, celebrateli tutti e. fatelo al plurale, perché non esistono eroi di serie a ed eroi di serie b.E soprattutto non hanno colore né nazionalità né razza. Solo “razza umana”. Cara. Meloni eviti di ricorre. i. vannacisti e la
la miseria umana Salvini c'è ne ha dato dimostrazione tacendo sul fatto che insieme. a ssieme a Luca Signorelli, a intervenire per bloccare, neutralizzare, disarmare Salim El Koudri c’erano immigrati egiziani, pakistani. Si chiamano Osama e Mohammed Shalaby, hanno rispettivamente 56 e 20 anni, sono padre e figlio, sono egiziani e sono due degli uomini che ieri pomeriggio hanno fermato, disarmato e neutralizzato Salim El Koudri.
Ci vuole un coraggio fuori scala per compiere un gesto del genere, e loro non non hanno esitato un istante, intervenendo assieme a Luca Signorelli contro l’autore della strage di Modena, armato di coltello.
Dopo 30 anni in Italia, non hanno neppure la cittadinanza italiana.Eppure hanno rischiato la vita per salvarne chissà quante altre, nonostante siano stati accolti in Italia come se fossero un pericolo, criminali, delinquenti, invasori.Le loro prime parole sono commoventi:
“Non abbiamo avuto paura, siamo egiziani, abbiamo paura solo di Dio” ha detto Osama, che di professione fa il muratore.
E ancora:
“Sono trent’anni che vivo in Italia ma non sono cittadino italiano. Spero che il mio gesto serva a qualcosa. Il nostro sogno è una casa popolare in cui vivere tutto insieme con la famiglia”.
Non credo esista risposta migliore al ministro Salvini che in queste ore sproloquia di cittadinanze da togliere o da permessi di soggiorno da cancellare per chi delinque.
Senza neanche rendersi conto che il criminale in questa storia è un cittadino italiano e nato in Italia, mentre gli eroi la cittadinanza italiana non ce l’hanno neppure e la meriterebbero.
Non certo e non solo per questo gesto straordinario.
Si chiama anche dignità.
Dobbiamo solo ringraziarli visto che non ci hanno pensato un attimo a intervenire contro un uomo armato di coltello e pericoloso, rischiando la vitavita per salvarne altre. E non compariranno mai in un post della Lega, in un tweet urlato di Salvinie. soci , perché non fanno notizia e non portano voti, anzi, con la loro sola presenza e il loro gesto, demoliscono anni di propaganda razzista e 24 ore di sciacallaggio infame costruito attorno a un italiano nato in Italia a Seriate, con problemi psichiatrici, usato per additare milioni di immigrati che nulla c’entrano con questa storia. E, anzi, eccoli dov’erano, in questa storia, i pericolosi “invasori”, quelli che non si integrano, che ci vogliono portare via lavoro e tradizioni. Erano lì, in prima linea, assieme agli italiani, dalla parte giusta della storia, l’unica che esiste. Questa fotografia è il manifesto della miseria del salvinismo e la vergogna della destra italiana E, nel dolore e nel dramma, è bellissima.

16.5.26

Giornalismo. d'accatto e sempre più trash il caso Garlasco


 Lo so che  come me ,  che  seguo il  caso  fin dall'inizio tale  caso di mala giustizia .  e  seguo la. cronaca nera soprattutto  quella. che è ben fatta ( vedere video sotto )   sarete stufi di sentire. sempre. parlare.di Garlasco   che

 
ed indignati non solo per la faziosità fin qui niente di nuovo capita. quando. un caso divida e. venga. usato e.venga. usato come propaganda ( vedere la campagna referendaria sulla riforma. della. giustizia ) ma. soprattutto per le bassezze giornalistiche dei pro Sempio . Ecco. che. il racconto. , la. cronaca di tale fatto \. avvenimento non è più solo cronaca ma spettacolo osceno. cioè trash della. peggior specie. 


 

  

 Tra  queste  nefandezze  la più indecente e vergognsa. è questa 

L'unico giornalista che , almeno fin ora prima. dell'intervento dello pseudo garantedella privacy che.     come  sempre  interviene. a  chiudere il cancello dopo  che  sono scappati i buoi.si è indignato. è stato Salvo stranamente.  interviene   da quel   leggio su





Lizavlogger

Ieri il Garante della Privacy si è scomodato a favore di Andrea Sempio, ricordando ai media la presunzione di innocenza. Resta però inaccettabile che si parli di tutele e protezione per un indagato che, da un lato, rifiuta di farsi interrogare dalla Procura di Pavia avvalendosi della facoltà di non rispondere e, dall'altro, cavalca l'esposizione mediatica rilasciando continue interviste in ogni trasmissione a proprio favore. Questa tutela sembra valere solo per lui, creando un cortocircuito imperdonabile tra il silenzio davanti ai magistrati e lo show nei salotti televisivi.

é Sottile di Farwest

 

 

 “ ognuno di noi sogna lo STUPRO” !! ma vi rendete conto di cosa dobbiamo ascoltare per difendere Sempio ? Cose terribili che non si devono dire MAI !! La #Cametti inorridita prende le distanze e scuote testa. Questa è #portaaporta sulla Rai


Nessuna giustificazione: Dal punto di vista giuridico e sociale, lo stupro è un reato gravissimo basato sulla totale assenza di consenso e sulla violenza. Non può essere ridotto a una "teoria" o a un "istinto biologico" da sdoganare nei dibattiti.La distinzione clinica: In psicologia clinica esiste la "fantasia di sottomissione" (un pensiero astratto e controllato dal soggetto all'interno del proprio immaginario), ma gli esperti sottolineano che essa non ha nulla a che fare con il trauma, la violenza reale e l'orrore dell'atto subito o inflitto contro la volontà della vittima. Infatti io mi chiedo Ma questa giornalista ha tali fantasie nascoste oppure non sa che cosa dire per difendere e giustificare gli scritti di Sempio. E poi non è vero che tutti/e hanno simili fantasie dipende da caso a caso. Esempio io che sono in lotta contro la mia porno dipendenza non ho fantasie di stupri. tanto. che quando trovo tali film o filmati li salto perche non mi .... ci siamo capiti 😏🤤 . Concludendo cari Giornalisti. qualunque sia la parte che sostenete( Stasi o Sempio ) oppure e non potete. o. riuscite ad essere neutrali evitate tali sconcezze ( metaforicamente parlando )e di pescare, pur. di fare Audience ascolti o lettori e fate se è possibile come. suggerito da Francesco Oggiano , primo video. , un informazione neutrale ed equilibrata oppure continuate. nella. vostra. faziosità ma. senza. mancare. di rispetto e scadere. nel torbido e nel trash

la vera. libertà non è insultare. soprattutto. gratuitamente quella. si chiama. falsa liberta

da angelogrecoofficial L’insulto: quando è diffamazione
Mi ricorda me quandfo. ancora. c'erano i news groups  in particolare. quello che. frequentavo con. il nik eritreocazzulati , terra. e libertà ,  e poi Ulisse ( prima di. passare. a. redbeppeulisse ) di più era it.discussioni.litigi. e  reagivo agli sfotto'  e non solo  scendendo  al. loro stesso livello  con insulti. 

 


















15.5.26

In morte di Bakari Sako, bracciante: "Mi ha ucciso un branco di ragazzini a caccia di un nero"



 beato  Stefano Massini. che riesce a differenza mia ( vedere il. mio precedente post tale fatto ) qualcosa che non sia ovvia e ripetitiva o " buonista " ( come direbbe. i malpancisti )
Egli. racconta il linciaggio a Taranto del bracciante Sako Bakary, ucciso da una banda composta soprattutto da minorenni scatenati in una caccia notturna all’immigrato.( non capisco perchè. se lo fa. soplo. con il mac o. altri. pc debba cliccare. sopra. su a ccetti per. vedere. un viceo incorporato )



DEVE DIMOSTRARE CHE LA SORELLA È MORTA: PORTA IL CADAVERE IN BANCA


La sorella Kalara era mortadiversi mesi fa, lasciando sul  suo conto in banca 19.300 rupie (173 euro), frutto della vendita di alcuni dei loro capi di bestiame. E lui, il 52enne indiano Jitu Munda, ha provato a
prelevarli. Ma difronte ai ripetuti rifiuti degli impiegati della banca, che pretendevano una prova della morte della donna, lui ha provveduto. Ha riesumato il cadaveredella sorella e, dopo aver attraversato la città con il corpo in spalla ( foto a sinistra), l’ha presentato allosportello.

Credevo fosse  una  fakenews poi  a. chiesto. ad Imode. di google. ed ecco. cosa. ho trovato 

  • nome Jitu Munda), l'amministrazione del distretto di Keonjhar gli ha concesso un ulteriore aiuto economico di 30.000 rupie (circa 330 euro) attinte dal fondo della Croce Rossa locale.
  • La sepoltura: I resti della sorella sono stati riportati al cimitero del villaggio e seppelliti nuovamente in modo dignitoso, alla presenza della polizia.
  • Le indagini: Il governo dello Stato di Odisha ha aperto un'inchiesta formale per accertare le responsabilità e la negligenza dei funzionari della banca, accusati di non aver aiutato un cittadino analfabeta a comprendere le procedure burocratiche. 
Per. chi. ancora. non ci credesse.  ecco il video


https://www.bbc.com/news/articles/clypl5jrjqlo ed. altri siti. segnalati da imode https://share.google/aimode/j6B2T19IooRPE1iAj

sfatiamo i luoghi comuni sulle monache dei clausura

 

da.  le-suore-di-clausura-dialogano-con-il-cuore-sul-web di https://www.laprovinciacr.it/news/cronaca/

SORESINA 

All’ombra di San Siro è web-mania. Ma ad andar di moda in queste settimane non sono le classiche star del mondo online. Sono le suore Visitandine. Centinaia di visite e condivisioni tra sito e social. E per contenuti con qualità ‘da Piero Angela’. Le sorelle: «Eccoci, sfatiamo i luoghi comuni sulle monache».Perché di clausura, sì. Ma mica fuori dal mondo. Anzi, pure interconnesse. Non c’è bisogno di essere come ‘quella di Monza’ o puntare a essere influencer per cambiare l’idea che una città si fa della vita claustrale. E le sorelle Visitandine di Soresina lo insegnano così: un blog alla volta. Esatto, le 






suore del convento di Soresina hanno un loro sito internet e ci scrivono. Ma la novità non sta esattamente qui, anche perché formalmente il portale ha aperto i battenti 12 anni fa. Il punto è che, come negli anni ’90 in tutte le case c’era il calendario di Frate Indovino, adesso sui social corre e scorre in ogni feed la preghiera e il pensiero del giorno delle consorelle. E non è solo moda, è la dimostrazione del fatto che centinaia di soresinesi vogliono sapere cos’hanno da dire. Il concetto è semplice: la clausura è clausura, quindi non possiamo farvi entrare, però possiamo parlarci e dialogare. O meglio, come hanno scritto loro: «Vi invitiamo a seguirci, un po' in punta di piedi, all’interno della nostra vita. Lo facciamo seguendo come traccia le tante domande che ci sentiamo porre da coloro che, per l’uno o l’altro motivo, bussano alla porta della nostra casa. Quello che si apre è, dunque, un dialogo del cuore, un modo di conoscerci dal di dentro». Il punto infatti è tutto qui. Ci sono voluti quasi cinquant’anni perché Stato, Comuni, associazioni iperattive e perfino grandi marchi si accorgessero del potere del web. Le suore di Soresina, che come abbiamo detto già una dozzina d’anni fa avevano intuito l’occasione, non solo stanno al passo coi tempi ma fanno pure una silenziosa campagna d’informazione. E di promozione. Sì perché, per dire, c’è il pensiero del giorno, e prendendo quello di ieri è «Lasciatevi portare da Dio come un bambino tra le braccia della madre», citando il patrono dei giornalisti San Francesco di Sales, ma c’è anche il focus storico dal 1583 all’altro ieri su Ariadello. E prima ancora Madre Anna che ripercorre la storia dell’Ordine da Annecy a Soresina. Roba che se la fai fare pure a un giornalista, restando sul punto, se ce la fa ci riesce con fatica.                                                                  Ma non è finita qui: c’è la fotogallery, ci sono i filmati, c’è un pensiero delle suore aggiunto a ogni frase dei santi del passato che spiega il perché della pubblicazione, c’è il calendario con tutti gli eventi, c’è lo spazio per organizzare momenti di ritiro spirituale o semplicemente conoscere le consorelle. Di nuovo insomma, un racconto social che però mantiene una dignità estrema, anche nello stile. Il tutto condito da perle di cultura che non si potrebbero leggere altrove, anche perché custodite da 210 anni spaccati in via Cairoli.                                                                                                                                                      Piccola chicca: quello della chiesa smart e vicina a tutti, a partire dai ragazzi, è un bel vizio di Soresina. Non a caso la parrocchia ha una pagina Facebook che rilancia tutte le ‘news’ delle suore. E, ancor meno a caso, al Sirino i ragazzi studiano gratis come diventare videomaker. La Tettoia, insomma, non ha smesso di giungere le mani: solo che lo fa pure col mouse in mano.

Dalla televisione alla pittura: la seconda vita di Fiorella Pierobon


da  https://www.ilgiornale.it/

Michele Vanossi 14 maggio 2026 - 10:39


La ex storica annunciatrice di Canale 5, da oltre 20 anni pittrice affermata, ha aperto da qualche giorno il suo atelier d’arte a Imbersago (Lc). Noi de “Il Giornale” siamo andati a trovarla per farci raccontare il passaggio dall’epoca della televisione alla ricerca artistica. Tra memoria, materia e nuovi progetti culturali                                                                                                                                                      Dalla televisione alla pittura, senza rinnegare nulla ma trasformando tutto in linguaggio artistico. È il percorso di Fiorella Pierobon, volto storico e presentatrice di Canale 5 dagli anni ottanta al duemila (talmente popolare da essere considerata, ancor prima di Lorella Cuccarini “La più amata dagli italiani”) è oggi pittrice e scultrice affermata con atelier tra Italia e Francia. «Ho lasciato Milano all’età di 45 anni e mi sono trasferita in Francia per capire se il mio percorso artistico potesse avere un seguito», racconta. In Costa Azzurra ha vissuto e lavorato per 17 anni, aprendo un atelier a Nizza che mantiene ancora oggi come spazio attivo di ricerca e produzione. Poi il ritorno in Italia e una scelta precisa: creare un luogo stabile anche a Imbersago, in provincia di Lecco dove è residente dal 1992. «Questo spazio è una sorta di esposizione permanente. Volevo che le persone potessero entrare nel mio mondo, non solo guardarlo da lontano», spiega. La scelta di Imbersago non è casuale. Il borgo, noto per il traghetto leonardesco sul fiume Adda e per il Santuario della Madonna del Bosco, è anche un luogo FAI e conserva un’identità culturale molto forte. «Qui si respira un clima particolare», racconta Pierobon. «È un paese vivo, con gruppi di lettura, iniziative culturali e diversi artisti che lavorano insieme. È un ambiente che stimola la condivisione».                                                                                                                                                    Nel tempo il suo lavoro ha trovato riconoscimento anche fuori dall’Europa; le sue opere sono state vendute e collezionate in diverse parti del mondo consolidando un percorso internazionale: Stati Uniti, Giappone, Australia… L’atelier non è una galleria tradizionale, ma uno spazio fluido tra lavoro, incontro e sperimentazione. «Non volevo uno spazio con orari rigidi. Qui si entra per respirare un’altra energia», dice. Accanto alla pittura, il progetto si apre anche a iniziative culturali: libri, incontri, eventi e proposte per i giovani artisti. «Vorrei che l’arte tornasse a essere un luogo di relazione, non di isolamento». Il percorso artistico nasce da una pittura fortemente materica e fisica. Opere come “Una giornata in Provenza” raccontano il suo metodo: «È un lavoro a doppio livello, tra impressionismo e stratificazione personale. Ogni colore richiede tempo, anche una giornata intera. Un’opera può richiedere trenta giorni». In lavori come “Cielo stellato” il gesto diventa diretto: «La tela è sul tavolo e il colore viene lavorato con le mani. Non uso strumenti intermedi. Dentro il quadro ci sono io, la mia energia». Mentre “Mirto e Ciclamino” rappresenta una delle opere più intense: «È un sottobosco, ma anche qualcosa di molto interiore. È un lavoro complesso, stratificato, quasi “infernale” da realizzare». Il passato televisivo resta una componente fondamentale della sua identità. Negli anni ottanta , la sua popolarità era tale da essere considerata tra i volti più amati della televisione italiana, «la più amata dagli italiani ancora prima che lo scettro passasse alla Cuccarini». Un riconoscimento che racconta l’impatto di un’epoca in cui la televisione costruiva immaginari collettivi molto forti. «La TV di quegli anni era bellissima, curata in ogni dettaglio. Ho lavorato con grandi professionisti e artisti straordinari (Mike Bongiorno, Corrado, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini - una grande amica, ironica e profondamente umana»). Non rinnego nulla del passato, quelli della tv sono stati anni pieni di incontri straordinari e di energia. Ma la direzione per me da vent’anni a questa parte è diversa: tutto gira attorno alla pittura, alla scultura, alla materia.


Manuale di autodifesa ed anti aggressione I consigli dell’esperto Antonio Bianco, aggressione cintura nera di karate, 6° dan.: puntata LXXXIV ALLENATE L'EQUILIBRIO VI FARA'. GUADAGNARE TEMPO E NON SOLO

 Per approfondire quanto  detto in questa da Antonio Bianco  ( vedere  immagine a sinistra  )   chiariamo il significato. di equilibrio 

 Nella difesa personale, l'equilibrio è la vera "arma" primaria. Non si riferisce solo alla stabilità fisica che impedisce di cadere sotto una spinta, ma anche alla postura che comunica sicurezza e alla gestione della distanza per evitare il contatto fisico. Il concetto di equilibrio antiaggressione si articola su tre livelli:
1. Equilibrio Fisico (Radicamento)
Una postura stabile è la base per assorbire un colpo o neutralizzare una minaccia : 
  • Baricentro basso: Mantenere le ginocchia leggermente piegate per non offrire un bersaglio sbilanciato.
  • Distanza di sicurezza (Guardia): Mantenere gli arti superiori sollevati a protezione del volto, pronti a parare o respingere.
  • Movimento: Evitare di indietreggiare in modo scoordinato, per non rischiare di inciampare o cadere.
2. Equilibrio Mentale e Psicologico (Assertività)
La difesa inizia prima del contatto fisico; la mente deve rimanere lucida per non farsi sopraffare dal panico : 
  • Consapevolezza dello spazio: Occupare lo spazio in modo assertivo.
  • Gestione dello stress: Mantenere il controllo della respirazione per evitare reazioni istintive dettate dalla paura (che spesso portano a irrigidimento o fuga precipitosa).
  • Prontezza: Essere vigili permette di valutare la situazione e agire efficacemente senza farsi cogliere di sorpresa.

3. Equilibrio Strategico (Tecnica)
Sfruttare la biomeccanica a proprio vantaggio significa attaccare l'equilibrio dell'aggressore invece di scontrarsi con la sua forza bruta.
  • Leve e sbilanciamenti: Tecniche tipiche di discipline come il Ju-Jitsu o il Brazilian Jiu-Jitsu sfruttano il baricentro dell'avversario per neutralizzarlo.
  • Minima spesa, massima resa: Colpire i punti deboli (come articolazioni o zone vulnerabili) per creare un varco e guadagnare secondi preziosi per scappare. [12]
Se  si desidera approfondire queste dinamiche, conoscere le tecniche di base o trovare un corso specializzato nella tua zona (ad esempio lezioni di Krav Maga o Ju-Jitsu), puoi valutare i centri di formazione sportiva riconosciuti sul territorio, come i corsi promossi dall'ente di promozione AICS ed eventualmente altri link
  1. https://www.liberoquotidiano.it/news/general/20139573/quali-sono-le-arti-da-combattimento-piu-efficaci-per-difendersi-da-un-aggressione/
  2. https://www.instagram.com/p/DW5m7bbDv0K/ vari tipi di tecniche 
  3. Introduzione alla difesa personale come strumento di presenza e autoconsapevolezza, in una prospettiva pedagogica. https://personeediritti.altervista.org/introduzione-alla-difesa-personale-come-strumento-di-presenza-e-autoconsapevolezza-in-una-prospettiva-pedagogica/

In un mondo diviso il cielo è riflesso di Dio e tesoro di bellezza per tutti

inviatomi. da. un amioco. via. whatsapp. mi. pare. sia. l'osservatore romano della scorsa settimana    «Il cielo notturno è un te...