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| Foto: Norman Wong/ courtesy of Inner_Spaces |
compagni e compagne di strada e di viaggio ex compagni di viaggio ( splinder )
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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3.2.26
Un’organista di chiesa ha pubblicato tre dischi per ricordarci che la musica è la più grande espressione umana Kara-Lis Coverdale è una compositrice d'avanguardia che si relaziona al silenzio e alla spiritualità armata di pianoforte e elettronica rarefatta.
my splatter valentine
il post d'oggi scritto di getto e ispirato ( diciamo deliberatamente tratto ) sia dalla lettura de dell'ultima storia di Dylan Dog
sia all'introduzione del dylan dog horror club ( foto al lato ) dellla storia del n 473 in titolato
Meno male , grazie del suggerimento di #BarbaraBaraldi e al suo Dylan dog horror club , ci sono film horror
- Il giorno di San Valentino (My Bloody Valentine) – film del 1981 diretto da George Mihalka
- San Valentino di sangue 3D (My Bloody Valentine 3D) – film del 2009 diretto da Patrick Lussier
- Heart Eyes è un film americano di commedia romantica slasher del 2025 diretto da Josh Ruben e scritto da Phillip Murphy, Christopher Landon e Michael Kennedy
- Run Sweetheart Run è un film del 2020 diretto da Shana Feste.
Fresh film del 2022 diretto da Mimi Cave debutto alla regia per Mimi Cave
concludo con la chiusura introduttiva della Baraldi : << mette dunque da parte cioccolatini e cuoricini, e preparatevi ad un appuntamento .... al buio >> . Buon san valentino
2.2.26
primo caso di doping alle Olimpiadi di Milano Cortina e lo stupore dell’atleta canadese davanti al bidet in camera
La caduta del Muro di Berlino ha reso pubblico il bilancio vero, con vittime che hanno subito tumori, problemi di sterilità, aborti, e altre devastazioni.Ora invece è , altrettanto esecrabile per denaro . il farmaco in questione è Il letrozolo è un inibitore dell’aromatasi che blocca la conversione del testosterone in estrogeni. Usato in oncologia contro il tumore al seno, nello sport è vietato perché aumenta indirettamente il testosterone e maschera l’uso di steroidi.
da Fanpage
A pochi giorni dall'inizio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, Rebecca Passler, un'atleta del biathlon azzurro, è risultata positiva a un controllo antidoping. Nel suo sangue è stata rilevata la presenza di letrozolo, una sostanza poco conosciuta dal grande pubblico ma ben nota agli organismi di controllo. Si tratta di un farmaco antitumorale appartenente alla classe degli inibitori dell'aromatasi. Non si tratta quindi di una sostanza "nata" per lo sport, ma di un medicinale utilizzato in ambito oncologico per trattare i tumori al seno. Proprio per questo rientra nella categoria delle "sostanze specificate" inserite nella lista vietata dall'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), che ne proibisce l'uso in ogni momento, sia in gara sia fuori gara.
A cosa serve il letrozolo in medicina
In ambito clinico il letrozolo viene prescritto soprattutto nel trattamento del carcinoma mammario nelle donne in postmenopausa. È indicato sia nelle fasi iniziali della malattia, come terapia adiuvante dopo interventi chirurgici o radioterapia, sia nei casi più avanzati o metastatici. Secondo uno studio del 2011 sarebbe anche leggermente più efficace del tamoxifene (un altro farmaco ormonale antiestrogeno) per ridurre le recidive. In alcune situazioni particolari viene utilizzato anche prima dell’intervento chirurgico, quando la chemioterapia non è praticabile. Come ricorda l'Agenzia Italiana del Farmaco AIFA, il letrozolo può favorire l'ovulazione, motivo per cui viene utilizzato anche in terapie di medicina riproduttiva, seppur in modo limitato e controllato.
Come funziona: il ruolo degli ormoni
Per capire perché il letrozolo sia rilevante anche fuori dall'ambito medico è necessario soffermarsi sul suo meccanismo d'azione. Il farmaco interviene su un delicato equilibrio ormonale regolato da un enzima chiamato aromatasi. Questo enzima ha il compito di trasformare una parte del testosterone (l'ormone tipicamente associato alle caratteristiche maschili, ma presente anche nel corpo femminile) in estrogeni, gli ormoni sessuali femminili.
Ibuprofene e rischio di cancro dell’endometrio: cosa dice lo studio su 42.000 donne
Il letrozolo blocca l'aromatasi e interrompe questa trasformazione. In pratica impedisce che il testosterone venga "convertito" in estrogeni. Ciò comporta due conseguenze. Da un lato diminuiscono i livelli di estrogeni circolanti, dall'altro il testosterone tende ad aumentare perché non viene più metabolizzato come prima.
In ambito oncologico questo effetto è utile perché molti tumori al seno sono ormonodipendenti, cioè crescono grazie agli estrogeni: ridurne la presenza significa rallentare o bloccare la progressione della malattia. Ma lo stesso meccanismo, applicato a un organismo sano, produce uno squilibrio ormonale artificiale. È come se l'organismo venisse spinto verso una condizione non naturale, con livelli di testosterone più alti di quelli fisiologici. Ed è proprio questo aumento indiretto dell'ormone a rendere il letrozolo interessante (e problematico) nel contesto sportivo, dove il testosterone è strettamente legato a forza, recupero muscolare e adattamento allo sforzo.
Perché il letrozolo è considerato dopante
Nel contesto sportivo il letrozolo è classificato come agente ormonale vietato. Pur non essendo uno steroide anabolizzante, può aumentare indirettamente il testosterone, con effetti potenzialmente favorevoli sulla forza muscolare, sul recupero e sulla struttura corporea. In altre parole, può offrire un vantaggio competitivo in una gara dove lo sforzo è prolungato.
Non solo. Gli inibitori dell'aromatasi vengono talvolta utilizzati come "sostanze mascheranti", assunti insieme a steroidi per ridurne gli effetti collaterali e mantenere elevati i livelli di testosterone. Per la WADA questi farmaci soddisfano almeno due dei criteri che giustificano un divieto: migliorano la prestazione e comportano rischi per la salute, oltre a violare lo spirito dello sport.
I rischi e le conseguenze sportive
L'alterazione artificiale dell'equilibrio ormonale non è priva di conseguenze. Tra i possibili effetti avversi figurano problemi cardiovascolari, riduzione della densità ossea, disturbi metabolici e squilibri endocrini nel lungo periodo.
Dal punto di vista dei controlli, il letrozolo è facilmente individuabile nelle analisi antidoping e non esiste una soglia di tolleranza. Anche tracce minime possono determinare una positività.
Le sanzioni previste sono severe: sospensione immediata, possibile squalifica fino a quattro anni, annullamento dei risultati e, ovviamente, l'esclusione dalle competizioni più importanti. Il precedente in casa Italia risale al 2018, quando la tennista Sara Errani venne trovata positiva al letrozolo. Errani si giustificò raccontando di un'accidentale contaminazione causata dalla madre mentre preparava il brodo per i tortellini, ma venne comunque raggiunta da una squalifica di 10 mesi
Incurisitoe per verificare la notizia ho consultato anche altri siti ed ho trovato questo su https://www.caffeinamagazine.it/sport
“Positiva all’antidoping”. Terremoto nella squadra azzurra, la campionessa fuori dalle Olimpiadi invernali
Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli e l’attesa cresce di ora in ora. Le Olimpiadi invernali stanno per prendere il via, con le prime competizioni già fissate a calendario e una macchina organizzativa che lavora a pieno ritmo. Tra entusiasmo, speranze di medaglie e grande attenzione mediatica, l’avvicinamento ai Giochi si sta trasformando in un momento cruciale per atleti e delegazioni, chiamati a gestire pressione e aspettative in un contesto unico.
In questo clima carico di emozioni, però, non mancano le ombre. A pochi giorni dall’inizio delle gare, una notizia improvvisa ha scosso l’ambiente sportivo italiano, aprendo interrogativi e preoccupazioni proprio mentre tutto sembrava pronto per la grande festa dello sport. Un episodio inatteso che rischia di condizionare l’atmosfera della vigilia olimpica.

Doping, chi è la stella 25enne fermata
Le brutte notizie arrivano direttamente dalla delegazione azzurra. Nel corso di un controllo antidoping “out competition”, una delle atlete inserite nel gruppo dei 109 convocati italiani è risultata positiva a una sostanza vietata. Si tratta di un inibitore, il letrozolo, che rientra nella Lista delle Sostanze Proibite della Wada, in quanto può favorire le prestazioni e mascherare l’utilizzo di altri prodotti non consentiti. Un caso che assume un peso ancora maggiore perché rappresenta il primo episodio di doping alla vigilia dei Giochi.

Il contesto rende la vicenda ancora più delicata. Milano Cortina è ormai alle porte, con le prime gare in programma dal 4 febbraio e la cerimonia ufficiale di apertura fissata per il 6 febbraio a San Siro. In Casa Italia tutto era stato definito nei dettagli, a partire da un contingente mai così numeroso, pronto a rappresentare il Paese in ogni disciplina. Proprio per questo, la notizia ha colto tutti di sorpresa, incrinando l’entusiasmo della vigilia.

L’atleta coinvolta faceva parte della squadra femminile di biathlon, un reparto considerato tra i più competitivi della spedizione azzurra. Il controllo è avvenuto lontano dalle gare, ma l’esito ha fatto immediatamente scattare le procedure previste dai regolamenti internazionali. Per una sportiva di 25 anni, tesserata per il C.S. Carabinieri, e per l’intero movimento italiano, l’avvicinamento alle Olimpiadi si trasforma così in un percorso improvvisamente in salita.
Dietro a questo nome, che solo ora emerge con chiarezza, c’è una carriera costruita con costanza e risultati fin dalle categorie giovanili. Cresciuta sportivamente in un territorio simbolo del biathlon, l’atleta aveva già mostrato talento e continuità, conquistando numerosi titoli di categoria, otto medaglie individuali e anche un oro in staffetta, confermandosi come una delle promesse più solide del panorama nazionale.
Al momento della convocazione olimpica, il suo rendimento stagionale parlava chiaro. Era 33ª nella classifica generale di Coppa del Mondo di biathlon, con un doppio 11° posto come miglior risultato: prima nella Mass Start di Annecy-Le Grand Bornand nel dicembre 2025 e poi nella Sprint di Oberhof a gennaio 2026. Piazzamenti che avevano rafforzato la fiducia dello staff tecnico e giustificato la chiamata per i Giochi.Solo in chiusura si svela il nome che ora fa discutere l’Italia sportiva. L’atleta fermata dal controllo antidoping è Rebecca Passler, classe 2001, originaria di Anterselva e nipote d’arte, essendo lo zio Johann Passler, due volte bronzo olimpico a Calgary 1988. Un caso destinato a lasciare il segno, proprio mentre le Olimpiadi di Milano Cortina sono pronte ad accendere il fuoco olimpico.....
fonti il fatto quotidiano ( qui il video ) e www.zazoom.it/ ( per la foto )
La pattinatrice canadese Ivanie Blondin si sorprende davanti al bidet nel suo alloggio al villaggio olimpico di Milano. Arrivata per le Olimpiadi invernali, Blondin ha condiviso sui social un video in cui mostra con entusiasmo la stanza più grande di quanto si aspettasse e il bagno con il bidet, che le ha suscitato un’espressione di sorpresa. La sua reazione ha fatto il giro dei social, diventando subito virale tra gli appassionati di sport e curiosi.
Una stanza singola “più grande di come mi aspettavo” e un bagno in camera con tanto di bidet. È bastato questo per sbalordire la pattinatrice di velocità canadese Ivanie Blondin che, arrivata a Milano per partecipare alle prossime Olimpiadi invernali, ha condiviso sui suoi social un video in cui mostra fiera la camera del villaggio olimpico in cui alloggia. La clip, probabilmente realizzata nelle storie di Instagram, e quindi ora non più visibile, è diventata però virale. La pattinatrice, infatti, nel riprendere la stanza si mostra estremamente sorpresa di un particolare: il bidet. Tanto che inquadrandolo esclama un inequivocabile: “Ooh”.
Obliquo presente: Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio di Cristian Porcino
Un libro , fiero ed indigesto , da leggere prima di scegliere la strada dell'odio .
[...] Nessuno merita di odiarsi perché non si accetta e il mondo pensa che è diversaun solo bacio e si imbarazzapoi condanna una carezza perché crede malattiauna sporca fantasiaquella che da sempre è la storia solo mia!E’ la storia solo mia!L’amore è verità.
1.2.26
Aggiornamento sul caso di Belluno La pezza dopo il caso del “biglietto olimpico”: il Riccardo Zuccolotto bambino lasciato a piedi sotto la neve avrà un ruolo nella cerimonia d’apertur
Milano-Cortina

La Fondazione Milano Cortina 2026 ha proposto un ruolo nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi a San Siro a Riccardo Zuccolotto, il bambino di 11 anni del bellunese che martedì scorso è stato costretto a scendere sotto la neve dal bus che doveva riportarlo a casa da scuola perché non aveva il “biglietto olimpico” da dieci euro. La famiglia del bambino ha accettato la proposta. “Pensavo fosse uno scherzo di qualche burlone”, ha detto Vera Vatalara, la madre del bambino, raccontando all’Ansa la telefonata ricevuta da Giovanni Malagò, presidente della Fondazione, che invitava appunto il figlio Riccardo a presenziare all’apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina. “Riccardo ha risposto senza esitazione“, ha proseguito la madre, spiegando che il figlio “è passato dallo sconforto per quanto ha passato al massimo dell’entusiasmo. È uno sportivo, uno sciatore e non potete immaginare quanto significhi per lui questo invito, fosse anche un piccolo ruolo come mascotte“. Così la Fondazione prova a mettere una pezza dopo la figuraccia provocata dal “biglietto olimpico”, un ticket da 10 euro che tutti sono costretti a pagare per prendere i mezzi pubblici nella zona di Cortina. Nel frattempo, dopo il caso e le grandi proteste, è stata prevista un’esenzione per i residenti. E sulla vicenda che ha coinvolto l’undicenne, Dolomiti Bus – titolare del servizio di linea sulla tratta in questione – ha confermato di aver avviato approfondimenti per ricostruire quanto accaduto.
Ripristinato il biglietto ordinario per i residenti
Il bimbo era stato costretto a camminare, mentre nevicava e con temperature sottozero, per gli oltre 6 chilometri di statale 51 Alemagna che separano San Vito di Cadore da Vodo di Cadore, a Belluno, perché non aveva il biglietto giusto dell’autobus ed era stato costretto a scendere dall’autista, poi sospeso dal servizio. La nonna Chiara Balbinot – avvocato di Padova – ha presentato querela con l’ipotesi di abbandono di minore. “Non sentivo le gambe – aveva dichiarato successivamente Riccardo in un’intervista a La Repubblica– facevo fatica a camminare”. Zuccolotto frequenta la prima media e spesso prende la linea 30 Calalzo-Cortina. A tenere banco – oltre alle condizioni climatiche in cui il bimbo era stato lasciato a piedi – era il costo del biglietto (10 euro), che doveva essere acquistato anche dai residenti. E infatti oggi – 31 gennaio – è stato ripristinato il biglietto a tariffa ordinaria per i residenti pendolari per la tratta di pullman in questione. I lavoratori e gli studenti che risiedono in provincia di Belluno e che devono fare brevi tratti tra un paese e l’altro lungo la statale 51 Alemagna – come nel caso del bambino bellunese – potranno quindi continuare a usare i vecchi biglietti da 2,50 euro acquistati a terra e obliterarli a bordo dei bus, senza la necessità di scaricare l’apposita App o pagare solo con il bancomat Pos. Durante il controllo dei biglietti, sarà necessario esibire il documento di identità per appurare la residenza.
Le scuse dell’autista
Intanto in mattinata è arrivato un mea culpa, con le dovute scuse, dall’autista del pullman che lunedì scorso ha lasciato a terra il bimbo in questione. “Mi fa male il cuore, a pensarci a mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato. Chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia“, ha spiegato l’autista Salvatore Russotto, 61 anni. E ha poi ricostruito la vicenda, raccontando che il ragazzino era salito con il biglietto da 2,50 euro. “Gli ho detto che quello non era valido, che doveva pagare con il bancomat oppure avere l’abbonamento. E lui è sceso, questione di un minuto”. Per quanto riguarda la possibilità di pagare con denaro, Russotto sostiene che “l’azienda ci aveva dato disposizioni chiare: invitare a scendere chiunque non avesse il titolo di viaggio valido. Non ci hanno detto nulla sui minorenni che vanno fatti salire comunque. Sono mortificato, ho commesso un grave errore. Non ci ho dormito tutta la notte. A mente fredda gli avrei pagato io il biglietto
CHI LO DICE CHE LE RAGAZZE E LE DONNE DEBBANO GIOCARE SOLO NEL CALCIO FEMMINILE . greta figus clase 2012 Gioca a calcio a Fonni, nel cuore della Barbagia, in una squadra dove è la sola rappresentante femminile
unione sarda 1\2\2026
Greta unica donna a scendere in campo ma è lei che segna
Gioca a calcio a Fonni, nel cuore della Barbagia, in una squadra dove è la sola rappresentante femminile. Greta Figus, classe 2012, è l’unica ragazza che pratica il calcio in una squadra mista. Agli ordini dei mister Marco Palmas e Ramos Emerson (un’istituzione del calcio barbaricino), da 3 anni è l’attaccante della Asd Fonni, nella categoria Giovanissimi. «Da bambina giocavo a pallavolo ma mi sono accorta presto che il calcio era molto più bello e mi piaceva di più - racconta Greta - forse all’inizio guardavo mio fratello giocare e volevo farlo con lui, poi questa passione era vera, forte e ho scelto di andare avanti. Eravamo pochissime, quest’anno le mie amiche hanno abbandonato ma io ho scelto di continuare anche se sono l’unica ragazza».
La famiglia
Greta frequenta la terza media e conta di iscriversi all’ITC Chironi di Nuoro con indirizzo Amministrazione, finanza e marketing. «Non so cosa farò da grande, per ora sono felice di riuscire a conciliare 3 allenamenti a settimana, le trasferte a Oristano e lo studio che considero importantissimo. Le mie materie preferite sono educazione fisica (chi l’avrebbe mai detto?), italiano e matematica». Babbo Sergio e mamma Adriana supportano con entusiasmo il sogno calcistico di Greta, che oggi si ritrova a vivere un’esperienza fantastica. È stata convocata da mister Sassu tra le 18 ragazze che disputeranno il torneo “Calcio+15 selezione Pintadera” a Trezzano sul Naviglio (MI) contro Lombardia ed Emilia Romagna. «Sulla carta sembrerebbe una lotta impari - dice babbo Sergio - ma venderanno cara la pelle, ne sono certo. Per Greta è una bellissima esperienza di sport e vita, io e mia moglie siamo orgogliosi e felici per lei».
Il club
La società e i mister sono entusiasti del suo impegno, della determinazione e della grinta che dimostra. «Non è solo questione di tecnica - spiegano Palmas ed Emerson - è la sua curiosità, la voglia di imparare, l’applicazione e la serietà. Il tempo dirà se il calcio sarà il suo futuro, ma già ora sono evidenti margini di miglioramento pazzeschi e tante carte da giocarsi. La sua famiglia e il calcio l’hanno supportata in passato in un momento difficile (il suo unico fratello Lorenzo ha perso la vita a 17 anni in un incidente stradale a ottobre 2024, ndc ) e tutti noi continueremo a sostenerla perché possa vivere lo sport da tredicenne, nel miglior modo possibile senza troppe pressioni o aspettative. Allenare Greta è un orgoglio». Dal canto suo Greta sembra aver accolto la convocazione della rappresentativa con grande lucidità. «Sarà di sicuro una bellissima esperienza, la convocazione all’inizio era inaspettata, eravamo 40 ed ora siamo in 18. Sono emozionata ma cercherò di viverla fino in fondo tranquilla e determinata. Andare a Milano per giocare a calcio è già un bel traguardo. Come tutti poi ho i miei idoli, sono juventina, mi piacciono tantissimo Messi e Yildiz». La società è entusiasta della convocazione e sui social lodano quella che definiscono un “orgoglio fonnese” e un ringraziamento ai tecnici che l’hanno seguita. Greta rincara: «I miei allenatori sono persone splendide e preparate. Emerson poi è un mito, si vede che ha esperienze in campionati di alto livello ed io mi diverto e imparo una marea di cose».
Il futuro
A prescindere dall’esito del torneo, Greta rappresenta un esempio in un territorio dove il calcio femminile è via via quasi scomparso negli anni, nonostante dalla Barbagia arrivi un pezzo di storia del calcio femminile italiano come Antonella Carta di Orotelli, in passato capitano della Nazionale, oltre 700 partite da professionista, inserita nella “Hall of fame” di Coverciano. L’auspicio è che Greta, coda di cavallo al vento, fiato corto e occhi che brillano mentre rincorre la palla, tracci una strada che si avvicini a quella di Antonella Carta.
Chiudersi o aprirsi ? affrontando la paura di sbagliare accettando che anche nel sbagliare c'è libertà
Ma è l’unico posto dove può succedere qualcosa che non sia solo immaginato.Forse il punto non è smettere di chiudersi, ma non farne una residenza stabile. Entrare in sé è utile, uscire è necessario.Quindi sì, probabilmente ogni tanto rovineremo qualcosa: una frase detta male, un silenzio di troppo. Ma ne vale la pena.Anche perché chi ci sta intorno, ogni tanto ha rovinato tutto…e proprio per questo ha qualcosa di interessante da raccontarci.Ora Non condanno la solitudine perchè ne faccio ricorso anch'io ma sopratutto perchè
ma allo stesso cercando ricollegandomi a quanto detto nelle righe precedenti una via di mezzo senza usare " mezzi artificiali " in modo aucritico .
perchè l'intelligenza artificiale usata così tra l'altro rischia di non dare più la capacità di ragionare... Inoltre è vero, si deve imparare a sbagliare, perché sbagliando s'impara.
Infatti come ho detto nel titolo si dovrebbe accettare che anche nell sbagliare c'è libertà . Come dicono : L'utente Lorien sul suo facebook
Libertà e pauraLa libertà ha sempre un prezzo. Ma chi è disposto a pagarlo? Ci raccontano che essere liberi significa poter scegliere, eppure ogni scelta porta con sé il peso della paura. Paura di sbagliare, di perdere, di restare soli. Forse la libertà non è altro che un’ombra: sembra vicina, ma più la insegui, più si allontana. C’è chi la cerca disperatamente, pronto a spezzare ogni catena, senza accorgersi che alcune di quelle catene lo tenevano in piedi. E c’è chi si aggrappa alla paura, confondendola con sicurezza, dimenticando che nessuna gabbia, per quanto dorata, potrà mai essere casa. Forse la libertà non è l’assenza di paura, ma il coraggio di camminare con essa. Di stringerle la mano e sussurrarle: so che ci sei, ma non mi fermerai
e questo libro di
che rappresenta visivamente l’episodio reale vissuto da Primo Levi, Sandro Delmastro e Alberto Salmoni: la scalata invernale all’Uja di Mondrone, raccontata nel capitolo Ferro de Il sistema periodico. In cui i tre amici volevano scalare l’Uja, ma a causa della nebbia raggiunsero una vetta sbagliata.Solo Sandro, più esperto, si accorse dell’errore.Invece di tornare indietro, decisero di proseguire lungo la cresta per raggiungere la vetta vera.L’impresa si trasformò in una prova di resistenza, libertà e amicizia.
30.1.26
SI SENTE GIA' LO SPIRITO OLIMPICO BAMBINO DI BELLUNO E DI 11 ANNI A PIEDI PER 6KM PERCHè NON AVEVA IL BIGLIETTO OLIMPICO
da il fatto quotidiano del 29 e del 30 gennaio 2026
| Riccardo Zuccolotto |
È l’incredibile storia riportata dal Gazzettino di Belluno, che ha raccolto la testimonianza della madre e della nonna del bimbo, un avvocato di Padova, che ha presentato querela per abbandono di minore. Il bambino, verso le 16 di martedì 27 gennaio, era uscito dal rientro pomeridiano scolastico e una volta salito sul bus ha esibito il biglietto che aveva in tasca che però non corrispondeva a quello entrato in vigore da pochi giorni sulla linea 30 Calalzo-Cortina di Dolomiti Bus. Per il periodo olimpico infatti il biglietto è passato a una tariffa fissa di 10 euro indipendentemente dalla distanza e che va comprato solo tramite app oppure con il bancomat.
L’11enne non aveva possibilità di pagare il nuovo biglietto e l’autista lo ha costretto a lasciare il bus e tornare a casa apiedi quando fuori era già buio, lungo una strada pericolosa, mentre nevicava e la temperatura era di -3 gradi. L’episodio, risalente a due giorni fa, riguarda un bus appartenente a una compagnia privata – La Linea S.p.A. – alla quale sarebbe stato subappaltato il servizio. “Ho ricevuto due chiamate di scuse da parte dell’azienda di trasporti Dolomitibus, noi andiamo avanti“, ha spiegato successivamente l’avvocata Chiara Balbinot, nonna del ragazzino di 11 anni in questione.
“Ora tocca alla procura di Belluno indagare. Dal mio punto di vista è ravvisabile il reato di abbandono di minore, anche se di ipotesi magari ce ne sarebbero altre, ma sarà la Procura poi a considerarle. Sicuramente esisteva un obbligo di custodia“, ha spiegato la nonna-avvocata, che ha poi concluso: “A mio nipote poteva capitare qualsiasi cosa durante quei novanta minuti che ha impiegato per tornare a casa, camminando sulla pista ciclabile che costeggia la strada principale – continua la nonna -, io mi chiedo come possa capitare una cosa del genere“. Domanda a cui sta cercando di rispondere l’indagine interna avviata dall’azienda di trasporti.
Il comunicato dell’azienda
Successivamente l’azienda titolare del servizio ha diffuso una nota ufficiale per esprimere la propria posizione: “In relazione all’episodio segnalato in data odierna, Dolomiti Bus esprime anzitutto sollievo avendo appreso dalla famiglia del bambino che per lui non ci sono state serie conseguenze e sta bene. La corsa in questione è stata effettuata a seguito di regolare autorizzazione dall’azienda La Linea S.p.A. alla quale Dolomiti Bus, titolare del contratto di servizio principale, ha immediatamente esteso la contestazione e chiesto chiarimenti. La società che ha effettuato il servizio ha comunicato di aver avviato degli approfondimenti e che il conducente interessato, suo dipendente, è stato prudenzialmente sospeso dal servizio“, si legge nella nota ufficiale in cui la compagnia comunica anche la sospensione dell’autista.
“Dolomiti Bus, costantemente impegnata a garantire i più elevati standard di sicurezza e tutela dei passeggeri, ha essa stessa attivato una commissione per il rigoroso accertamento dei fatti accaduti. I mezzi in servizio sono dotati di impianti di videosorveglianza e le relative registrazioni potranno essere utilizzate per l’accertamento dei fatti. Ulteriori elementi potranno essere forniti in ragione degli accertamenti in corso”, conclude la nota.
“Non ci salgo più su quel bus. Non sentivo le gambe, facevo fatica a camminare”: parla Riccardo, l’11enne fatto scendere perché non aveva il “biglietto olimpico”
Le parole della famiglia - che ha sporto querela - a La Repubblica: "La temperatura di mio figlio era arrivata a 35 gradi" dice la madre. E intanto l'azienda Dolomiti Bus chiede scusa e sospende il conducente

“Non ci salgo più, riconsegnate tutti i biglietti che abbiamo comprato”. A parlare a La Repubblica è Riccardo Zuccolotto, il ragazzino di 11 anni fatto scendere dal bus in provincia di Belluno perché non aveva il “biglietto olimpico” e costretto a camminare per 6 kilometri al buio, sotto la neve e a una temperatura di 3 gradi sotto lo zero. Gli altri biglietti sono quelli del carnet che aveva già, al prezzo di 2,50 euro e non più validi perché insieme alle Olimpiadi sono arrivati anche i rincari fino a 10 euro. Martedì scorso il giovane è arrivato a casa, a Vodo di Cadore, quasi in ipotermia e dopo due ore di camminata. La famiglia ha sporto querela con l’ipotesi di abbandono di minore ed è partita un’indagine interna – decisa anche da Dolomiti Bus, l’azienda che si occupa del trasporto locale – per conoscere i dettagli e responsabilità del fatto. “Abbiamo nominato una commissione apposita – dice l’impresa – La corsa è stata effettuata in subappalto dall’azienda La Linea spa”.
Zuccolotto frequenta la prima media, e spesso prendeva (come da sua volontà, al passato) la linea 30 Calalzo-Cortina. La nonna Chiara Balbinot è un avvocata di Padova. È stata lei a depositare la querela. “A parte quello che è successo a mio nipote – dice – credo sia assurdo che ai residenti non venga garantita la tariffa normale”. Anche se, al netto di questo, “l’autista avrebbe potuto chiedergli quattro biglietti ordinari per arrivare alla cifra olimpica”. La tariffa è rimasta uguale solo per chi ha l’abbonamento. La domanda rimasta irrisolta è anche un’altra: l’autista ha chiesto a Riccardo 10 euro, ma perché lo ha fatto se le disposizioni dell’azienda vietano di accettare contanti? E inoltre, non bastava una semplice multa ?
Quantomeno, “Dolomiti bus ci ha già chiesto scusa. La temperatura di mio figlio era arrivata a 35 gradi, abbiamo anche un certificato medico — è quanto conclude la mamma — Non è andato a scuola il giorno dopo”. E sull’autista del bus la risposta è una: “Sono contenta che quell’autista sia stato sospeso. Decisamente non può avere a che fare con i bambini“.
LAVORO PRECARIO E' SEMPRE PIU' POVERO UN SARDO ( FIGURIAMOCI GLI ALTRI ITALIANI ) SU TRE NON ARRIVA A FINE MESE
E POI CI SI LAMENTA SE NON SI FANNO FIGLI O SI FUGGE ALL'ESTERO . EPPURE
IN In Italia si sta male (si sta bene anziché no)Autori: Rino Gaetano
Interpreti: Paolo Rossi
Anno: 2007
In Italia ci sta il mare
Per nuotare e per pescare
Con le spiagge tutte bianche
Gli ombrelloni stesi al sole
In Italia si sta be-ne
In Italia ci sta il sole
Per asciugarsi quando piove
Con la frutta di stagione
Con le pesche e le albicocche
Da mangiare quando hai fame
Ma guarda un po’
Che fortuna stare qua
In mezzo a tanta civiltà
Guarda tu
Che fortuna stare qua
Stare ancora qua
In Italia c’è l’amore
Da quando nasce a quando muore
Se sei brutto o se sei bello
Se sei brutto o se sei bello
Se sei ricco oppure no
In Italia c’è l’amore
Da quando nasce a quando muore
Se sei brutto o se sei bello
Se sei ricco oppure no
In Italia non si può
Ma guarda un po’
Che fortuna stare qua
In mezzo a tanta civiltà
Guarda tu
Che fortuna stare qua
Stare sempre qua
In Italia si sta male
Si sta bene si sta male
In Italia si sta male
Si sta meglio si sta peggio
Si sta bene anziché no
In Italia c’è l’amore
Da quando nasce a quando muore
Se sei brutto o se sei bello
Se sei quasi sempre quello
Se sei ricco oppure no
In Italia si sta male
Si sta bene si sta male
Si sta male si sta bene
Si sta meglio si sta peggio
Si sta bene anziché no
In Italia ci sta il sole
Per asciugarsi quando piove
Con le spiagge tutte bianche
Gli ombrelloni stesi al sole
In Italia si sta bene
In Italia si sta male
Si sta bene si sta male
In Italia si sta male
Si sta bene si sta peggio
Qua si sta come si sta
In Italia c’è l’amore
Da quando nasce a quando muore
Se sei brutto o se sei bello
Se sei ricco oppure no
Se sei basso non lo so
Se sei brutto o se sei bello
Se sei ricco oppure no
Qui ci sto e non ci sto
Se sei brutto o se sei bello
Se sei ricco oppure no
In Italia non ci sto
Ma poi torno però…
Ogni tanto.
Un’organista di chiesa ha pubblicato tre dischi per ricordarci che la musica è la più grande espressione umana Kara-Lis Coverdale è una compositrice d'avanguardia che si relaziona al silenzio e alla spiritualità armata di pianoforte e elettronica rarefatta.
fonte https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/ L’intervista con la compositrice canadese Kara-Lis Coverdale è stata rimanda...
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Come già accenbato dal titolo , inizialmente volevo dire Basta e smettere di parlare di Shoah!, e d'aderire \ c...
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iniziamo dall'ultima news che è quella più allarmante visti i crescenti casi di pedopornografia pornografia...
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Ascoltando questo video messom da un mio utente \ compagno di viaggio di sulla mia bacheca di facebook . ho decso di ...





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