da , tramite msn.it , La Zampa rubrica de La stampa ) su Facebook (clicca qui), Instagram (clicca qui) e X (clicca qui) - Non perderti le migliori notizie e storie, iscriviti alla newsletter settimanale e gratuita (clicca qui)
27 Gennaio 2026
Rifiutato da mamma asina, Astro compie il suo primo mese di vita con una famiglia molto speciale
Nessuno ci avrebbe mai creduto. E intanto ha già compiuto il suo primo mese di vita. Il 24 dicembre, sulle alture di Genova, non è nato Gesù bambino ma un asinello.
È stato battezzato con il nome di Astro per la luce che emana. Non si tratta di un puledro qualunque, ma di un puledro rifiutato, un non amato.
Succede agli umani e a quanto pare anche agli animali: mamma asina, per motivi occulti, forse a causa di un parto difficoltoso e doloroso, ha deciso di non occuparsene. Lo respinge scalciando con tutta la sua forza, raglia e si rifiuta di accudire il suo piccolo. Così, per il bene della mamma e del puledro, sono stati prontamente separati.

Astro ha subito trovato una casa amorevole e due cuori grandi, oltre a un divano: quelli di Donatella e Mattia, i suoi amici umani.
La coppia, subito dopo il parto, ha tentato di riavvicinare Astro alla madre, ma la loro relazione sembrava essere irreversibilmente compromessa.
Mamma asina con tutte le sue energie ha detto di no! Non voleva o forse poteva occuparsi del suo puledro.
Astro è stato trasferito in casa, anche perché le temperature erano veramente proibitive per la sua salute da neo-nato.

I veterinari sono stati chiari e anche lapidari. Hanno detto, di concerto, che il puledro non sarebbe mai sopravvissuto senza il colostro e il latte della madre, ma Donatella, Mattia e Astro si sono stretti nella morsa di un unico abbraccio e non hanno mai mollato.
Il piccolo è un guerriero, sembra non risentire della separazione dalla madre e affronta tutto con un entusiasmo e un coraggio da diventare un esempio per tutti.
Viene allattato ogni due ore con latte in polvere per puledri arricchito di vitamine e tanta cura. Dopo il catastrofico parto, mamma asina è stata munta per dare al piccolo almeno il colostro. E anche lei, pian piano, sta recuperando il suo equilibrio e il suo benessere.

Turni, amore e fantasia
Astro ha bisogno di tutto: biberon, cappottino e passeggiate in giardino per i bisogni. Il tutto ogni due ore: di giorno e di notte.
I bisogni sono un lavoro estenuante: dopo ogni abbondante poppata, il piccolo Astro deve fare la pipì.
Gli viene messo il cappottino, perché da quelle parti c’è molto freddo - lui è piccolo e con le difese immunitarie sicuramente più fragili di un puledro allattato dalla madre -, viene portato fuori, tra i boschi di casa e poi riportato subito al caldo, dentro casa.
Per fortuna sul pavimento di casa scivola quando allarga le zampe per tentare di fare la pipì, così preferisce il terreno. L’eventuale allagamento dei pavimenti di casa è momentaneamente scongiurato.

Astro sembra avere interiorizzato il nuovo rituale: poppata, cappottino, terreno, pipì e si rientra al caldo, in attesa di crescere ancora un po’ e di poter scorrazzare libero.
Con amorevole apprensione e tanta fantasia viene stimolato. Ha fatto amicizia con tutti gli animali di casa: una pecora, un cane, un gatto, mostrandosi affettuoso e curioso.
Ama tutti: i suoi “genitori” umani, gli animali di casa, il divano e il tappeto.
Le giornate si susseguono incastonate di intense emozioni. Astro è un miracolo vivente, anche se la fatica è immensa, che soltanto chi ha animali conosce bene.

Programmi per il futuro: la tutela della parte selvatica
Il rischio più grande per un animale allevato dall'uomo è l'imprinting errato. Se il puledro vede soltanto l’uomo come suo unico simile, corre il rischio di perdere i codici di comportamento della sua specie e diventare un adulto pericoloso perché non avrà il timore reverenziale o il rispetto degli spazi altrui.
Ma questo Donatella e Mattia lo sanno già, infatti hanno in mente un programma molto competente e dettagliato per la sua salute psico-fisica.
L’agenda del piccolo Astro è già piena di impegni.

Le orecchie, il suo dizionario, e le cavalle di casa come branco-famiglia
Il puledro deve imparare il linguaggio del corpo dei suoi simili: le orecchie basse, i movimenti della coda, la gerarchia, il rispetto, le regole del branco. La sua parte selvatica deve nutrirsi di terra e vento, erba e movimento, e qualche calcio ben assestato di un suo simile più anziano.
Donatella e Mattia hanno un regolare codice stalla per poter tenere gli animali nella loro proprietà e per ricongiungere la famiglia di equidi.

Le loro due cavalle, rispettivamente di 25 e 21 anni, abitano in maneggio ma a breve verranno trasferite a casa per fare da nave scuola, compagnia e famiglia al piccolo Astro.
Inoltre, il puledro verrà castrato quando arriverà il momento giusto, come suggerito dai veterinari, per una convivenza nel branco-famiglia armoniosa e serena.

Per sopperire alla mancanza di un codice comunicativo da equide, Astro farà un percorso di riabilitazione comportamentale con il metodo Parelli e con un mulo-educatore che svolge l’entusiasmante compito di addestrare e riabilitare cavalli problematici.
Averlo strappato alla morte certa è vederlo saltellare ogni giorno e già un miracolo, il resto sarà una magia che noi di La Zampa seguiremo con discrezione e tanto affetto.
* Valeria Randone è psicologo e sessuologo clinico a Catania, Milano e online (www.valeriarandone.it) e autrice del libro “L’aggiustatrice di cuori – Le parole che riparano”. La sua grande passione per i cani l’ha portata a scrivere anche per La Zampa ed è nato la spazio "Per amore degli animali"








