Lo so che come me , che seguo il caso fin dall'inizio tale caso di mala. giustizia . e seguo la. cronaca nera soprattutto quella. che è ben fatta ( vedere video sotto ) sarete stufi ed indignati per la. faziosiosita e le bassezze giornalistiche dei pro sempio .
Fra queste la. più indecente e vergognsa. è questa
“ ognuno di noi sogna lo STUPRO” !! ma vi rendete conto di cosa dobbiamo ascoltare per difendere Sempio ? Cose terribili che non si devono dire MAI !! La #Cametti inorridita prende le distanze e scuote testa👏🏻👏🏻. Questa è #portaaporta su @RaiUno servizio pubblico ? #garlasco pic.twitter.com/lYbFZxA49i
— allegra rei (@AllegraRei) May 15, 2026
L'unico giornalista che , almeno fin. ora prima. dell'intervento dello pseudo garante. della privacy , si è indignato. è stato Salvo Sottile di Farwest
“ ognuno di noi sogna lo STUPRO” !! ma vi rendete conto di cosa dobbiamo ascoltare per difendere Sempio ? Cose terribili che non si devono dire MAI !! La #Cametti inorridita prende le distanze e scuote testa. Questa è #portaaporta su
Nessuna giustificazione: Dal punto di vista giuridico e sociale, lo stupro è un reato gravissimo basato sulla totale assenza di consenso e sulla violenza. Non può essere ridotto a una "teoria" o a un "istinto biologico" da sdoganare nei dibattiti.La distinzione clinica: In psicologia clinica esiste la "fantasia di sottomissione" (un pensiero astratto e controllato dal soggetto all'interno del proprio immaginario), ma gli esperti sottolineano che essa non ha nulla a che fare con il trauma, la violenza reale e l'orrore dell'atto subito o inflitto contro la volontà della vittima. Infatti io mi chiedo Ma questa giornalista ha tali fantasie nascoste oppure non sa che cosa dire per difendere e giustificare gli scritti di Sempio. E poi non è vero che tutti/e hanno simili fantasie dipende da caso a caso. Esempio io che sono in lotta contro la mia porno dipendenza non ho fantasie di stupri. tanto. che quando trovo tali film o filmati li salto perche non mi .... ci siamo capiti 😏🤤 . Concludendo cari Giornalisti. qualunque sia la parte che sostenete( Stasi o Sempio ) oppure e non potete. o. riuscite ad essere neutrali evitate tali sconcezze ( metaforicamente parlando )e di pescare, pur. di fare
















composta soprattutto da minorenni scatenati in una caccia notturna all’immigrato.( non capisco perchè. se lo fa. soplo. con il mac o. altri. pc debba cliccare. sopra. su a ccetti per. vedere. un viceo incorporato )


La ex storica annunciatrice di Canale 5, da oltre 20 anni pittrice affermata, ha aperto da qualche giorno il suo atelier d’arte a Imbersago (Lc). Noi de “Il Giornale” siamo andati a trovarla per farci raccontare il passaggio dall’epoca della televisione alla ricerca artistica. Tra memoria, materia e nuovi progetti culturali Dalla televisione alla pittura, senza rinnegare nulla ma trasformando tutto in linguaggio artistico. È il percorso di Fiorella Pierobon, volto storico e presentatrice di Canale 5 dagli anni ottanta al duemila (talmente popolare da essere considerata, ancor prima di Lorella Cuccarini “La più amata dagli italiani”) è oggi pittrice e scultrice affermata con atelier tra Italia e Francia. «Ho lasciato Milano all’età di 45 anni e mi sono trasferita in Francia per capire se il mio percorso artistico potesse avere un seguito», racconta. In Costa Azzurra ha vissuto e lavorato per 17 anni, aprendo un atelier a Nizza che mantiene ancora oggi come spazio attivo di ricerca e produzione. Poi il ritorno in Italia e una scelta precisa: creare un luogo stabile anche a Imbersago, in provincia di Lecco dove è residente dal 1992. «Questo spazio è una sorta di esposizione permanente. Volevo che le persone potessero entrare nel mio mondo, non solo guardarlo da lontano», spiega. La scelta di Imbersago non è casuale. Il borgo, noto per il traghetto leonardesco sul fiume Adda e per il Santuario della Madonna del Bosco, è anche un luogo FAI e conserva un’identità culturale molto forte. «Qui si respira un clima particolare», racconta Pierobon. «È un paese vivo, con gruppi di lettura, iniziative culturali e diversi artisti che lavorano insieme. È un ambiente che stimola la condivisione». Nel tempo il suo lavoro ha trovato riconoscimento anche fuori dall’Europa; le sue opere sono state vendute e collezionate in diverse parti del mondo consolidando un percorso internazionale: Stati Uniti, Giappone, Australia… L’atelier non è una galleria tradizionale, ma uno spazio fluido tra lavoro, incontro e sperimentazione. «Non volevo uno spazio con orari rigidi. Qui si entra per respirare un’altra energia», dice. Accanto alla pittura, il progetto si apre anche a iniziative culturali: libri, incontri, eventi e proposte per i giovani artisti. «Vorrei che l’arte tornasse a essere un luogo di relazione, non di isolamento». Il percorso artistico nasce da una pittura fortemente materica e fisica. Opere come “Una giornata in Provenza” raccontano il suo metodo: «È un lavoro a doppio livello, tra impressionismo e stratificazione personale. Ogni colore richiede tempo, anche una giornata intera. Un’opera può richiedere trenta giorni». In lavori come “Cielo stellato” il gesto diventa diretto: «La tela è sul tavolo e il colore viene lavorato con le mani. Non uso strumenti intermedi. Dentro il quadro ci sono io, la mia energia». Mentre “Mirto e Ciclamino” rappresenta una delle opere più intense: «È un sottobosco, ma anche qualcosa di molto interiore. È un lavoro complesso, stratificato, quasi “infernale” da realizzare». Il passato televisivo resta una componente fondamentale della sua identità. Negli anni ottanta , la sua popolarità era tale da essere considerata tra i volti più amati della televisione italiana, «la più amata dagli italiani ancora prima che lo scettro passasse alla Cuccarini». Un riconoscimento che racconta l’impatto di un’epoca in cui la televisione costruiva immaginari collettivi molto forti. «La TV di quegli anni era bellissima, curata in ogni dettaglio. Ho lavorato con grandi professionisti e artisti straordinari (Mike Bongiorno, Corrado, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini - una grande amica, ironica e profondamente umana»). Non rinnego nulla del passato, quelli della tv sono stati anni pieni di incontri straordinari e di energia. Ma la direzione per me da vent’anni a questa parte è diversa: tutto gira attorno alla pittura, alla scultura, alla materia.



