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21.9.26

autunno

C’è un momento in cui tutto riparte, ma senza effetti speciali. Niente fuochi d’artificio, niente musica in sottofondo, nessun countdown, nessuna bottiglia da stappare. Solo un cambio di ritmo, netto ma silenzioso. È l’autunno.
Basta guardarsi intorno. Il traffico aumenta, le città si risvegliano con quel rumore opaco da lunedì mattina permanente. I treni tornano pieni di pendlari , le agende si riempiono, i bambini rientrano a scuola con zaini più grandi di loro. È il tempo dei rientri e dei riassetti. Si riprende il ritmo, si fa il punto, si prova a ridefinire la rotta.
Mentre il calendario scivola verso l’ultimo trimestre, l’autunno diventa una stagione di decisioni. Le priorità cambiano: si torna a fare i conti con le scadenze, con un costo della vita che continua a crescere, con la sensazione che tutto sia ripartito, ma senza una vera direzione. E intanto, fuori, il mondo cambia pelle. I cicli della natura avanzano, silenziosi e determinati, e ci ricordano che anche noi, nel nostro piccolo, siamo chiamati ad adattarci.
E infatti cambiamo, spesso non per convinzione ma per necessità. Non servono rivoluzioni: basta guardare le piccole modifiche, le scelte che si fanno ogni giorno. Si rivedono gli orari, si riordinano le abitudini, si ridisegnano i margini tra ciò che serve e ciò che pesa. A volte basta poco per cambiare direzione, ma quel poco va messo a fuoco.
L’autunno impone un passo diverso: più concentrato, più essenziale. Non è la stagione dei proclami, né quella delle promesse. È il tempo in cui le cose si misurano con la realtà, in cui le decisioni si prendono e si portano avanti (o almeno ci si prova).
Dal mercato \  super mercato  alla tavola, dal corpo al tempo libero, l’autunno ci chiede di riorganizzarci un po’. In questa nuova edizionie de Il Taccuino  di  https://managaia.eco/  trova qualche idea per farlo in modo più consapevole.






 
Frutta e verdura autunnale: fai la spesa seguendo le stagioni

Con l’autunno cambiano i colori nei piatti e sui banchi del mercato. Zucche, cavoli, mele, pere, radicchio, castagne: mangiare di stagione non è solo una scelta sostenibile, ma anche un modo per rispettare i tempi del corpo e della terra. Un invito a fare la spesa con più attenzione, seguendo il ritmo naturale delle cose.

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Tutto quello che devi sapere sulle castagne: benefici e proprietà

Ricche di fibre, sali minerali e gusto, le castagne non sono solo un simbolo dell’autunno ma anche un alimento completo, spesso sottovalutato. Che siano bollite, arrostite o ridotte in farina, hanno molto da offrire – anche a chi cerca un’alternativa ai cereali raffinati. 

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Integratori per l’autunno: scegli il tuo alleato per il cambio di stagione

Stanchezza, sbalzi d’umore, sistema immunitario più fragile: il cambio di stagione si fa sentire. Per chi ha bisogno di una spinta in più, ci sono integratori mirati – ma non tutti si equivalgono. Questo articolo fa chiarezza tra esigenze, formulazioni e falsi miti, per scegliere consapevolmente se e come farsi aiutare.
 
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Come limitare la caduta dei capelli in autunno

La perdita dei capelli stagionale è un fenomeno normale, ma può diventare fonte di stress. Alimentazione, cura del cuoio capelluto, integratori: le strategie sono diverse e vanno calibrate senza allarmismi. Qui trovi un quadro chiaro per capire cosa succede e cosa si può fare, senza farsi prendere dal panico.

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5 sport a contatto con la natura che puoi praticare questo autunno

Trekking, orienteering, mountain bike, arrampicata e canoa. L’autunno non è fatto solo per rintanarsi: le temperature più miti e i paesaggi che cambiano offrono il contesto ideale per muoversi all’aperto. Che sia per ossigenare il corpo o liberare la testa, lo sport nella natura resta uno dei modi migliori per attraversare la stagione.

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10.10.08

Nostalgia del tempo perduto

Ricordo ancora con nostalgia quelle lunghe estati di una trentina d'anni fa: i balconi circondati da piante di gerani, le feste del Santo patrono e della Madonna, le bancarelle del torrone, lo zucchero filante, le noccioline appena tostate, i lupini e i pistacchi salati. Poi c'era tutta quella gente che - vestita in modo sgargiante - veniva dai paesi limitrofi per sentire la "musica". Noi adolescenti seguivamo quelli più grandicelli che facevano la corte alle ragazze, oppure spiavamo i musicisti mentre  incominciavano a provare gli strumenti in vista dell'esibizione serale. Poi si andava alle giostre, all'autoscontro. Direte voi: "Sono cose che si possono vivere ancora adesso". Certo. Ma non è più la stessa cosa! Oggi, ho l'impressione, sono cambiate molte cose. A cominciare dalla gente. Le persone che arrivano dai paesi limitrofi hanno perso quell'interesse genuino per la festa. Non c'è più stupore nei loro volti. Sono omologati, uguali agli altri. Adesso prevale il consumismo, l'apparenza. Allora si respirava un'altra aria. Per esempio. L'ora dolce del primo meriggio, dove era sacro riposarsi per un'ora ed anche più, veniva vissuta appieno, senza limitazioni. Quando ci si svegliava non ci si recava mica al lavoro...  per carità.  Non si pensava ad impiegare il tempo in modo "utile".  Quelle ore si "perdevano"- economicamente parlando-  nell''inutile armegiare in casa o, più pigramente, fra cuscino e materasso, cercando la posizione giusta  per assopirsi e sprofondare nel sonno  per poi risvegliarsi sudati con un arsura in più da soddisfare; o seduti  sulle panchine in ombra della villa comunale, cercando refrigerio alla calura estiva. Non importava in che modo. Ognuno, a seconda dell'età e delle preferenze, perdeva il tempo  che c'era. Lo si faceva e basta. Si continuava per almeno altre due orate buone, mangiando qualche frutto dolce e  succoso,  comodamente seduti in poltrona o sdraiati sul divano, intenti a sorseggiare una fresca bibita o centellinando una granita al limone. Nessuna interruzione era ammessa. Nessuna telefonata, nessun SMS, nessun rimprovero era ammissibile. Anche l'amore era vissuto in silenzio, ognuno a modo suo. In quel  tempo si condensa la mentalità del "terrone", di chi preferisce l'ozio al lavoro forsennato, la contemplazione all'azione, l'interesse per il pensiero puro al profitto bieco e becero. Forse è questa una delle caratteristiche principali che dividono il nord dal sud, con buona pace del ritardo strutturale del Mezzogiorno e di tutta la sequela di cazzate sputate fuori da politici mentecatti   che sono riusciti a solamente a  creare degli esseri apolidi, disadattati, sradicati, vittime del consumismo e del capitale.   Forse, sotto questo aspetto, dovrremmo stornarci dalla modernità.  Si dovrebbe poter ritoranare indietro, senza inutili anacronismi, semplicemente riconoscendo ciò che siamo stati e ciò che saremo, in una linea di continuità che sappia mantenere il buono e togliere il superfluo.  Non mi stupirei se le aziende moderne volessero copiare l'otium del sud per ricavarci dei soldi. Le vie del mercato sono infinite...purtroppo!

autunno

C’è un momento in cui tutto riparte, ma senza effetti speciali. Niente fuochi d’artificio, niente musica in sottofondo, nessun countdown, ne...