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21.3.25

Le parole della moglie di Alessandro Fiori, medico di base morto di Covid«Il mio Sandro, dottore di tutti. Portate avanti il suo esempio»

Qualche  giorno fa    di cinque anni  fa  eravamo all'inizio   della pandemia  .Fra  le tante  storie    ed immagini   ho scelto  , per ricordare    tale evento , tale storia  .

 da  la  nuova  sardegna del  19\3\2025 

Sassari
 Ileana Daniela Truica («ma tutti mi chiamano Dana») va ogni giorno al cimitero di Usini e si ferma di fronte a una lapide. Quella di Alessandro Fiori. Medico di base e cardiologo morto nella notte tra 18 e 19 novembre, nel 2020. Aveva 63 anni, è una vittima del covid. Anche se non c’è più, l’idea di andare a trovare il suo «Sandro» la rincuora. Dana si affretta a elencare tutte le attenzioni che suo marito le dava. 

Sapeva che mi piacciono i gladioli» e glieli faceva trovare sul tavolo. Il caffè glielo portava a letto ogni mattina. «Accendeva la tv, si faceva la barba e usciva alle otto meno dieci». In questi anni ha tenuto a mente tutti i dettagli, si è aggrappata a quelli.A Sassari era conosciuto come il «medico di tutti», perché negli anni Alessandro Fiori si era fatto voler bene per l’incredibile dedizione al lavoro rivolto
alle fasce più povere e fragili. La passione per la medicina l’aveva ereditata dal padre Giovanni, anche lui molto noto in città. Oltre all’ambulatorio in via Zanfarino, ne aveva un altro in piazza Santa Maria, proprio di fronte alla chiesa e con le porte sempre aperte. Anche per i tanti che non potevano permettersi delle cure altrove. Fiori era stato contagiato dal virus proprio nei giorni in cui era impegnato ad accogliere tanti pazienti per le vaccinazioni contro l’influenza. Quel lutto «è stato straziante e irreale», aveva detto un anno fa la sorella, Maria Letizia.Come tutte le vittime di covid, è andato via tra le mura del reparto d’ospedale senza poter vedere i suoi cari. Oggi Dana trova il coraggio di parlare di suo marito. Con Sandro si erano conosciuti nel 2008, e nel 2013 erano arrivate le nozze in Romania, il Paese di lei. «Mi ha fatto vivere la vita che ogni donna può desiderare, era una persona buona, del segno della Bilancia, io Vergine, più vulcanica, ma non abbiamo mai litigato», dice con dolcezza. «Voglio che il suo nome venga ricordato e non solo nelle occasioni (ieri era la giornata nazionale per le vittime di covid, ndr)». A tal proposito, il desiderio più grande della compagna di vita di Alessandro Fiori sarebbe donare la sua biblioteca, l’archivio di manuali specialistici e di letture, per creare un fondo. «Vorrei donare tutti i volumi alla biblioteca universitaria della facoltà di Medicina – sogna a occhi aperti Dana Truica –. Immagino studenti e studentesse che vedendo una targhetta con il suo nome si fanno prendere dalla curiosità di sapere chi fosse, e studiano dai suoi stessi libri».Una targa dedicata a Fiori c’è già ma nel parco di Rizzeddu, insieme ai nomi di Marco Spissu, Antonio Contini, Luigi Granella e Giovanni Battista Meloni, medici deceduti proprio durante la pandemia. La cerimonia d’inaugurazione dell’installazione si è svolta da poco, a dicembre. «E mi dispiace, se posso dirlo, averlo saputo da persone conoscenti. Un gesto molto bello, ma avrei voluto essere interpellata». Con dovizia di particolari, la donna descrive un’istantanea. Lei e il suo Sandro a passeggio per Istanbul, abbracciati, «dicevamo che, più delle parole, sono gli sguardi che spiegano tutto. E in quella foto che continuo a rivedere c’è il suo sguardo che è proprio innamorato. Mi guardava sempre in quel modo».Ancora, racconta, per strada le capita di essere fermata da persone che le sorridono e le raccontano un aneddoto: ex pazienti del medico Fiori, conservano il ricordo di un dottore instancabile. Lo conferma Dana, tra l’altro fa parte dell’associazione “Medici a mani nude” che riunisce i familiari di chi ha perso la vita per il covid. La valigetta del lavoro è lì dove Sandro l’aveva lasciata l’ultima volta. A casa, «sopra la sedia all’ingresso del soggiorno».

29.1.22

l’imprenditoria virtuosa Claudio Lucchese, Presidente della Florim,

 Lui si chiama Claudio Lucchese, Presidente della Florim, azienda modenese nel mondo della ceramica. E oggi annuncia che tutti i dirigenti dell’azienda hanno deciso di tagliarsi lo stipendio di ben tre mesi (aprile, maggio e giugno) per dividere l’importo tra i 600 lavoratori attualmente in cassa integrazione. Così da aiutarli, da garantire loro un bonus di circa 660 euro a testa che si sommerà alla cig. 

E che per moltissimi di loro, con famiglie a carico, farà davvero la differenza. Il meccanismo che ha dato vita a questa raccolta è stato davvero virtuoso: prima trenta manager hanno autonomamente preso questa decisione, raccogliendo la prima somma. Poi l’amministrazione ha deciso di metterci anche del suo. Arrivando così a quasi mezzo milione di euro. E, pensate, la Florim è davvero un’azienda modello per questo genere di cose. L’anno scorso ad esempio si fece carico dello screening per tutte le sue dipendenti donne, per poi allestire un piano di welfare per tutti i dipendenti. Per non parlare di tutto il piano di riconversione al green avviato anch’esso l’anno scorso.

E oggi quest’altro grande bel gesto.
Che ci dimostra allora una cosa: che l’imprenditoria sana, non avida e famelica, che tratta i lavoratori come parte di una famiglia può esistere. E di esempi, in casa, ne abbiamo tanti.

22.5.20

prove di ritorno alla normalità e fake news - bufale

ieri   dopo  tre  mesi  sono andato  a   farmi  i  capelli     in una delle   barbiere  di fiducia   .Tutto ciò che mi era parso degno di deliri complottari  ( per  sapere  come la penso   cercatevi i miei  post  qui  sul blog  e sui social  o  seguitemi  )    ed  purtroppo   opinione di massa si è rivelato ed  ancora  continua  ad   essere argomento cardine di qualsiasi discussione.  Infatti   tra  i due   fratelli     barbieri   : il primo   (  quello che  mi stava facendo i capelli )  e  il secondo   (  impegnato  con un altro cliente  )    si  discuteva    delle  covid  e delle  sue   conseguenze   :
1) Ora ci vogliono mettere anche il Cic (!) sotto la pelle.
2)  vogliono obbligarci  ( anche  se  diranno che non  è  obbligatoria  ma facoltativa  )    a scaricarci ed   attivare un app pèer  trattarci   come se  non bastasse  registrare   chi entra   e chi esce  con i  suoi dati
2)Io non mi faccio nessun vaccino proprio, sono malato di cuore (37 apparentemente sanissimo, sovrappeso in maniera pazzesca.
il cliente   dichiara solennemente di non aver mai indossato la mascherina se  non  perchè  costretto   "perché non mi faccio prendere per il culo dal , io".
3) Perché anziché il vaccino non tolgono i telefoni 5G ?!

 alla  fine  il  primo  barbiere,  il più razionale o almeno riesce   a trovare  un equilibro fra  dubbi  e  certezze  fra   razionalità ed  irrazionalità     ha  mandato  a  fncl il collega  dicendo  <<  arrangiati   fa qwuel  che vuoi  >> il secondo   che   nonostante  avesse    sotto   una persona  anziana  che  raccontava  i ricordi familiari di quando  c'era  stata l'epidemia di   spagnola  ovvero quello che oggi   è  il codiv   .
ed  proprio  mentre scrivo   quest'ultime righe  si diffondono nell'etere  le  note di    Idiot Wind (Blood On The Tracks NYC Session - 1974) -   di  Bob Dylan   canzone    azzeccatissima per  il clima   che  stiamo affrontando ed  ancora    chi  sa per  quanto  dovremo affrontare  \  convivere   sopratutot quando dice


Idiot wind, blowing every time you move your teeth
Vento idiota, soffia ogni volta che muovi la bocca

  con questo  è  tutto    alla prossima    cari  lettori  \  lettrici

21.4.20

provare a vedere il #Covid19 come un’opportunità, non solo come una guerra o un danno scolastico

Scuole, verso una commissione Colao per la riapertura. Il toto ...Di solito non sono uno di quelli che iniziano i post premettendo di non essere qualcosa, ma... a volte è necessario perchè se non lo fai quando dici o scrivi l tue opinioni in merito ad una cosa su cui non sei specializzato ti scambiano e ti dicono \ accusano d'essere tuttologo o incompetente in materia e d'essere so tutto io , ecc .
Infatti pur essendo laureato in lettere ma per motivi : familiari , burocratici ed personali , non ho abilitazione per insegnare o per fare educatore ma sono  figlio di genitori ( ormai in pensione ) insegnanti ed d'avere amici\che insegnanti     condivido e sono d'accordassimo con il post che segue e con la bibliografia che segue , come di consueto a fine post .




dai miei contatti facebook



Purtroppo una moltitudine di persone è ingolfata negli automatismi della competizione, dell’arrivismo, del senso di colpa, al punto da considerare una perdita un anno scolastico del genere.
E SE INVECE provassimo a CAMBIARE PROSPETTIVA D’OSSERVAZIONE?
E se i bambini perdessero l'anno scolastico?
E se invece di imparare la matematica imparassero a cucinare?
A cucire i loro vestiti? A pulire?
A coltivare un frutteto, una pianta?
E se imparassero a cantare canzoni ai nonni o ai loro fratelli più piccoli?
E se imparassero a prendersi cura dei loro animali domestici?
E se sviluppassero la loro immaginazione?
E se imparassero ad essere più responsabili e ad essere più connessi con tutta la famiglia nella casa stessa?
E se imparassero a essere connessi col resto della Natura, non quella Disney, ma quella materna e feroce insieme, imparando a rispettarla, invece di dominarla?
E se noi genitori insegnassimo loro ad essere brave persone invece di fottere il prossimo per salvaguardarsi? E se noi genitori imparassimo la stessa cosa?
E se imparassero e sapessero che stare insieme e sani è molto meglio che avere l'ultimo cellulare di moda?
Forse questo ci manca, e se lo imparassero, forse non avremmo perso un anno, forse potremmo guadagnare un grande futuro.
Perché di questo è fatta la vita, solo di momenti da non perdere.
[Cit.]

Il #Covid19 è un’opportunità, non una guerra. Solo una mentalità patriarcale, classista, narcisista e predatoria può usare la metafora della guerra per giustificare ciò che ha inflitto alla Natura per proprio tornaconto e che ora la Natura gli restituisce come equa e giusta conseguenza.


                                       (Anonima femministe)

Bibliografia  
  •   Esperienze  pastorali
  •   lettera  ad  una professoressa  
di Don Lorenzo Milani ( 1923 – 1967)   

  •  di scuola si muore   di    Giovanni pacchiano  (  1942 ) 
i  foilm ed  i libri   di Domenico  starnone  (  1943 )  presunto   marito  o  lui stesso elena  ferrante   dell'amica  Geniale 

 film  


ed  i libri  in particolare  :  1) Ex Cattedra .,  2) Fuori registro , 3) Sottobanco   4) Eccesso di zelo ., 5)  Ex cattedra e altre storie di scuola

  e  seguo la  rubrica  di Alessandro D'Avenia (  1977 )   

Sara, chirurga torinese di 31 anni: «Costretta a pagare 4 mila euro per il congelamento degli ovociti e diventare mamma al momento giusto»

«Viviamo in un Paese anziano e con un governo che dice di voler promuovere la maternità. Peccato, però, che le donne che lavorano e vogliono...