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5.4.15

sardi si nasce o si diventa ?


E' proprio leggendo  tali news  


da unione sarda del  2\4\2015

Omar Pedrini è da oggi in Sardegna per un tour di tre date.

Sul suo profilo Twitter c'è scritto: Omar Pedrini, Milano, aspirante sardo . «Amo questa terra per tanti motivi. Lo scorso maggio, sono stato a Cagliari ospite del mio amico Paolo Fresu per "Sardegna Chi-ama"», ricorda l'ex voce dei Timoria, da oggi nell'Isola per un tour di tre date: stasera alle 22 al
Cueva Rock di Quartucciu, domani al Birdland di Sassari, sabato al Biggest di Samassi. «Concerti nei quali ripercorrerò la mia carriera: dai successi firmati con la mia vecchia band, ai giorni nostri», aggiunge il cantante-chitarrista bresciano, che, sul palco, verrà affiancato da Marco Grasselli, chitarra, Larry Mancini, basso, Alberto Pavesi, batteria. Tra rock e sfumature acustiche.

e  tali  discussioni  sula pagina fb del  quotidiano  che  ti vengono certe   elucubrazioni   come quella  del titolo   del post  d'oggi  .

Una bella  domanda  .   Dipende



Dipende, da che dipende,
da che punto guardi il mondo tutto dipende
Dipende, da che dipende,
da che punto guardi il mondo tutto dipende


Cosa    s'intende  per nascere   o  diventare  . Io  esempio lo sono entrambi in quanto  il mio cognome  è d'origine  spagnola  risale  al 1300\1400 . Ma  è   vero  che  un conto e piacere innamorarsi della sardegna rispettarla un conto e essere sardi un bolognese e Camigliano  può vivere da x tutto ma rimane emiliano . Ma ma posso assicurare  che lo stesso amore e attaccamento che ha un Sardo lo può benissimo avere chi riesce ad innamorarsi profondamente di una terra come la Sardegna (  in questo caso  ) , e di un popolo . Mentre purtroppo ci sono Sardi che della propria terra e del propri fratelli e sorelle Sarde non gliene frega proprio niente....sono sicuro e voglio sperare di incontrarne sempre meno...ma ci sono. Condivido quanto scrive  nei commenti  all'articolo   sulla pagina  fb  dell'unione  sarda  Alessandro Pili Penso che sia un onore avere gente che ambisce a diventare sardo. Ciò vuol dire che molti apprezzano la Sardegna e i sardi, mentre altri, e ti assicuro tanti, stato italiano compreso, ci trattano come scarto dell'umanità.
Per   farvi capire   ulteriormente il mio pensiero  ma   essere  più obbiettivo   v'invito  a  vedere  il rapporto di Fabrizio  De  andrè  e la  sardegna  o le  storie  Citate   nei miei post  precedenti  


 Christophe Thibaudeau, da tutti conosciuto come Cristolu, parigino di nascita ma gavoese di adozione, è che  ha    ricoperto l'incarico  di  l'Assessore alla Cultura del centro barbaricino

Donatella Turi Gandolfi  la  brigitte bardò italiana 

Poi  c'è  chi lo diventa  per  moda \snobismo  o   chi  perchè lo sente  , ma  questa  è un altra storia  






23.6.13

Il parigino che divenne Gristolu di Gavoi

conoscevo già in parte questa storia in quanto  la persona  in questione insegna   francese  ala facoltà di lingue  di Sassari   e ne  avevo sentito parlare in una  trasmissione rai  ( non ricordo se meditteraneo  o pass partout  )




dall'unione sarda  del 23\6\2013
Cambiare nome a qualcuno non è una cosa piccola: significa riconoscere un'essenza della sua personalità che non era compresa nel battesimo originario. Per questo mettere a qualcuno un nomignolo affettuoso o un malevolo soprannome è una confidenza che si possono permettere solo gli amici e i nemici, facce contrapposte della stessa intimità. Questo rapporto con i nomi è un retaggio di antiche civiltà convinte che nei nomi risiedesse l'essenza dell'anima delle persone e che il nome vero dovesse essere svelato agli amici e nascosto agli avversari. Avere due nomi, uno segreto e uno pubblico, era una cosa comune.Oggi di questa sacralità rimane poco, ma Christophe Thibaudeau quel poco sa cos'è. Il suo è un nome difficile da pronunciare per chi francese non è, infatti a Gavoi e a Siniscola, dove vive da trentacinque anni, nessuno lo chiama così: nel cuore dell'isola questo parigino dalla risata sismica è conosciuto semplicemente come Gristolu. La sua vicenda infrange il falso storico della costante resistenziale, quella dell'impenetrabilità culturale barbaricina, e ci racconta che siamo una nazione dall'identità aperta, dove un uomo di Parigi può ricevere il dono nobile di un nuovo battesimo e diventare persino assessore alla Cultura.

la vergogna non deve essere la fine di una storia.A volte è solo il punto da cui qualcuno trova la forza di ricominciare.Monica Lewinsky

 da  facebook Nel 1998, una donna di 24 anni diventò la persona più famosa d’America. Per il motivo peggiore possibile. Si chiamava Monica L...