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4.1.26

la mappa che non serve e geografia del perdersi

Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

riflettendo     su  questa  frase      trovata nel  profilo di questo  account  facebook    "Find a good place and get lost..." (  da  cui  ho  rierlaborato la  foto con  la  IA)  che  sembra anzi è avuto da quasi 30 anni ( du cui 22 proprio in oggi di blog ) un motto da viandante etico : scegliete , come sto facendo io , un luogo che vi somiglia e poi lasciatevi andare, smarriamoci per ritrovare qualcosa che non sapevamo di cercare
Letta nel contesto della pagina Facebook che ho aperto ma anche no , diventa quasi un autoritratto in forma di aforisma. Una dichiarazione di stile: minimalista, aperta, un po’ nomade. Perfetta per un eventuale rubrica sulle “ micro‑poetiche dell’identità digitale ” ovvero il tag filosofando Proprio come la poesia L'infinito di Leopardi di cui i versi finali sono citati nell'apertura del post .
Ci sono giorni in cui il mondo chiede direzioni, e giorni in cui è più saggio smarrirle. Trovi un luogo che ti respira addosso, lasci cadere le mappe, e ti accorgi che il passo incerto è l’unico che dice la verità.
Perdersi non è fuga: è un modo obliquo di tornare a sé.Perdersi è un atto che sovverte la logica dell’efficienza e dell’orientamento permanente.In un mondo che pretende traiettorie lineari, il “perdersi” ed affrontare le linee curve perchè a volte la retta via è per chi ha fretta* diventa un gesto etico perché:

  • sospende il dominio: rinuncia al controllo, alla pretesa di possedere lo spazio e di dominarne il senso.

  • riapre la percezione: costringe a vedere ciò che la routine invisibilizza, a rallentare, a riconoscere l’alterità del luogo e degli altri.

  • interrompe la narrazione dominante: quella che vuole l’individuo sempre performante, sempre localizzabile, sempre “in direzione”.

  • restituisce vulnerabilità: e la vulnerabilità, quando accolta, è una forma di responsabilità verso sé e verso il mondo.

Perdersi, dunque, non è sempre un errore: è un atto di resistenza contro la tirannia della direzione obbligata*. Un piccolo sabotaggio etico che riapre possibilità.Trova un posto che ti spiazza. E poi sparisci ( ovviamente in senso psicologico non in senso fisico , non vorei che qualcuno\a si suicidasse è poi mi inagassero per induzione al suicidio ) Non per fuggire, ma per sottrarti all’addomesticamento delle strade dritte. Chi non si perde mai, non vede nulla.Scegli un luogo che ti chiama piano, come una nota rimasta sospesa. Lascia che ti smonti le certezze, che ti sciolga le direzioni. Perditi. È lì, nel tremore del passo incauto, che nasce la parte più viva di te.Concludo con questa poesi.a tratta da Giuliana Demurtas Ieri alle 07:25

 

Siamo il riflesso di ciò
che pensiamo,
di ciò che viviamo
di ciò che amiamo.
E il cielo si riflette
in noi
perchè siamo "infinito"

Rosita Matera, 2019




Colonna sonora \ citazioni e parafrasi

17.6.25

riflessioni e letture sotto l'ombrellone

Domenica  scorsa  dopo un bagno , inzialmene incerto , proprio come questo pellicano da me ripreso ) 

mi  sono    messo    a leggere      sotto l'ombrellone  .
Ora Sotto l'ombrellone , di solito oltre a chiaccherare si cazzeggia al cellulare e o si legge ( chi ancora lo fa ) qualcosa di poco impegnativo /d'evasione ma ci sono letture e  momenti in cui ti vengono sollecitate da le letture delle riflessioni interiori 

 Nel mio caso la lettura , causa di ciò, è stata un fumetto più precisamente la prima parte (  foto  a  sinistra  aspetto per recensirlo di leggere la seconda è quindi tutta la storia) dell'ultimo dylan dog . Ora come sempre o quasi  mi  sucedde  essa avviene tramite un dialogo interiore alla  Seneca  .  Soltanto    che a differeza  delle mie elucubrazioni  \  seghe  mentali  i   Dialoghi di Lucio Anneo Seneca rappresentano una raccolta di opere filosofiche che affrontano tematiche fondamentali dell’esistenza umana, quali la brevità della vita, la felicità, la tranquillità dell’animo e la gestione delle passioni. 
Questi scritti riflettono profondamente il pensiero stoico di Seneca e offrono consigli pratici per condurre una vita virtuosa e serena.
Ecco   la  mia  riflessione  .




Scacciare  \  tenere    fuori   i  propri demoni    conviverci \ contenerli o trasformarlòoi  ?  

Affrontare i propri demoni interiori è una sfida complessa, ma fondamentale per il benessere personale. Conviverci, trasformarli o rimuoverli sono tre approcci diversi, ognuno con i suoi vantaggi e difficoltà.

  • Conviverci: Accettare i propri demoni senza cercare di eliminarli può portare a una maggiore consapevolezza di sé. Secondo alcuni esperti, ignorarli li rende più forti, mentre riconoscerli permette di gestirli meglio.

  • Trasformarli: Alcuni suggeriscono di domare i propri demoni, trasformandoli in punti di forza. Ad esempio, la paura del rifiuto può essere affrontata lavorando sull'autostima e sulla gestione dell'ansia.

  • Rimuoverli: Sebbene sia difficile eliminare completamente certe paure o traumi, è possibile ridurne l'impatto attraverso il lavoro su di sé e il supporto psicologico.

Ci sono altre tecniche per gestire i demoni interiori ?

Sì, ci sono diverse tecniche per affrontare i propri demoni interiori e trovare un equilibrio. Ecco alcune strategie che potrebbero aiutarti:

  • Auto-osservazione e consapevolezza: Imparare a riconoscere i propri demoni è il primo passo per gestirli. Osservarli senza giudizio aiuta a ridurre il loro potere su di noi.

  • Dialogo interiore: Alcuni esperti suggeriscono di "incontrare" i propri demoni, trattandoli come ospiti e cercando di comprenderli invece di combatterli direttamente.

  • Trasformazione delle emozioni: Invece di reprimere le emozioni negative, è utile trasformarle in energia positiva attraverso attività creative, meditazione o esercizi di respirazione.

  • Accettazione e integrazione: I demoni interiori spesso derivano da parti di noi che abbiamo rifiutato. Accettarli e integrarli nella nostra identità può ridurre il loro impatto sulla nostra vita.

Se vuoi approfondire, puoi leggere di più  su questi   siti  

  1. https://animasulsentiero.com/come-dominare-un-demone-interiore/
  2. https://www.davidealgeri.com/i-demoni-interiori-riconoscerli-e-domarli/
  3. https://lamenteemeravigliosa.it/non-temete-i-vostri-demoni-domateli/
  4. https://ichi.pro/it/come-combattere-i-demoni-interiori-che-ti-impediscono-di-avanzare-nella-vita-101255585941035

Quale di queste tecniche ti sembra più adatta a te?  

Non ho un  metodo unico   gli alterno  .  dipende  da  che  tipo  di demone   devo affrotare  o  ho deciso  di risvegliare . Alcuni    gli  ho  (  e  gli sto  trasformando  )   altri    gli ho rimossi   ed  alcuni  dovrò farli 

 quelli  che    ha rimossonon  sono ritornati  ?

 a  volte   si perchè  si  niente  si crea    e niente  si  distrugge  tutto  si trasforma   . 

Quindi sei sempre   in lotta  con te     stesso  .    ti  fai continuamente    seghe  mentali   ma  non ti stanche  mai  ?

Più che lotta   con me stesso    preferisco il termine    in continiua   discussioe  \   trasformazione  . Non sapevo che  battere e levare  fosse  farsi seghe  mentali  . 

Ma non    ..... 

Mah io le  considero non solo negative  ma  utili   .  Perchè  preferisco   cosi  che  lasciarsi andare   e  essere  d'essi   tormentato . E poi Ogni parte del tutto  partecipa  al ciclo   della  vita e  della  morte   in e    equilibrio  . Cosi come  il  navigare   in acquee sconosciute   verso  destinazione  ignota . E poi  nella  vita   servono  entrambi  difesa   e  attacco  (   mia  lettura    della serie Kobra kay    appendice    della  saga  the   Karate Kid 

Ok   grazie  







La fatica di essere gentili di © L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort

diamo il benvenuto alla nuova utente proprietaria del bellissimo spazio facebook L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort in cui ...