Il giro del mondo con 10mila euro, Loredana Scaiano: “Dopo la separazione ho viaggiato per 5 mesi”
di Marianna Colasanto
Loredana Scaiano è stata ispirata dai racconti di Ida Pfeiffer, donna viennese che nella metà dell’Ottocento ha intrapreso viaggi in solitaria intorno al mondo con un budget limitato. “Quando ho letto la sua storia mi ci sono ritrovata pienamente – dice la 59enne di Tricarico (Matera) – Nonostante siano passati due secoli, in particolare in una piccola realtà, è considerata fuori luogo la scelta di una donna di viaggiare da sola, cosa che non avevo mai fatto. Preconcetto che non mi ha impedito nove anni fa di ripercorrere nel modo più fedele possibile, in cinque mesi, l’itinerario della scrittrice”.

Nel 2017 alla soglia dei 50 anni Loredana Scaiano vive un momento critico, si separa e al contempo decide di prendere in mano la sua vita e con coraggio si mette in aspettativa dal lavoro di insegnante di italiano di scuola di primo grado e investe i suoi risparmi per fare il giro del mondo sulle orme dell’esploratrice austriaca. “Anche lei – racconta – era animata dalla voglia di conoscere il mondo e come me lo fa quando i figli sono già grandi e allo stesso modo la sua scelta è vista come azzardata dai famigliari, in quanto donna che viaggia da sola”.

Il budget complessivo è di diecimila euro, voli compresi, tetto di spesa giornaliero cinquanta. “Nei paesi più poveri sono potuta rimanere anche quindici giorni, diversamente in Oman e Hong Kong massimo tre”.
Scaiano si prepara al viaggio stipulando un’assicurazione sanitaria, contattando le ambasciate e vuole rendere nota la sua iniziativa attraverso post pubblicati sui social dei connazionali sparsi per il mondo per ricevere supporto e consigli. Inoltre, partecipa a una trasmissione televisiva il cui format si basa su cambi di look e lei ne approfitta per tingere i capelli di blu. “Contatto, quindi, in qualità di fata turchina un’azienda che realizza marionette a forma di Pinocchio e mi propongono – racconta – in cambio di cinquecento euro di portare in giro per il mondo uno dei loro manufatti e fotografarlo nelle diverse località. Sulla scorta del pupazzo a forma di nano nel film Amélie”.
Prima tappa Bologna per salutare la figlia, a seguire cimitero monumentale Vienna per rendere omaggio alla sua ispiratrice, Londra dove vive il figlio e da lì alla volta di San Paolo in Brasile per poi girare l’America Latina. “Ho visitato gran parte di Cile e Argentina e sono risalita dalla Patagonia prendendo autobus e navi, mezzi simili usati da Ida Pfeiffer negli stessi luoghi, che si è mossa con asini e navi mercantili”.
Polinesia, Singapore, Sri Lanka, India, Turchia e Grecia per rientrare in Italia. Sono alcune fra le principali tappe del viaggio all’insegna della scoperta di luoghi, di sé stessa e dell’umanità. “Ho dormito per la prima volta in ostello. In Iran – racconta – sono stata praticamente adottata da una famiglia con la quale ho fatto una gita in macchina e mi ha permesso di mangiare un gelato nascosta dietro l’auto nonostante ci fosse il Ramadan. Esperienza simile con una famiglia di emigrati di Tricarico a San Paolo. Lì dove i popoli sono considerati più poveri ho trovato accoglienza, creato delle amicizie e nonostante viaggiassi sola, sola non mi sono mai sentita”.
Tornata dal lungo viaggio pubblica Il coraggio della felicità in cui riporta l’esperienza che l’ha cambiata interiormente. Viaggiare in solitaria non la spaventa. Negli anni a seguire, dopo il lockdown, sempre sulle orme della sua beniamina ripercorre il periplo dell’Africa (2024) e l’anno successivo, sfruttando la sua professione fa volontariato come maestra a Bauleni l’equivalente delle favelas a Lusaka in Zambia.
“Ora sono rientrata a casa, ai viaggi anche di breve raggio non rinuncio, ma questo lungo peregrinare mi ha fatto trovare finalmente la mia dimensione. Vivo - conclude - in una casa in mezzo alla natura, c’è chi dice che sia isolata, in realtà, si è chiuso un cerchio sto bene e dopo tanto tempo sono davvero serena”.

Nessun commento:
Posta un commento