Paolo Attivissimo, giornalista informatico, spiega il fenomeno del Blue Whale, il presunto “gioco del suicidio” che sta spaventando le famiglie italiane. Consisterebbe in una sfida in 50 passi, tra cui atti di autolesionismo, sotto la guida di un “curatore”: l’atto finale dovrebbe essere la morte. Molti esperti della rete sono scettici su origine e natura del fenomeno, ma è necessario stare in guardia. “A furia di parlarne si è creato il mito e se le persone ci credono diventa vero”, avverte Attivissimo (intervista di Maria Rosa Tomasello, video a cura di Andrea Scutellà )
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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1.6.17
22.12.16
contro le bufale e le bugiue di stato e non solo . " La fabbrica del falso " nuova edizine aggiornata di Vladimiro Giacchè
suggerito come regalo di natale a chi ha un credulone acritico e \o un bufalista in famiglia e fra amici
Perché chiamiamo «democrazia» un paese dove il
governo è stato eletto dal 20% degli elettori? Perché dopo ogni
«riforma» stiamo peggio di prima? Come può un muro di cemento alto otto
metri e lungo centinaia di chilometri diventare un «recinto difensivo»?
Le torture di Abu Ghraib e Guantanamo sono «abusi», «pressioni fisiche
moderate» o «tecniche di interrogatorio rafforzate»? Cosa trasforma un
mercenario in «manager della sicurezza»? Perché nei telegiornali i
Territori occupati diventano «Territori»?
Rispondere a queste domande significa occuparsi del grande protagonista del discorso pubblico contemporaneo: la menzogna. Se un tempo le verità inconfessabili del potere erano coperte dal silenzio e dal segreto, oggi la guerra contro la verità è combattuta e vinta sul terreno della parola e delle immagini. Questo libro ci spiega come funziona e a cosa serve l’odierna fabbrica del falso.
Vladimiro Giacché è nato a La Spezia nel 1963. Si è laureato e
perfezionato in Filosofia alla Scuola Normale di Pisa. Lavora nel
settore finanziario. È autore di volumi e saggi di argomento filosofico
ed economico, fra i quali Finalità e soggettività. Forme del finalismo nella Scienza della logica di Hegel (Cnr, 1990), La filosofia. Storia e testi (con G. Tognini, La Nuova Italia 1996) e Storia del Mediocredito Centrale (con P. Peluffo, Laterza 1997).
Rispondere a queste domande significa occuparsi del grande protagonista del discorso pubblico contemporaneo: la menzogna. Se un tempo le verità inconfessabili del potere erano coperte dal silenzio e dal segreto, oggi la guerra contro la verità è combattuta e vinta sul terreno della parola e delle immagini. Questo libro ci spiega come funziona e a cosa serve l’odierna fabbrica del falso.
Un Assaggio
La menzogna è il grande protagonista del
discorso pubblico contemporaneo. Il suo ruolo è venuto in primo piano in
occasione della guerra in Iraq, ma la sua presenza nella nostra società
è molto più generalizzata e pervasiva. Non è difficile capire perché.
Un tempo le verità inconfessabili del potere potevano agevolmente essere
coperte dal segreto (gli arcana imperii). Oggi, nell’epoca dei mezzi di
comunicazione di massa e della politica mediatizzata, il silenzio e il
segreto sono armi spuntate. Perciò, quando serve (e serve sempre più
spesso), la verità deve essere occultata o neutralizzata in altro modo.
Quindi si offrono versioni di comodo dei fatti, si distrae l’attenzione
dai problemi reali dando il massimo rilievo a questioni di scarsa
importanza, si inventano pericoli e nemici inesistenti per eludere
quelli veri. Ma, soprattutto, le verità scomode vengono neutralizzate
riformulandole in maniera appropriata. Il terreno principale su cui oggi
viene combattuta la guerra contro la verità è quello del linguaggio. Si
tratti di convincere l’opinione pubblica dell’utilità di una guerra o
dell’opportunità di politiche economiche socialmente inique, si tratti
di tranquillizzarla sul surriscaldamento del pianeta o di persuaderla
della inevitabilità degli omicidi sul lavoro, le cose non cambiano: il
potere delle parole risulta decisivo per la costruzione del consenso.
Nella prima parte di questo libro viene quindi effettuato un esame
critico di luoghi comuni e parole-chiave del lessico politico
contemporaneo. Ovviamente, la menzogna chiama in causa la società in cui
nasce e prospera. Lo fa in due modi. Da un lato, in quanto presuppone
che la realtà sociale debba essere in qualche modo occultata o travisata
per poter essere accettata: da questo punto di vista, il grado di
falsità del discorso pubblico contemporaneo è un buon indicatore di ciò
che non funziona nelle nostre società. Dall’altro, in quanto la
diffusione stessa della menzogna implica l’esistenza di meccanismi
sociali in grado di favorirne la produzione e la propagazione. La
seconda parte del libro è dedicata all’esame di questa verità del falso,
alle radici della guerra alla verità nella realtà sociale del nostro
tempo. La terza e ultima parte approfondisce le diverse strategie di
resistenza che oggi possono essere messe in campo contro la menzogna.
Nella convinzione che la più pericolosa delle menzogne contemporanee
riguardi la necessità e ineluttabilità dello stato di cose presente. A
questa necessità presunta si deve opporre la reale necessità del
cambiamento. È giunto il momento di prendere sul serio le parole di
Fredric Jameson: “Forse dovremmo iniziare a provare una certa angoscia
per la perdita del nostro futuro”
Autore
21.5.16
BUFALA 100 euro di multa per chi indossa leggins e pantaloni attillati, sono considerati atti osceni in luogo pubblico
per la bufala d'oggi eccone una veramente divertente
Pubblicata il 15 maggio 2016, la bufala pubblicata dal sito “Larespublica.altervista.org” dal titolo “100 euro di multa per chi indossa leggins e pantaloni attillati, sono considerati atti osceni in luogo pubblico” ha superato largamente le 12 mila condivisioni Facebook.
BUFALA 100 euro di multa per chi indossa leggins e pantaloni attillati, sono considerati atti osceni in luogo pubblico
daBufale maggio 19, 2016maggio 19, 2016 David Tyto Puente
Pubblicata il 15 maggio 2016, la bufala pubblicata dal sito “Larespublica.altervista.org” dal titolo “100 euro di multa per chi indossa leggins e pantaloni attillati, sono considerati atti osceni in luogo pubblico” ha superato largamente le 12 mila condivisioni Facebook.
I leggings vengono ufficialmente dichiarati fuorilegge”: il capo vestiario femminile è stato oggetto di un decreto legge di tipo restrittivo. Il motivo? Sono considerati osceni, volgari ed equiparabili ad ‘Atti osceni in luogo pubblico’. Se pensate che la proposta venga da qualche paese con radicati fondamentalismi religiosi mussulmani, vi sbagliate di grosso: la proposta di legge arriva dal ministro della pari opportunita Maria Elena Boschi, la quale, infatti, ha emanato una normativa, “che vieta gli “yoga pants” – così chiamati perché usati dalle donne per fare yoga o ginnastica – in quanto abbigliamento “indecente” da non indossare in luogo pubblico perché metterebbero troppo in evidenza il lato b. In futuro la legge potrà interessare anche altri indumenti che mettono in bella mostra il seno o altre parti del corpo femminile.Non esiste alcuna proposta di legge di questo tipo in Italia, nemmeno a firma del ministro Boschi. La bufala, tuttavia, ha un’origine nel mese di febbraio 2015 che riguarda però gli Stati Uniti e lo Stato del Montana:
La table House Bill 365, promossa dal repubblicano David Moore, potrebbe essere una legge che farà la storia dello Stato del Montana anche se, probabilmente, di breve durata. Pare infatti che la legge 365 dichiari illegali gli yoga pants, la versione sportiva dei leggins, quei pantacollant amati dalle donne e, soprattutto, dalle sportive che ne apprezzano la versatilità, l’aderenza e la confortabilità. Caratteristiche che hanno portato David Moore a dichiararli illegali nel Montana considerandoli abbigliamento indecente, ovvero atti osceni in luogo pubblico.Insomma, una storia vera riguardante gli Stati Uniti ripresa per raccontare una bufala in Italia. Il testo della bufala pubblicata da “Larespublica.altervista.org” è stato copiato, incollato e modificato da quello pubblicato il 20 febbraio 2015 da Direttanews.it:
La proposta presentata dal consigliere repubblicano, e votata all’unanimità dalla commissione legislativa dello Stato, mira a espandere la definizione di abbigliamento indecente verso quegli indumenti che mostrano o mettono in evidenza i genitali, il pube o i capezzoli femminili.
“I leggings veranno messi fuorilegge”: il capo vestiario femminile potrebbe essere soggetto ben presto ad un restrittiva norma di legge. Il motivo? Sono considerati osceni ed equiparabili ad ‘Atti osceni in luogo pubblico’. Se pensate che la proposta venga da qualche paese con radicati fondamentalismi religiosi mussulmani, vi sbagliate di grosso: la proposta di legge arriva dallo stato americano del Montana.Anche il sito bufalaro Ilmessaggio.it pubblicò una bufala simile il 10 febbraio 2016, ma senza fortuna:
Il repubblicano David Moore, infatti, ha proposto una normativa, la table House Bill 365, che vorrebbe vietare gli “yoga pants” – così chiamati perché usati dalle donne per fare yoga o ginnastica – in quanto abbigliamento “indecente” da non indossare in luogo pubblico perché metterebbero troppo in evidenza il lato b. Se passerà, la legge potrà interessare anche altri indumenti che mettono in bella mostra il seno o altre parti del corpo provocanti.
“I leggings sono illegali”. E per questo vanno aboliti. A sostenerlo è il deputato della lega M.C.P. che ha promosso la table House Bill 365, una legge che potrebbe essere approvata prossimamente in ItaliaCome potete notare la differenza è sostanziale: la bufala senza successo veniva associata ad un “deputato della Lega” mentre quella di successo viene associata al ministro Boschi.
La norma considera illegali gli yoga pants, la versione sportiva dei leggins. Il motivo di tanta avversità nei confronti dei pantaloni è che vengono considerati abbigliamento indecente, cioè atti osceni in luogo pubblico.
20.12.15
La mia guida al natale e alle festività 205\2016 [ come sopravvivere alle festività ] IX bufale natalizie come evitarle
http://www.valigiablu.it/bufale-etica-verifica-correzione/
http://www.wired.it/play/cultura/2014/12/19/bufale-natale/
http://www.informarexresistere.fr/2015/12/20/balle-di-natale-smontiamo-per-voi-le-solite-bufale/
Pressato da molti che mi dicono che il mio post extra della guida cioè quello sulle bufale a natale era incompleto perchè non spiega come evitarle . Ecco integrato nella guida una serioe ( da utilizzare anche al di fuori dal natale e dalle feste visto che i buffalisti e i seminatori d'odio non vanno mai in ferie e non si cagliano stanno mai un momento zitti \ fermi .
Fra le bufale natalizie che si trasformano in ricettacolo d'odio come quella sul ciocco-islam ( nei ho parlato anche qui suol blog ) e ha portato ad un attacco alla ditta della lindt ci sarebbe quella , smentita udite udite da un sito complottista ed ultra cattolico come http://www.informarexresistere.fr/
[....]
LA BUFALA N°4: FESTEGGIARE IL NATALE OFFENDE LE ALTRE RELIGIONI
Fare il presepe e in generale festeggiare il Natale offende il 20/30% di bambini di stranieri presenti nelle scuole e poi gli italiani si ricordano delle tradizioni (natalizie) solo quando vogliono fare propaganda contro gli immigrati.
Ora, è evidente che ci sono delle differenze tra la religione cattolica e quelle di quel 20/30% di alunni stranieri. Ma siamo sicuri che per andare d’accordo dobbiamo nascondere o peggio annullare le differenze? Come faccio a farmi conoscere e a pormi in una relazione comunicativa con un tu, senza dirgli chi sono io?
Il problema è proprio questo: l’Occidente vive una crisi di quell’identità. Si vergogna di ammettere che gran parte di quei valori, vengono anche dal Cristianesimo.
Il fatto poi, che gli italiani si ricordino del presepe solo quando devono dare fastidio agli stranieri, è un’affermazione alquanto azzardata. Ci sono tante persone che fanno il presepe per fede e per amore. Ed è proprio quel bimbo, povero, infreddolito e rifiutato che ci ricorda di accogliere chi vive la stessa situazione e di amare chi è diverso da noi. Ne avevamo anche parlato in “Cattonerd. No al presepe? Perché non bisogna averne paura“.
In fondo anche l’essere attaccati e il dover affrontare la sistematica critica di ciò in cui crediamo, ci ha reso molto analitici verso la nostra religione e quindi molto più consapevoli. Quello in cui crediamo non è frutto di un copia-incolla dallo Zeitgeist di turno, bensì di qualcosa che abbiamo vissuto, dell’incontro con una persona che ha cambiato realmente la nostra vita, la persona che nascerà anche quest’anno il 25 di dicembre.
[....]
Ritornando al discorso iniziale ....
I metodi per evitare le bufale sono sono le stesse regole delle altre cioè : Conoscenza, spirito critico e capacità di analisi sono le migliori armi per difendersi dai falsi miti alimentari, ma possono rivelarsi utili anche dei piccoli consigli pratici. Direttamente dagli ambassador, in particolare dalla community www.alfemminile .com in particolare questo articolo una lista di 5 tip a prova di “bufala” per poterci orientare al meglio tra le informazioni del web !
qui sono in ambito alimentare , ma le regole sono le stesse che trovate nei link sopra , oltre il buon senso
1. Verifica le fonti
Quando si naviga in rete è essenziale verificare le fonti per non incorrere nel rischio “bufala”. L’assenza di filtri sul web unita alla “viralizzazione” delle informazioni favorisce infatti, la diffusione di notizie scarsamente attendibili. Operare un controllo delle fonti significa mutare approccio nell’uso dei contenuti ed acquisire spirito critico per valutarli.
Un piccolo commento da Barbara Motolese di "Genitori channel":
Nella nostra epoca il problema non è più reperire le informazioni ma selezionarle. Per operare scelte consapevoli è importante più che altro farsi le giuste domande più che trovare le giuste risposte, anzi potrei dire che è importante in generale farsi domande, porsi interrogativi e insegnare ai nostri figli a mettere in dubbio ciò che danno per assodato. È una scelta impegnativa, richiede una buona dose di disponibilità nel mettersi in discussione. La certezza dà maggiore sicurezza, ma è proprio il dubbio che ci rende maggiormente umani.
2. Rifiuta il sensazionalismo mediatico
Bene e male, bianco e nero, è facile cadere nella trappola, facile ed immediata, delle verità assolute. Sebbene rassicuranti sul piano psicologico, queste ultime, infatti, non rendono giustizia alle verità scientifiche, contribuendo, così, a generare falsi miti. La realtà è di per sé relativa, non soltanto in ambito scientifico; estremizzarla, come capita spesso nel flusso informativo di alcuni media, equivale a stravolgerla nei suoi contenuti favorendo la diffusione di informazioni false e parziali.
Un piccolo consiglio da Carla Medda di "La torre di cotone":
Il sensazionalismo mediatico non è sinonimo di diritto all'informazione, è il modo in cui l'informazione viene sfruttata per manipolare le vostre idee
3. Richiedi il parere dell’esperto in campo alimentare
Nell’epoca dell’informazione generalista, il consulto dell’esperto assume una rilevanza centrale quale elemento di discrimine tra verità e disinformazione. La rete, nella sua democraticità, ha favorito, infatti, la diffusione di contenuti generalisti e dal finto/parziale taglio scientifico.
Secondo Manuela Cervetti di "Mamme acrobate":
Il web ha un grandissimo merito: unisce le persone, anche geograficamente lontane tra loro, e rende le conoscenze e il sapere fruibili da tutti e in qualsiasi momento. Allo stesso tempo però, questa democratizzazione di saperi, porta con sé anche il rischio di non riconoscere più una fonte autorevole da una falsa notizia, e il danno che questa dinamica può arrecare non è indifferente, soprattutto in campo alimentare. Ecco allora che appare sempre più evidente e determinante che informazioni su cibi, alimenti, nutrizione siano verificate e provengano sempre da fonti attendibili e da pareri di esperti.
4. La scienza è un fenomeno complesso
Un errore comune in cui spesso si incorre è credere che la scienza equivalga ad una verità assoluta, indiscutibile ed universalmente valida. In realtà, la scienza, specialmente la scienza della nutrizione che deve tenere conto delle caratteristiche uniche di ogni singolo individuo, si caratterizza per la complessità dei contenuti ed il relativismo dei punti di vista. Non sempre gli scienziati giungono a posizioni condivise in merito ad una questione scientifica e non sempre le tesi rimangono invariate nel corso del tempo. È quindi importante non lasciarsi coinvolgere in posizioni estremizzanti, ma ricorrere al parere degli esperti.
Secondo Serena Sabella di "Bismama":
Da un po’ di anni a questa parte si cerca di rimettere in equilibrio l’informazione scientifica in ambito nutrizionale che, purtroppo, è messa in pericolo dalla tendenza a premiare il catastrofismo alimentare. Sapere per fare una scelta consapevole. Cautela prima di decidere. Sono le due azioni che dovrebbero guidare i nostri click oltre che le nostre preferenze. Quando si parla di alimentazione ci vuole un momento di attenzione e di riflessione in più.In ambito scientifico le conoscenze sono cambianti e bisogna essere disposti a capire che ciò che è vero oggi, potrebbe arricchirsi un domani di nuove informazioni. La storia della medicina è costellata dall’interpretazione sbagliata dell’attendibilità delle fonti e per questo occorre prendere coscienza della enorme responsabilità che si assume chi diffonde le notizie.
5. Esci dall’effetto "imbuto" della rete e scopri nuovi punti di vista
Così come affidarsi all’innumerevole vastità di informazioni rischia di far incorrere nelle bufale, allo stesso modo limitarsi sempre alla consultazione degli stessi contenuti può risultare controproducente. Come fanno riflettere gli studiosi, infatti, la conduzione di ricerche a partire dalle medesime fonti aumenta il rischio di incorrere in bufale. Se la rete è di per sé libera, i comportamenti degli utenti tenderebbero quindi a trasformarla in uno spazio chiuso, delimitato perché circoscritto ai contenuti consultati dagli utenti; è importante quindi, cercare di tanto in tanto di modificare i propri comportamenti sul web prendendo in considerazione fonti nuove, possibilmente specifiche rispetto all’oggetto di ricerca.
Per Silvio Petta di Superpapà:
Quando si naviga in rete è essenziale verificare le fonti per non incorrere nel rischio bufala: #beviallafonte!
In collaborazione con Merendineitaliane.it
Altri metodi , evitare almeno nelle feste articoli e servizi in cui si parla di presepi ed affini o polemiche presepi si presepi no . Usate il metodo 'sti cazzi Cioè
- non cagare nelle loor fesserie i salvinisti ed affini , in chat e su wzp
- usando il tasto silenziatore del telecomando o cambiate stazione o canale .
- Sui siti cambiate pagina
- su fb c'è affianco ai post una finestrella nascondi il post usabile direttamente senza entrare nelle opzioni di fb solo se la persona bufalisti e\o malpancista è una al massimo due , se sono di più c'è l'opzione entrando nelle applicazioni di fb da ripetere per tutti\e quei contatti che pubblicano o convivono idiozie come quella che : gli islamici ci impongono di non festeggiare il natale ed affini
21.1.15
per tutti\e i bufalisti media compresi ecco un vademecum sull'informazione per evitrare o quanto meno ridurle
Visto ( e provato di persona ) che molte persone serie , sic , media ( ovviamente senza generalizzare ) compresi prendono per buone news parziali e\o false o addirittura scambiano come news vere quelle di siti satirici come http://www.lercio.it/
Stessa tecnica usata dai seminatorid'odio e e dai malpancisti per usi strumentali ecco alcuni consigli sui come faccio io sia per non prendere abbagli ( o prenderne il meno possibile )
- riportare la news ( social , giornali e giornalacci cartacei e telematici , tv , dicerie , ecc ) in entrambe le versioni
- leggere bene gli articoli , prima di commentati che poi diventano flam war o seguono altri ancora più rancorosi
- dubitare sempre delle versioni ufficiali ma senza escluderle apriori ma solo dopo una attenta verifica
Infatti Basta avere buon senso ed essere un tantino più scettici e non prendere per oro colato tutto quello che gira sul web e sui diari dei nostri amici.
Insomma, dobbiamo imparare ad essere meno creduloni. C’è poco da fare.
Un’altra cosa da fare è cercare di appurare le fonti. Inoltre ci sono da alcuni anni alcuni blog e siti che si divertono a diffondere bufale e sono famosi per dare il la a certe notizie false e il solo fatto che provengano da lì dovrebbe puzzare per non dire altro
Quando qualcosa non ci convince o la notizia rasenta l’incredibile o sa d'esagerato basta fare una ricerca su internet affiancando la parola “bufala”. Se lo è stai sicuro che uscirà fuori una smentita o qualche altra fonte critica .
Esistono ad ogni modo alcuni siti specializzati nello sventare le bufale e che le classificano anche per categorie. Ho fatto una piccola selezione dei più attendibili:
Quindi, quando incappiamo nell’ennesima notizia stramba ( millanta \ spacciata per verità cioè per certa , che millanta
cose senza senso, facciamoci un giretto in uno di questi blog o controllane
l’attendibilità prima di condividerlo a tua volta sui canali social e
continuare a far girare bufale!
Maggiori news e consigli su come non cascarci
- http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2015/01/08/news/come_ti_vendo_una_bufala_sul_web-103114905/
- http://ceifan.org/diffusione_bufale2.htm
- Congiura nei cieli n.°322 di Martin Mystere
La mia rispsota è questo dioalogo tratto professionisti N°269 di Dylan Dog
A: "Tra gli invitati al Galà di beneficienza anche la bella e ricca Grace Endicot...sempre più bella, ma ancora ricca? Girano voci di un grave dissesto finanziario, che sarebbe alla base dell'improvvisa rottura del fidanzamento con Sir Edwin Carlton-Jones."
B: "Secondo il Daily Truth stanno ancora insieme. Li hanno visti in un night club, dopo il ricevimento, in atteggiamento molto intimo."
A: "Ecco cosa non mi piace dei giornali. Non sai mai chi dice la verità."
B: "Forse nessuno."
A: "Meglio non leggerli, allora."
B: "E rinunciare all'informazione?"
A: "Per me potrebbero anche chiuderli tutti. Se chi mi informa dice solo bugie, è meglio che stia zitto !"
B: "E chi stabilisce qual è la verità?"
A: "La verità è nei fatti, non nelle congetture. Ma per raccontare i fatti ci vuole obiettività. Senza obiettività non c'è buona informazione. E senza una buona informazione non c'è libertà di stampa e neppure [ vera ] democrazia!"
B: "Non è proprio così che stanno le cose, Mr. Coke."
A: "E questo è male secondo te, Mr. Firebrand?"
B: "Molto male."
A: "Che cosa è più importante dell'obiettività? Sentiamo."
B: "La pluralità. Che i giornali [ e le televisioni ] siano obiettivi o faziosi non conta. L'importante è che nessuno si erga a giudice o garante dell'obiettività dell'informazione e che ognuno possa dire ciò che ritiene giusto o opportuno."
A: "Anche se non è vero?"
B: "Deve essere chi legge [ vede e ascolta ] a stabilirlo, magari dopo aver consultato più di una fonte. D'altra parte, è sempre possibile distinguere tra verità e mistificazione? Per esempio, che cosa diranno di Lord Endicot i giornali di domani?"
A: "Un mucchio di sciocchezze."
B: "E allora vedi che ho ragione? Il compito dei giornali non è quello di istillare certezze, ma di seminare dubbi!"
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