Federica Brignone ha compiuto un’impresa leggendaria che resterà per sempre nella Storia delle Olimpiadi.
A distanza di dieci mesi dallo spaventoso incidente al ginocchio, Brignone è tornata in pista e, senza nessuna aspettativa, al di là e al di fuori da ogni pronostico, ha vinto la medaglia d’oro nel Supergigante di Milano-Cortina mettendo tutte in fila.Si è rimessa in gioco , trovando la forza di. ricominciare .iun ottimo esempio di spirito olimpico e resilenza infatti
A distanza di dieci mesi dallo spaventoso incidente al ginocchio, Brignone è tornata in pista e, senza nessuna aspettativa, al di là e al di fuori da ogni pronostico, ha vinto la medaglia d’oro nel Supergigante di Milano-Cortina mettendo tutte in fila.Si è rimessa in gioco , trovando la forza di. ricominciare .iun ottimo esempio di spirito olimpico e resilenza infatti
Il "capolavoro" Olimpico di Federica Brignone: rendere possibile l'impossibile · Sci alpino
Un oro Olimpico in casa dopo 10 mesi dalla frattura di tibia e perone: quello di Federica Brignone a Milano Cortina 2026 è stato "un capolavoro di testa e perseveranza".
Foto di 2026 Getty Images
Di Benedetto Giardina12 febbraio 2026 18:40 GMT+17 min di lettura
La Tigre è tornata e il suo ruggito ha svegliato tutto l’Olimpo.
Federica Brignone si mette al collo l’oro di Milano Cortina 2026 nel super G femminile, dopo dieci mesi di dubbi, domande e pressioni che avrebbero messo chiunque alle strette. Non lei, non in casa, non davanti ad un parterre che aspettava la sua firma su un momento storico per lo sci alpino.
A novembre ha rimesso gli sci ai piedi per la prima volta, a febbraio si è laureata campionessa Olimpica per la prima volta, esibendosi in quello che lei stessa definisce “uno dei capolavori” di una carriera straordinaria.
La primatista italiana di vittorie di Coppa del mondo, due volte vincitrice della Coppa del mondo generale, Campionessa mondiale in carica di slalom gigante, nonché oro mondiale in combinata nel 2023, adesso aggiunge ad un palmarès da urlo anche il trionfo a cinque cerchi.
“Non posso dimenticare quello che ho fatto nella mia carriera e assolutamente non è la gara di un giorno che mi farà dimenticare di vincere in più discipline, in più stagioni intere. Sicuramente questo è un capolavoro, ma è più un capolavoro di testa, di perseveranza, di andare oltre a quello che pensavo fosse possibile. È qualcosa di speciale, sicuramente”.
Lo è perché è avvenuto in Italia, lo è perché ha chiuso un anno di duro lavoro per riprendersi dal grave infortunio dello scorso aprile, che ha rischiato seriamente di precluderle i Giochi Olimpici Invernali in casa.
Invece, non solo questi Giochi li ha vissuti da portabandiera italiana e da stella tra le più attese in tutte le discipline, ma si è presa un oro che pochi mesi fa sarebbe stato utopico.
Rendere possibile l’impossibile, è qualcosa che ho sempre cercato di fare”, ha detto l’azzurra in sala stampa, con l’oro Olimpico in mano e il cuore colmo di gioia. “Di sicuro – prosegue – tornare da questo infortunio era qualcosa veramente impossibile, ma sono rimasta qui, ho provato a lavorare duramente e per qualche ragione, ci ho creduto”.
Da Cortina a Cortina, l'oro di Federica Brignone dopo 10 mesi dall'infortunio
Un anno fa, sulla pista del Tofane Alpine Skiing Center, Brignone aveva centrato la sua prima vittoria in carriera a Cortina: era il test event Olimpico ed era proprio un super G, un segno premonitore di quello che sarebbe stato l’appuntamento casalingo a cinque cerchi. È tutto quello che c’è nel mezzo, però, che non si sarebbe mai potuto prevedere.
Una timeline impietosa, all’apparenza. la Coppa del mondo alzata al cielo a fine marzo, la frattura di tibia e perone ai primi di aprile durante i Campionati italiani assoluti in Val di Fassa, la consapevolezza di affrontare una "sfida praticamente impossibile" a metà ottobre e poi, a fine novembre, la notizia attesa da tutto il mondo dello sport. Il primo allenamento sulle piste di Breuil-Cervinia, nella "sua" Valle d'Aosta, un gigante di prova a Courmayeur in pieno periodo natalizio e la prima convocazione in Coppa del mondo, per lo slalom gigante di Kronplatz dello scorso 20 gennaio.
Non è passato neanche un mese da quel sesto posto pieno di speranze e spiragli di luce, da quella fiammella che si è andata accendendo sempre di più fino a diventare un fuoco inarrestabile sulla neve di Cortina d’Ampezzo.
“Non è stato facile – ammette Brignone – sono veramente orgogliosa di me stessa. Non posso controllare la prestazione delle altre, solo la mia, dunque ho aspettato e a volte, aspettare, è veramente difficile, perch c’erano ancora molte ragazze e tutte le migliori di quest’anno, perché io non lo sono, non ero di certo la favorita. Ma queste sono le Olimpiadi, è una gara e tutto può succedere”.
È proprio con questa mentalità che l’azzurra ha affrontato questa sua seconda gara a Milano Cortina 2026, dopo la discesa (la prima stagionale) in cui ha chiuso al decimo posto.
“Era un’occasione, ho pensato a sciare bene, a lasciare andare gli sci, ad essere però sempre intelligente tatticamente e ad essere sempre a ritmo con il con il tracciato, con le onde, con le curve. Questo mi ha aiutato a essere sempre in controllo”.
Federica Brignone, il messaggio di Gianmarco Tamberi e la convivenza col dolore: "Se continua, non so se potrò continuare"
Più forte dell’attesa, più forte della pressione, più forte del dolore. Quello, Federica Brignone, lo sente ancora. L’oro Olimpico lo può alleviare, ma non lo può affatto cancellare.
“Non sono ancora completamente guarita. Sicuramente cammino meglio, posso camminare senza dolore, se non cammino troppo. Dopo lo sci non è sempre facile, ma ho un team fantastico di dottori e fisioterapisti che si prendono cura di me, grazie a loro posso sciare ogni giorno”.
Quando dieci mesi fa pubblicò sui social una sua foto sul letto d’ospedale, dopo l’intervento, uno dei primi a dedicarle un messaggio fu Gianmarco Tamberi, che per un infortunio ha dovuto rinunciare al sogno Olimpico di Rio 2016, per poi laurearsi campione Olimpico di salto in alto a Tokyo 2020.
“Fidati… sarà anche più bello”, scrisse all’epoca il capitano della nazionale di atletica dell’Italia, che anche in quest'occasione è stato il primo a congratularsi pubblicamente con la sciatrice azzurra, per un oro che lo rende "orgoglioso di essere italiano”.
Nel ringraziarlo, però, Brignone non nasconde di non aver certo dimenticato le difficoltà affrontate: “È stato più bello, sì, sinceramente avrei comunque fatto a meno! Non me ne voglia, ma avrei veramente fatto a meno”.
No, non è stato facile convivere col dolore e non lo è tuttora, tant’è che in ballo c’è anche il suo futuro nel circo bianco, da valutare di giorno in giorno proprio per questo motivo: “Vedremo cosa succede, non ci penso. Di sicuro, se continua a fare tanto male, come di recente, non so se potrò continuare. Ma di certo, ci voglio provare”.
“Io so cosa sto facendo – prosegue – sono sotto controllo quando scio e so che il mio incidente è qualcosa che può accadere nel nostro sport. L’ho davvero accettato e questa è la cosa migliore che potessi fare nella mia vita, accettare il mio infortunio”.
L'emozione di Federica Brignone: "Non pensavo fosse possibile"
Il futuro, per Federica Brignone, è ancora lontano. Il presente si chiama ancora Milano Cortina 2026, ma soprattutto la vede con un oro al collo.
Non una medaglia inseguita con ansia, ma quella che chiude un cerchio straordinario: “Questo non è un risultato solo di un giorno, ma è il risultato di un'intera carriera e secondo me è quello che ha pagato”.
È un risultato celebrato da tutta l’Italia, dal passaggio in cielo delle Frecce Tricolore durante la premiazione fino al saluto col Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che le ha detto di essere “molto orgoglioso” di quanto fatto.
Se si parla di emozioni, però, per Brignone “uno dei momenti sicuramente più forti è stato tagliare il traguardo, vedere la luce verde, quello è uno dei momenti più adrenalinici”.
Aveva dato più di sette decimi alla connazionale Laura Pirovano, momentaneamente seconda e poi uscita fuori dal podio (terminerà quinta). Delle altre che sono scese dopo, soltanto la francese Romane Miradoli è stata in grado di non avere un gap superiore al mezzo secondo.
Una prestazione del genere nasce dal non crearsi aspettative da sola: “Il mio problema non è tanto quello degli altri, ma quello che mi aspetto da me stessa. Arrivare qua da favorita sarebbe stato logorante. Invece è stato talmente speciale per me già essere qua, poi sapevo di avere qualcosa da poter comunque dare, ho lavorato tanto negli anni, ho lavorato sulla mia mente, ho lavorato sull’essere pronta nel momento giusto… però essere qua a vincere l'oro non pensavo fosse possibile”.
Ha reso possibile l’impossibile, appunto. E forse deve ancora realizzare quanto ha fatto.
“Anch'io non ci credo ancora. Domani mattina mi sveglierò e mi dirò, ‘secondo me è stato un sogno’, quindi sì, è talmente incredibile e indescrivibile che è tosta da crederci, no?”.
La seconda
per l voglia di continuare , nonostante la maternità , e fosse già pluridecorata ed ormai sia negli usa e torna in italia solo per le gare . E'entrata
nella storia: 13 medaglie come Edoardo Mangiarotti
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Un traguardo leggendario per la Campionessa azzurra, che scrive una nuova pagina indelebile dello sport italiano.![]()
Con l'argento conquistato ieri i500m alla Milano Ice Skating Arena, Arianna Fontana diventa l'atleta italiana più decorata di sempre ai Giochi Olimpici. Raggiunge quota 13 medaglie, eguagliando lo storico record di Edoardo Mangiarotti che resisteva dal 1960.
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