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20.3.26

criticare la scelta sbagliata possibilmente. non la persona

 Dopo  la  2 puntata de La Giusta Distanza, la nuova serie ideata e narrata da Roberto Saviano in onda su Su la7 ,   mi é ritornata alla mente  questa lettera con relativa risposta     letta   sul. il. corriere. della. sera.  il    17 marzo 2026 ( modifica il 17 marzo 2026 | 17:02) 

«Mio padre scelse Salò, ecco perché va capito»

Caro Aldo, 
cerco di rispondere a una domanda che lei pone spesso, riguardo ai rapporti di molti italiani con il fascismo. 
Mio padre era del 1913. A nove anni, dopo la seconda elementare (avrebbe voluto studiare, era intelligentissimo) venne mandato «famiglio» presso una famiglia di possidenti, a lavorare come uno schiavo (veniva svegliato alle 4 ogni mattina, neve gelo pioggia) per pompare acqua, spazzare stalla, lavare porcilaia et similia. A 22 anni partì volontario per l’Etiopia, come finanziere («Non sapevo da che parte era l’Africa», mi avrà ripetuto almeno mille volte). 
Dal fascismo riteneva di avere avuto tutto: istruzione, vitto e alloggio, divisa, dignità personale. Vedeva intorno a lui crescere città dal nulla, colonie marine, asili nido, ferrovie, imponenti opere pubbliche, ossia quello che il socialismo aveva promesso e che Mussolini, ex socialista infuocato, ai suoi occhi (seconda elementare!) sembrava mettere in pratica. 
Ma come fanno tanti storici a non capire queste cose? Per non parlare degli incredibili successi sportivi e del mito aeronautico, in diretta filiazione dal futurismo... Purtroppo per lui, nel ‘43 scelse in buona fede Salò, ma fu una scelta coerente con quanto, individualmente, aveva vissuto. Forse, tra 500 anni, qualcuno potrà capirlo
Ludovico Pagani

Caro Ludovico,
grazie per la sua lettera, molto bella e sincera, cui ho lasciato tutto lo spazio che meritava. Mi limito a risponderle che non mi sono mai permesso di giudicare le persone. Ognuna ha avuto il suo percorso, ognuna ha fatto la sua scelta. Anche mio nonno fu mandato garzone a dodici anni in casa d’altri. Resta il fatto che Mussolini soffocò la nascente democrazia italiana, eliminò — talora anche fisicamente — gli oppositori, impose le leggi razziali, si alleò con Hitler, portò il Paese in una guerra disastrosa che lo lasciò a pezzi. Per questo mi dispiace doverle rispondere che, nel rispetto della sua storia personale e della sua buona fede, la scelta di Salò che fece suo padre fu sbagliata. 


Concordo   Con Aldo Cazzullo  perché non sempre sappiamo se scegliere la parte sbagliata della storia , soprattutto  nel periodo  in cui si è sotto una   dittatura/ regime   sia dovuto ad : opportunismo ,conformismo , valori familiari , paura di mettersi in discussione , coerenza estrema ,ecc  .Infatti. anche mio nonno paterno  vuoi per valori familiari ( da  quel che ricordo da lettere , diari , racconti  familiari ), per coerenza estrema  fu anche lui dalla parte sbagliata  cioè Fascista , non ricordo  se aderì alla Rsi ,  anche. Dopo il. 25 luglio -8 settembre . 

Ma soprattutto  ne pagò il prezzo finendo epurato dai suoi sottoposti e  rifiuto  di riciclarsi  nella Dc .
Quindi   condannare la scelta non sempre. é facile. Visto. Il. Carattere. Delle. Persone.  ,  anche se non è facile la persona   che magari può sempre cambiarla per disparati motivi ( autocritica ,errori ,opportunismo , ecc  ) .

 È una distinzione sottile ma fondamentale: non confondere la persona con l’errore. E non è affatto semplice, perché quando qualcuno sbaglia — soprattutto se ci tocca da vicino — l’istinto è giudicare tutto il “pacchetto”.Ecco un modo chiaro e pratico per riuscirci suggeritomi dal mio Grillo Parlante. 


🌱 1. Ricordarsi che un errore è Con un comportamento, non un’identità

Una scelta sbagliata è un’azione in un momento specifico, non la definizione di chi è quella persona.
È la differenza tra dire:

  • ❌ “Sei irresponsabile”
  • ✔️ “Quella scelta è stata irresponsabile”

La prima etichetta la persona, la seconda descrive il fatto.


🧭 2. Chiedersi  perché quella scelta è stata fatta

Non per giustificarla, ma per capirla.
Quando capisci il contesto, ti è più facile separare l’errore dalla persona.

Esempio:
Una scelta impulsiva può nascere da paura, stress, ignoranza, non da cattiveria o mancanza di valore.


🧘 3. Ricordare che tutti sbagliano, anche tu

Non è relativismo: è umanità.
Se riconosci i tuoi errori senza sentirti “sbagliato”, diventa naturale concedere lo stesso agli altri.


🗣️ 4. Parlare in termini di impatto, non di colpa

Invece di giudicare, descrivi cosa ha prodotto quella scelta.

  • “Quella decisione ha avuto queste conseguenze…”
  • “Mi ha fatto sentire così…”
  • “Credo che ci fosse un’alternativa migliore…”

Così resti sul piano dei fatti, non del giudizio morale.


🤝 5. Mantienere la porta aperta al cambiamento

Se giudichi la persona, la condanni.
Se giudichi la scelta, lasci spazio alla crescita.

Le persone   generalmente. cambiano, imparano, migliorano. Le etichette no.


🔥 Una frase che può aiutarti

Puoi tenerla come bussola mentale:

“Critico l’azione, non la persona. La persona può cambiare, l’azione ormai è passata.”







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