Dopo la 2 puntata de La Giusta Distanza, la nuova serie ideata e narrata da Roberto Saviano in onda su Su la7 , mi é ritornata alla mente questa lettera con relativa risposta letta sul. il. corriere. della. sera. il 17 marzo 2026 ( modifica il 17 marzo 2026 | 17:02)
«Mio padre scelse Salò, ecco perché va capito»
Concordo Con Aldo Cazzullo perché non sempre sappiamo se scegliere la parte sbagliata della storia , soprattutto nel periodo in cui si è sotto una dittatura/ regime sia dovuto ad : opportunismo ,conformismo , valori familiari , paura di mettersi in discussione , coerenza estrema ,ecc .Infatti. anche mio nonno paterno vuoi per valori familiari ( da quel che ricordo da lettere , diari , racconti familiari ), per coerenza estrema fu anche lui dalla parte sbagliata cioè Fascista , non ricordo se aderì alla Rsi , anche. Dopo il. 25 luglio -8 settembre .
Ma soprattutto ne pagò il prezzo finendo epurato dai suoi sottoposti e rifiuto di riciclarsi nella Dc .
Quindi condannare la scelta non sempre. é facile. Visto. Il. Carattere. Delle. Persone. , anche se non è facile la persona che magari può sempre cambiarla per disparati motivi ( autocritica ,errori ,opportunismo , ecc ) .
È una distinzione sottile ma fondamentale: non confondere la persona con l’errore. E non è affatto semplice, perché quando qualcuno sbaglia — soprattutto se ci tocca da vicino — l’istinto è giudicare tutto il “pacchetto”.Ecco un modo chiaro e pratico per riuscirci suggeritomi dal mio Grillo Parlante.
🌱 1. Ricordarsi che un errore è Con un comportamento, non un’identità
Una scelta sbagliata è un’azione in un momento specifico, non la definizione di chi è quella persona.
È la differenza tra dire:
- ❌ “Sei irresponsabile”
- ✔️ “Quella scelta è stata irresponsabile”
La prima etichetta la persona, la seconda descrive il fatto.
🧭 2. Chiedersi perché quella scelta è stata fatta
Non per giustificarla, ma per capirla.
Quando capisci il contesto, ti è più facile separare l’errore dalla persona.
Esempio:
Una scelta impulsiva può nascere da paura, stress, ignoranza, non da cattiveria o mancanza di valore.
🧘 3. Ricordare che tutti sbagliano, anche tu
Non è relativismo: è umanità.
Se riconosci i tuoi errori senza sentirti “sbagliato”, diventa naturale concedere lo stesso agli altri.
🗣️ 4. Parlare in termini di impatto, non di colpa
Invece di giudicare, descrivi cosa ha prodotto quella scelta.
- “Quella decisione ha avuto queste conseguenze…”
- “Mi ha fatto sentire così…”
- “Credo che ci fosse un’alternativa migliore…”
Così resti sul piano dei fatti, non del giudizio morale.
🤝 5. Mantienere la porta aperta al cambiamento
Se giudichi la persona, la condanni.
Se giudichi la scelta, lasci spazio alla crescita.
Le persone generalmente. cambiano, imparano, migliorano. Le etichette no.
🔥 Una frase che può aiutarti
Puoi tenerla come bussola mentale:
“Critico l’azione, non la persona. La persona può cambiare, l’azione ormai è passata.”
