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5.2.26

le foibe e l'esodo una lunga storia di convivenza prima pacifica poi rotta dalla violenza nazionalistica e ideologica

no se fa la storiadel ciclo vitale de un albero,scomisisndo da maggio .A magio ven fora foie , fiori e fruti, ma dipende dal consime che ti ga dà prima e da com
e ti gà curà la piants neiedi precedenti

              Un Italiano Istriano 



Dopo la settimana della #memoria ( #27gennaio ) eccoci come ogni anno a quella del ricordo ( #10febbraio ) e a cercare un qualcosa che non sia la solita becera retorica nazionale ed a controbattere culturalmente coloro che mettono sullo stesso piano le due tragedie storiche . Ho trovato la soluzione . vi parlerò del perché parlo di #foibe ed #esodo ovviamente cercando di essere a il più obbiettivo possibile vista la delicatezza del tema . Del come a differenza di mio padre comunista /marxista sono arrivato a non considerarle solo come una vendetta da parte delle popolazioni slovene e croate (soprattutto) per le brutture e nefandezze subite da fascisti e di nazisti ma come un qualcosa di più complesso fatto di sofferenze e di " pulizie etniche " . fin da piccolo , avevo sentito parlare da mio nonno e mio prozi paterno ( fascisti )delle foibe e dei campi di prigionia Jugoslavi come brutalità comuniste , odio verso gli italiani ,ecć . L'opposto da mio padre (comunista marxista ) . Poi dopo la morte di nonno e prozio non ne ho più parlato . Anche se leggevo riviste di storia ovviamente di destra che riportavano la versione nazionalistico fascista e seguivo il dibattito ( giornali , TV )che ha portato all'istituzione del giorno del ricordo e le varie trasmissioni di storia sulla rai ogni 20 febbraio . Ma prima i libri :  Adriatico  Amaro  (  copertina  a  sinistra )   di  Raul Pupo    e



con  Prefazione di Enzo Collotti Postfazione di Tommaso Di Francesco . Sia   il primo  :<< [...] 

Ecco che cosa significa parlare delle foibe: chiamare in causa il complesso di situazioni cumulatesi nell’arco di un ventennio con l’esasperazione di violenza e di lacerazioni politiche, militari, sociali concentratesi in particolare nei cinque anni della fase più acuta della Seconda guerra mondiale. È qui che nascono le radici dell’odio, delle foibe, dell’esodo dall’Istria. ( Enzo Collotti ) sia il secondo   :<< [...] Un libro che, nell’assoluta oggettività documentaria, rispetta tutte le vittime ma non “condivide”, non “omologa”. Ossia non dimentica la sostanziale differenza tra massacratori nazifascisti e chi, giustamente, prese la parola e le armi per combatterli.>> (  Tommaso Di Francesco  )    insieme  al  ìl libro  citato precedentemente    mi hanno  fatto capire  che   esse     sono una  vicenda  cosi  complesse  e  dolorose   . infatti alcuni storici mal visti dalla destra nazionalista e considerati giustificazionisti dicono anche il regime fascista uso le foibe per gettare le colazioni slave fucilate. Situazione  con cui   ancora  non abbiamo  fatto  completamente   i  conti  .  Una situazione questa  delle foibe  che inizia  dall'unità d'Italia e  peggiora già con la Prima guerra mondiale, quando la Venezia Giulia è annessa all'Italia e lo Stato italiano, prima monarchico e poi fascista, opera una vera persecuzione nei confronti degli slavi che vi abitano, seminando odio e desiderio di vendetta.Con la Seconda guerra mondiale la tensione cresce, fino ad arrivare all'ondata di violenza dopo la firma dell’armistizio, l’8 settembre ’43: in Istria e in Dalmazia i partigiani jugoslavi di Tito si vendicano contro i fascisti che, nell'intervallo tra le due guerre, hanno amministrato quei territori con durezza, imponendo un'italianizzazione forzata e reprimendo e osteggiando le popolazioni slave locali.Senza sminuire i massacri delle donne e degli uomini finiti nelle foibe, certo negli ultimi anni c’è stata una strumentalizzazione (e un uso non corretto dei numeri) per restituire legittimità al fascismo. Come dimostra l'accostamento della Giornata del Ricordo, per onorare le vittime delle foibe, con il Giorno della Memoria per quelle della Shoah. L'autore  citato , Giacomo Scotti, basandosi su documenti di prima mano, a cominciare da quelli fascisti dell’epoca, fornisce nuovi strumenti per interpretare gli eventi istriani del settembre-ottobre 1943, fra la capitolazione dell’Italia e l’occupazione tedesca dell’Istria. Attraverso un esame rigoroso, disegnandone l'esatta dimensione storica, Scotti colloca la tragedia delle foibe nel drammatico contesto della Seconda guerra mondiale e della Venezia Giulia.Scrive Scotti: <<per  me è grave anche la morte di un solo uomo. Invece la verità storica è un’altra cosa. E quella va ristabilita>>

Ma  soprattutto  "ESODO",  album (  foto  al centro   )   e  libro    (     sotto  a  sinistra   )  


 ispirato alla storia  familiare  (    i nonni  )   dell'esodo giuliano dalmata, con tematiche di non ritorno, abbandono e ricerca delle radici. Album   prodotto   da Luca Moretti e rappresenta l'evoluzione musicale del suo libro omonimo, che narra le vicende della sua famiglia durante  il passaggio dall'Italia alla  j ugoslavia. L'album include nove brani e si distingue per la sua profonda introspezione e la cura delle ferite personali.
Lettura culminata    nell'intervista intervista con  ( la trovate qui in questo post ) l'autrice di in particolare   questa  parte  [...]

4.) Che ne pensi del 10 febbraio giorno del ricordo è riuscito in questi 20 anni della sua istituzione a : << [..] questa storia va compresa con il cuore prima ancora che con la ragione, per evitare di esser risucchiati da quel groviglio di idee e convinzioni, in cui, anche a voler essere obiettivi, si faticherebbe a venirne fuori indenni.” (Tratto da Chiara Atzeni, L’Eco di un Esodo) >> oppure come tutte le cose italiane , soprattutto quando, a causa dell'oblio forzato creato dalla guerra fredda e da non essere riusciti a fare i conti con il passato e le proprie responsabilità, le ferite sono ancora aperte, ogni volta che si parla di foibe ed esodo finisce in caciara e tipo contrapposizioni da stadio quando c'è un derby?

Purtroppo il 10 febbraio rimane per la maggior parte una data divisiva. Credo che l’essere umano abbia bisogno di appartenere a qualcosa e automaticamente schierarsi contro qualcosa di opposto, catalogare il bene e il male e lì fossilizzarsi, come una sicurezza. Lo stesso succede per quella data che potrebbe essere emblema del ricordo, del rispetto del dolore, dell’andare oltre odio, rancore ed etichette per evolvere come esseri umani; e invece diventa oggetto di strumentalizzazione, da entrambe le parti, come scudo e arma per avvalorare le proprie ideologie, qualsiasi esse siano. Ancora una volta, purtroppo, ideologie e preconcetti prevalgono su empatia e umanità. Però, posso dire anche che in questi anni in cui ho portato in giro Esodo, ho incontrato molte persone curiose e ben disposte all’ascolto.

[...]

 E questo video che qui ripropongo 



Hanno rafforzato e confermato la mia intenzione di parlare a 360 gradi dell'argomento per non lasciare come dicevo un uso strumentale de negazionista / riduzionista . Sia da una parte che da l'altra . Perché certe brutture non si possono negare, decontestualizzare , sminuire come avviene ogni 10 febbraio e non solo . Ma soprattutto mettere , riprenderemo in un prossimo post il discorso, sullo stesso piano con l'altra grande tragedia che è l'olocausto / Shoah .
Ecco  dunque  perchè il    ricordo  delle  foibe   e l'esodo è una  ferita  ancora  aperta  . Solo   quando la  si smetterà : di scontrarsi  inutilmente   di  rinfacciarsi   che il  tuo  crimine   è peggiore  del tuo  ,  del parlare  \  celebrare    decontestualizzando  , ingigantendo i  crimini  di una  prte  e  sminuendo  (  o  peggio tacendo   )    quelli  dell'altra   ,  ecc    si arriverà   ( forse  )  alla  chiusura  di questa  ferita .  E solo  allora       si  potrà parlare  \  celebrare   tali   dolorosi    avvenimenti  con  quello   che  viene  definita   illusionisticamente  e   utopisticamente    memoria  condivisa  .  




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