Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Angelo merendino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Angelo merendino. Mostra tutti i post

26.11.14

Quest’uomo, fotografando la moglie malata e morta di tumore a l seno , ha saputo mostrare il lato più vero dell’amore.




Non sapendo  se  è fra i post persi  nel trasdferimento  del blog  da  spinder  a  blogger  oppure  fra  quelli salvati  ,  la ripropongo  . Mi scuso se nel caso  fosse presente  fra i  post  salvati   con voi  lettori\trici 

  da   http://www.incredibilia.it/

Un altra  cosa  simile  è stata  fatta   da  donne  http://www.incredibilia.it/tutto-per-amore-vere-amiche/



Quando abbiamo visto queste foto che Angelo Merendino ha scattato alla moglie, Jennifer, mentre lottava contro il tumore al seno, abbiamo avvertito un tonfo al cuore, è stato come entrare nell’intimità delle loro vite private e vivere la loro battaglia. Questi scatti sembrano dare un volto umano al cancro e catturano le difficoltà, la paura e la sofferenza di quanti hanno vissuto una delle esperienze più devastati della vita stessa.
Angelo commenta: “Queste foto non ci definiscono, queste foto siamo noi.”




















































Siamo soliti pubblicare notizie e cose curiose che alimentano pensieri positivi e strappano un sorriso, ma siamo anche convinti che condividere esperienze così intese, seppure tristi, sia un modo per esprimere la nostra vicinanza a tutti coloro che lottano questa battaglia e un’esortazione ad apprezzare e rispettare di più le nostre vite.

Puoi saperne di più su Angelo e la sua storia attraverso il suo sito “La battaglia che non abbiamo scelto – La lotta di mia moglie contro il tumore al seno” (in inglese), QUI o sulla sua pagina Facebook o seguirlo su Twitter

la vergogna non deve essere la fine di una storia.A volte è solo il punto da cui qualcuno trova la forza di ricominciare.Monica Lewinsky

 da  facebook Nel 1998, una donna di 24 anni diventò la persona più famosa d’America. Per il motivo peggiore possibile. Si chiamava Monica L...