Nuova. Sardegna 19\4\2026
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
Cerca nel blog
19.4.26
29.1.24
ricerca a tutto tondo antidoto alle fake news
E' importante andare alla ricerca non tanto dellle informazioni che avallano le nostre tesi quanto piuttosto quele che le cofuntano. Infatti se si cercano elementi a favore di una teoria è facile
trovarli o interpretarli come tali . Mentre la validità di un ipotesi è tanto più certa quanto più difficile è negarla . E questo naturalmente vale in tutte le scienze e non solo . Infatti in quest senso , anche alle nozioni teoretiche , ai ricordi e ai fatti ,bisogna applicare la stessa cura che si riserva ad esempio ai reperti archeologici riupulendoli dalle impurità in cui sono stati sepolti per milleni .-- cioè dobbiamo fare un processo di sottrazione
----- esatto dobbiamo togliere dalle nostre congetture ogni pregiudizio
se vogliamo arrivare alla verità . Anche se a volte non ci arriveremo mai perchè la verità assoluta non eiste in pratica ma esistono più e diverse verità . Infatti è capitato , come credo a tutti voi , d'acquisire nuovi elementi e di scoprire che la nostra ipotesi razionale o irrazionale fosse sbagliata . Si può dire ricollegando,mi a quello che dicevo prima che ciò che noi consideriamo verità sia un costrutto provvisorio .E per quanto un idea ci possa sembrare buona non bisogna mai irrigidirsi ( soprattutto quando i fatti o un altra verttà lala rimettono indiscussione ) ma accettare che possa essere confutata e messa indiscussione . Traendone unutile elemento di studio e d'indagine innteriore .Inoltre avere la mente aperta non significa abdicare alla razionalità ed accettare il fatto che spessimo . Il sovranaturale e il complottismo sono scorciatoie per ciò che non comprendiamo .
4.3.23
Tutti contro la serie tv su Lidia Poët, dopo i critici ed i familiari dell’avvocata anche l’autrice del libro attacca: «Immagine distorta» eppure ha avuto un grosso successo di pubblico
Leggendo le critiche e le stroncature sulla , per me discreta ( ho visto cose peggiori che non ti lasciano niente ed sono effimere ) serie tv di netflix linda poet in particolare quest articolo di Open mi sono detto : << ma insomma non è piaciuta nessuno . In Italia la fantasia e l'immaginazione sui fatti i le persone storiche sembra bandita.
Mentre il potere politico mediatico \ culturale riscrive la storia vedi #10febbraio #25aprile e nessuno o quasi s'indigna o si lamenta >> Ma poi il commento sagace , che condivido , diGianpaolo PioGrande successo di pubblico, le atmosfere vittoriane stile London, Whitechapel, tutto proibito e peccaminoso, Sherlock Holmes, assenzio oppio e sesso. Ci sta, come sempre tutto, anche l'indignazione di parenti e serpenti. Sembra come per Elly Schlein, il voto popolare ribalta il voto di partito e tutti a strapparsi vesti e capelli. Potere al popolo.
13.3.22
I cercatori di luoghi abbandonati: viaggio con gli esploratori urbani che visitano l'Italia dimenticata
"Prendi solo fotografie e lascia solo impronte". La frase che ai più può sembrare senza logica
Questo è quello che fanno gli autori di https://ascosilasciti.com/it/
In sintesi da https://ascosilasciti.com/it/chi-siamo/
ASCOSI LASCITI, IN “PAROLE POVERE”
Il progetto Ascosi Lasciti nasce nel 2010, dall’occhio del regista ed autore TV Alessandro Tesei (fondatore). Il suo tema principale è l’abbandono di infrastrutture, trattato in tutti gli aspetti. Si sviluppa grazie al lavoro di squadra di un team ramificato sul territorio, coordinato da Davide Calloni (amministratore), e prende la sua forma finale grazie alla sinergia tra gli esperti web di Passionlab e Subwaylab. Nel 2020 il progetto si fa associazione culturale grazie all’impegno di Cristiano La Mantia (presidente) e dei soci fondatori (E. Bai, M. Montaperto, L. Licciardi et al.). A capo della parte editoriale, i due redattori (F. Coppari, G. Imburgia) che si avvalgono del supporto di un gruppo di reviewers.
Le pagine “social” del progetto sono tra le più seguite in Italia ed in Europa su questo tema. I responsabili (M. D’odorico, L. Rosa, M. De Leonibus, V. Genco e A.Ciampalini et al.) ne curano quotidianamente i contenuti fotografici e divulgativi.
Tra gli autori più attivi spiccano i nomi, in ordine di maggior apporto, di J. Della Giacoma, V. Fanelli, E. Macchiavelli, C. Catinello, C. Goffi.; senza contare la preziosissima collaborazione con i gruppi nazionali di Tesori Abbandonati, PLAI, tra i più seguiti in Italia, e i gruppi territoriali più attivi di Derive Suburbane, Obiettivo Uno, Liotrum e Ascosi Lasciti Marche.
Il collante di un gruppo così numeroso? L’amore per l’urbex (esplorazione urbana), volta alla riscoperta di luoghi dimenticati.
Il Team Di “Ascosi Lasciti“..
Qui Trovate La Nostra Pagina INSTAGRAM…
…E Qui La Pagina FACEBOOK
PER CONTATTARCI : info@ascosilasciti.com
"Non si tratta solo di fare l'intruso in un mondo che non possiamo più vedere - raccontano esploratori urbani esperti - Ma è anche riportare in vita attraverso fotografie quei posti che ormai sono stati dimenticati da tutti".
Negli ultimi anni in Italia sono nati sempre più gruppi urbex con l'intento di documentare tutti quei posti abbandonati che ci sono nel nostro paese. Tra i primi a portare avanti questa professione c'è ascosi lasciti: un progetto nato per "condividere le esplorazioni e le storie dei più suggestivi luoghi nascosti in Italia e nel mondo - raccontano gli autori - Oltre i luoghi abbandonati, vogliamo documentare attraverso i nostri reportage ciò che ruota attorno alle città fantasma, i relitti e i sotterranei. L'intento è quello di prendere coscienza dell'immenso patrimonio immobiliare sommerso ma anche quello di raccontare aneddoti e di informare
12.12.21
L’incredibile storia di Amedeo Guillet, il Lawrence d’Arabia italiano
Questa storia " tropicale " che vi propongo oggi mi ha aiutato ad evadere dalle basse temperature della scorsa settimana
La guerriglia contro gli inglesi, la fuga rocambolesca dall’Africa, l’amicizia con l’ufficiale nemico Harari, il servizio diplomatico nel dopoguerra. La vera storia di
Amedeo Guillet, premiato infine da Ciampi come un simbolo dell’Italia repubblicana
Si siede alla sua scrivania. Sul piano del tavolo è depositato un pacchetto. Lui lo apre. Dentro c’è uno zoccolo di cavallo in argento con un’iscrizione: “Sandor. Berbero grigio, 12 anni. Max Harari, Asmara – Giugno 1942”. C’è anche una foto: si vede il bel primo piano di un cavallo grigio affacciato alla porta del suo box. E una dedica autografa a penna: “Ad Amedeo, in ricordo del meraviglioso cavallo che fu causa della nostra amicizia”. Ad Amedeo… ma chi è Amedeo? E chi è la persona che gli invia questo oggetto così particolare ? Facciamo un salto indietro nel tempo. Adesso siamo nel 1909. È il 7 febbraio, giorno in cui a Piacenza nasce Amedeo. Amedeo Guillet. Famiglia nobile di origine sabauda. Il piccolo Amedeo cresce e diventa ragazzo dall’animo sensibile e creativo: quando è il momento di fare la prima scelta terminata l’età della spensierata adolescenza è indeciso tra la carriera musicale e quella militare. Ma la carriera militare presenta un vantaggio esclusivo, ai suoi occhi: permette di rimanere a contatto con i cavalli praticamente ventiquattr’ore al giorno. La sua passione. I cavalli, certo: elemento fondamentale e imprescindibile dall’inizio alla fine di una vita intera. Amedeo Guillet esce dall’Accademia Militare di Modena con il grado di sottotenente nel 1931. Il Monferrato e le Guide i primi due reggimenti di cavalleria in cui presta servizio, probabilmente con l’idea di dedicarsi (anche) allo sport equestre come molti suoi colleghi d’arma: non dimentichiamo che in questo momento storico, infatti, l’equitazione agonistica è quasi esclusivamente cosa di militari. Ma il destino decide diversamente: nel 1935 Amedeo Guillet viene trasferito in Africa, dove nel mese di ottobre comanda un plotone impegnato nelle prime operazioni della guerra colonialista d’Etiopia e in dicembre viene ferito gravemente a una mano. Ed è a partire da questo momento che la sua vita smette di essere simile a quella di tanti altri ufficiali dell’esercito italiano per diventare la storia di un romanzo. Nel 1937 Amedeo Guillet è in Spagna dove comanda un reparto di carri della divisione Fiamme Nere e poi un reparto di cavalleria marocchina durante la guerra civile spagnola; successivamente ritorna in Libia, quindi nuovamente in Eritrea dove prende il comando del Gruppo Bande Amhara, un’organizzazione militare che riunisce uomini di origine etiope, eritrea e yemenita. È qui che nasce il mito: nel 1939 durante un’operazione militare il suo cavallo viene colpito e ucciso e lui, illeso, ne monta immediatamente un altro per continuare la carica, ma anche questo secondo povero cavallo cade vittima del fuoco; Amedeo Guillet imbraccia allora una mitragliatrice e continua a piedi la battaglia senza alcuna protezione fino a conquistare il sopravvento sulle formazioni nemiche. I soldati indigeni che avevano combattuto con lui, sbalorditi per la sua apparente invincibilità, lo soprannominano Comandante Diavolo, ignari di consegnare così alla leggenda un ‘titolo’ che segnerà ormai per sempre la vita di questo personaggio straordinario. Quando gli inglesi conquistano Asmara nell’aprile del 1941, Amedeo Guillet prende una decisione folle: se anche l’Italia si fosse arresa, lui avrebbe continuato la ‘sua’ guerra. E così accade: Guillet si spoglia della divisa dell’esercito italiano, raduna una formazione di suoi fedelissimi soldati indigeni e inizia una guerriglia senza quartiere, efficace al punto che gli inglesi mettono sul suo capo una taglia enorme. Invano, però: nessuno lo tradisce in nome del denaro, a conferma di quanto questa sorta di Lawrence d’Arabia italiano fosse amato dalle popolazioni locali. Ma in ottobre dopo una continua ed estenuante serie di operazioni Guillet capisce che non avrebbe più potuto andare avanti ulteriormente: significativo il fatto che la decisione di porre termine alla guerriglia venga da lui presa dopo la cattura del suo cavallo grigio Sandor da parte del maggiore Max Harari, l’ufficiale inglese responsabile delle attività di ricerca del temibile Comandante Diavolo.
Amedeo Guillet dunque libera i suoi soldati e si nasconde a Massaua sotto la falsa identità di Ahmed Abdallah al Redai, cosa resa possibile anche dalla sua capacità di parlare perfettamente l’arabo. Da lì raggiunge lo Yemen, inizia a lavorare come palafreniere nelle scuderie della guardia del re, l’Imam Yahiah, il quale lo prende a benvolere fino a nominarlo precettore dei suoi figli nonché istruttore delle guardie a cavallo yemenite.
Nel giugno del 1943, dopo aver trascorso un anno intero alla corte dell’Imam Yahiah, Amedeo Guillet riesce a imbarcarsi su una nave della Croce Rossa italiana per infine rientrare in Italia dopo due mesi di navigazione. Grazie alla sua grande esperienza e alla sua conoscenza delle lingue, viene assegnato al Servizio Informazioni Militare per dedicarsi a operazioni molto delicate contro gli alleati angloamericani. Quando però l’8 settembre viene dichiarato l’armistizio, Amedeo Guillet ripudia Mussolini, rimane fedele al re d’Italia e si trasferisce a Brindisi dove si erano installati i componenti della famiglia reale. Amedeo Guillet diventa un agente segreto formidabile ed è proprio a lui che si deve un’operazione diplomaticamente di grande significato nel processo di riappacificazione tra Italia ed Etiopia: il recupero della corona del Negus, prima confiscata dalla Repubblica di Salò e poi nelle mani dei partigiani, e quindi riconsegnata al suo legittimo proprietario.
Finisce la guerra. Dopo il referendum che trasforma l’Italia da Stato monarchico in Stato repubblicano Amedeo Guillet – coerente con il suo giuramento militare di fedeltà alla corona Savoia – rassegna le dimissioni dall’esercito e diventa un cittadino italiano al servizio della Repubblica. Inizia così la sua seconda vita. Si laurea in Scienze Politiche, vince il concorso per entrare nella carriera diplomatica, nel 1950 è segretario di legazione all’ambasciata del Cairo, nel 1954 viene trasferito in Yemen dove ritrova i figli del vecchio Imam che lo accolgono come chi ritorna a casa dopo anni di lontananza, nel 1962 viene nominato ambasciatore e destinato ad Amman dove può condividere la grande passione per i cavalli e per l’equitazione con re Hussein di Giordania (padre della principessa Haya, che sarà presidentessa della Federazione Equestre Internazionale dal 2006 al 2014), nel 1967 è ambasciatore in Marocco, nel 1971 in India, per infine raggiungere il termine della carriera diplomatica nel 1975 e quindi stabilirsi in Irlanda in mezzo ai suoi amati cavalli.
Nel 2000 insieme allo scrittore irlandese Sebastian O’Kelly (autore della biografia di Guillet uscita nel 2002 con il titolo “Amedeo”), Guillet ritorna in Eritrea: viene ricevuto dal presidente della Repubblica che lo accoglie come un suo pari. Poi arriva il 2 novembre di questo stesso anno: il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, conferisce ad Amedeo Guillet l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Militare d’Italia, uno dei più prestigiosi riconoscimenti previsti nel nostro Paese. Infine il 16 giugno 2010 il Comandante Diavolo ci lascia per sempre.
Questa per sommi capi e in estrema sintesi la vita di Amedeo Guillet. Ma tra le tante storie dentro questa straordinaria storia, ce n’è una che non può non emozionare chi vive per i cavalli e con i cavalli. La storia di un pacchetto che un giorno viene recapitato sulla scrivania dell’ambasciatore Amedeo Guillet. Una storia che sembra una favola, invece è la realtà di due persone che prima di essere soldati - e nemici - sono stati gentiluomini nell’animo. Loro: Max Harari e Amedeo Guillet. Proprio loro: il maggiore britannico e il Comandante Diavolo, cacciatore e preda a turno l’uno per l’altro sulla scena dell’Africa Orientale. Ebbene: negli anni Cinquanta, grazie anche all’attività diplomatica di Guillet, i due ‘vecchi’ nemici si incontrano, e tra loro nasce un’amicizia forte come solo l’aver condiviso quel pezzo di storia tremendo avrebbe potuto rendere possibile, seppure da acerrimi rivali. Un’amicizia vissuta nel nome di un cavallo: Sandor. Sì: perché è ovviamente Max Harari il mittente del pacchetto che un giorno viene recapitato sulla scrivania dell’ambasciatore Amedeo Guillet. Sulla scrivania del Comandante Diavolo.
1.10.21
Nicolas Gentile, cultore del Signore degli Anelli che ha dato vita alla Terra di Mezzo narrata da Tolkien., l'avocado siciliano , Dalle Ande a Tarquinia, la fattoria degli alpaca L’oro delle Ande conquista Pian d’Arcione:
La contea degli hobbit si trova in Italia ?
A colloquio con Nicolas Gentile, cultore del Signore degli Anelli che ha dato vita alla Terra di Mezzo narrata da Tolkien. Ottenendo il plauso di Elijah Wood e Sean Astinc
https://www.indiegogo.com/projects/costruiamo-la-contea-gentile-di-nicolas-gentile
bisogno c'è di andare a prendere la frutta tropicale all'estero quando la si puo anche avere in italia ? Non diciamolo a Salvini ed a sovranisti altrimenti gli usano come fanno capro espriatorio come hanno fatto con i migranti per coprire le loro magagne e parlare alla pancia
Dalle Ande a Tarquinia, la fattoria degli alpaca L’oro delle Ande conquista Pian d’Arcione:
oltre 150 esemplari del particolare mammifero producono il caldo e ricercato tessuto nel più grande allevamento italiano
di Camilla Romana Bruno
14.4.21
meglio la verosimiglianza che un eccesso di fantasia . Il caso della serie tv Leonardo di Frank Spotnitz e Steve Thompson.
Adesso che essa è terminata posso recensirla in maniera più completa rispetto a quanto ho fatto nel precedente post . La fiction , nonostante le pecche gravi m messe in evidenza da tutti e che smentisce clamorosamente
27.2.20
abbiamo perso la capacità d'interpretare i film il caso de L'amica geniale II La controversa scena di sesso tra Lenù e Donato Sarratore che molti non hanno capito
Edoardo Bennato - Non Farti Cadere Le Braccia
Tra le scene più forti viste nella seconda stagione de L'amica geniale c'è quella che mostra il rapporto sessuale tra una delle protagoniste, Lenù (Margherita Mazzucco), e l'ambiguo Donato Sarratore (Emanuele Valenti) sulla spiaggia dei Maronti di Ischia. La particolare sequenza, vista lunedì scorso nell'episodio 5 intitolato "Il tradimento", ha colpito molto i telespettatori, soprattutto coloro i quali
non hanno letto i romanzi di Elena Ferrante. La ragione? La scelta di Lenù che ha deciso di acconsentire a un rapporto sessuale con un uomo viscido e molto più vecchio che, per giunta, si era già approfittato di lei. Questa sconvolgente svolta nella storia, tuttavia, viene spiegata meglio direttamente dalla Ferrante nel libro Storia del nuovo cognome . [...]12.9.18
esorcizzare i tuoi incubi o sogni con un app per fotoe video del cellulare altro che usare acidi o altre droghe



9.6.18
nostalgia canaglia e ritornare bambini
Ma come giustamente dice

Tramonta per sparire. Non c'è niente di romantico nella "melencolia", niente da tenere, niente da salvare. Sei solo un mostriciattolo appiccicoso...
11.9.17
chi usa le droghe legali o illegali per evadere \ uccidere il suo io negativo o le brutture del mondo non sa che c'è la fantasia \ immaginazione
| Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia (1818), Amburgo e poi viagggiare aiuta |
SABOR A CHOCOLATE -- ELEFANTE
Dejenme Llorar - Carla Morrison
Linger -The Cranberries
Don't Let Me Down- The beatlsStreet Of Dreams - Guns N' Roses
Someone Like You - Adele
Get Me - Chili Vanilla
Smells Like Teen Spirit Nirvana cover - David Garrett
13.5.17
con droghe o senza droghe , con soldi e senza soldi ,senza o con tecnologie si è sempre viaggiato e sempre si viaggia e tutto viaggia
viaggiare per conoscere
my play list
Stamattina Camminando perr andare fare il mio cosueto turno di volontariato alla bottega del commercio equo , sono capitato davanti all'agenzia di viaggi , e poi poco fa
« Gli occidentali hanno curiosamente limitato la storia del mondo raggruppando il poco che sapevano sull'espansione della razza umana intorno ai popoli di Israele, Grecia e Roma. Così facendo hanno ignorato tutti quei viaggiatori ed esploratori che a bordo di navi hanno solcato i mari della Cina, l'oceano Indiano, l'oceano Pacifico e i mari artici, e che in carovane, hanno attraversato le immense distese dell'Asia. In verità la parte più cospicua del globo, con culture diverse da quelle degli antichi Greci e Romani è rimasta sconosciuta a coloro che hanno scritto del loro, piccolo, mondo con la convinzione di scrivere la storia e la geografia del mondo. »
( Henri Cordier 1849 – 1925 )
o attivamente si sente sempre il desiderio di viaggiare perchèViaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione. Tutto il resto è delusione e fatica. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco la sua forza. Va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose, è tutto inventato. È un romanzo, nient’altro che una storia fittizia. Lo dice Littré, lui non sbaglia mai. E poi in ogni caso tutti possono fare altrettanto. Basta chiudere gli occhi. È dall’altra parte della vita.[Louis-Ferdinand Céline ~ Viaggio al Termine della notte]
- con la fantasia o osservando la natura che viaggia continuamente
- viaggiando a ritroso del tempo e nel passato come faccio o almeno ci provo riportando storie e ho fatti curiosi
- viaggiare per : conoscere scoprire, sognare .
- viaggiare con gli occhi e con il cuore
- dentro di se come questa canzone
- fisicamente o cercando di vedere uno stesso posto in prospettive diverse .
La metropolitana di New York: un viaggio nel viaggio
La metropolitana di New York è un vero viaggio nel viaggio, una sorpresa ogni giorno
da http://www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=2473 Ven 24 Feb 2017 | di Testo e foto di Roberto Gabriele | Mondo
Come in "Into the Wild", la straordinaria avventura di Eliott
4.8.15
Il bar nella cabina telefonica: ecco il coffee box più piccolo di Birmingham
Maryna Korshun La ex bambina di Chernobyl che vive a Lanusei per amore di un figlio
Dopo aver letto lo speciale dell'inserto LA LETTURA del corriere della sera della scorsa settimana ( trovate qui sul nostro ...
-
ecco come dicevo nel titolo perchè guarderò anche le paraolimpiadi .In attessa d'esse un nuovo sunto con aggiunte a qua...
-
Come già accenbato dal titolo , inizialmente volevo dire Basta e smettere di parlare di Shoah!, e d'aderire \ c...
-
iniziamo dall'ultima news che è quella più allarmante visti i crescenti casi di pedopornografia pornografia...






