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22.4.26

«Insieme» a Sre­bre­nica Le col­ti­va­zioni di lam­poni, frutti di vita dopo la guerra ., PICCHETTO D’ONORE PER LAMÙ, IL CANE EROE ., LIBRI AL. POSTRO DELLE. ARMI.., ED. ALTRE. STORIE



Corriere della Sera
21 apr 2026
Di Francesco Battistini



«Insieme» a Srebrenica Le coltivazioni di lamponi, frutti di vita dopo la guerra
La cooperativa nata dall’idea di due sopravvissuti: ora esporta in tutta Europa Dieci soci, 500 famiglie mantenute e il nome italiano: «Voi ci avete aiutato»
Un gruppo di lavoratrici della cooperativa «Insieme», costituita da Rada Zarkovic e Skender Hot dopo il massacro di Srebrenica: oggi dà lavoro a centinaia di donne croate, serbe, bosniache


Il giorno in cui sterminò ottomila bosgnacchi a Srebrenica, era il 1995, le immagini ripresero il generale serbo Ratko Mladic mentre accarezzava la testa bionda d’un bambino e gli offriva un succo di frutta. Sorrideva, il criminale, e molti pensarono ci fosse da fidarsi: «Chi vuole andarsene», prometteva Mladic, «sarà trasportato. Grandi e piccoli, giovani e vecchi, non abbiate paura, prendetevela calma. Lasciate andare prima le donne e i bambini... Nessuno vi farà del male» (come andò, si sa: il comandante marcisce all’ergastolo, condannato per genocidio, e dopo trent’anni non s’è ancora riusciti a identificare migliaia di corpi). Il giorno in cui arrivarono sui luoghi del massacro, era il 2001, Rada Zarkovic e Skender Hot guardarono tutt’intorno le coltivazioni di lamponi. E videro com’era rimasta verde tutta la valle: c’era ancora vita, in fondo a tanta morte. Assaggiarono un po’ della frutta rossa che nessuno aveva mai smesso di coltivare, nemmeno durante la guerra. Sorrisero. Era buonissima. E capirono che da quella terra stava rispuntando il seme della speranza. Srebrenica poteva reagire al suo destino, nero e inevitabile, d’essere solo il sinonimo d’una gigantesca foiba o d’una fossa ardeatina: «Se si può fare qui», si dissero Rada e Skender, «si può fare dappertutto».
Li riconoscerete dai frutti. Erano frutti rosso sangue, si sono trasformati nell’oro rosso di Srebrenica. Lamponi di pace. Crescono che è una meraviglia, da venticinque anni, annaffiati da un’idea semplice: c’era qualcosa di più tradizionale dei lamponi, più facile da raccogliere e meno difficile da vendere? Nel dopoguerra della Bosnia, i succhi di frutta sono diventati il lavoro, la riscossa, il futuro di cinquecento famiglie, e mica solo musulmane. Dal 2003, Rada e Skender hanno messo insieme una decina di soci, quasi tutte donne bosgnacche, e per nome scelto proprio la parola italiana «Insieme», perché i primi aiuti umanitari erano arrivati dal nostro Paese.


Questa è buona

PICCHETTO D’ONORE PER LAMÙ, IL CANE EROE

Scovano droga nei posti più impensabili. Si arrampicano per i dirupi di montagna a cercare persone scomparse. Si infilano negli anfratti più neri per seguire le tracce di umani in difficoltà. E, soprattutto, sanno annusare la vita e la morte. Stiamo parlando dei cani in servizio effettivo permanente fra le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco. Sono tantissimi e sono amici fidati e affidabili. Eroi, spesso. Come Lamù, il pastore australiano arruolato nel Nucleo cinofili dei Vigili del Fuoco in Friuli Venezia Giulia. Per otto anni Lamù ha servito al fianco di

Andrea Leban, il suo conduttore e caposquadra del comando di Gorizia. Più di cento interventi sul campo. Ha salvato vite sotto il cumulo gigantesco di cemento e ferro del ponte Morandi o fra le case crollate del terremoto in Turchia, ha lavorato assieme al team per la ricerca e il soccorso sotto le macerie. E adesso è ora che le sue zampe riposino. Lamù è andato in pensione nel giorno del suo undicesimo compleanno. Picchetto d’onore e saluti commossi, come si fa con un vecchio amico. Grazie di tutto, Lamù.


 le   altre. per mancanza. di tempo. e. poca. voglia. di. fare. copia. e. in colla   sono.  in. slide. 


 


«Insieme» a Sre­bre­nica Le col­ti­va­zioni di lam­poni, frutti di vita dopo la guerra ., PICCHETTO D’ONORE PER LAMÙ, IL CANE EROE ., LIBRI AL. POSTRO DELLE. ARMI.., ED. ALTRE. STORIE

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