Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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27.4.26
Addio Wendy Duffy, ha voluto il suicidio assistito dopo aver perso il figlio chi siamo noi per giudicare la sua scelta
26.12.25
riflessione natalizia di Luigi ettore nicola Scano
Fra i tanti messaggi di whatsapp uno dei più belli che mi sia arrivato e ha messo indiscussione ( ne ripalermo con l'anno nuovo non voglio tediarvi con la mia ansia ) il giro di boia dei 50 anni , e questo qui che di un parente alla lontana ( nipote di una sorella di mio nonno paterno ) . Ma ora basta parlare io e veniamo al suo post
Ascoltando una canzone, mi è tornata in mente la celebre frase: 'Siamo uomini o caporali?'. È una scelta difficile, soprattutto se manca il coraggio o la forza di credere. Ma è meglio essere umani, con i nostri difetti e pregi, o fingere di essere ciò che non siamo? Io credo che sia necessario avere il coraggio di essere se stessi, nella semplice verità. Non c'è vittoria più grande che lottare per amore senza chiedere nulla in cambio. La strada per conoscere noi stessi è ancora lunga, ma la vita è unica e merita di essere vissuta credendo nei propri ideali. Non guardiamo solo con gli occhi, ma impariamo a vedere con il cuore. Il mio augurio è che tu possa trovare la Fede, quella forza che ci fa credere in ciò che sappiamo essere vero, anche quando è invisibile allo sguardo. Non guardiamo solo con gli occhi, ma impariamo a vedere con il cuore. Il mio augurio è che tu possa trovare la Fede, quella forza che ci fa credere in ciò che sappiamo essere vero, anche quando è invisibile allo sguardo.
Non guardiamo solo con gli occhi, ma impariamo a vedere con il cuore. Il mio augurio è che tu possa trovare la Fede, quella forza che ci fa credere in ciò che sappiamo essere vero, anche quando è invisibile allo sguardo. Buon Natale 🎄🎁💫
11.6.24
DIARIO DI BORDO N 56 ANNO II dopo aver attraversato la tempesta e ritornata la paura ma sono riesco ad affrontarla con consapevolezza
| Illustrazione della paura, da L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali di Charles Darwin. |
Infati non si può scappare in eterno . Ecco che mentre stavo riflettendo su d'essa e facendomi coraggio ed affrontarla nuovamente La mia paura \ il mio mostro s'inabisso salutandomi \ osservandomi in sienzio e l'osservai sparire speriamo per sempre .
concludo con :
- la voce enciclopedica Paura - Wikipedia
- educazione sentimentale di stefano massini e viola ardone . la paura puntata 2
8.1.23
Donna si impicca davanti al padre: «Preparavo il cappio a Laura da un mese per farla desistere»
da https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/
Donna si impicca davanti al padre: «Preparavo il cappio a Laura da un mese per farla desistere»
di Niccolò Dainelli • il mattino Ieri 13:09
Da un mese Laura provava il suicidio. Ma suo padre preparandole il cappio per impiccarsi l'aveva sempre fatta desistere. L'uomo, con questa strategia psicologica aveva sventato il suicidio della figlia per giorni poi, però, lo scorso 2 gennaio la donna, di 55 anni, ha compiuto il gesto estremo e si è impiccata.La strategia psicologica del padre, un uomo di Chieri, aveva sempre funzionato. Ma il 2 gennaio si è rivelata del tutto inutile perché Laura ha infilato il collo nel cappio e ha deciso di dare un calcio alla sedia, impiccandosi come aveva progettato di fare da tempo. La 55enne era seguita da un centro di salute mentale piemontese. Il padre ha spiegato ai carabinieri che le prove andavano avanti da tempo: «Anche quella mattina siamo saliti in soffitta, c’era già la corda appesa alla trave».
Secondo quanto riferisce La Repubblica, il padre ha raccontato agli investigatori tutta la dinamica del suicidio. A differenza di tutte le altre volte, quando l'uomo le ha chiesto di sfilarsi la corda dal collo e scendere dalla sedia, lei non lo ha fatto: «Le ho detto di scendere, di non farlo. Ho cercato in ogni modo di aiutarla. Non ci sono riuscito». Il padre ha tentato di salvare la figlia chiamando il 118. Insieme a un vicino di casa ha tagliato la corda e ha provato a rianimarla senza successo. «Non ho detto a nessuno delle sue prove, nessuno sapeva del nostro segreto», ha detto ai carabinieri. Ora la procura svolgerà gli approfondimenti del caso, anche se resta difficile immaginare un possibile reato commesso dal padre.
3.1.23
Sovrappeso e depressione superati grazie a Nube Il legame speciale con il cane dei carabinieri di Romana
da la nuova Sardegna
Ha 30 anni, è depresso e pesa più di 200 chili. Una
vita di difficoltà che spesso lo portano ad avere contatti con i carabinieri. E proprio uno di loro è la sua
salvezza: il comandante di Romana si accorge del
feeling tra il ragazzo e il cane della caserma e decide
di affidarglielo a patto che ogni giorno lo porti a fare
una passeggiata. Il giovane finora ha perso 80 chili. Il giovane era arrivato
a pesare più di 200 chili
Poi la sfida che
ha vinto e che
gli ha cambiato la vita
Romana Ogni mattina “Nube” lo aspetta, infila il suo muso bianco tra le grate metalliche della recinzione della caserma dei carabinieri e quando lo vede arrivare inizia a scodinzolare e a guaire. È il momento della passeggiata, dello svago, della libertà. E non solo per questa dolcissima cagna adottata durante il primo lockdown dal comandante della stazione di Romana ma, soprattutto, per un giovane trentenne che grazie a Nube ha ripreso in mano la propria vita, tormentata da una serie di vicissitudini, e ha dato una svolta decisiva alla sua esistenza afflitta dalla depressione. È una storia di coraggio, determinazione, voglia di rinascita quella che ogni giorno si presenta davanti agli occhi degli abitanti di questo piccolo paese del Meilogu. I protagonisti ricordano un po’ – se non altro per l’intensità del legame che li unisce – Belle e Sebastien, il bambino e il cane pastore dell’omonima serie televisiva (ma anche cartone animato) tratta dal romanzo di Cécile Aubry. A Romana succede che un giovane, a causa di alcune problematiche familiari e personali, inizia a stare male. A vivere un disagio che, inconsciamente, combatte assumendo cibo senza controllo. Tanto da arrivare a superare i 200 chili di peso e a non riuscire quasi più a muoversi. In questo momento non facile della sua vita capita che i carabinieri del paese più volte debbano andare a casa del trentenne e spesso accade anche che lui venga convocato in caserma. Ed è allora che scatta l’incontro magico. Tra il ragazzo e la cagna Nube – quasi come se avessero dialogato telepaticamente – nasce un legame che ha da subito qualcosa di straordinario. Il giovane racconta ai militari di aver sempre desiderato un cane ma non di non esser mai riuscito ad averne uno per via dei suoi problemi di salute e altre difficoltà. Al comandante della stazione, il luogotenente Marco Catani, non sfuggono quelle parole e – così come raccontato da alcuni abitanti del paese rimasti colpiti dal buon cuore del carabiniere – fa una proposta al trentenne che ben presto si rivelerà anche la sua più grande opportunità di riscatto . Il comandante gli prospetta cioè l’affidamento di Nube per alcune ore o per tutta la giornata. E comunque ogni volta che gli avesse fatto piacere stare con lei. Facile immaginare lo sguardo del giovane, diventato improvvisamente
e luminoso. Il luogotenente pone però alcune condizioni imprescindibili: le passeggiate devono essere costanti, la cagna deve avere la museruola, il giovane deve raccogliere le feci e deve dimostrare quotidianamente l’attività svolta e finalizzata alla riduzione del peso. Il ragazzo, manco a dirlo, accetta e per documentare la propria buona volontà si arma di contapassi digitale e ogni giorno, a fine camminata, i dati registrati sono oggetto di controllo da parte del “superiore”. Il risultato di questo patto ha dell’incredibile: il trentenne ad oggi ha infatti già perso 80 chili, il suo stato di salute è notevolmente migliorato, a tal punto che i farmaci che era costretto ad assumere a causa delle complicazioni dovute al peso, sono stati no stati ridotti. Gli abitanti di Romana hanno fatto il resto, con continui incoraggiamenti e complimenti per la forza e la determinazione dimostrate dal ragazzo. «Una storia – hanno detto alcuni di loro – che ci auguriamo possa incoraggiare tutte quelle persone che, per una serie di motivi, si lasciano andare. Un invito a cercare in loro stessi una ragione per risollevarsi e riprendere in mano la propria vita, per il rispetto di se stessi e delle persone che li amano». Immancabile il grazie ai carabinieri: «Perché giornalmente, anche nei posti più lontani, vegliano su di noi e, come in questo caso, sono in grado di dare una carezza, una parola di conforto o semplicemente di ascoltare un disagio».
13.11.22
tutto chiede salvezza recensione definitiva
leggi anche
- https://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2022/11/tutto-chiede-salvezza-analisi-delle.html
- oppure se le mie recensioni non ti piacciono da https://www.skuola.net/ ecco altrri motivi per vedere la nuova serie Tv su Netflix
Inizialmente ero dubbioso incerto se dover scrivere un altro post aggiornato sulla recensione della serie di netflix tutto chiede salvezza visto che quella precedente si fermava alla recensione - analisi delle prime due puntate oppure modificare il precedente , ora che l'ho vista tutta , mettendoci qualche aggiunta . Ma poi ha prevalso , fncl se capiterà come credo e si verifica ogni volta che scrivo nuovi post in cui aggiorno l'argomento i un precedente post, ci siano meno visualizzazioni rispetto al precedente non aggiornato rispetto al nuovo aggiornato , l'idea di scrivere un nuovo post con la recensione \ analisi globale definitiva visto che ho appena finito di vedere tutta la serie .
Essa è una buona fiction , e credo che sarà difficile per la bellezza e la poesia ( il romanzo da quello che mi hanno detto e le recensioni che ho letto in rete sia ancora più bello ) con cui è stata scritta e con cui tratta un tematica cosi complessa e delicata di un tema considerato fino ai lavori di cristicchi tabù o di nicchia ovvero la questione delle malattie mentali in modo leggero e profondo al tempo stesso, senza sconti e senza ipocrisie che ne venga fatta una seconda stagione senza snaturane la vicenda . Confermo quanto detto da quest articolo di https://www.wired.it/ e quello che ho scritto precedentemente . Essa va fatta vedere , possibilmente parlarne. a scula in una lezione come ha fatto ( vedere parere riportato nel mio post precedente ) l'amico e compagno di strada Cristian Porcino , insomma va fatta magati dandola anche se da vedere con i genitori se si è al disotto dei 14 anni sulla tv pubblica e non in oratio da nottambuli come succede con determinate trasmissioni che nonostante il battage pubblicitario finiscono per essere destinate a diventare di nicchia o pulicoscienza di chi dirige la tv pubblica . Un opera fiera ed indigesta . Toccante . Mi sta aiutando a liberarmi degli ultimi residui della tempestra emotva ed psichica che sto attraversando da questa primavera vedere la " serie di post " anche la
Infatti Ho capito , in quanto mi sono trovato più o meno nella situazione del protagonista che i " normali " sono più matti dei " matti " stessi . Un ottimo cast e un otima recitazione tanto da non sapere dire chi è il più bravo perchè tutti sono stati sublimi ed eccezionali . Ogni con i suoi problemi ed i propri incubi rimorsi ed rimpianti, sensi di colpa , insomma il proprio vissuto con i quali lottano e convivono . Infatti concordo con wired
[...] merita l'appellativo ‘gioiello’, a volte riservato a produzioni molto meno significative. Di un gioiello si tratta, perché riesce a toccare corde nascoste in ognuno di noi. Sì, in ognuno di noi. Perché ‘da vicino nessuno è normale’. La malattia mentale fa paura, respinge, è qualcosa che spesso fingiamo di non comprendere perché, sotto sotto, sappiamo che vive nella mente di tutti, nascosta, pronta a balzare fuori in modo del tutto inaspettato. [...]
Anche s' è passato più d'un mese da quando è sul netflix ed sta scalando le classifiche delle serie più viste preferisco fare , non basta quanto ne ho fatto nel post precedente , troppi spoiler perché lo spettatore dovrà conoscere piano piano, le vicende \ il viaggio interiore come Daniele ( il protagonista ) , i suoi compagni di stanza , i medici e paramedici , e la sua ragazza ne usciranno cambiati . Preparatevi quindi ad innamorarvi di Gianluca, di Mario, di Giorgio e di tutti gli altri personaggi. Ognuno di loro entrerà in punta di piedi (o un pochino meno delicatamente) nella vostra testa e ci rimarrà come sta succedendo a me . Tenete pronti anche i fazzoletti, perché si piange. Eccome se si piange. Ma non perché il modo di raccontare della serie sia del genere artefatto e acchiappalacrime, è l'esatto contrario. È delicato, ironico, vero, fiero ed indigesto Ci sono momenti (le macchinine in fila sul tavolino di Alessandro, il ragazzo in stato catartico , il pigiama del professore, il ricordo di Daniele della madre che lo va a prendere a scuola, il sacchetto di vestiti di Gianluca ) che colpiscono come coltelli nel cuore. e nell'animo Ma al di sopra di tutto c'è un racconto straordinario di empatia, di solidarietà e di unione in un mondo che fa male anche quando tutto sembra “normale”. Quel male di vivere che spesso non viene riconosciuto, viene sminuito. Il mondo dei “pazzi” da tenere lontano perché ci fanno paura e ci fanno paura perché sono come noi. Il punto di vista non è unico, la serie ci dà la possibilità di entrare nelle vite dei pazienti ma anche in quella degli infermieri, dei medici e dei parenti di chi soffre di un disturbo mentale. Non ci sono buoni e cattivi. Solo esseri umani. “Lascia il tuo sguardo libero, non farti raccontare il mondo da nessuno” dice Mario a Daniele. Ed è proprio questo che ci regala Tutto chiede salvezza. Uno sguardo libero che ci permette di capire senza pregiudizi, che ci insegna ad accogliere e a fare quel passo in più per capire che dietro ognuno c'è sempre una storia che merita di essere ascoltata. La serie andrebbe davvero proiettata ovunque, perché i suoi insegnamenti sono preziosi. Scuole, uffici, luoghi pubblici. Dove ci sono persone che ogni giorno affrontano quel mondo che può fare male. Concludo parafrasando la frase finale del film dove il titolo viene spiegato c'è una parola che contiene tutto bellezza ai margini . con questo è tutto alla prossima fiction
P.s
non ho come dicevo ne post precedente bisogno del valium solo due scene drammatiche i cui ho pianto . .....
8.11.22
tutto chiede salvezza analisi delle prime due puntate
Ora non sempre bisogna,soprattutto se si hanno buoni elementi di base e spirito d'osservazione, aspettare la fine d'un opera per esprimere un giudizio o una recensione , anche se pur incompleta. Soprattutto quando si tratta di opere " veloci " e poco scontate ed prevvedibili come questa .
| una scena della serie |
Perché nel momento in cui un uomo mette a disposizione la propria sensibilità, chi ha di fronte si rispecchia e riconosce la propria. Il grande elemento poetico - mi permetto di dire - del romanzo e della serie è che qui nessuno mente. Nessuno passa attraverso convenzioni, non c'è mondo borghese che giochi a nascondere sotto il tappeto. Qui ognuno è semplicemente portatore di una verità. Che spesso è dolorosa ma altre volte è ironica, divertente. È un superpotere che abbiamo tutti. Dobbiamo ricordarcelo un po' di più".
![]() |
| una scena della serie Infatti ancora la stessa fonte "Il Covid è stato una sveglia per molti che non guardavano al proprio mondo interiore", continua l'autore. "Non credo che esista un momento della Storia più adatto [di questo] per la serie. Il mondo, come possiamo ben vedere, vacilla da più parti e lo fa perché tanti uomini, secondo me soprattutto di grande potere, non hanno mai avviato un lavoro vero di dialogo con il loro mondo interiore. La serie semplicemente mostra questo: che esiste un mondo interiore e che ad affrontarlo insieme conviene. Perché affrontarlo da soli pesa troppo. E schiaccia". I personaggi di : Giorgio e madaonnina è come se fossero presi dai film di Verdone e cinico tv \ mery per sempre di Risi . Promette bene . A continuare e finire di vederla è anche la bellissima risposta datemi alla richiesta di un parere , da parte del nostro amico ed utente Cristian Porcino |
Quidi “Tutto chiede salvezza”, anche nella sua versione televisiva, lascia il cuore pieno, e contiene tutta la complessità non tanto del tema della salute mentale, che non può essere stigmatizzata o ridotta a una sola definizione, quanto di quello della vita, così follemente illogica, una nave dei pazzi sulla quale viaggiamo tutti .
Curami - Ccp
- "Yer Blues" dei Beatles
- "Fire and Rain" di James Taylor
- "The Needle and the Damage Done" di Neil Young
- "Wish You Were Here" di Pink Floyd
- "Schizofrenia" di Sonic Youth
- "Grey Walls" di Richard Thompson
- "Lithium" dei Nirvana
- "Brian Wilson" di Barenaked Ladies
- "4st 7lb" di Manic Street Preachers
- "Climbing to the Moon" di Eels
- "Schizofrenia cronica" di Wesley Willis
- "Libro di James" di We Are Augustines
10.9.22
[ fine della quadriologia " anche la malinconia può essere preziosa " ] basta maliconia che si sta trasformando in melanconia . la vita va avanti
Dopo la precisazione veniamo al post conclusivo della triologia sul mio periodo , comune a tutti\e man mano che finsce l'estatre e si avvicina l'autunno o chi come me ha sofferto ed a tratti ne sofffre ancora in quanto essa se non incanalata creativamente e non solo si trasforma in melanconia ( vedere url a fine post ) . Comunque è grazie alla malinconia con tratti di melanconia sta passando o almeno attenuandosi perchp certe dolori per la perdità di amici e parenti ed altre persone care ti rimangono sempre dentro l'autunno , nonostante le giornate s'accorciano e qualche nubifragio qua e l'autuno e la sua frescura tardano ad arrivare . Ora mi chiedo o sono io che adesso sto meglio e sono riuscito a trasformala in creatività come suggerito negli url riportati a fine post oppure la malinconia tipica dell'autunnno non ha avuto efetto . Comunque sia adesso cosi tranquilizzo chi mi ha : scritto \ messaggiato ( sms , wtsapp , messanger , email ) , telefonato , chiesto di persona , sto meglio e che tale uso mi ha aiuto a non pensare troppo ai tristi momenti di quest'estate di .... 💩 di cui ho parlato vedere link sotto nella triologia sulla malinconia . Concludo con questa poesia della poetessa libanese Joumana Haddad
Quando i tuoi occhi incontrano la mia solitudine
Quando i tuoi occhi incontrano la mia solitudine
il silenzio diventa frutto
e il sonno tempesta
si socchiudono porte proibite
e l’acqua impara a soffrire.
Quando la mia solitudine incontra i tuoi occhi
il desiderio sale e si spande
a volte marea insolente
onda che corre senza fine
nettare che cola goccia a goccia
nettare più ardente che un tormento
inizio che non si compie mai.
Quando i tuoi occhi e la mia solitudine si incontrano
mi arrendo nuda come la pioggia
e nuda come un seno sognato
tenera come la vite che matura il sole
molteplice mi arrendo
finché nasca l’albero del tuo amore
Tanto alto e ribelle
Tanto alto e tanto mio
Freccia che ritorna all’arco
Palma azzurra piantata nelle mie nuvole
Cielo crescente che niente fermerà.
vedi post precedenti
https://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2022/08/la-malinconia-puo-essere-preziosa.html
https://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2022/09/autunno-stagione-di-passaggio-la.html
https://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2022/09/verso-la-luce-la-malinconia-puo-essere.html
Melanconia e malanconia differenza e cure
https://www.my-personaltrainer.it/salute/melanconia.html
https://www.psicologodellerelazioni.it/blog_melanconia.php
https://www.thewom.it/lifestyle/selfcare/qual-e-la-differenza-tra-nostalgia-e-malinconia https://www.cure-naturali.it/articoli/terapie-naturali/naturopatia/rimedi-naturali-tristezza.html
https://www.riza.it/psicologia/depressione/3819/malinconia-una-porta-per-la-creativita.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Malinconia
https://www.psicologodellerelazioni.it/blog_melanconia.ph
16.6.22
“Dedico la mia laurea a chi si è suicidato per l’università”: la scelta di Giulia Grasso nel giorno di festa
La speciale dedica di Giulia, laureata a Bari: «A chi ha mollato, a chi si è tolto la vita per l'università»
La 23enne Giulia Grasso, neodottoressa in Lettere Antiche, ha sofferto di ansia durante gli studi: «Mi sono immedesimata in chi ha preferito dire basta. La colpa è anche dei media e all'estero è diverso»

Più e più volte Giulia Grasso, 23 anni, ha pensato di gettare la spugna. L’ansia, le notti insonni, l’emozione a tradirla sul più bello. Alla fine però non ha mollato,
laureandosi mercoledì scorso in Lettere Antiche all’Università di Bari.
Memore delle difficoltà incontrate, tuttavia, ha voluto mettere nero su
bianco sulla sua tesi – «La censura nel cinema italiano da Totò e Carolina a Totò che visse due volte» – una dedica speciale:
«A chi non ce l’ha fatta, a chi ha mollato, a chi non si è sentito
all’altezza, a chi ha trovato solo porte chiuse, a chi non crede più in
se stesso, a chi ha pianto notti intere pensando a quell’esame, a chi
non è riuscito a respirare per l’ansia, a chi si è dato la colpa di ogni
fallimento, a chi ha preferito morire invece che fallire ancora. A me,
che alla fine ce l’ho fatta».
Il post sui social
Sì,
Giulia ce l’ha fatta. Ed è anche riuscita a dare ampio risalto al suo
messaggio. È stata infatti lei stessa a farlo diventare virale su Instagram, con oltre 2.700 «Mi piace» e centinaia di commenti (in continua crescita): «Nessuno parla mai di loro
– ha scritto in riferimento ai destinatari della dedica –. Perché
nessuno pensa mai a chi non ce la fa più, a chi si porta quell’esame
dietro per anni e non perché non studia, ma perché qualcuno ha deciso
che quella domanda sulla nota a piè di pagina di uno dei tre libri da
500 pagine a cui non ha saputo rispondere, vale la bocciatura». E
ancora, come un fiume in piena: «La mia tesi, la mia laurea, tutti i miei sacrifici, li ho dedicati a chi ha passato notti intere a piangere,
notti insonne a domandarsi: “ne vale davvero la pena?”, giornate a
studiare sui libri per poi sentirsi dire che non era abbastanza. Ma non è così».Nelle righe successive Giulia si è poi rivolta direttamente agli studenti in difficoltà: «Non siete l’opinione di uno sconosciuto
– si legge –. Non siete il voto che vi dà un docente che arriva stanco
alla fine dell’appello e vuole tornare a casa. Non siete la performance
che date all’ultimo appello di luglio, dopo aver atteso 10 ore il vostro
turno. Voi siete quel pezzo di focaccia barese che avete bramato per
così tanto. Siete quei fiori che i vostri cari vi danno in mano. Siete i
sorrisi dei vostri amici. Siete i vecchietti che vi fermano per strada
per farvi gli auguri. Siete il profumo di alloro che sentirete per
giorni. Siete la sensazione di libertà che provate quando vedete
l’ultimo esame convalidato sul libretto. Siete l’ultimo sguardo che date
a quel posto che per anni è stato il vostro incubo. Siete tante cose, ma non siete quel fallimento che vi fanno pensare di essere. Perché la colpa non è sempre dello studente. E un bravo docente sa anche questo».
«Mi sono immedesimata in chi ha detto basta»
Se la 23enne è arrivata a maturare queste riflessioni, è anzitutto perché lei stessa ha incontrato determinate difficoltà: «Da persona molto ansiosa quale sono ho sempre vissuto in maniera terribile l'avvicinamento a ogni esame – racconta al Corriere –. Anche io, quindi, mi sono spesso chiesta "Ma chi te lo fa fare?". Anche a me è capitato di essere bocciata solo perché l'emozione dell'esame aveva improvvisamente cancellato tutto quello che avevo studiato. Al momento di scrivere la dedica mi sono quindi immedesimata in chi ha preferito dire basta». A contribuire a questa particolare sensibilità, anche la sua esperienza Erasmus a Zara (Croazia): «Lì mi sono resa conto che le cose non devono per forza andare così – spiega –. L'ho visto nel rispetto che i professori portano nei confronti degli studenti. Nello sviluppo di rapporti che in Italia non ci sono. Poi certo, non faccio di tutta l'erba un fascio: qui per esempio mi sono trovata molto bene con il mio relatore Federico Zecca, ma dovrebbe trattarsi della regola, non dell'eccezione».
La pressione del confronto
A giudizio di Giulia, a contribuire al problema è anche il mondo dei media: «Sui giornali capita spesso di leggere di studenti che si laureano più volte e/o in tempi record – osserva –. Questo tipo di confronto crea molta pressione, perché ognuno ha i suoi tempi e le sue difficoltà. Penso per esempio a chi ha ridotte disponibilità economiche ed è costretto a lavorare per permettersi gli studi». Pensieri evidentemente condivisi anche da numerosissimi utenti del web: «Sono stati gentilissimi, mi sento davvero grata per tutti i commenti ricevuti – dice –. Qualcuno mi ha perfino scritto raccontandomi la sua storia».
Futuro in Inghilterra?
Nel futuro della neolaureata potrebbe esserci ancora l'estero: «Ho il pallino della scrittura e mi piacerebbe diventare una giornalista o un'insegnante. Sto già scegliendo la magistrale, ma non essendomi trovata bene in Italia sto valutando l'opzione di studiare nuovamente fuori. Per via della lingua mi piacerebbe trasferirmi in Inghilterra, ma la Brexit e il costo delle università locali sono ostacoli non da poco. Si vedrà». Forte di aver perseverato fino in fondo, non c'è sfida che ora senta di non poter affrontare.
16 GIUGNO 2022 10:58
“Dedico la mia laurea a chi si è suicidato per l’università”: la scelta di Giulia nel giorno di festa Giulia Grasso, 23 anni, si è laureata in Lettere Antiche all’Università di Bari. La studentessa ha dedicato la sua testi ai colleghi universitari di tutta Italia: “A chi non ce l’ha fatta e si è tolto la vita per gli esami. Non siete il fallimento che vi fanno credere di essere”
A cura di Gabriella Mazzeo
Una dedica per tutti coloro che non ce l'hanno fatta, ma anche per tutti gli studenti che ancora stanno cercando la loro strada. Giulia Grasso, 23 anni, si è laureata nella giornata di mercoledì scorso in Lettere Antiche all'Università di Bari. Memore delle difficoltà incontrate sul suo cammino, ha voluto mettere nero su bianco una dedica speciale. "A chi non ce l'ha fatta, a chi ha mollato, a chi non si è sentito all'altezza e a chi ha trovato solo porte chiuse – ha scritto Giulia sui social network -. A chi non crede più in se stesso, a chi ha pianto notti intere pensando un esame e a chi si è dato la colpa di ogni fallimento".
Il messaggio della 23enne è diventato virale su Instagram con oltre 2.700 "Mi Piace" e centinaia di commenti. Nella sua dedica, Giulia fa riferimento anche alle decine di studenti che si sono tolti la vita a causa del libretto universitario. "Siete tante cose – ha scritto – ma non siete quel fallimento che vi fanno credere di essere. Nessuno pensa mai a chi non ce la fa più e si porta l'esame dietro per anni non perché non studia, ma perché qualcuno ha deciso che quella domanda sulla nota in fondo alla pagina vale la bocciatura". "Non siete l'opinione di uno sconosciuto – ha continuato la neolaureata – né il voto che vi dà un docente stanco alla fine dell'appello o la performance dell'ultimo esame di luglio. Siete quei fiori che i vostri cari vi danno, i sorrisi dei vostri amici, i vecchietti che vi fermano per strada per farvi gli auguri e il profumo di alloro che sentirete per giorni. Siete la sensazione di libertà che si prova quando viene convalidato anche l'ultimo esame sul libretto.
Siete l'ultimo sguardo che date a quel posto che per anni è stato il vostro incubo. La colpa non sempre è dello studente e un bravo docente sa anche questo". La neolaureata ha poi sottolineato di aver incontrato molte difficoltà sul suo cammino. Ha raccontato al quotidiano Corriere della Sera di essere molto ansiosa e di aver vissuto in maniera terribile l'avvicinarsi di ogni esame. "Mi sono spesso chiesta perché lo stessi facendo. Anche a me è capitato di studiare ed essere bocciata solo perché l'emozione aveva improvvisamente cancellato tutto quello che sapevo – ha dichiarato -. Quando ho scritto la dedica mi sono immedesimata in chi ha detto basta. Sui giornali capita spesso di leggere di studenti che si laureano in tempi record o che iniziano a lavorare giovanissimi. Questo tipo di confronto crea pressioni perché nella vita reale ognuno ha i suoi tempi e le sue difficoltà". Dopo la laurea, Giulia Grasso ha intenzione di raggiungere l'Inghilterra. "Sto scegliendo la magistrale, ma non essendomi trovata bene in Italia sto valutando l'opzione di studiare fuori. Mi piacerebbe trasferirmi in Inghilterra ma la Brexit e il costo delle università sono ostacoli non da poco".Inaugurata l'8 maggio nella libreria Bardamù di Tempio Pausania in piazza Gallura la nuova mostra personale dell'artista tempiese "Ogni cosa è un segnale" di Gavino Ganau
Ganau (Tempio Pausania, 1966) è oggi uno dei pittori sardi più riconoscibili per rigore formale, atmosfere sospese e una poetica dello sguar...
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ecco come dicevo nel titolo perchè guarderò anche le paraolimpiadi .In attessa d'esse un nuovo sunto con aggiunte a qua...
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iniziamo dall'ultima news che è quella più allarmante visti i crescenti casi di pedopornografia pornografia...
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Come già accenbato dal titolo , inizialmente volevo dire Basta e smettere di parlare di Shoah!, e d'aderire \ c...







