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3.4.26

L’uovo di Pasqua da discount che sta sfidando i più famosi e costa solo 7 euro

da. gambero rosso


Questa Pasqua 2026 ci sta riservando una sorpresa del tutto inaspettata. Un’azienda dolciaria della provincia di Avellino ha lanciato sul mercato – sia a marchio proprio che in private label con Eurospin – un uovo di cioccolato bigusto che s’ispira alle più note uova pasquali a doppio strato. L’uovo sta letteralmente spopolando tra gli scaffali del discount e tra i social, riscontrando un successo clamoroso (per chi ama le colombe, invece, qui la nostra classifica). Abbiamo intervistato Martina Oliviero, responsabile commerciale della Oliviero Dolciaria di Monteforte Irpino che produce l’uovo di cioccolato più desiderato del momento.





                                         Martina e Annachiara Oliviero


Quando il private label viene fatto con serietà


C’è sempre un po’ di titubanza quando entrando nei discount troviamo tra gli scaffali prodotti che imitano quelli originali delle grandi marche. Nulla di più normale, considerando che seppure la produzione in private label segue criteri rigidissimi, non è raro in fase di assaggio restare delusi. Questo accade per diverse ragioni, la prima è che spesso le aziende alimentari che producono per conto terzi, scelgono di destinare specifiche linee produttive a queste commesse nelle quali vengono utilizzate materie prime diverse, spesso di qualità inferiore proprio per rispondere all’esigenza che sta alla base dell’offerta dei discount: vendere prodotti a costi più bassi. Ecco, nel caso dell’uovo bigusto prodotto da Oliviero e distribuito da Eurospin sfatiamo subito questo mito: no, non nasce da linee dedicate e men che meno viene prodotto con materia prima diversa da quella utilizzata nella produzione delle uova Olviero “autentiche”. La dottoressa Martina Oliviero su questo aspetto è chiarissima e perentoria «Prendiamo il cioccolato da un’azienda della provincia di Perugia ed è lo stesso che utilizziamo per tutte le referenze che escono dai nostri poli produttivi».





Semplicemente – si fa per dire – la Oliviero Dolciaria ha fatto una scelta molto chiara che è quella di puntare sempre e solo alla qualità a prescindere da quale sia il nome che finisce sugli scaffali. E nel caso specifico dell’uovo pasquale, in un mercato dominato da icone intoccabili il bigusto di Oliviero compie l’impresa più difficile: non solo non fa rimpiangere l’originale, ma lo sfida sul piano della struttura. Se il prodotto più noto punta tutto sulla cremosità, qui a colpire è la croccantezza del cioccolato, una consistenza tenace che convince sin dal primo assaggio.
Il doppio strato – esternamente cioccolato al latte e internamente cioccolato bianco – è molto compatto e questo si percepisce sin dalla rottura dell’uovo. Passando all’assaggio, il cioccolato non cede ad una eccessiva scioglievolezza e restituisce una buona tenacità strutturale fino al momento della masticazione. La ragione di questa croccantezza persistente che noi abbiamo particolarmente gradito, ce lo spiega nel dettaglio la dottoressa Oliviero «usiamo solo vero cioccolato, niente oli vegetali, niente surrogati,niente creme nel rivestimento interno. E questo non solo determina quella croccantezza, ma anche una pulizia di gusto in fase di degustazione». Lo diciamo fuori dai denti: chi gradisce una dolcezza misurata potrebbe addirittura preferire l’uovo di Monteforte Irpino a quello più noto!






Chiarita la questione della qualità, un altro nodo che chiediamo a Martina Oliviero di sciogliere è quello del costo. Com’è possibile che un prodotto di qualità come il loro uovo di cioccolato bigusto sia in vendita a € 6.99 nel formato da 340 grammi? Ed anche qua, la dottoressa Oliviero ci fornisce delle spiegazioni chiare ed inconfutabili “abbiamo fatto delle scelte strategiche molto nette, quindi investimenti minimi in marketing e comunicazione. Non abbiamo un ufficio marketing interno”, ammette la Oliviero, «facciamo tutto noi.
Preferiamo investire nelle tecnologie produttive e nella materia prima». Un altro costo ammortizzato per dare priorità assoluta alla qualità della materia prima è quello relativo alle sorprese, all’interno si trovano piccoli gadget come calamite o gomme per cancellare colorate: nulla di particolarmente esaltante, lo riconosciamo. Ma del resto, capita spesso di restare delusi dal cadeau anche scartando le uova più blasonate, qua almeno ci si consola con il cioccolato




Oltre 100 anni di storia
L’azienda Oliviero, sebbene in questi giorni per qualcuno possa rappresentare una scoperta, ha in realtà ha una storia molto lunga iniziata nel 1910. Nasce infatti come una piccolissima attività artigianale grazie all’intraprendenza di Fortunato Oliviero, che fondò un primo laboratorio nei pressi del santuario di Montevergine dove produceva per lo più il torrone che spesso acquistavano i pellegrini lungo il cammino. La svolta definitiva ci sarà nel 1985, quando Filippo Oliviero – papà di Martina e di Annachiara, lei tecnologa alimentare che in azienda si occupa di ricerca, sviluppo e qualità – rileva l’azienda insieme ai fratelli e la potenzia dal punto di vista tecnologico e strutturale. Attualmente l’azienda ha due stabilimenti produttivi, sfiora i 30 milioni di euro di fatturato annuo ed ha un organico composto da oltre 180 dipendenti.

31.1.24

Da dove viene l’acqua minerale venduta dall’Eurospin? Sempre più consumatori hanno notato somiglianze con il celebre marchio, con una differenza però sostanziale nel prezzo GENNAIO 27, 2024 2 MINUTE READ NO COMMENTS Acqua Sant’Anna e acqua Blues dell’Eurospin, cosa hanno in comune? Tutto Sempre più consumatori hanno notato somiglianze tra i due marchi, con una differenza però sostanziale nel prezzo. Ecco perchè di Redazione Food Affari Italiani Acqua Sant’Anna e acqua Blues dell’Eurospin, occhio alle etichette. Ecco perchè Se c’è un alimento di cui l’essere umano non può fare a meno è l’acqua. Che sia naturale o frizzante, che la sia compri in bottiglia o la si prenda naturalmente dal rubinetto, bere acqua è indispensabile per il nostro organismo. Non sempre però, nel caso la si acquisti al supermercato, è possibile trovare acqua a buon mercato. Molti marchi, soprattutto in questo periodo di grande inflazione, hanno aumentato i prezzi. Ma ci sono dei trucchi per avere acqua di qualità a prezzi vantaggiosi. Basta leggere le etichette, in particolare nei discount. Uno dei casi più clamorosi, che molti consumatori hanno osservato, è quello che riguarda l’acqua Blues dell’Eurospin e l’Acqua Sant’Anna. Se si vanno a leggere le etichette dei due brand infatti, si capisce subito che le due bottiglie hanno delle caratteristiche in comune. L’acqua minerale Sant’Anna e l’acqua Blues di Eurospin sono entrambe minimamente mineralizzate, hanno cioè un residuo fisso inferiore ai 50 mg/l. Ma perché tutte queste somiglianze? La risposta è molto semplice: entrambe le acque sgorgano dalla stessa sorgente, la fonte Rebruant, che si trova a 1950 metri di quota sulle Alpi cuneesi, e sono imbottigliate da Fonti di Vinadio. L’unica cosa che cambia è il prezzo. Se una bottiglia da 1,5 litri di acqua Sant’Anna costa 0,44 euro (pari a 0,29 €/l), lo stesso formato di acqua Eurospin Blues minimamente mineralizzata costa 0,25 euro (meno di 0,17 €/l). La differenza è circa l’80%. Appare piuttosto chiaro quindi che ci troviamo di fronte a due acque pressocchè identiche, che sgorgano dalla stessa sorgente e sono imbottigliate dalla stessa azienda. In questo caso possiamo proprio dire che la differenza di prezzo che si paga alla cassa è dovuta ad un unico fattore: il marchio.

 il  caso    è Acqua Sant’Anna e acqua Blues dell’Eurospin,   è  solo la  punta  dell'icerbeg  succede  con tutte le  acque  a  marchio .  cosa hanno in comune? Tutto. Sempre più consumatori ( ovviamente    quelli attentiu  )  avranni   notato somiglianze tra i due marchi, oltre a   una differenza però sostanziale nel prezzo. Ecco perchè

da  Redazione Food Affari Italiani



3.6.22

Firenze, contro il caro-vita i condomini si uniscono per fare la spesa collettiva al Mercato delle opportunità di Novoli

 

Il presidente Mercafir: "Gli acquisti di gruppo sono la novità: il flusso è cresciuto, abbiamo mille accessi giornalieri per frutta e verdura scontata". E chi è in difficoltà per il rialzo dei prezzi si orienta anche sui discount: "Vado dove ci sono offerte"




Arrivano ogni settimana con i suv all'ingrosso di Novoli e caricano cassette su cassette di frutta, verdura, anche pesce a un terzo dei prezzi di negozi e supermercati. La scorta di cibo per tutto il condominio o da spartirsi tra vicini. "Le spese di gruppo sono la novità degli ultimi mesi. Per una famiglia tutta quella merce invenduta, ancora fresca e ottima ma per qualche giorno, sarebbe troppa - racconta Giacomo Lucibello, presidente di Mercafir e del Mercato delle opportunità gestito dalla Misercordia -. Tocchiamo i mille ingressi giornalieri, un flusso cresciuto. Di clienti fissi, con grandi auto".

Fila all'Europsin
Fila all'Europsin 

C'è un via vai di studenti e famiglie, oltre che di associazioni e mense. Gli sconti del Mercato dell'ortofrutta, aperto ai cittadini il martedì e il venerdì pomeriggio, sono una via d'uscita all'inflazione al 6,9% registrata a maggio dall'Istat (+7,5% sui prodotti alimentari). Un'altra exit alla morsa è la spesa nei discount della città: chi ha un affitto, come Silvia Lepri, 66 anni e operaia, anche con un contratto regolare e stabile sta "attenta ai 20, 30 centesimi". "Non sembra ma tutto alla fine pesa. La busta paga copre la casa, la benzina, altre spese essenziali. Restano i risparmi", calcola mentre accompagna all'Eurospin di via Pistoiese l'amica Graziella Festino, pensionata. Che a 79 anni, vedova, non nasconde "di aver riscosso oggi la pensione ed esser corsa a far la spesa. 400 euro di gas, più telefono e luce: cosa ti resta? Vivo da sola in una casa popolare. Questa nuova crisi non ci voleva, anche mio figlio soffre per il caro affitti".

Silvia Lepri
Silvia Lepri 

La coperta è sempre più corta, la spesa uno slalom per accaparrarsi le occasioni. Ormai si centellina tutto, anche a inizio mese. "I dolci per i bambini al discount, la frutta la mercato. Il resto a seconda dei volantini. Serve più tempo, oltre che più denaro - spiega Daniel, operatore sanitario 50enne con tre figli - altrimenti pagherei circa il 45% in più. L'olio di girasole a 3-4 euro è l'emblema di questa guerra. Non bastava la pandemia, quanto abbiamo rischiato negli ospedali". Con lo stipendio Daniel non coprirebbe le spese da padre di famiglia, arrotonda con dei lavoretti. Elisabetta, 57 anni, separata con 300 euro di assegno dall'ex marito, è arrivata a "comprare di meno, anche per mangiare. Mia figlia ha interrotto gli studi all'università per trovarsi un impiego. Non c'era alternativa", commenta mentre carica in auto una busta di spesa.

Alessandro Galli
Alessandro Galli 

I carrelli sono mezzi vuoti, prodotti di catene come Esselunga, Coop, Conad, nonostante gli sconti, sono considerati cari da chi "conta il centesimo". "Ma rincari ne abbiamo anche noi. Gli ingressi sono in aumento ma capita che i clienti si lamentino alle casse", notano gli addetti dei punti vendita di Lidl ed Eurospin. Unicoop Firenze in questo periodo dà 5 euro di buono spesa per ogni 15 euro di acquisti "il 33% di sconto. L'inflazione è molto forte, la difficoltà collettiva. Teniamo il più possibile i prezzi bloccati, ma mancano diverse materie prime - precisa il responsabile Relazioni esterne Claudio Vanni - e su alcuni articoli il rialzo è inevitabile".

Si controlla il costo di frutta e verdura al chilo. Si valuta. Poi semmai si acquista. Lavorare per mangiare non è più una questione di classe. "Per la spesa mi aggiorno sempre anche su Internet, soprattutto sui social media per un consumo responsabile e sostenibile - racconta Alessandro Galli, rappresentante 34enne a caccia di offerte tra gli scaffali della Lidl di via Baracca - per lavoro so bene che tutto ora costa di più. Noi giovani d'altronde, con l'acqua alla gola da sempre, sappiamo risparmiare". Anche Elena, 46 anni, "misurava tutto prima e ora più che mai. Faccio il giro dei supermarket come dei benzinai. L'ultima sorpresa- chiosa mentre imbraccia il carrello - è una crema all'aloe schizzata da 6 a più di 9 euro".

Maryna Korshun La ex bambina di Chernobyl che vive a Lanusei per amore di un figlio

Dopo  aver letto lo speciale  dell'inserto LA LETTURA del  corriere della sera    della scorsa settimana  (   trovate qui   sul  nostro ...