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1.3.26

altro che giochi elettronici c'è la cacia al tesoro il caso di mario corongiu di isili e il suo gruppo

 


 Dopo sette anni il numero di partecipanti alla Caccia al tesoro della Sardegna continua ad aumentare. Oltre mille le persone che si cimenteranno nella settima edizione di un gioco che ormai sembra essere il

più grande dell’isola e che si svolgerà dal 13 al 26 marzo prossimo.A spiegare il motivo di tanto successo è il presidente dell’associazione culturale "Gitaneris” che organizza l’ormai tradizionale appuntamento, Mario Corongiu, ex vigile urbano, 66 anni: «È un gioco che permette di viaggiare in lungo e in largo nell’isola, e di socializzare».

Come è nata?
«Per pura passione. Prima solo a Isili, poi si è diffusa in tutta la Sardegna».

Voglia di socializzare ai tempi dei social?
«Si, le persone desiderano uscire di casa, si ritrovano nei luoghi più disparati, membri di diverse squadre, a cercare lo stesso indizio, talvolta si aiutano».

Sono nate degli amori, delle amicizie?
«Più che amori delle amicizie e ci sono tanti aneddoti legati a questo gioco, come per esempio la cantante Maria Luisa Congiu che ad Oliena ha fatto un selfie con il simbolo della prova posto nella sua officina oppure abbiamo fra i partecipanti la vice comandante dei Vigili del Fuoco di Sassari».

Tensioni fra le squadre da far temere per la buona riuscita della manifestazione?
«Tra loro c’è solo una sana competizione come fra l’altro c’è anche all’interno stesso delle squadre».

Il più giovane e il più vecchio dei partecipanti?«Nella precedente edizione abbiamo avuto l’ultra centenario di Nurallao che partecipava nella squadra della figlia e un bimbo di qualche mese con mamma e babbo».

Un successo?
«Attualmente le squadre iscritte sono tredici ma stiamo aspettando delle nuove iscrizioni visto il grande interesse che ruota attorno al gioco anche da parte di chi non ha mai partecipato e vorrebbe cimentarsi nella gara».

Quanti i paesi coinvolti?

«Abbiamo squadre da tutta la Sardegna, Lodè, Busachi, Bosa, Macomer, Cagliari, Isili, Villanova Tulo, Orroli, Nurri, Nuragus e Torralba, ma stiamo mettendo in contatto tra loro persone di Villagrandre, Oristano, Giba, Guspini perché facciano una squadra variegata».

C’è una quota di iscrizione?

«Sì, viene quantificata di anno in anno, su queste basiamo il montepremi ma quest’anno non abbiamo ancora definito l’importo».

Come nascono le prove?
«Scegliamo un argomento che possa essere comune a tutti i territori della Sardegna, per esempio negli anni passati sono stati il cavallo, i sindaci donna, lo sport, il canto, i santi».

In quanti lavorate all’organizzazione? E cosa vi spinge a continuare?

«Siamo un gruppo ristretto che deve sudare per girare tutta la Sardegna proprio perché partecipa gente di ogni zona, a guidarci è la passione, iniziamo a lavorare da settembre».

Come riuscite a mettere gli indizi nelle zone più disparate? Temete che qualcuno vi segua?
«Ci spostiamo in orari particolari, cerchiamo poi di fare più cose in un giorno solo. Non c’è motivo che i partecipanti ci seguano, c’è onestà da parte delle squadre e poi se un simbolo fosse cancellato la prova verrebbe annullata e nessuno se ne avvantaggerebbe».       

22.1.26

Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio Bianco puntata LXVIII : CI VUOLE PRUDENZA ANCHE NELLA SCELTA DELLE AMICIZIE +Educazione emotiva nelle amicizie ?

 Ancora una volta vogliamo invitarvi alla prudenza, questa volta riferendoci al criterio con cui scegliere le amicizie. Dovete ricordare che non tutte le persone che si professano amiche hanno intenzioni sincere o si dimostreranno leali nel momento del bisogno. Questo è un promemoria per valutare le persone non solo in base alle loro parole, ma anche alle loro azioni e al tempo. Non date per scontata la sincerità di chi si professa vostro amico. Una persona può comportarsi in modo amichevole, ma avere intenzioni diverse. L’amicizia si dimostra coi fatti.
Per scoprire se un amico è affidabile, dovete osservare il suo comportamento nel tempo e in diverse situazioni. L’a#dabilità si dimostra con azioni concrete.Osservatene la coerenza tra parole e azioni. Mantiene le promesse, per esempio? Se dice che farà una cosa, la fa davvero? Le persone affidabili rispettano gli impegni presi.È puntuale? Rispe!are il tempo altrui è un segno di rispetto e addabilità. I ritardi e le scuse indicano inaffidabilità.Valutate la sua presenza nei momenti diffcili, perché il vero banco di prova dell’amicizia è la difficoltà. C’è quando avete bisogno di aiuto? Un amico $dato non scompare quando avete un problema o una crisi: offre supporto emotivo o pratico senza che voi dobbiate elemosinarlo.Festeggia i vostri successi sinceramente? Un amico leale non prova invidia, ma gioisce per la vostra felicità e i vostri traguardi. Testate la sua discrezione e la sua riservatezza, che sono legate all’affidamento che potete fare su di lui. Condividete con lui informazioni personali o confidenze delicate. Un amico affidabile non userà mai quelle informazioni contro di voi né le spiffeererà ad altri.Fate a"enzione a come parla delle altre persone quando non sono presenti. Chi spe!egola con voi, farà lo stessso su di voi con altri. Infine, analizzate l’equilibrio della relazione, che deve essere reciproca e mai a senso unico. In questo modo saprete su chi poter contare nella malaugurata ipotesi in cui doveste essere vittime di un’aggressione.

Ora    ad  una prima lettura    sembra  che      quest  articolo dello specialista antiagressione   Antonio Bianco sia  uno  di quelli   scritti   quando non si  ha  niente  da  dire  . Ma    rileggendo     c'è  da dire  che   considerare i femminicidi nella scelta delle amicizie è parte di una più ampia consapevolezza dei segnali di rischio legati a comportamenti violenti o di controllo nelle relazioni interpersonali. Non si tratta di selezionare amici solo sulla base del rischio di femminicidio, ma di sviluppare attenzione verso atteggiamenti di possesso, controllo ossessivo o mancanza di rispetto per l’autonomia altrui, che possono manifestarsi anche in contesti non romantici e che riflettono dinamiche più ampie di violenza di genere.
Ecco alcuni punti chiave da considerare:
  • Riconoscere i segnali di abuso e controllo precoce: Individui che mostrano comportamenti eccessivamente possessivi, gelosia patologica, tentativi di isolamento sociale o manipolazione emotiva possono essere potenzialmente a rischio di sviluppare condotte violente in altre relazioni. Un'amicizia sana si basa su rispetto reciproco, fiducia e autonomia individuale.
  • Comprendere le origini dei comportamenti violenti: I femminicidi, come indicano gli studi psicologici e sociologici, spesso derivano da combinazioni di mascolinità tossica, percezione di controllo sulla vita altrui, disturbi della personalità o modelli appresi di violenza in famiglia. Essere consapevoli di certi atteggiamenti nei propri amici può aiutare a prevenire situazioni di abuso.
  • Educazione emotiva e relazionale: La scelta delle amicizie può essere guidata da criteri di sicurezza emotiva e rispetto reciproco. Circondarsi di persone empatiche, comunicative e rispettose delle libertà individuali sostiene non solo la propria serenità, ma anche la creazione di reti sociali più sicure.
Attenzione    a  nn confondere prudenza con pregiudizio in  quanto    non sempre  tutte le manifestazioni di disagio emotivo o difetti di carattere indicano pericolo di femminicidio. L'attenzione deve concentrarsi su modelli coerenti di comportamento coercitivo o violento, senza generalizzare o stigmatizzare.
In sintesi, monitorare i segnali che possono precedere forme di violenza, anche indiretta, è utile in qualsiasi tipo di relazione, comprese le amicizie. Una selezione consapevole delle relazioni permette di proteggere se stesse e di promuovere ambienti sicuri, basati sulla reciproca dignità e rispetto. La prevenzione del femminicidio passa anche dalla capacità di riconoscere comportamenti tossici prima che degenerino in situazioni pericolose.
 quindi    mi.  chiedo    Educazione emotiva nelle amicizie? ecco  cosa    mi  ha   giustamente      riposto la IA  di Bing  
L’educazione emotiva rappresenta un pilastro fondamentale nello sviluppo delle relazioni interpersonali, comprese quelle amicali, contribuendo a prevenire comportamenti violenti e a promuovere il benessere sociale e psicologico. La sua importanza si amplifica in contesti sensibili come la prevenzione dei femminicidi e della violenza di genere.
1. Educazione Emotiva e Relazioni Amicali
Consapevolezza e gestione delle emozioni: Apprendere a riconoscere ed esprimere le proprie emozioni permette agli individui di comprendere anche quelle degli altri, favorendo empatia, ascolto attivo e rispetto reciproco.
Regolazione dei conflitti: Competenze emotive avanzate contribuiscono a gestire dissapori e fraintendimenti senza ricorrere all’aggressività o alla coercizione.
Sviluppo di relazioni significative: Le amicizie basate su rispetto, fiducia e comprensione emotiva forniscono un ambiente protettivo che riduce l’isolamento e il rischio di comportamenti problematici.
2. Collegamento con la Prevenzione dei Femminicidi
Educazione affettiva precoce: Insegnare ai bambini e agli adolescenti a riconoscere e rispettare i confini altrui, a comunicare apertamente e ad esprimere emozioni in maniera sana promuove relazioni non violente (4, 7).
Sviluppo dell’empatia e rispetto reciproco: La capacità di mettersi nei panni degli altri riduce atteggiamenti dominanti o coercitivi, che sono spesso alla base dei fenomeni di violenza di genere.
Contrastare stereotipi di genere e dinamiche di potere: L’educazione emotiva consente di riconoscere e sfidare schemi culturali che giustificano la sopraffazione, aprendo la strada a relazioni più eque.
Strumenti pratici e metodologie: Tecniche come il circle time, i giochi di ruolo, lavori di gruppo e attività di riflessione emotiva permettono agli studenti di sperimentare empatia, cooperazione e gestione dei conflitti (4, 7, 5).
3. Benefici Trasversali
Miglioramento della salute mentale e benessere complessivo; riduzione di ansia, depressione e aggressività (5, 6).
Rafforzamento del senso di responsabilità personale e sociale, rendendo gli individui maggiormente consapevoli dei propri comportamenti e delle loro conseguenze.
Creazione di contesti sicuri e inclusivi, sia scolastici sia sociali, capaci di promuovere la crescita emotiva continua.
Conclusione
L’educazione emotiva nelle amicizie e nelle relazioni interpersonali non è solo uno strumento per migliorare la qualità dei legami, ma costituisce una strategia essenziale per prevenire forme di violenza, inclusi i femminicidi. Coltivare competenze emotive, empatia e consapevolezza del proprio e altrui vissuto emotivo sin dalla giovane età contribuisce a costruire comunità più rispettose, sicure e solidali. Investire in programmi di educazione affettiva rappresenta pertanto un intervento educativo, sociale e culturale di primaria rilevanza.

Riferimenti principali:
Santagostino Psiche, Educazione affettiva: perché è utile 
Marisa De Domenico, L’educazione emotiva a scuola: un bene di prima necessità  da   https://www.psinfantile.com/psicologia-scolastica/leducazione-emotiva-a-scuola/

4.1.16

Le ZeroSculture di Maurizio Petrucci



 Maurizio Petrucci Classe 1957, livornese,  è scultore e ceramista. All’attivo ha svariati premi prestigiosi ed è impegnato anche nel sociale, soprattutto in occasione della Giornata della Memoria. Eclettico, è anche un fan di Renato Zero di vecchia data, e molte sue sculture sono ispirate alle canzoni dell’artista romano. L’abbiamo intervistato. 
1) Qual è la tua formazione? 2) Ho frequentato l'Istituto Statale d'Arte di Pisa , dove mi sono diplomato Maestro d'arte nel 1976. La passione per modellare l'ho avuta sin da piccolo, quando usavo la mollica di pane impastata con l'acqua. Ho scoperto la ceramica al Villaggio scolastico di Corea, il mio quartiere di Livorno, dove ho poi insegnato la manipolazione dell'argilla ai bambini diversamente abili. Dal 1986 ho aperto il mio laboratorio LabroArte dove lavoro e insegno ceramica ai miei allievi. 3) Hai uno stile artistico preferito ? 4) Il mio stile è il figurativo. Cerco di rappresentare l'essenza di quel che osservo e sento , la vera identità dell'uomo che fa fatica a uscire fuori allo scoperto. Con l'argilla cerco di fermare un'emozione dandole forma nell'espressione di un volto. 5) Ti ispiri a qualcuno? Quali sono i tuoi soggetti preferiti ? 6) Cerco di interpretare il rapporto dell'uomo con la vita , il rapporto dell'Io con gli Altri, in un percorso che conduce al vero fine, la libertà. In questo le canzoni di Renato Zero sono per me una fonte inesauribile di emozioni e mi offrono spunti di riflessione e nuovi stimoli.



 7) Quando è nata la tua passione per Renato Zero ? 8) Incontrai Renato per la prima volta nel 1978 prima del concerto di Mina, mi piacevano i suoi testi per niente banali e molto veri. È un autentico osservatore. Mi ha spronato spesso a insistere nel mio lavoro, mi stima – ama in particolare “Ti lascio libera” - e questo mi riempie d’orgoglio. 9) Quali sono le tue canzoni preferite? 10) Ho cercato di mettere le sue canzoni in scultura, reinterpretando la sua poesia dalle prime canzoni : “L'equilibrista”, “No mamma no”, “Qualcuno mi renda l'anima”, “Manichini”, “Ho Dato”, “I migliori anni della nostra vita”. Ancora oggi , con i nuovi testi , mi sorprende sempre come la prima volta. Le mie Zerosculture e i miei dipinti di "Zero in ... Ceramica" sono un modo di ringraziare Renato per tutta la sua poesia e amore che ci ha regalato da sempre e che ancora ci dona. 11) A quale tua opera a lui ispirata sei più affezionato e perché? 12) All'ultima che ho fatto , “Il Principe dell'Eccentricità”. Di solito non rappresento direttamente Renato nelle mie sculture, ma le sue canzoni. In questa opera ho racchiuso la sua essenza.
 Giuseppe Scano












 

prendessero i dellinquenti veri e non chi si cura producendosi la cannabis . Il caso di Mario olianas 10 anni di processi sempre assolto

Mario Olianas, affetto da una grave patologia cronica, ha coltivato cannabis nel suo giardino per uso terapeutico. Olianas ha già ottenuto t...