Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta cinepanettone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cinepanettone. Mostra tutti i post

4.1.26

Il peggior Zalone ? Recensione di Buen Camino

  Ieri sera    no  sapendo che    fare     sono    andato   a  vedere , nono stante  ne   abbia  sentito parlare  male   o  come   niente  d'eccezionale     l'ultimo film    di Checco  Zalone . Infatti  rispetto ai  precedenti    posso confermare  che rispetto ai precedenti   è un  film senza  infamia  e  senza   lode  ,    senza  sale  ,   non  è   un  film  , anche  se    si avvicina    da  escapismo  escatologico  . Infatti  : <<  [...]
Non è perfetto questo film, non è né un trattato di pedagogia, né Vangelo, tantomeno è destinato a entrare nei manuali di storia del cinema. Sta in una categoria differente: è cinema popolare (e anche qui l’aggettivo non è negativo), parla a molti (dispiace?), riempie le sale e suggerisce una riflessione su alcuni valori. È una nuova via della oltremodo celebrata commedia all’italiana: come è accaduto per quei film che ora consideriamo pilastri culturali del nostro comune sentire, anche al giudizio su quest’opera serve una giusta distanza temporale e meno schizzinosa superficialità, affinché se ne possa apprezzare il giusto valore. Molte delle critiche mosse al film di Zalone sembrano essere le stesse allora rivolte a registi definiti a suo tempo leziosi e disimpegnati ma oggi venerati come maestri.Le vette della settima arte stanno certamente altrove, ma passare 90 minuti piacevoli durante i giorni di riposo delle festività natalizie, maturando qualche buona riflessione e contribuendo alla sopravvivenza di presidi culturali fondamentali come sono le sale cinematografiche, non sono esperienze da buttare in questi tem >> (   dal settimanale   famigliacristiana  più  precisamente qui  )   . Infatti  Se   lo  si  paragona  ai precedenti     questo  è  per  me   è  forse   uno  dei  peggiori     di Zalone  che  ho visto   . 
 Almeno  negli altri  si  rideva  ,  qui  no  e   se   si  ride lo si fa   per  non piangere cioè     non ride  spontaneamente  ma   forzatamente    . Infatti    non biasimo  questa  recensione  \  stroncatura 

 parziale  in quanto  la  live   integrale   e  per  abbonati    La replica integrale della diretta è in anteprima per gli abbonati di WesaChannel (con la chat salvata e senza pubblicità  )  che  può essere   recuperarta qui https://youtube.com/live/OBfcWjQ7EWc .
Zalone  come  sempre  ha  dimostrato di saper catalizzare l’attenzione del pubblico come pochi altri titoli, trasformandosi in veri e propri fenomeni sociali e culturali, oltre che in successi economici senza precedenti. Nel luglio di quest’anno, era stato il medesimo  a svelarne l’uscita durante la presentazione del listino Medusa a Ciné - Giornate di Cinema di Riccione, confermando così le indiscrezioni che circolavano già da tempo. Ma c’è un dettaglio che ha contribuito ad alzare ulteriormente l’attesa: la regia di Buen Camino è tornata nelle mani di Gennaro Nunziante, storico collaboratore che aveva diretto tutti i film precedenti del comico pugliese tranne Tolo Tolo, girato da Zalone stesso. Un ritorno che ha dunque segnato la ricomposizione di una coppia creativa capace di battere ogni record e che si è ritrovata, ancora una volta, a riportare milioni di spettatori al cinema proprio sotto l’albero di Natale. Ecco allora tre motivi per cui Buen Camino è  secondo  le  recensioni  favorevoli   un film da non perdere.


1. La nuova tappa di un sodalizio che funziona

Il sodalizio tra Checco Zalone e Gennaro Nunziante prende avvio nel 2009 con Cado dalle nubi, film che inaugura una collaborazione destinata a cambiare per sempre la commedia italiana. Seguono Che bella giornata (2011), Sole a catinelle (2013) e Quo Vado? (2016), tutti capaci di stabilire un nuovo record al botteghino. L’unica eccezione è Tolo Tolo (2020), girato come detto dallo stesso Zalone, che pur dividendo critica e pubblico si è comunque confermato campione d’incassi. Ora con Buen Camino la coppia Zalone-Nunziante si è finalmente ricomposta, confermando un’intesa che, film dopo film, ha dimostrato di funzionare senza perdere efficacia.

Anche questa volta, infatti, Buen Camino mescola avventura e comicità, con i cliché italiani calati in un contesto internazionale e con quella vena tragicomica che da sempre caratterizza i titoli di Checco Zalone. Nei suoi film, dopotutto, convivono tre livelli diversi di comicità - dal linguaggio deformato alla maschera riconoscibile del personaggio fino all’equivoco della situazione - disposti come in un vero e proprio spartito, con i tempi e i silenzi di una partitura musicale. È questa precisione artigianale, che Nunziante e Zalone curano fin nei minimi dettagli, a trasformare ogni battuta in un colpo sicuro e ogni film in un appuntamento irrinunciabile per il pubblico italiano.

2. La redenzione proposta da (tutti) i film

Il filo rosso che attraversa tutti i film è il personaggio di Checco Zalone (dal dialetto barese "Che cozzalone"), maschera di Luca Medici: sempre uguale a sé stesso, ma ogni volta immerso in contesti diversi, dall’aspirante cantante all’addetto alla sicurezza, dal padre disilluso all’impiegato aggrappato al posto fisso. Ed è qui che si colloca la vera unicità del suo cinema: Zalone non è la parodia dell’uomo medio, come spesso si sente dire. Innanzitutto perché non fa satira: quest’ultima, per sua natura, osserva dall’alto e giudica, smascherando i difetti ma senza mai condividerli. Allo stesso tempo non appartiene alla tradizione dei cinepanettoni, dove i vizi italiani non solo venivano esibiti, ma addirittura consacrati senza alcuna possibilità di redenzione.Franco Origlia//Getty Images

Checco sceglie un’altra strada. Si pone al di sotto dello spettatore, finge di non capire, di non sapere, di essere sempre più "inconsapevole" di chi guarda. È questa inferiorità ostentata che libera la risata, perché ci fa sentire - almeno per un attimo - superiori. Ma non basta. Nei suoi film c’è sempre un movimento finale che porta a una forma di riscatto, una piccola redenzione che scioglie gli errori messi in scena fino a quel momento. Così Zalone diventa piuttosto una sorta di esorcista dell’uomo medio: mostra i vizi degli italiani, li esaspera e ci fa ridere di essi, ma infine li neutralizza. È questo meccanismo, né satirico né puramente commerciale, a rendere irripetibile il suo modello di comicità.

3. Il rapporto padre-figlia al centro della storia

Non per ultimo, Buen Camino merita di essere visto anche per la trama e, in particolare, per il rapporto padre-figlia che mette in scena. Un elemento che, pur inserito all’interno di meccanismi comici spesso leggeri e spesso esasperati, riesce comunque a generare immedesimazione, andando oltre il mero registro della farsa. Anche la sceneggiatura, dopotutto, porta la doppia firma di Zalone e Nunziante e rimette al centro il personaggio-maschera di Checco, qui nei panni di un ricco e viziato erede di un impero di divani, abituato a ottenere tutto senza sforzo, privo di qualsiasi reale motivazione e così pieno di sé (e di ogni bene inimmaginabile) da risultare, in fondo, profondamene vuoto. Separato dalla moglie Linda (Martina Colombari) e concentrato solo su sé stesso, la sua vita viene improvvisamente sconvolta dalla misteriosa scomparsa della figlia adolescente Cristal (Letizia Arnò), evento che lo costringe ad abbandonare la sua esistenza dorata per mettersi sulle sue tracce. Tuttavia, presto scoprirà che la figlia è partita per il Cammino di Santiago, un pellegrinaggio che, da semplice sfondo narrativo, si trasforma in un pretesto simbolico per un viaggio interiore fatto di fatica, imprevisti, incontri, malintesi e, soprattutto, per un tentativo sincero di riparare quel vuoto esistenziale che lo contraddistingue e che, inevitabilmente, lo separa dalla figlia

  Ha    ragione   Gabriele Niola  su https://www.wired.it/article/buen-camino-film-checco-zalone-recensione/« Buen Camino è il film che sancisce la normalizzazione di Checco Zalone Da comico che prendeva in giro la massa e i mostri della porta accanto è diventato un comico che prende in giro le elite, le persone lontane e distanti, e si è piegato alla logica dei film pigri e fatti male dei comici televisivi » Tutto sommato   non era  male   nonostante    tutte   le  criticità  elencate  sopra  in particolare  nel  video citato . Si  riesce  a prendere    in  giuro  se  stesso   ed  a  scherzare   su se  stesso :   il divorzio  ,  la  malattia  ,  il suo  egocentrismo  ,   il  rapporto con sua  figlia  ,  la  sua megalomania.  Insomma  una  trasformazione  ,  un  cambiamento   rispetto ai  precedenti   . Far  ridere    è  un mestiere  difficile    è  anche  ai  grandi  capita    di  fare film  mediocri . Nessuno  è perfetto  ed  il  finale  del  film   lo  dimostra  . Conoscendo la  verve e la  creatività   di  Zalone  il  prossimo andrà meglio       . 
 Concludo    consigliandolo   ai  Checco Zalone  dipendenti   o    se  non   sapete      come   per  passare il tempo    e  stare  in compagnia   ., insomma  in  mancanza     di meglio  . Lo  sconsiglio   a  chi cerca   la  risata  semplice  ed  istantanea  .    

La fatica di essere gentili di © L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort

diamo il benvenuto alla nuova utente proprietaria del bellissimo spazio facebook L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort in cui ...