secondo me come sono sopravvissute alle varie epidemia e pandemie che la storia secolo scorso compreso , rimarranno talmente sono anche se trasformate dalla modernità e dal tempo , tanto sono radicate da costituire un fattore culturale \ identitario come testimoniano le canzoni ( trovate sotto l'elenco ) che formano la colonna sonora di questo post . Inoltre il bar non è solo sinonimo di vino e di alcolici e quindi alcolismo e disagio sociale ma è anche vita sociale e di comunità come testimoniano : il libro Bar Sport il primo libro di Stefano Benni, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore nel 1976 da cui è tratto il film omonimo ed il suo seguito Bar Sport Duemila 2007 in generale ., oppure molta letteratura italiana mi sovvengo in mente i capitoli de il giorno del giudizio di Salvatore Satta in cui parla del caffè tettamazzi ( tutt'ora esistente e attivo ) di Nuoro o il film Radiofreccia1998diretto daLuciano Ligabue, all'esordio nella regia, e prodotto daDomenico Procacci.L'opera, ispirata ad alcuni racconti presenti nel primo libro pubblicato da Ligabue, la raccoltaFuori e dentro il borgo, ottiene un successo inaspettato: ben treDavid di Donatello, dueNastri d'argentoe quattroCiak d'oro.
Ecco quindi che se nel nord era ( ed è ) più classista , il mito dell'aperitivo e della Milano da berecioè espressione giornalistica, originata dalla famosa campagna pubblicitaria
che definisce alcuni ambienti sociali della città italiana di Milano durante gli anni 80 del XX secolo.
Infatti questo periodo, la città era assurta a centro di potere in cui si esercitava l'egemonia di quello che fu Partito Socialista Italiano del periodo craxista,e le origino del Berlusconismo caratterizzato dalla percezione di benessere diffuso, dal rampantismo arrivista e opulento dei ceti socialiemergenti , dei Parvenu , arrampicatori sociali , dall'immagine "alla moda" in particolare yuppies, deipaninarie del mondo della moda del capoluogo lombardo e non solo . questi film ricordiamo:
Al di fuori del periodo storico di riferimento, la Milano da bere è stata raccontata nel film Lo spietato del 2019, diretto da Renato De Maria e interpretato da Riccardo Scamarcio
Proletario o quanto meno misto a partire dall'Emilia e dalla Toscana al sud . Come dimostra per quanto riguarda la mia sardegna
ecco una storia presa dall'account Facebook Luca Urgu di citato nell'articolo della nuova sardegna del 3\5\2020
MOSSIDU T’HATA?In paese le donne sono più argute e spesso più coraggiose degli uomini, fanno mestieri persino più pericolosi di quelli maschili, la vita le ha temprate a tutto, perché quando era necessario era proprio la donna a vestire i panni degli uomini. Era così anche Cosomina, una donna bella e con un fisico possente, intelligente e simpatica che per tanti anni ha gestito il bar di famiglia come e meglio di un uomo. A lei non sono mancati anche i disturbatori e gli avvinazzati e più di una volta andava a verificare dentro la vaschetta dello sciacquone per trovarci una o due pistole che giovanotti preoccupati dall’avvicinarsi di carabinieri in servizio depositavano frettolosamente. Per lei si trattava di quotidianità, non le turbavano il sonno. E non mancava neanche chi osava stuzzicare Cosomina per il suo essere donna, ma lei non si scomodava più di tanto, anzi furbescamente stava al gioco, in fondo cosa più del gioco e dell’allegria invita un uomo ad offrire da bere a tutti i presenti?E fu così che un giorno Antoneddu offrì da bere a tutti e chiese a Cosomina quanto doveva pagare. Cosomina gli disse la cifra ma non aveva fretta di riscuotere, ma Antoneddu voleva giocarle il suo tiro: «Mi chi su inare est in busciacca si lu cheres picatilu!!» disse, facendo capire che la tasca era quella del pantalone, luogo pericoloso per le donne.
Cosomina non si si spaventò, il tipo non era certo un adone e lei sapeva che in quella tasca proprio pericolo non ce n’era e decise di stare al gioco. Infilò la mano ma ebbe anche lei il suo colpo di genio… facendo finta di aver toccato chissà cosa tirò indietro la mano e si rivolse ad Antoneddu ma anche a tutta la platea con finto spavento: «Maleittu sias!!!!»
Antoneddu, non da meno: «Mossidu t’hata??»
E ancora Cosomina : «bae innorommala!!!»
Strepitosa risata generale, dove Cosomina e Antoneddu avevano superato se stessi, senza certamente avere un copione scritto.
I nostri BAR sapevano essere luogo di incredibile divertimento.