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11.7.15

ADDIO MONSIEUR IBRAHIM


"Ma è arabo per davvero?": chiedevo a proposito di Omar Sharif. Il volto non dava adito a dubbi, ma volevo sapere se giungesse proprio da quelle parti, se non si trattasse d'un mezzosangue, se il nome fosse proprio quello. Non lo era, ma nessun problema: come la conversione religiosa, da cristiana a musulmana per amore della prima moglie, anch'essa attrice. Misto lo rimaneva, perché era nato egiziano da genitori libanesi e il Libano, ai suoi tempi, aveva una squisitezza da cartolina polverosa, corpi arabi avvolti in vesti occidentali. Mi sono sembrati sempre belli e un po' goffi, e quel periodo, pur meno tribolato e intellettualmente ricco, non lo ritengo auspicabile oggi. Lui non era goffo, si capisce. Colto e bello, sì. Bellezza letteraria, fiabesca; di qui la mia esigenza d'autenticità. Artisticamente non lo seguii molto. Quand'era all'apice della fama muovevo i primi passi, poi lui cadde e risorse troppe volte. Il gioco, l'alcool, le donne (quante ne ebbe? Anche lì: troppe). E probabilmente l'iracondia, quell'istintualità indomabile, da belva. Si sa: certe nature sfuggono, per  continua qui    su https://www.facebook.com/pages/I-libri-di-Daniela-Tuscano/128059093909394

la vergogna non deve essere la fine di una storia.A volte è solo il punto da cui qualcuno trova la forza di ricominciare.Monica Lewinsky

 da  facebook Nel 1998, una donna di 24 anni diventò la persona più famosa d’America. Per il motivo peggiore possibile. Si chiamava Monica L...