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30.4.26

manuale. antiaggressione e autodifesa di Antonio Bianco puntata n.LXXXII PERCEZIONE DEL PERICOLO + difficolta ad individuare le Droghe dello stupro: una minaccia per la sicurezza di tutti


disturbo-dell-immagine-corporea

Alcuni farmaci, anche di uso comune, possono influire in modo significativo sulla capacità di prevenire o gestire situazioni di potenziale aggressione in cui possiamo trovarci. Non si tratta di un effetto diretto, ma del risultato di modificazioni cognitive, percettive e motorie che incidono sulla prontezza e sulla lucidità della persona.
Tra i più rilevanti ci sono i sedativi, gli ansiolitici e gli ipnotici: riducendo l’ansia e favorendo ilrilassamento, possono diminuire il livello di vigilanza. Questo comporta tempi  di reazione più lenti, minore attenzione all’ambiente e una ridotta capacità di valutare rapidamente un pericolo. Anche alcuni antidepressivi, soprattutto nelle fasi iniziali dell’assunzione, possono dare sonnolenza e interferire
con la percezione dei segnali di allarme.
Gli antistaminici di prima generazione, che spesso vengo-no utilizzati per allergie o insonnia, hanno effetti sedativi noti: possono compromettere la concentrazione e la coordinazione, rendendo difficile reagire subito. Effetti simili si osservano anche con alcuni farmaci per il raffreddore o il dolore, che contengono sostanze ad azione centrale.
Al contrario, farmaci stimolanti o contenenti caffeina possono aumentare lo stato di allerta, ma talvolta anche l’irritabilità e l’impulsività, con il rischio di risposte eccessive o poco controllate in situazioni tese. Anche questo può avere un impatto sulla gestione di un confronto potenzialmente aggressivo. Ancora una volta l’aspetto cruciale è la consapevolezza: conoscere gli effetti collaterali dei farmaci che si assumono permette di adattare i propri comportamenti, evitando contesti rischiosi quando si
è meno lucidi o più rallentati. Non è una questione di allar-mismo, ma di responsabilità. La prevenzione passa anche da qui: dal sapere che il nostro stato psicofisico, influenzato da sostanze apparentemente innocue, può modificare il modo in cui percepiamo e affrontiamo il mondo.


Infatti sempre  sullo  stesso settimanale   un articolo interessante ( chi vuole approfondire sotto  a fine post  trova  dei link su come fare attenzione davanti a tali  droghe 



Quindi occhio. care ragazze a cose   vi offrono e a. non perdere di vista il. vostro bicchiere. mentre. bevete 

 

22.12.25

La vita nel bosco no, il cambio di sesso a 13 anni sì Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

 
come  volevasi    dimostrare  pur  d'attaccare    i  giudici  e  giustificare se  pur  indirettamente  la  riforma    sulla  giustizia  e  fare   campagna  per il Si  al referendum   questa  destra  e  i loro  fans   si mettono  a  fare    dei    paragoni idioti e  bambineschi \ puerili     del  tipo : « [...]  Ma perché far vivere i bambini nel bosco non va bene e imbottire una tredicenne di triptorelina sì? E se do da bere un caffè al bimbo, cosa faranno i giudici? Mi condanneranno perché fa male? »  ( da  https://www.nicolaporro.it/  in  La vita nel bosco no, il cambio di sesso a 13 anni sì ) .
 Per  quanto  riguarda    i  bambini  del  bosco   mi    sono  già  espresso    più volte  vedere   post  precedenti  in particolare  l'ultimo .  Ora  per    quanto   rigiuarda il  fatto  di  La Spezia, cioè della ragazza ( la più giovane d'italia ) di 13 anni che ha cambiato sesso   Sarà  vero che  come  dice  sempre  la Newsletters   di Nicola  porro 
 

A La Spezia, il tribunale autorizza una ragazzina di 13 anni, con l’assenso dei genitori, a cambiare sesso. Era già finita nella rete degli psicoterapeuti del Careggi di Firenze, uno degli ospedali dove il ministero doveva mandare gli ispettori perché pareva che, lì, si desse il via libera alle terapie ormonali per i minori, presunti affetti da disforia di genere, con troppa leggerezza. Fatto sta che lei i bloccanti della pubertà li ha assunti. E gli esperti dicono che non è come accendere e spegnere un interruttore: una volta iniziato questo percorso, tornare indietro è quasi impossibile. Può ben darsi che quello della bimba/bimbo ligure fosse uno dei rarissimi casi in cui, a tutela della persona, si doveva veramente intervenire così. E che la decisione delle toghe sia giusta.


Ma     qui   si  omette   in  malafede   che   nel fatto in questione    non   c'è solo l'assenso   dei  genitori   o  meglio  della  famiglia visto   che  la  prima  ad  accorgesi  del travaglio interiore  è stata la  gemella  e  poi  i genitori ,  il  cui assenso è avvenuto  dopo   un percorso  psicologico  in  cui  «L’adolescente ha maturato piena consapevolezza dell’incongruenza tra il suo corpo e il vissuto d’identità» ( da Vanity Fair Italia   )  e il giudice    ha  deciso   di conseguenza      ritendo  favorevole  il  responso    del medico . Quindi   ecco che  l'accusa ai  giudici   è  strumentale   e il  paragone   dei casi   :  

Però poi vediamo che, per molto meno, i giudici applicano un metro diverso: i bambini del bosco vengono tenuti ancora nella struttura protetta, non si sa se riuniti con padre e madre per Natale, perché, secondo i magistrati, hanno una tinozza al posto della doccia, non sanno fare bene la divisione in sillabe e non sono bravi a socializzare.


in  opportuno   come i cavoli  a merenda  visto che  sono  due  casi differenti   tra  loro  

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