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5.1.26

notte della befana da account facebook L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort

 

La notte della Befana

La Befana arriva quando è notte piena,
con la scopa consumata
e l’aria di chi ha visto passare gli anni.
Scende piano, senza fare rumore,
come chi conosce le case
e non vuole svegliare nessuno.
Non guarda solo chi è stato buono,
né fa davvero conti.
Lascia qualcosa a tutti:
un dono, una burla,
a volte solo un segno
per dire “sono passata”.
Sotto il cappello sgualcito
non c’è una strega cattiva,
ma una donna antica,
che riconosce la fatica
e non chiede spiegazioni.
Porta carbone a chi deve fermarsi a capire,
dolci a chi sa ancora aspettare,
e a chi non chiede più nulla
lascia una presenza discreta.
La notte dell’Epifania
non chiede desideri perfetti.
Basta lasciare uno spazio aperto,
una finestra,
un pensiero meno duro del solito.
E al mattino
resta quello che c’è.
Una calza da svuotare,
una cucina in silenzio,
il giorno che ricomincia
senza effetti speciali.
La Befana questo fa:
passa,
lascia tracce,
e se ne va.

Epifania A Betlemme arrivano i Magi, simbolo cristiano contro tutte le “distinzioni di razza”

 Era il giorno di Natale del 1943, durante la Seconda guerra mondiale. Nella cattedrale dello Spirito Santo di Istanbul, il delegato apostolico Angelo Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII, denunciò l’antisemitismo nazista nella sua omelia, presente l’ambasciatore del Terzo Reich in Turchia, Franz von Papen.
Disse Roncalli: “A Betlemme cominciano a sparire le distinzioni: se ci sono preferenze sono per i piccoli, per i poveri, per i reietti: la democrazia in azione, non secondo le rabbiose pretenzioni dei figli del secolo, ma secondo il buono spirito nuovo che tutti accoglie in una sola famiglia, senza distinzioni di razza, di lingua, di interessi. Le piccole braccia di Gesù Bambino egualmente aperte verso i pastori ed i
Magi sono le stesse che dalla croce gridano a tutti il rispetto della vera eguaglianza o fraternità universale”. Questo episodio della biografia di Roncalli apre un capitolo del saggio di Antonio Musarra, che insegna Storia medievale alla Sapienza di Roma: I Magi e la Stella. Viaggio a Betlemme (il Mulino, 327 pagine, 30 euro).
Lo storico spiega poi che, nell’antica prassi della Chiesa, i pastori della Natività designavano gli ebrei e i Magi, appunto, rappresentavano popoli diversi, senza alcuna discriminazione. Oggi la festa dell’epifania evoca l’arrivo dei Re Magi alla Grotta di Betlemme e nella tradizione cristiana i Magi sono tre: i primi re pagani, se non astrologi o o maghi, che portarono in dono al Bambino appena nato oro, incenso e mirra. La tradizione indica anche i loro nomi: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Compaiono in un solo racconto evangelico, quello di Matteo, e la loro esistenza rimane un rebus storico. In ogni caso la narrazione sui Magi si è arricchita nei secoli di vari significati allegorici: “simbolo delle tre ‘razze primigenie’ della terra” (dai tre figli di Noè); simbolo “dei tre continenti, dei tre stati del mondo (i sacerdoti, i guerrieri, i produttori)), dei momenti dell’esistenza umana (la giovinezza, la maturità, la vecchiaia)” e altro ancora.DAL VANGELO di Matteo: “Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: ‘Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo’”. Il libro di Musarra è uno splendido reportage da Betlemme, accuratissimo non solo dal punto di vista storico, laddove si prova davvero la sensazione di “trovarsi al centro del mondo”. E ancora: “Al di là delle improbabili rappresentazioni presepiali di casa nostra, ciò che ci si aspetta di trovare corrisponde a ciò che si trova: un luogo mistico, carico di secoli”.La palestinese Betlemme città di David e poi della nascita di Gesù: oggi ha ventimila abitanti e assomiglia a una città del Sud degli anni cinquanta. Ci sono meno di dieci chilometri tra la Porta di Giaffa della Città Vecchia di Gerusalemme e la Basilica della Natività di Betlemme. E ogni metro racchiude secoli di storia e religione: il reportage di Musarra emoziona e fa viaggiare chi lo legge.

Infatti  secondo   ,  da  cui   ho  tratto l'immagine  sopra  a    a  sinistra ,L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort


I Re Magi

Il cantastorie arrivò sul far della sera.
Non fece annunci, non chiamò nessuno.
Si sedette, accordò lo strumento
e cominciò piano.
I bambini si avvicinarono per primi.
Gli adulti rimasero un po’ indietro,
come si fa quando non si è sicuri
di avere ancora tempo per le storie.
«Questa», disse il cantastorie,
«è la storia di un lungo viaggio.»
Raccontò di uomini venuti da lontano.
Non disse che erano re,
disse solo che erano studiosi che passavano le notti a scrutare il cielo,
ed è così che capirono che qualcosa di grande stava per accadere.
Disse che una notte videro una luce
e capirono che non potevano ignorarla.
Non perché sapessero tutto,
ma perché sentivano che quella luce
li stava aspettando.
I bambini ascoltavano in silenzio.
Agli adulti tremò qualcosa dentro
quando il cantastorie disse
che i Magi portarono doni
non per dovere,
ma per gratitudine.
Perché quando incontri qualcosa di vero
non arrivi mai a mani vuote.
Raccontò che trovarono un bambino povero,
inermi anche loro davanti a quella semplicità.
E che capirono, in quel momento,
che la grandezza non fa rumore
e non chiede di essere difesa.
«E poi», disse il cantastorie,
«tornarono a casa per un’altra strada.»
Non spiegò perché.
Non ce n’era bisogno.
Quando smise di suonare,
i bambini fecero domande.
Gli adulti restarono in silenzio.
Perché avevano capito
che quella storia non parlava solo del passato.
E l’Epifania è proprio questo:
una luce che ti viene incontro,
ti cambia piano,
e ti insegna a tornare
diverso da come sei partito.



3.1.21

come sopravvivere alle festività con il covid natale 2020 \2021 punta 8 epifania-2021-anche-la-befana-mortificata-dal-pericolo-covid-19




Il lungo periodo dedicato alle festività natalizie sta giungendo al termine, gli italiani guardano ormai al 7 gennaio come un miraggio: una data attesa da ristoratori e proprietari di attività commerciali che non vedono l’ora di riaprire (dove sarà possibile).
Prima però, bisogna affrontare ancora alcuni giorni regolati dalla divisione a fasce più alte previste dal Decreto, i cosiddetti giorni rossi e giorni arancioni che caratterizzeranno la prima parte della settimana dell’epifania. 
Ultimi giorni di zona rossa
Capodanno è passato e i primi giorni del 2021, oltre ad essere segnati da una forte ondata di maltempo mista tra pioggia, neve e gelo, sono suddivisi ancora tra rossi e arancioni.
Come previsto dall’ultimo Decreto firmato dal Presidente del Consiglio Conte, i giorni rossi saranno quelli del 2,3,5, 6 gennaio, solo uno dunque sarà arancione e sarà quello di lunedì 4 gennaio .Come per i precedenti, anche stavolta sarà attivo il coprifuoco dalle 22 alle 5 e sarà assolutamente vietato spostarsi al di fuori della propria regione. Tutte le attività commerciali, ad eccezione di quelle per i beni di prima necessità saranno chiusi e gli spostamenti saranno regolamentati dalle autocertificazioni per comprovate necessità .

Come per i precedenti, anche stavolta sarà attivo il coprifuoco dalle 22 alle 5 e sarà assolutamente vietato spostarsi al di fuori della propria regione. Tutte le attività commerciali, ad eccezione di quelle per i beni di prima necessità saranno chiusi e gli spostamenti saranno regolamentati dalle autocertificazioni per comprovate necessità .
Chi abita in piccoli comuni può sposarsi per un raggio di 30 chilometri e le visite sono consentite solo in due (con aggiunta di minori di 14 anni se ci sono). I ristoranti e i bar possono aprire solo per asporto e/o delivery. In zona rossa possono aprire i parrucchieri, mentre i centri estetici restano chiusi.
Con l'epifania  si conclude questa guida un po' anomala speriamo ( gesto apotropaico 🤘🤞) di non doverne farne una simile per l'anno prossimo    vista  la tendenza  a

                in particolare   dal    dal minuto  02.58 al minuto 03.20


 a  sottovalutare  e  apprendere  sotto  gamba   le cose  ed  fregarsene  delle regole  e i  governi a   fare  regole   mal   fatte  e  contradditorie   perchè


 incapace    e  debole  a   rifiutare  le pressioni    dei diversi interessi   di categoria  .  Quindi     le  soluzioni sono : 1) per  pigri    comprare   le  calze  già pronte  eccone  alcuni   esempi   che troviamo  nei market  e nei centri    commerciali  (  foto  in uno  del mio paese  )  











2)  per   chi vuole risparmiare  o  dare  sfogo  alla  sua  fantasia     farla  in casa    trovate  su  internet vari   tutorial .    ecco    in particolare     due  suggerimenti  da    una  mia  guida   natalizia  mi  pare   del  .....  adesso ricordo  ....   del  20\15\16    





Come fare una calza della Befana fai da te

Per chi vuole confezionare una maxi calza con le proprie mani, si scrive di seguito cosa occorre:
2 m di stoffa* (colore a scelta)
1 rocchetto di filo per cucire dello stesso colore della stoffa
1 m di stoffa per la banda superiore di un colore a scelta di 15 cm di larghezza
1 rocchetto di filo per cucire dello stesso colore della banda
1 m di nastro colorato
1 ago
1 pennarello
1 paio di forbici

* Oltre alla stoffa potete utilizzare il pannolenci o la iuta.
PROCEDIMENTO
Pieghiamo la stoffa a metà, in modo di avere un metro per lato;
disegniamo la sagoma della nostra calza con il pennarello considerando di farla più grossa di almeno un centimetro per le cuciture;
tagliamo la sagoma e cuciamo lungo il disegno ad una distanza di almeno 1 cm dal bordo (ricordarsi di non cucire la parte superiore);
rigiriamo la calza e cuciamo intorno al lato superiore la banda di stoffa che abbiamo comprato;
cuciamola 2 volte ad 1 cm dal bordo superiore e ad 1 cm dal bordo inferiore;
vedremo, così, di avere ottenuto 2 asole da cui, ora faremo passare il nastro colorato (servirà a chiudere la calza dopo averla riempita).

E ora ... la nostra calza per una Epifania perfetta è pronta!!!

   


Non buttate via i calzini spaiati o troppo piccoli dei vostri bimbi, ma realizzate in pochi minuti una calza della Befana fai da te



"La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte..."inizia così la famosa filastrocca sulla Befana. E se i bambini l'aspettano con impazienza perchè è l'ultima occasione per ricevere regali e caramelle, gli adulti sperano di avere i cioccolatini e i dolciumi che più amano.Se non avete ancora pensato a che calza della Befana far trovare alle persone care, ma volete lo stesso regalare qualcosa fatto da voi, non disperate: in pochi minuti e con materiale semplice potete sorprendere tutti!

Occorrente:
calzini spaiati
nastro adesivo colorato (washi tape)
una gruccia di plastica
mollettine di legno
nastrini
forbici

Per prima cosa, abbellite la gruccia con il nastro adesivo colorato. 




Io ho scelto le righe rosse e bianche perchè le trovo molto festose, ma potete scegliere qualsiasi fantasia vi piaccia.



Legate un nastrino di raso da una parte all'altra della gruccia, come un filo da stendere...

… sul quale attaccare i calzini appesi con delle mollette di legno.

Io ho scelto una gruccia piccola e i calzini da neonato e da bimbo, in modo da aver calze della befana poco capienti, ma voi potete scegliere le dimensioni dei calzini adatte ai regali che intendete metterci dentro.

Ora dovete solo riempire i calzini con tutti i dolcetti che volete.

La vostra calza della Befana è pronta per essere appesa e stupire i vostri bambini.


Di Alessandra Parlagreco, 06/01/2015 © Riproduzione Riservata


  a  voi    decidere   se  farla  solo  a  bambini  o  ai " bambinoni  "  ecco   alcuni miei  suggerimenti che  usai  ma  che  sono ancora  validi    per  la  guida  dell'anno scorso     




 Buona Epifania a tutti!


5.1.20

come sopravvivere alle festivita natalizie 2019\20 epifania fine

Adesso  dopo capodanno   c'è  l'epifania  che come dice    un famoso proverbio  popolare a sfondo religioso, dato che si riferisce alla manifestazione di Gesù ai Re Magi

Epifania e Annunciazione
«Epifania
tutte le feste manda via
e santa Maria
tutte le ravvia.»

in quanto la festa dell'Annunciazione mariana, cade il 25 marzo, preannunciando l'inizio di un nuovo ciclo di festività. Proverbio  che nel corso delle generazioni , come  capita   con  tutta  la cultura    ( nelle   sue  diverse  forme  ) popolare   h  dovrebbero essere    in tanti, ma  in realtà  sono     in pochi  quelli che     si   domandano  a approfondiscono   quale sia il significato dell'Epifania, la festa che ricorre ogni  6 gennaio. Nelle prossime ore riceverete, anche voi, decine e decine di frasi sulla Befana, divertenti e standard  ,  o magari  originali, ma la domanda continuerà a restare evasa. Continuate a leggere l'articolo per trovare o  approfondire   la risposta al vostro quesito. E non dimenticate, se invierete dei messaggi ai vostri parenti e amici, siate originali. Un po'  secondo  quanto riporta  questo  articolo di  https://it.blastingnews.com come nello sport   , l'importante è partecipare sì ma sempre a testa alta.
Nessuna descrizione della foto disponibile.
Cosa si festeggia allora Una delle  domande   che   ci si pone o  che dunque ci poniamo è: qual è il significato religioso dell'Epifania ? Stando alle fonti liturgiche, dodici giorni dopo la nascita di Gesù Bambino, i fedeli sono chiamati a commemorare una nuova ricorrenza, l'Epifania del Signore. La tradizione fa risalire tale rito al secondo secolo d.C, dunque quasi 2000 anni fa. In questa data si crede che i Magi abbiano fatto visita a Gesù. È evidente dunque la correlazione tra Magi e Befana, nel mondo pagano: i primi portarono i doni al figlio di Dio, la seconda ai bambini di tutto il mondo.

È interessante capire anche il significato etimologico di Epifania. La parola deriva dal greco, più precisamente dal verbo epi + faino, prima singolare del verbo che significa mostrarsi. Letteralmente, dunque, Epifania vuol dire 'mi rendo manifesto'. A chi è riferito? Naturalmente a Gesù, che si mostra ai Magi. Quest'ultimi rappresentano tutti i non ebrei o giudei   come  vengono  chiamati  con disprezzo .
L'altra domanda, l'ultima, è obbligatoria: che cos'è la Befana oltre   la  religione  allora? La leggenda della simpatica vecchietta che su di una scopa porta i doni ai bambini la notte tra il 5 e 6 gennaio risale al mondo pagano, ad antichi culti di epoca romanao  forse precedente  che, con il passare degli anni e con l'avvento dell'epoca moderna, si sono trasformati nelle commerciali calze della Befana, il vero e solo scopo, chiamiamolo così, di migliaia e migliaia di bambini, che aspettano la mattina del 6 gennaio per aprire la loro calza e mangiare tanti buoni cioccolatini e altre prelibatezze inserite dalla leggendaria vecchietta e nella  sua  calza \ e   che    seconda   un antica leggenda   Dice una leggenda che Numa Pompilio, il secondo dei sette re di Roma, aveva l’abitudine di appendere una calza in una grotta durante il periodo del solstizio d’inverno. Doveva ricevere i doni da una ninfa..
La  tradizione  e la religione   come   succede nelle tradizioni popolari  riti  arcaici    si contaminano e s'uniscono  a quelli   religiosi    Infatti    fra le tante leggende   si dice   che i Magi bussarono alla porta della vecchina per chiedere indicazioni verso Betlemme. Si rifiutò di andare con loro, ma si pentì e decise di raggiungerli. Non trovandoli bussò a ogni porta lasciando un dono sperando che il bimbo di casa fosse Gesù.  Ma  Non ci sono solo i doni e la vecchietta con la scopa accanto al camino . Ecco   che  c'è  anche  la Befana-Madre Natura degli antichi è contemporaneamente la morte e la vita, il male e il bene, il buio e la luce, una donnina anziana e brutta ma in fondo buona: una figura che rappresenta la conclusione di un ciclo e l’inizio di un altro, che ogni cultura celebra dalla notte dei tempi con riti, usanze, amuleti portafortuna.Oppure   Si bruciano in diverse parti d’Italia fantocci con l’immagine della vecchia. Sarebbe una sopravvivenza di miti precristiani, Gli studiosi vedono nel bruciare il fantoccio (la Vecchia, la Befana, la Strega), che persiste un po’ da per tutto in Europa, la sopravvivenza periodica degli spiriti malefici, facendo risalire il mito della Befana a tradizioni magiche precristiane. A Verona si chiama Brusa la vecia: il 6 gennaio in piazza Bra un’enorme Befana di stracci e legna viene data alle fiamme. 
Le tradizioni e i riti  sono decine in Italia e nel mondo. A Montescaglioso, in Basilicata, per esempio, la notte della vigilia dell’Epifania è la notte dei Cucibocca. A gruppi di tre alcuni personaggi girano nella serata per i vicoli e le strade con il volto coperto da barba e cappello. Hanno abiti e mantello scuri e catene ai piedi. Chiedono offerte in natura e portano in una mano un paniere con una lampada ad olio e nell'altra un enorme ago dal quale pende un lungo filo. Con l’ago ed il filo tentano di cucire la bocca dei bambini curiosi che così fuggono e vanno a dormire lasciando spazio alla Befana nella notte.da  noi  in gallura  si chiama  pèasca di natale  . Un altro rito  dellì'epifania  è quello  de le DODICI NOTTI
Passano dodici notti fra Natale e l’Epifania. Gli antichi romani pensavano che divinità femminili guidate da Diana volassero sui campi per renderli fertili. Sempre queste dodici notti erano quelle in cui compariva Perchta, la germanica signora delle bestie, conosciuta più a Nord come Holda. Appare bella e bianca come la neve oppure con le sembianze anziane della Befana. In Gran Bretagna la notte dell’Epifania è la dodicesima notte shakespeariana, segna la fine del periodo di Natale ed è la notte in cui gli spiriti escono a fare scherzi. Insomma sempre riti pagani che sono in qualche modo passati ed  riaddattati  per  scopi  teorici  ed " ideologici  \ propagandistici  " alla tradizione cristiana.

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Ma  non essendo  solo una  festa   laico \  religiosa .  Fino a qualche decennio fa era proprio la Befana e lei soltanto a portare i doni ai bambini oltre  a natale   per  chi poteva  permetterselo  oppure    un solo regalo cumulativo delle due  feste     se  s'era poveri  . Poi l’eccesso del consumismo e a  crisi    economica   hanno  portato molte famiglie a svuotare le tasche a Natale, arrivando a gennaio senza la possibilità di fare altri regali se   non solo dolci  avanzanti o le  calze  della befana  che si  trovano già pronte  nei  supermarket   e  nei centri commerciali   Eppure ci vuole molto poco per riempire una calza della Befana e fare anche una bella figura. Inoltre, chi l’ha detto che è solo per i bambini? Anche molti adulti la mattina del 6 gennaio si aspettano di trovare qualcosa appeso al camino e può essere l’occasione giusta per regalare qualche leccornia.più  solo  come   io l'ho conosciuta    dei  bambini  ma  anche  degli adulti non cresciuti  i cosiddetti bambinoni   o   che   riescono a conciliare   le  due fasi della  vita  cioè quella    dell'infanzia  e quella  adulta    ci  si dovrebbe  chiedere   cosa mettere    nella calza    e  comprarla     già pronta   o   farla  tu    a voi la scelta     trovate  sotto    dei link  in proposito     .  Io  scelgo   l'ultima  ipotesi    anche  se    a volte in caso d'emergenza     sono ricorso a  quelle  preparate  .Scelta    riconfermata  da   : << [...]  Ovviamente al bando tutte le soluzioni che potete trovare al supermercato, che contengono dolci industriale troppo calorici e che nella maggior parte dei casi fanno venire mal di denti. Inoltre acquistare una calza già pronta, che richiede come unico sforzo quello di spendere qualche euro, equivale quasi a non regalare nulla, perché dimostra scarso interesse da parte di chi fa il regalo.

Meglio dunque preparare una calza fai da te e riempirla di prelibatezze che sorprendano il destinatario. Bisogna ovviamente conoscere un po’ i gusti della persona che aprirà la calza. Per esempio, se sta molto attenta alla linea e a seguire una dieta salutare, si può riempire la calza con frutta secca, confetture artigianali, prodotti locali genuini e stuzzichini. Infatti non è detto che nella calza ci vadano solo dolci, tanto più che un adulto può mangiarne ancora meno di un bambino se ci tiene un minimo alla forma fisica e alla salute.
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Saranno sicuramente graditi, per esempio, barattoli di miele fatti da rinomati apicoltori oppure condimenti particolari, dall’aceto balsamico all’olio extravergine di oliva aromatizzato. Qualche dolce, ovviamente non può mancare e allora è una buona idea scegliere biscotti fatti a mano da abili pasticceri, torroni, taralli a un gusto particolare (per esempio al caffè, adorato da molti adulti). E poi ci sono i dolci tipici locali, dai mostaccioli alle cartellate, dai Cuneesi (deliziose praline di cioccolato ripiene) al croccante di mandorle. Insomma, c’è veramente l’imbarazzo della scelta e poiché questi prodotti sono certamente genuini e dimostrano con la loro semplice presenza nella calza l’attenzione e la cura con cui sono stati scelti, non devono neanche essere troppi: bastano due-tre prodotti per fare una bella calza.>> (  da https://www.artimondo.it/magazine/calza-della-befana-per-adulti/  ) . 

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 Infatti  io lo  faccio anche a  gli adulti  Chi lo ha detto che la calza della Befana deve essere destinata solo ai bambini? Anche gli adulti amano ricevere sorprese, ancora più gradite se sono dolci. Dopo il Natale saremmo con qualche soldino in meno ma anche idee piccole ed economiche possono fare tanto, e rendere felice il destinatari non solo cibo.Sempre secondo    artimondo  Si può approfittare dell’Epifania anche per fare qualche piccolo regalo utile. Gettonatissime le calze, quelle vere, da indossare! Magari artigianali e di buona fattura. Oppure si può regalare un prodotto per la cura del corpo: creme, burrocacao o saponi.Per completare il quadro, un bel biglietto scritto a mano, che farà certamente  più  piacere a chi riceve la calza.
 Inoltre  cosi  chiudo il cerchio  sulle  abbuffate    delle   feste  ,  essa   è  anche  una data  in cui  le famiglie si riuniscono per l’ultima grande abbuffata del periodo natalizio  ,Anche per questo giorno di festa ci sono tante ricette tipiche che si possono preparare e che variano da regione a regione. Infatti non esiste un unico menù dell’Epifania, ma piuttosto una serie di piatti tradizionali della nostra cucina, da cui si possono trarre alcune interessanti idee per poter preparare un buon menù per la festa della befana.
Oltre agli antipasti, i primi e i secondi piatti, nel giorno dell’Epifania non devono mancare le ricette per bambini, in modo da preparare un menù della befana per tutta la famiglia.

Quando i valori non fanno più notizia

Viviamo in un tempo strano. Un tempo in cui tutti parlano, ma pochi ascoltano. In cui tutto è veloce, immediato, usa e getta. Anche le perso...