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11.2.14

Il calcio delle mamme violente

le  donne   che  prima  erano più  calme  e fonte  di saggezza   adesso stanno diventando  stroinze    come l'uomo  e   questa  la parità ?

Il calcio delle mamme violente

Mariella Careddu
Al triplice fischio finale, il risultato non importava più a nessuno. Perché ci sono partite e partite. E in una gara qualunque di un campo di periferia, a volte, verrebbe da dire «Chissenefrega di come è finita» se per novanta minuti ci si è sentiti assediati. Non tifosi qualunque. Ma mamme e fidanzate dei giocatori in campo che si lasciano prendere da un tifo scalmanato che sfiora la rissa. È successo due domeniche fa a Tertenia, ma a fare due chiacchiere con chi i campi li frequenta sovente, succede un po' dappertutto. Perché messo da parte il pallone, quel che conta è difendere i propri uomini. Ciò che sorprende è che la cosa non sorprende nessuno. Non i giocatori che la finiscono a botte negli spogliatoi per completare quel che le loro donne avevano cominciato. Non le tristi protagoniste di una domenica passata a strillare e minacciare le vicine di panca. Loro, che nell'impeto di una sfuriata hanno tenuto a freno le mani (ma non la lingua), sembrano pronte ad appuntarsi sul petto la medaglia di "tifose perfette". E allora, se la violenza (anche verbale) qualche volta è rosa, che colore avranno le scarpe in ricordo delle donne vittime di altre donne? Quello nero dei tacchetti indossati dai giocatori usati a pretesto di un litigio rabbioso o quello rosso della vergogna?

la vergogna non deve essere la fine di una storia.A volte è solo il punto da cui qualcuno trova la forza di ricominciare.Monica Lewinsky

 da  facebook Nel 1998, una donna di 24 anni diventò la persona più famosa d’America. Per il motivo peggiore possibile. Si chiamava Monica L...