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10.2.26

gomorra le origini. ha tutte le basi per altre due stagioni


N.b   
Mi  scuso  cari amici    vicini  e lontani 😇😄 per  lo spoiler  un po' grossolano  rispetto a  gli altri  post  "artistico  \ letterari  precedenti ,ma    per  motivi  di salute     (   ho  fatto uno  strappo  muscolare    e devo tenere  la  gamba  distesa  )  e  quindi sto  usando un  pc   portale   che  non  ha  rispetto all'altro   windos aggiornato    alle  ultime versioni  


 Fonti ; il mattino  , fan page

ho appena  visto    di vedere  la  1  stagione  di Gomorra: Le origini   è posso dire  che confermo   quando   ho detto    nel mio  post  : << Gomorra le  origini    quando  un prequel è  un prequel   e  non qualcosa  tanto per  allungare   il  brodo >> Una serie   che farà  sicuramente farà  scintille e farà discutere,bella,avvincente,intrigante .     Essa   ha  avuto il  merito  di riparie   da  zero ,le  origini  appunto ,  ed   andare  via  via   crescendo . Ma  soprattutto  dopo la bufera di critiche che ha da spesso suscitato «Gomorra - La serie», ritenuta colpevole di riflettere un modello negativo come quello camorristico spingendo all’emulazione, qualcosa è cambiato con «Gomorra - Le origini»: ieri il debutto dell’ultima puntata su Sky.Nel prequel la regia di Marco D’Amore riavvolge il tempo fino agli anni ’80 in una Napoli povera, raccontando come e perché e quando i ragazzi Pietro Savastano e donna Imma partendo da Secondigliano sceglieranno la strada senza ritorno e sporca di sangue del Sistema. Ragazzini all’inizio, assassini alla fine, senza possibilità di fascinazione alcuna. Come riconosce, rivolgendosi all’ex Ciro Di Marzio, all’ex Immortale, Mariella Di Mauro, procuratore aggiunto del Tribunale di Napoli Nord, ringraziandolo per la fotografia onesta, realistica ed accurata che la serie offre sulla camorra segnata dal passaggio dal contrabbando di sigarette al narcotraffico e dalla faida tra la Nuova Camorra Organizzata (NCO) di Raffaele Cutolo e la Nuova Famiglia<<Mi sono>> come  dkce  al mattino  << sentita un’osservatrice privilegiata che, per la sua storia, poteva valutare a pieno le ricostruzioni storico-criminali del tuo lavoro», dice il magistrato dell’antimafia, convinta dalla ricostruzione della genesi socio-familiare, delle dinamiche interne ai clan, della fidelizzazione al loro interno, «che spesso passa per l’amicizia giovanile e la condivisione dello status di degrado, umano prima di tutto», oltre che dell’idealizzazione della figura del capo zona.>>Un’acuta ricostruzione che « consente ciò che nella vita non è consentito: vedere prima ciò che succede dopo e, spero, sia da ausilio, ai giovani prima di tutti, per comprendere che la strada della violenza e dell’illegalità non porta alla emersione né sociale né di gruppo, che la forza del sodalizio criminale prima o poi si sgretola, implode, e che, a fronte del bagliore iniziale, questa traiettoria trascina nel baratro chi la sceglie e le persone a lui care». Il contrario delle tante accuse riversate in passato su Gomorra».La serie originale ed il prequel rappresentano uno spaccato importante non soltanto per aver documentato con crudezza e freddezza i meccanismi della criminalità organizzata, ma anche per la serialità italiana, che grazie alle 5 stagioni ispirate al romanzo di Roberto Saviano ha alzato gli standard qualitativi delle produzioni italiane avvicinandosi alle grandi serie internazionali: senza «Gomorra» forse non sarebbero mai esistite dopo altre fiction italiane talmente potenti da essere distribuite anche all’estero.D’Amore, postando sui social la lettera del pubblico ministero ha ringraziato: «Le sue parole, sapienti ed accorate, mi hanno toccato il cuore. Vengono da chi ha dedicato la propria vita al bene comune, al sogno della giustizia». Forse, perché si capissero davvero le intenzioni della narrazione offerta da Sky fin dalla prima stagione, era inevitabile guardare la storia dall’inizio. E ricordarsi come tutto partisse dal libro di Saviano, che ha raccontato come stava cambiando la camorra quando nessuno lo faceva.Ecco cosa sappiamo  se  ci sarà  o meno  il prequel  . .Se si è  seguito tutte le puntate, soprattutto   quella finale, saprete già quindi che la prima stagione di Gomorra: Le origini lascia aperte diverse sottotrame. Tuttavia, al momento da parte di Sky non esiste alcuna comunicazione ufficiale in merito a un'eventuale stagione 2.Ma in nostro soccorso giunge direttamente Marco D'Amore, regista nonché supervisore artistico della serie prequel. Nel corso di alcune recenti interviste, su tutte la sua recente ospitata nel podcast di Alessandro Cattelan "Supernova", D'Amore si è sbottonato un bel po' e ha sostanzialmente confermato che il suo staff creativo al momento è al lavoro sulla scrittura di Gomorra: Le origini 2.Infatti Non solo, ha lasciato intendere che la prossima stagione potrebbe spostarsi temporalmente al 1980, anno del tremendo Terremoto dell'Irpinia, che devastò Napoli (e coincide, nella storia di Gomorra, anche con la genesi del suo personaggio, Ciro Di Marzio). D'Amore ha infatti detto che le ambizioni della prossima season saranno molto alte, e ha fatto timide allusioni al terremoto, lasciando presupporre che la serie ricreerà gli scenari desolanti di una Napoli devastata dal sisma.Anche i dati d’ascolto giocano a favore di un possibile rinnovo. I primi due episodi hanno registrato 734mila spettatori medi in total audience, considerando la diretta su Sky, l’on demand e lo streaming su NOW. Il terzo episodio in soli tre giorni ha raggiunto una media di circa 460mila spettatori, con una crescita del 3% rispetto ai precedenti. Ancora più significativo l'indice di permanenza: dal 62% dei primi due episodi si è passati al 70% per il terzo, un valore superiore a quello di altre serie di successo come M – Il Figlio del Secolo. Un segnale evidente che il pubblico non solo segue la serie, ma resta incollato allo schermo.In attesa di comunicazioni ufficiali, possiamo dire che Gomorra – Le Origini ha tutte le carte in regola per continuare il suo racconto. E i fan, ormai, sperano che questo sia solo l'inizio di  un  Cult  come è stata la serie  originale . Di

Attenzione: se non volete rovinarvi l'eventuale  visione sappiate che da ora in poi, il contenuto dell'articolo contiene SPOILER



Il finale di Gomorra – Le Origini: cosa succede nell'ultima puntataNel finale di Gomorra Le Origini diretto da Francesco Ghiaccio, Pietro immagina e prova a costruire il suo futuro con Imma, lontano da Secondigliano. Organizza il loro viaggio in America, ma quando Angelo ‘A Sirena si trova coinvolto in un attacco, decide di correre da lui per salvarlo. Angelo, accecato dall'odio, era pronto a tutto per vendicarsi e colpire i Villa: il suo piano, però, deraglia e il giovane si trova a un passo dalla morte. Pietro lo salva, raggiungendolo insieme a Mimì (interpretato da Antonio Buono) e Tresette (Ciro Burzo), lasciando Imma da sola al porto mentre guarda in lacrime la nave per l'America partire senza di loro. L'episodio finale si conclude con ‘O Paisano che scappa dal carcere grazie alla complicità della sorella.Il prequel di Gomorra dedicato al personaggio di Pietro Savastano, stando a quanto annunciato da Deadline lo scorso novembre, dovrebbe essere composto da tre stagioni. La seconda e la terza, si legge sul magazine statunitense esperto di cinema e serie tv, sarebbero necessarie per lo sviluppo della trama. Sebbene non esista una conferma ufficiale da Sky, oltre allo spoiler di Deadline di qualche mese fa, anche il finale aperto del primo capitolo non lascerebbe spazio a troppi dubbi sulla realizzazione dei nuovi episodi. I personaggi, pronti a evolvere, nel finale danno spazio a nuove chiavi di lettura sul loro percorso: il ritorno di Pietro e Imma, Angelo ‘A Sirena e ‘O Paisano insieme ad un eventuale ruolo di coro bambino che si lega a Savastano junior  sul piccolo schermo quindi apparirebbe più che ovvio.

9.1.16

Napoli, forcella Don Berselli: "Dobbiamo imparare dalla camorra" Forcella, l'amara provocazione del parroco dopo l'omicidio di Maikol. Il prete accusa: "Le istituzioni brillano per la loro assenza"



ma  guarda  un po    cosa  si deve  fare  per   farti ascoltare  o  perchè  i media  ti diano ascolto  , visto che senza  provocazioni  non  ti  caga nessuno  . Ecco   perchè  Don Berselli  prete  di  forcella  dopo questi fatti  


ù


 ha  lanciato la sua  provocazione   che  è stata  fraintesa   , alemno da quei comenti che  ho letto  al vieo di repubblica  ( video sotto )   :


  • Ma perché stato e camorra sono antitetici? lo stato se ne frega e la camorra riempie un vuoto, poi entrambi passano all'incasso. Lo stato italiano è in metastasi mafio-camorrista. E' uno stato corrotto e corruttore all'ennesima potenza. Non è riformabile ma solo RIVOLUZIONABILE.
  • Non è una novità che la chiesa stia con i poteri forti . Pensate a cosa succede nelle processioni . punto
  • E' ormai arci risaputo che I parroci stanno con chi scuce più' "grana". Niente a che vedere con carità' e gente comune,solo benefici per I gestori del negozio chiesa


 trovate  qui   sotto   nell'articolo  di  http://napoli.repubblica.it/cronaca/
09 gennaio 2016

Napoli, Don Berselli: "Dobbiamo imparare dalla camorra"
Forcella, l'amara provocazione del parroco dopo l'omicidio di Maikol. Il prete accusa: "Le istituzioni brillano per la loro assenza"di 
ANTONIO DI COSTANZO
Don Berselli (  foto  sotto   ) , parroco di Forcella, usa un paradosso duro: "Quando mi dicono sei un prete anti-camorra io rispondo scherzando: "Vi sbagliate, io sono per la camorra. Da queste parti è la sola cosa che funziona"".
Ecci  La provocazione di padre Angelo Berselli: "Io sono a favore della camorra. E' l'unica cosa che funziona"


"Quando mi chiamano parroco anticamorra, io rispondo scherzando: ma quale anticamorra? Io sono a favore della camorra. E' l'unica cosa che funziona, dovremmo imparare: prendersi cura dei detenuti, fare attenzione alle famiglie. Ci sarebbero diverse cose da prendere ad esempio, ovviamente con un substrato morale completamente diverso". Lancia una provocazione padre Angelo Berselli, parroco della chiesa di San Giorgio Maggiore di Forcella. Usa parole dure per spingere le istituzioni a intervenire di fronte all'ennesima vittima innocente.(a


Ma che fa, elogia la camorra?

"Ovviamente la mia è una provocazione. Ma dico che dovremmo imparare dalla camorra che si prende cura dei detenuti, delle famiglie, di chi non ha lavoro. Ci sarebbero diverse cose da prendere a esempio, con un substrato morale completamente diverso".


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Ma che fa, elogia la camorra?
"Ovviamente la mia è una provocazione. Ma dico che dovremmo imparare dalla camorra che si prende cura dei detenuti, delle famiglie, di chi non ha lavoro. Ci sarebbero diverse cose da prendere a esempio, con un substrato morale completamente diverso".

Ma il primo problema non è proprio la camorra?

"Il primo problema è la violenza che noi respiriamo quotidianamente perché è diventata normalità che accadano queste morti: è il nutrimento di quel frutto maledetto che è la camorra".

Il suo sembra un discorso senza speranza.
"La sicurezza chi la deve garantire? Lo Stato o qualcun altro? Se non ci si affida allo Stato non avremo speranza, ma un esempio ce lo dà proprio il povero Maikol che era un bravo ragazzo che lavorava e vendeva i calzini per sfamare i figli. Il 20 per cento delle persone è cattivo, ma l'altro 80 per cento è composto da brave persone abbandonate. Con loro si potrebbe discutere, ma ne andrebbe conquistata la fiducia"

E invece?

"Qui alla nostre spalle c'è il teatro Trianon chiuso. È il simbolo del fallimento delle istituzioni. Sono stato in parrocchie in tutti i quartieri ma devo dire che a Forcella c'è la situazione più difficile. Manca persino la camorra, quelle di oggi sono bande che tirano cocaina e vanno a sparare. Ai Quartieri spagnoli se accadeva qualcosa, almeno, sapevo contro chi prendermela. Qui no. I commercianti sono contenti: non pagano il pizzo perché non c'è nessuno che va a riscuotere. Ci sarebbe la possibilità di intervenire, ma i politici pensano ad altro, alle elezioni. Il risultato è che ci sono altri due orfani perché chi di dovere brilla per la propria assenza".

Il questore sostiene che c'è omertà e indignazione a orologeria.
"Ho letto l'articolo su "Repubblica", ma se lo Stato fa funzionare le telecamere non ho l'obbligo di indicarti un nome. Un uomo illustre ha detto che un popolo e una nazione civili non hanno bisogno che i cittadini facciano gli eroi. Nella mia parrocchia pur avendo pochi soldi ho otto telecamere che funzionano. L'altro giorno ho letto che hanno arrestato un camorrista che grazie a un sistema di videosorveglianza si rendeva conto di chi si avvicinava. Lo fanno loro e non lo possiamo fare noi? La faccenda è banale. Ma che ci vuole a far sistemare una telecamera e provvedere che funzioni? È mai possibile che in rioni come Sanità e Forcella non ci siano?".

Basta la videosorveglianza per evitare sparatorie e vittime innocenti?
"Se ci sono le telecamere un minimo di prudenza in più si usa, magari non si va a sparare in pieno giorno. Qui c'è la serenità di agire indisturbati. Queste sono morti annunciate. Bisognerebbe parlare di meno e agire
di più. Riprendiamo il caso del Trianon chiuso. Prima mandava i biglietti gratis in tutte le parrocchie e noi li distribuivamo alle famiglie. Era un modo per diffondere cultura. Oggi i ragazzi basano la loro esistenza sulla frase ripresa dalla televisione "e che ce ne importa!". Ma quello che è capitato a Maikol può accadere a tutti. Nessuno se ne può disinteressare, tutti ci devono mettere il proprio impegno, tutti devono fare la loro piccola parte".



Come il curling unisce le persone di Livigno anche senza medaglie

Camminando la sera lungo via Ostaria, nella parte nord di Livigno , si può ascoltare un suono inatteso. Una sorta di paff, o puck, o stonk. ...