Per ora salvo smentite nei giorni successivi il tabù dell'oro o una medaglia solo maschile sembra essere confermato . Nonostante sia un fatto evidente , mi arrivano le accuse di sessismo e di misoginia . Ora non sapevo che parlare di un tema cosi scomodo significasse essere misogino o sessista . Cosa che non sono e con cui lotto ogni giorno per non esserlo ed non esserne influenzato .Mi riferivo a quelle specialità in cui le medaglie
sono arrivate negli ultimi anni dalle donne . IL che non significa che non mi faccia piacere , anzi sono contentissimo ed orgoglioso che le donne tengano alto il prestigio e il il livello qualificativo in tali sport sia che vadano a medaglia che non ci vadano e facciano gare spettacolari come quelle a cui abbiamo assistito in questi giorni Ma come dice il proverbio un po' per uno non fa male a nessuno . Ma soprattutto il mio e quello del Qn a cui rimando [ vedere anche url inizio post ] voleva essere riferito poi nella scelta del titolo ho sbagliato anche a quegli sport , vedere slide sopra al centro tratta da Italia ai Giochi olimpici di Wikipedia in word progress , in cui ancora non abbiamo nel corso della storia delle olimpiadi invernali mai vinto una medaglia .Ripeto ben vengano medaglie anche dalle donne se in tali sport soprattutto quelli in cui non abbiamo vinto una medaglia
«Bello, senza riserve, è l'amore della verità. Esso porta lontano, ed è difficile giungere al termine del cammino. Più difficile però è la via del ritorno, quando si vuol dire la verità. Voler mostrare la verità nuda è meno bello, poiché turba come una passione. Quasi tutti i cercatori di verità hanno sofferto di questa malattia, da tempo immemorabile» (Giorgio Colli)
Molti\e di voi , intervistati ed intervistati mancati fra cui il discusso ( 123) e filosofo salottiero prof Diego Fusaro , creedono che questo blog sia un blog giornalistico . Tale blog secodo gli aspetti normativi e legali non è . E poi come ho già detto in un post precedente precedente non mi piace essere inquadrati in categorie ( ordine dei giornalisti o pubblicisti ) prefferisco essere libero , ma soprattutto non sono nèp uno nè l'altro non ha i titoli sono un semplice laureato in lettere .
Le mie non sono interviste ma sorte di domande ( o chiaccherate con alcuni ) per appropfondire , sviscerare meglio quello che scrivono , suonano , raccontano , pensano , ecc .
Ed proprio in base a ciò che , iuncuriosito dalle varie interviste , dal manifesto della sua associazione ( interesse nazionale ) ho deciso di fare alcune domande a Diego fusaro findatore dell'associazione filosofiuca \ politica http://www.interessenazionale.net/
eccole
mi sembra che il manifesto d'interesse nazionale c'è un allontamento dalla tua formazione marxista omeglio una snaturazione del pensiero marxista ti chiedo secondo te il capitale di marx è ancora attuale o no ?
leggendo il manifesto e sentendo la sua presentazione
mi sorge un dubbio sull'uso del termine apolitica . Esso mi sembra un contro senso in quanto qualunque cosa si dice i si faccia si fa sempre poilitica . Infatti voi d'interesse nazionale dite : << L’associazione inoltre sostiene l’etica, la moralità, la formazione, la meritocrazia e la giustizia come elementi fondanti e primari del vivere civile, con l’obiettivo di fornire tutta l’assistenza possibile per far comprendere che la strada del bene produce sempre di più di quella del male, non solo in termini etici e morali e di miglioramento per la società, ma anche in termini concreti per le imprese e per i lavoratori con risultati di maggiore e migliore occupazione.>> quindi cosa intendi per apolitica ?
in cosa si differenzia il vostro nazionalismo da quello exenofobo , ultra populista di Salvini e della nuova destra ( casa pound e forza nuova ) ?
può esistere una globalizzazione sostenibile? Davvero non esiste altra via tra l’accettazione dello status quo -e dei suoi assurdi meccanismi- e quell’antistorico ritorno al nazionalismo che viene invocato dai più parti ?
IL Think global, atc local ( pensare globale agire locale ) motto attribuito a Patrick Geddes, che lo applicava campo di sua competenza, cioè la progettazione urbanistica.Ma che in effetti, in questi anni, le uniche cose che possono moltiplicarsi e circolare il più liberamente possibile senza fare danno alcuno (e anzi portando progresso) sono le idee. Ed esse sono state blindate con copyright, brevetti e mezzi analoghi, al fine di creare scarsità artificiale su cui lucrare.
Le idee possono assumere qualunque forma. Possono essere ricerche scientifiche, leggi, best practice, iniziative. Ma possono essere anche strumenti come i software, e -da quando esiste la fabbricazione digitale- anche file da dare in pasto a quelle macchine a controllo numerico (stampanti 3D, lasercut, frese, ecc) che li trasformano in oggetti solidi; e a fianco di questi possono essere istruzioni di montaggio, documentazione allegata etc.
Per fortuna c’è un mondo che ha capito tutto ciò, e che da anni si regola di conseguenza. Quell’invito a “pensare globalmente e agire in loco” è stato raccolto e rilanciato da tutti quei movimenti che utilizzano la Rete per scambiarsi idee, conoscenza tecnica, ma che poi agiscono sul territorio. Si pensi ai FabLab, alle imprese di co-working, o a tutte quelle iniziative che declinano i princìpi del Software Libero ad altri ambiti: si pensi all’Open Hardware, Knowledge, Design, fino ad arrivare a settori a cui non si sarebbe mai pensato fino a pochi anni fa (non è più un’utopia pensare di produrre in Open Source autovetture, macchinari agricoli e perfino attrezzature mediche di altissimo livello tecnologico).potrebbe essere una buona idea come proponggono i vari movimenti non global specialmente i vari partiti pirati e anche il gruppo Mcr in mia dolce rivoluzionaria ) per risolvere la situazione attuale di cui fate cenni anche voi nel manifesto della vostrta associazione ?
manca nel manifesto ogni riferimento al gruppo di pression e più importante della storia italiana e che ancora continua , lo stato vativano e le parocchie . qual è la vostra posizione in merito ?
al punto 7 del manifesto programmatico mi sembra d'intravedere una politica autarchia . sto sbagliando ?
non è che c'è un un tentativo , quando parlate VALORI DI DESTRA, IDEE DI SINISTRA c'è un riferimento o un ritorno alle teorie del centrismo della dc che caratterizarano la nostra storia repubblicana ?
cosa intendete con << TUTELA DEI CORPI INTERMEDI E DELLA SFERA PUBBLICA >> è un ritorno ai ceti medi ?
con << LA FAMIGLIA, CELLULA PREPOLITICA DELLA COMUNITÀ >> intendete anche le famiglie arcobaleno cioè quelle Lgbt ?
ai punti 12 13 un ritorno allo stato etico ed ad un economia statalista come era l'ex blocco sovietico opure mista come in italia fino a gli anni '90 ?
quanto dite : << Il presente documento ha lo scopo di definire le regole principali e gli impegni per poter partecipare ad eventi. Regole ed Impegni che dovranno essere rispettati da parte di coloro che voglio avere come ospiti i rappresentanti di Interesse Nazionale.>> non è una forma di rifiuto del confronto con cui non la pensa come voi o meglio diversamente da voi ?
nella voce L'AGORÀ dici che << L’ Agorà, come luogo di confronto, è quello spazio, sul nostro sito, in cui le idee di Interesse Nazionale verranno presentate, confrontate e di conseguenza sottoposte in modo diretto o indiretto ad un processo di miglioramento continuo. >> non è una contraddizione con quanto affermato nella fase finale del manifesto : << Il presente documento ha lo scopo di definire le regole principali e gli impegni per poter partecipare ad eventi. Regole ed Impegni che dovranno essere rispettati da parte di coloro che voglio avere come ospiti i rappresentanti di Interesse Nazionale. >> ?
pazienza se non mi ha risposto . ne posso fare a meno di uno che si dice libero dal dualismo destra \ sinistra , e che lotta contro il pensiero unico per poi finire dentro un pensiero unico Infatti ha gettato alle ortiche quello in cui credeva e la sua fornmazione coulturale per passare alla destra extraparlamentare e sociale . Uno che si nasconde dietro il linguaggio del filosofo da salotto insomma un rossobrunista
cioè è la sintesi diabolica dei due estremi che hanno versato lacrime e sangue nel Novecento: Comunismo e Fascismo. Per le grammatiche del pensiero unico, sovrastruttura egemonica che giustifica i rapporti di forza del blocco monopolare americanocentrico iperclassista post ’89, Rossobruno è chiunque proponga la possibilità di controllo dell’economia di mercato, oggi assolutizzata, o chiunque solo prospetti la possibilità alternative di “essere”, rispetto al capitalismo.” .
Anche se secondo Giancarlo Murgia si deve parlare di nazi-maoismo e comunitarismoRossobruno è un termine relativamente recente, che va a identificare quelle aree politiche che una volta si sarebbero definite, più sinteticamente e più efficacemente, nazi-maoiste. << Nel corso degli anni, soprattutto nei primi anni novanta, il nazimaoismo mandato in pensione dalla fine delle ideologie cambiava definizione ma non sostanza, identificandosi col “comunitarismo”.I rossobruni si mimetizzano molto bene, nascondendo la loro identità politica ben argomentata dietro simbologie e parole d’ordine apparentemente di sinistra. Ma una cosa principalmente caratterizza tutta l’area rossobruna: ogni fenomeno della vita collettiva viene interpretato come episodio di politica internazionale. Nel fare questo, si servono di una determinata materia scientifica, la geopolitica, strumento analitico col quale interpretano ogni fenomeno politico rilevante. Lo sviluppo sociale è determinato, secondo questa, dalla continua dialettica fra blocchi nazionali o macroregionali culturalmente omogenei e in contrapposizione, in perenne scontro fra loro per l’egemonia – o la sopravvivenza – culturale. Anche i singoli episodi della vita sociale nazionale (il termine nazionale è una costante, mentre mai o quasi mai viene citata la parola stato – se non come sinonimo di comunità nazionale) derivano le proprie cause – e la spiegazione generale – dai rapporti di forza internazionali. In questo scontro globale, il concetto di Stato diviene sinonimo di Nazione, e questo viene assimilato a quello di Popolo. Altra caratteristica peculiare del rossobrunismo è la costante rivendicazione identitaria ed etnicista. Ogni scontro statale si trasforma così in scontro fra nazioni, e cioè in scontro fra popoli. Nel fare questo, il rossobrunismo (e tanta parte della geopolitica), inventano di sana pianta territori e culture assolutamente artificiali, come ad esempio il concetto di “Eurasia”, o “Eurabia”, mitiche regioni accumunate culturalmente dall’opposizione all’egemonia statunitense [----] >> continua su https://6viola.wordpress.com/2013/12/29/cosa-significa-rosso-bruno/
concludo con questa frase : << il tempo è dei filosofi >> ( cit dalla canzione dimmi bel giovane canto anonimo anarchico del XIX secolo ) . Infatti si può dire di lui quello che egli dice al giornalista Christian Raimo : << Egli scrive pure mediocri cose sull’argomento. La sua figura sarebbe poca cosa, in fondo: polvere sugli stivali della storia, direbbe lo Hegel. >> ( vedere qui ) . fusaro trova un luogo consono alla sua sub-cultura reazionaria e conformista.. in mezzo agli ignoranti regressivi fascisti. Infatti la mia amica Silvana Porcu dice : << A parte il fatto che è spesso illeggibile, nel senso che non si capisce dove vuole andare a parare, ha scelto il posto giusto. Per lo meno si é rivelato. >>
ma guarda un po cosa si deve fare per farti ascoltare o perchè i media ti diano ascolto , visto che senza provocazioni non ti caga nessuno . Ecco perchè Don Berselli prete di forcella dopo questi fatti
ù
ha lanciato la sua provocazione che è stata fraintesa , alemno da quei comenti che ho letto al vieo di repubblica ( video sotto ) :
Ma perché stato e camorra sono antitetici? lo stato se ne frega e la camorra riempie un vuoto, poi entrambi passano all'incasso. Lo stato italiano è in metastasi mafio-camorrista. E' uno stato corrotto e corruttore all'ennesima potenza. Non è riformabile ma solo RIVOLUZIONABILE.
Non è una novità che la chiesa stia con i poteri forti . Pensate a cosa succede nelle processioni . punto
E' ormai arci risaputo che I parroci stanno con chi scuce più' "grana". Niente a che vedere con carità' e gente comune,solo benefici per I gestori del negozio chiesa
Napoli, Don Berselli: "Dobbiamo imparare dalla camorra"
Forcella, l'amara provocazione del parroco dopo l'omicidio di Maikol. Il prete accusa: "Le istituzioni brillano per la loro assenza"di
ANTONIO DI COSTANZO
Don Berselli ( foto sotto ) , parroco di Forcella, usa un paradosso duro: "Quando mi dicono sei un prete anti-camorra io rispondo scherzando: "Vi sbagliate, io sono per la camorra. Da queste parti è la sola cosa che funziona"".
Ecci La provocazione di padre Angelo Berselli: "Io sono a favore della camorra. E' l'unica cosa che funziona"
"Quando mi chiamano parroco anticamorra, io rispondo scherzando: ma quale anticamorra? Io sono a favore della camorra. E' l'unica cosa che funziona, dovremmo imparare: prendersi cura dei detenuti, fare attenzione alle famiglie. Ci sarebbero diverse cose da prendere ad esempio, ovviamente con un substrato morale completamente diverso". Lancia una provocazione padre Angelo Berselli, parroco della chiesa di San Giorgio Maggiore di Forcella. Usa parole dure per spingere le istituzioni a intervenire di fronte all'ennesima vittima innocente.(a
Ma che fa, elogia la camorra?
"Ovviamente la mia è una provocazione. Ma dico che dovremmo imparare dalla camorra che si prende cura dei detenuti, delle famiglie, di chi non ha lavoro. Ci sarebbero diverse cose da prendere a esempio, con un substrato morale completamente diverso".
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Ma che fa, elogia la camorra?
"Ovviamente la mia è una provocazione. Ma dico che dovremmo imparare dalla camorra che si prende cura dei detenuti, delle famiglie, di chi non ha lavoro. Ci sarebbero diverse cose da prendere a esempio, con un substrato morale completamente diverso". Ma il primo problema non è proprio la camorra?
"Il primo problema è la violenza che noi respiriamo quotidianamente perché è diventata normalità che accadano queste morti: è il nutrimento di quel frutto maledetto che è la camorra".
Il suo sembra un discorso senza speranza.
"La sicurezza chi la deve garantire? Lo Stato o qualcun altro? Se non ci si affida allo Stato non avremo speranza, ma un esempio ce lo dà proprio il povero Maikol che era un bravo ragazzo che lavorava e vendeva i calzini per sfamare i figli. Il 20 per cento delle persone è cattivo, ma l'altro 80 per cento è composto da brave persone abbandonate. Con loro si potrebbe discutere, ma ne andrebbe conquistata la fiducia" E invece?
"Qui alla nostre spalle c'è il teatro Trianon chiuso. È il simbolo del fallimento delle istituzioni. Sono stato in parrocchie in tutti i quartieri ma devo dire che a Forcella c'è la situazione più difficile. Manca persino la camorra, quelle di oggi sono bande che tirano cocaina e vanno a sparare. Ai Quartieri spagnoli se accadeva qualcosa, almeno, sapevo contro chi prendermela. Qui no. I commercianti sono contenti: non pagano il pizzo perché non c'è nessuno che va a riscuotere. Ci sarebbe la possibilità di intervenire, ma i politici pensano ad altro, alle elezioni. Il risultato è che ci sono altri due orfani perché chi di dovere brilla per la propria assenza".
Il questore sostiene che c'è omertà e indignazione a orologeria.
"Ho letto l'articolo su "Repubblica", ma se lo Stato fa funzionare le telecamere non ho l'obbligo di indicarti un nome. Un uomo illustre ha detto che un popolo e una nazione civili non hanno bisogno che i cittadini facciano gli eroi. Nella mia parrocchia pur avendo pochi soldi ho otto telecamere che funzionano. L'altro giorno ho letto che hanno arrestato un camorrista che grazie a un sistema di videosorveglianza si rendeva conto di chi si avvicinava. Lo fanno loro e non lo possiamo fare noi? La faccenda è banale. Ma che ci vuole a far sistemare una telecamera e provvedere che funzioni? È mai possibile che in rioni come Sanità e Forcella non ci siano?".
Basta la videosorveglianza per evitare sparatorie e vittime innocenti?
"Se ci sono le telecamere un minimo di prudenza in più si usa, magari non si va a sparare in pieno giorno. Qui c'è la serenità di agire indisturbati. Queste sono morti annunciate. Bisognerebbe parlare di meno e agire
di più. Riprendiamo il caso del Trianon chiuso. Prima mandava i biglietti gratis in tutte le parrocchie e noi li distribuivamo alle famiglie. Era un modo per diffondere cultura. Oggi i ragazzi basano la loro esistenza sulla frase ripresa dalla televisione "e che ce ne importa!". Ma quello che è capitato a Maikol può accadere a tutti. Nessuno se ne può disinteressare, tutti ci devono mettere il proprio impegno, tutti devono fare la loro piccola parte".
3) APA - statement about sexual orientation, parents and children:http://www.apa.org/about/policy/parenting.aspx (To be published in Volume 60, Issue Number 5 of the American Psychologist.)
Altri riferimenti: - Articolo 3 della Costituzione italiana: "Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali[...]" - Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: 1) Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcu- na, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religio- ne, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. 2) Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello sta- tuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale territorio sia indipen- dente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autono- mo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità. -
Cannavaro l’omofobo scende in campo con il PDL. Assessore a Napoli?
Dopo le uscite omofobe del 2009, sui matrimoni gay in Spagna accostati a Gomorra, che gli comportarono il mancato rinnovo del contratto con il real Madrid (il 53% dei tifosi lo voleva fuori) e l’esilio negli Emirati Arabi, Cannavaro sembra in procinto di tornare in Italia, come assessore allo sport del candidato sindaco di Napoli del PDL Gianni Lettieri.
In mutande, con i suoi compagni di squadra, tra cui anche l’altro omofobo Gattuso, Cannavaro sembrava strizzare l’occhio proprio a quei gay che tanto gli fanno schifo. Ma non altrettanto schifo prova per i loro soldi. Solo una coppia di stilisti di destra come Dolce & Gabbana, quelli che sostenevano l’inutilità delle Unioni Civili “perchè tanto loro, con i soldi che hanno, fanno comunque quello che vogliono”, poteva utilizzare modelli omofobi per una pubblicità diretta al mondo gay. Eppure siamo in Italia e le finocchie continuano a vestirsi Dolce & Gabbana pur sapendo che, i due stilisti, sono tra i più acerrimi nemici dei loro diritti. Diventati da tempo articoli da mercatino e snobbati dai fashion followers … rimangono, purtroppo, un top per i gay italiani, un pò “ritardati” in tutto. Chissà quanti di loro, avvolti in una mutanda D&G, sbavano ancora guardando in tv Cannavaro che corre dietro un pallone. Noi auguriamo al PDL campano e al loro assessore in pectore una sonora batosta ed una caduta nel dimenticatoio.
Comunque, a chi interessa, ecco la notizia lanciata da TMNews:
Gianni Lettieri, candidato a sindaco di Napoli per il centrodestra, coinvolgerà il campione del mondo Fabio Cannavaro nella sua squadra di governo qualora dovesse vincere le elezioni del prossimo maggio. “Ho chiesto a Fabio, che ha subito accettato, di impegnarsi al mio fianco per il rilancio della città, mettendo a frutto la sua esperienza – ha spiegato Lettieri – per aiutare i giovani a credere in loro stessi e nello sport. So che ha molti impegni, ma so anche che di fronte alla sfida di far vincere la sua Napoli non si tirerà indietro”. “La sua immagine e la sua voglia di fare saranno determinanti per aiutare la città e sostenere i nostri ragazzi a dare una speranza a chi vive situazioni di difficoltà, a chi per disperazione purtroppo decide di avvicinarsi alla criminalità. Voglio mettere a sua disposizione – ha proseguito Lettieri – ogni più utile risorsa. Fabio ha sempre avuto a cuore le sorti della città e quella dei suoi ragazzi e già sta facendo tanto con Ciro Ferrara con la loro fondazione”. Lettieri ha già ricevuto una email dall’ex capitano dell’Italia. Cannavaro, Pallone d’Oro dopo i mondiali del 2006, già giocatore della Juventus, del Real Madrid e attualmente difesore dell’Al-Ahli Club (Emirati arabi uniti) è pronto. “Condivido i tuoi progetti sulla rinascita della città che vorrai promuovere come sindaco, in special modo – ha scritto Cannavaro nella lettera – per quanto attiene ai giovani e alla soluzione delle problematiche che da troppo tempo li affliggono. Voglio perciò aiutarti in questa sfida difficile ed entusiasmante che va oltre ogni schieramento politico e le logiche di partito. Ho ancora un anno di contratto, durante il quale cercherò di impostare l’assessorato più idoneo creando un team dedicato di professionisti, dirigenti e funzionari comunali. A contratto scaduto, spenderò il mio tempo – ha assicurato – ad aiutare Napoli e i napoletani. So che è una grande responsabilità e che i problemi sono molti, ma ho sempre sognato – ha concluso – di poter fare qualcosa di importante per la mia città”
Intervista esclusiva: “Un figlio gay? Non avrei alcun problema!”. Salmo risponde alle accuse di omofobia
“Avessi un figlio gay sicuro lo pesterei” è la frase contenuta nella canzone “Merda in testa”, di Salmo e Guè Pequeno, che ha fatto infuriare la comunità GLBT italiana ma anche tanti fan dell’artista sardo. Salmo: “E’ solo una rima che precede il ritornello Quanta merda che c’ho in testa.Io quelle cose non le penso proprio”
Nei giorni scorsi è divampata la polemica, prima su Facebook poi sui mezzi di comunicazione. Omofobo e violento sono le accuse che il popolo della rete, tra cui anche alcuni fan, hanno rivolto al rapper sardo.
Nato ad Olbia nel 1984, Salmo incide le sue prime strofe nel 1997 e, dal 2000, produce come rapper i primi demo. Negli stessi anni lavora su proggetti musicali paralleli girando per l’italia e l’europa con gli SKASI…CO (band rap-metal), con i quali produce 3 album e, nel 2009, collabora con i THREE PIGS TRIP producendo il primo EP: “mercyfull bullets”. Dopo 13 anni di attività, nel 2011, incide il primo LP da solista “THE ISLAND CHAINSAW MASSACRE” che riceve moltissime critiche positive.
Salmo non è certo un paladino dei diritti dei gay ma ad essere descritto come omofobo proprio non ci sta. Tutto nasce da una collaborazione con Guè Pequeno, il rapper milanese considerato uno dei fenomeni del 2011, con il quale registra “Merda in testa” un free style contenuto nel mixtape “Fastlife 3″ in uscita alla fine di questo mese. Con il ritornello “Quanta merda che c’ho in testa“, Salmo e Guè infilano una serie di rime, più o meno baciate, tra cui “Vivo day by day sono il capo come Ray/Più hardcore degli Utop/Avessi un figlio gay sicuro lo pesterei/Vuoi far suonare Salmo in giro chiama il 666″
“La canzone non voleva essere distruttiva nè violenta, magari a freddo può sembrare un pò pesante, ma in realtà sono frasi sconnesse che fanno seguito al titolo del pezzo: “merda in testa”. Se avessi un figlio gay io non lo pesterei. Assolutamente“. Ci dice Salmo al telefono. “Non mi sarei mai aspettato questa reazione e mi dispiace che ci sia stato questo fraintendimento. Scrivo i testi delle mie canzoni mettendo su carta tutto quello che mi passa per la testa e quelle frasi rispecchiavano il pensiero di qualcuno che si sente con “tanta merda in testa” … appunto”.
La spiegazione della canzone è chiara, ma la tua reazione alle richieste di chiarimenti su Facebook lo è un pò meno
“Si, hai ragione. Mi sono fatto prendere la mano. Non sono abituato a tutta questa notorietà e quando mi sono visto attaccato in quel modo, con offese gratuite, da persone che nemmeno avevano sentito il pezzo, mi sono innervosito e ho risposto di conseguenza.”
Nella tua prima risposta hai scritto “… non tollero quando vogliono essere accettati mettendo sul web “foto di nudo artistico” mentre si inculano uno con l’altro, da vomito!”. Un pò forte per essere solo una risposta ad accuse di omofobia, non trovi?
“Si, forse. Ma è stata una reazione ad una serie di messaggi privati ed alla pubblicazione continua, sulla mia pagina Facebook, di foto di uomini nudi e di sesso fra uomini. Ognuno è libero di fare quello che vuole ma quella mi sembrava un’imposizione … certo ho esagerato, ma il “vomito” si riferiva a quelle pubblicazioni e non ai rapporti tra omosessuali. Ripeto, ognuno è libero di fare quello che vuole ma non di imporlo agli altri.”
Come mai hai deciso di cancellare la tua prima risposta?
“Perchè l’ho scritta d’impulso e mi sono reso conto che non rispecchiava il mio pensiero. Poi leggendo i commenti alla risposta, sopratutto quelli che esageravano contro i gay, ho capito di avere esagerato e l’ho cancellata subito. Non ho niente contro gli omosessuali e non voglio stimolare l’odio o l’aggressività contro di loro. Ho scritto anche di conoscere diversi gay, anche coppie. Anche loro mi hanno chiesto spiegazioni di quella frase e quando gli ho fatto notare il contesto della canzone hanno capito. Sai, molti quando seguono un artista cercano un esempio da seguire, ma io non lo sono, sono un ragazzo normale che dice quello che pensa. Credo che ora starò un pò più attento.”
So che nei giorni scorsi hai parlato con il presidente del Movimento Omosessuale Sardo, vi siete chiariti?
“Si, mi ha chiamato per chiedermi chiarimenti di quanto successo e gli ho spiegato come sono andate le cose. Quando ho saputo che mi cercava mi sono reso subito disponibile, non mi piaceva l’idea di scontrarmi con un movimento che lavora da tanti anni sulla mia terra e che rispetto. Credo che lui abbia capito.”
Capitolo chiuso allora?
“Sicuramente si. E’ stata una leggerezza, non tanto la canzone quanto la mia reazione. Adesso ho capito che non devo prendere così sul personale tutto quello che viene scritto sulla rete, dietro un computer tutti si sentono liberi di dire quello che vogliono e spesso esagerano. L’ho fatto anche io; non lo ripeterò”
Cosa ne pensi del matrimonio o, comunque, dei diritti delle coppie gay?
“Io sono favorevole ai diritti per tutti … ma, se devo essere sincero, il matrimonio, etero o gay, lo abolirei … Ecco (.. ride) ho fatto anche la rima ..”
Dove ti trovi ora?
“In questo periodo vivo a Milano, spostarsi dalla Sardegna per i concerti era un problema, così ho deciso di trasferirmi qui”
Quando ti rivedremo in Sardegna?
“Spero molto presto”
In una nota il Movimento Omosessuale Sardo conferma la telefonata e getta acqua sul fuoco “No, non ritengo Salmo omofobo” dice Massimo Mele, presidente del MOS “Certo, la sua risposta su Facebook poteva sembrarlo ma il fatto che se ne sia reso conto da solo è un buon segno. La frase della canzone è certo censurabile in sè, ma se contestualizzata credo che rappresenti bene “la merda che molte persone hanno in testa”. Capita a tutti di dire sciocchezze, l’importante è rendersene conto. I cantanti o i gruppi realmente omofobi lo rivendicano pubblicamente, lui ha fatto un passo indietro, segno che non è quella la sua posizione. Magari in futuro lo troveremo anche a sostenere le nostre rivendicazioni. Se vorrà, ci sarà un posto anche per lui nel concerto contro l’omofobia che organizzeremo a Giugno, che quest’anno sarà anche l’occasione per festeggiare i 20 anni di attività della nostra associazione.”
Intervista telefonica realizzata dalla redazione di MOSinforma
Ecco il testo integrale di Merda in testa, di Salmo e Guè Pequeno
Fin da piccolo, fra sai, che avevo grosse ispirazioni
SP nei miei polmoni con l’imbosco nei miei coglioni
Da grande ocus pocus, trasformo barre in euro
Guardo la tv, mentre ho il volume a palla nello stereo
Multi-tasking
E frate la tua tipa è multi-cazzi
Si vero è troppo impegnata, non c’ha un buco libero
Tengo separato il business dagli amici e dalla donna
Ricorda tieni siempre separata las dodas.
Capisci un po’ le citazioni, no, non hai mai visto un film
Questo flow è già storia Guepe Story X
Contro me la tua testa fa crash tipo una bottiglia di Becks
Con la tua tipa sono un groupie entro sempre nel back
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Uhh
Sconvolto spettinato in paranoia, mentre guido
Ho un teschio in faccia na hacido Salmo amigo comprendido
So che ottengo, perché esigo
Parlo poco, perché in due parole me la sbrigo
Rap da algebra preparato in materia
Il mio corpo è in aria, sono di sostanza aerea che ora porti con chi
Mi ascolta in stereo, faccio Hysteria
Ci sfioriamo appena, tipo Capoeira
Hey man occhi spenti, dietro lenti Ray-Ban
Chiama il numero della bestia come gli Iron Mayden
Ho dei problemi in testa tipo psicotico
Doppia personalità mi sdoppia un clone prototipo
Vivo day by day sono il capo come Ray
Più hardcore degli Utop
Avessi un figlio gay sicuro lo pesterei
Vuoi far suonare Salmo in giro chiama il 666
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Quanta merda fra
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa.
L’ignoranza è molto più contagiosa dell’HIV
La LILA denuncia l’offensiva superficialità con cui amministratori e giornalisti trattano le persone sieropositive
Qualche giorno fa di migliaia di persone hanno potuto leggere su diversi giornali nazionali che a Milano ci sarebbero degli “untori”,ovvero persone sieropositive transessuali che si prostituiscono e che rappresentano un pericolo per la salute pubblica. Untori che avrebbero scaraventato nella paura migliaia di cittadini. Questo grazie alle affermazioni del vicesindaco e dell’assessore alla salute irresponsabilmente riprese dai quotidiani e successivamente dalla rete.
Quello che colpisce è che si parli di untori, termine obsoleto e riportato in luce da amministratori della salute pubblica in maniera tanto superficiale e ignorante. Rendendo chiara un’immagine, quella di chi volontariamente espone al rischio di contagio la popolazione.
..... di seguito la continuazione dell'articolo e altri articoli