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9.2.26

"Uno show disgustoso", "Sei un perdente": dal Super Bowl ai Giochi di Milano Cortina , Trump ne ha per tutti



  fonte  gazzetta  delllo sport  online  9 febbraio 2026 


Il presidente degli Stati Uniti se la prende con Bad Bunny per lo show al Super Bowl e anche con il freestyler Hass che l'aveva criticato
Dalla nostra inviata Marisa Poli 
Trump contro tutti. Contro i suoi atleti che all’Olimpiade si sono permessi di dissociarsi dalle politiche antimmigrazione. Contro lo spettacolo del Super Bowl di Bad Bunny, che dopo aver vinto tre Grammy award ha incantato il pubblico con un messaggio semplice e radicale: "Assieme siamo l'America. L'unica cosa più potente dell'odio è l'amore". Prima del trionfo di Seattle, in mezzo le star come Lady Gaga, Ricky Martin, Cardi B, Pedro Pascal e Jessica Alba, una taqueria di Los Angeles, uno degli ultimi social club portoricani di Brooklyn, persone normali in campo per un'America plurale. E Trump non ha gradito: "Lo show più brutto di sempre, uno schiaffo in faccia all'America. Nessuno capisce una parola e il ballo è disgustoso, soprattutto per i bambini"



Tutti contro  tutti  Ai Giochi il primo è stato il freestyler Hunter Hess. “Gareggiare per gli Stati Uniti non vuol dire che io approvi tutto quello che sta succedendo nel mio Paese”. Il riferimento era alle aggressive operazioni di controllo dell’immigrazione avviate dall’amministrazione Trump e alle due vittime di Minneapolis. Hess è stato chiaro: “Se è in linea con i miei valori morali, mi sento come se stessi rappresentando il mio Paese. Solo perché indosso la bandiera non significa che rappresenti tutto ciò che sta accadendo negli Stati Uniti”. E il presidente non ha fatto attendere la risposta pacata: “Sei un vero perdente, torna a casa”. Poi sono arrivati Chris Lillis, anche lui freestyler, e la pattinatrice Amber Glenn: “Siamo preoccupati per quello che sta succedendo da noi”. A criticarli anche YouTuber Jake Paul (quello massacrato da Anthony Joshua nella sfida di pugilato). “Messaggio da tutti i veri americani: se non volete rappresentare questo Paese, andate a vivere altrove” ha scritto su X, dove ha 4,4 milioni di follower. Ma gli atleti olimpici Usa non si sono fatti spaventare. Lo sciatore freestyle Chris Lillis ha fatto riferimento all'Ice (l’Immigration and Customs Enforcement, l'agenzia per l'immigrazione e le dogane) e ha affermato di essere “affranto” per quanto sta accadendo negli Stati Uniti. “Penso che, come Paese, dobbiamo concentrarci sul rispetto dei diritti di tutti e assicurarci di trattare i nostri cittadini come tutti gli altri, con amore e rispetto. Spero che quando le persone guardano gli atleti che gareggiano alle Olimpiadi, si rendano conto che que questa è l'America che stiamo cercando di rappresentare”.

Contenuti rimossi—

Poi la pattinatrice artistica statunitense Amber Glenn ha affermato che la comunità LGBTQ+ ha attraversato un periodo difficile durante l'amministrazione Trump. In difesa di Trump e delle sue scelte politiche sono entrati in campo i campioni conservatoti. Dall'ex quarterback della NFL Brett Favre all'attore Rob Schneider, al deputato statunitense Byron Donalds. E c'è stata una valanga di insulti al vetriolo sui social. Amber Glenn pubblicato su Instagram di aver ricevuto “una quantità spaventosa di minacce e insulti per aver semplicemente usato la mia voce quando mi hanno chiesto come mi sentivo”. E ora scende in campo il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti: dopo il numero crescente di messaggi offensivi e dannosi rivolti agli atleti ha deciso che rimuoverà i contenuti e segnalerà le minacce credibili alle forze dell'ordine.

8.2.26

Lindsey Vonn, infortunio choc a Cortina. La caduta e le urla di dolore, portata via in elicottero. In pista con il crociato rotto

  fonte  ilmessagero tramite msn.it





Lindsey Vonn, infortunio choc a Cortina. La caduta e le urla di dolore, portata via in elicottero© Internet (altro)

Dal sogno olimpico all’incubo in pochi secondi. Lindsey Vonn, leggenda dello sci alpino, è caduta rovinosamente durante la discesa sul tracciato di Cortina, infortunandosi gravemente dopo poche porte. Un epilogo drammatico per quella che doveva essere la sua ultima discesa olimpica
La gara e la caduta


Partita con il pettorale 13, l’americana ha perso il controllo nella parte alta della pista: all’atterraggio di un salto le ginocchia non hanno retto. L’impatto è stato immediato, la caduta violenta. Vonn è rimasta a terra e sul parterre è calato un silenzio irreale. Mani sul volto per Breezy Johnson, compagna di squadra e leader provvisoria della gara, rimasta a lungo in attesa mentre i soccorsi trasportavano Vonn in toboga.


Il peso di un ginocchio martoriato

Solo poche settimane fa, dopo l’infortunio di Crans Montana, Lindsey Vonn aveva parlato apertamente delle sue condizioni fisiche. «Ho un ematoma osseo, comune in caso di rottura del legamento crociato anteriore, e un danno al menisco. Non sappiamo se fosse preesistente o causato dall’incidente», aveva spiegato. Parole accompagnate dalla consueta determinazione: «So che le mie possibilità non sono più quelle di prima, ma finché c’è una possibilità, ci proverò».

Gareggiare senza legamento crociato anteriore, con una protesi in titanio al ginocchio sinistro, è stata l’ennesima sfida di una carriera costruita spingendo sempre oltre i limiti.



«La discesa libera è uno sport pericoloso, può succedere di tutto. Ma per quante volte sono caduta, mi sono sempre rialzata», aveva detto la “Speed Queen”, oro olimpico nel 2010. Nessuna paura, almeno a parole. «Sono sempre stata temeraria, la paura non ha mai fatto parte della mia vita», aveva ribadito alla vigilia.


Il ritorno più difficile

Quello di Cortina era il ritorno più complicato di tutti. Dopo la terribile botta di Crans Montana, presentarsi al cancelletto della discesa olimpica sembrava un’impresa impossibile per chiunque, persino per Lindsey Vonn. Eppure, a 41 anni, dopo cinque anni di pausa, era riuscita non solo a tornare in gara, ma anche a vincere di nuovo in Coppa del Mondo, diventando l’atleta più anziana di sempre a riuscirci. Allenamenti meticolosi, cinque chili di muscoli in più, una gestione scientifica del dolore e i consigli del nuovo tecnico, Aksel Svindal, avevano riportato Vonn alle origini: velocità, coraggio, linee aggressive. Il soprannome di “donna bionica” era tornato a circolare, ma insieme anche la sensazione che una fuoriclasse non vada mai data per finita.

Il messaggio della vigilia

Solo la sera prima della gara, Vonn aveva affidato ai social un lungo messaggio carico di emozione. «Arrivare a queste Olimpiadi è stato un viaggio in cui molti non hanno creduto. Sono tornata perché amo le gare di sci. So chi sono e di cosa sono fatta», aveva scritto. E ancora: «Le probabilità sono contro di me, ma quando succede tiro fuori il meglio di me. Domani correrò la mia ultima discesa olimpica. Qualunque cosa accada, ho già vinto». Parole che oggi suonano come un testamento sportivo. Perché l’ultima discesa, quella che doveva essere la più bella, si è trasformata in una caduta devastante.


Una carriera olimpica leggendaria

Il bilancio olimpico di Lindsey Vonn resta straordinario: oro in discesa libera e bronzo in superG a Vancouver 2010, bronzo in discesa a Pyeongchang 2018, oltre a una carriera segnata da infortuni, rientri impossibili e record. Assente a Sochi 2014 per la rottura del crociato, ritirata nel 2019, è tornata contro ogni pronostico in vista di Milano-Cortina, dimostrando ancora una volta di essere molto più di una semplice campionessa. Oggi restano le immagini della caduta, il silenzio della pista e l’incertezza sulle condizioni del ginocchio. Ma anche una certezza: Lindsey Vonn ha riscritto i confini della longevità sportiva e del coraggio. E, comunque finisca, la sua storia nello sci è già leggenda.

7.2.26

Jutta Leerdam alle Olimpiadi è già un caso: “Vive da milionaria. Il suo comportamento è orribile” o sceglie di fare la modella o l'influenzer

  fonte   https://www.fanpage.it/sport/sport-invernali/jutta-leerdam-alle-olimpiadi-e-gia-un-caso-vive-da-milionaria-il-suo-comportamento-e-orribile/


Jutta Leerdam alle Olimpiadi è già un caso: “Vive da milionaria. Il suo comportamento è orribile”

Jutta Leerdam, campionessa olandese per il pattinaggio di velocità è finita al centro di feroci polemiche per il suo stile di vita ostentato sui social. Johannes Gerrit Derksen, ex storico calciatore olandese, non ha avuto pietà: “L’Olanda si sta stancando di lei”


Jutta Leerdam ha vinto alle Olimpiadi di Pechino 2022 una medaglia d'argento sui 1.000 metri nel pattinaggio di velocità, confermando le sue doti di campionessa già espresse nel 2017 quando, a soli 19 anni, nella categoria juniores sorprese tutti conquistando l'oro mondiale di categoria a Helsinki. A Milano Cortina torna per difendere i colori della sua Olanda con ottime chance di bissare il podio dei Giochi in Cina, ma al di là delle indubbie qualità di atleta, la sua fama e notorietà è legata a ben altro: Jutta è la splendida fidanzata del pugile e youtuber Jack Paul, con cui si è legata nel 2023, relazione grazie alla quale è diventata anche una sempre più seguita influencer con milioni di follower sui social. Dove posta costantemente momenti della sua vita privata e sportiva, tra cui ultimamente tutto ciò che riguarda la sua partecipazione alle Olimpiadi invernali, che le hanno riservato non poche critiche da parte di Johannes Gerrit Derksen, ex storico calciatore olandese.

Jutta Leerdam e l'arrivo alle Olimpiadi di Milano Cortina sul jet privato tra lusso e ostentazione







In Olanda tutti si aspettano moltissimo da Jutta Leerdam, tra le atlete nazionali più attese di Milano Cortina, ed è per questo motivo che i suoi connazionali hanno poco gradito quanto ha recentemente postato sui propri profili social che si scontra apertamente con lo spirito olimpico che dovrebbe invece amalgamare una Nazione unita verso il medesimo scopo: Leerdam ha pubblicato il suo arrivo a Milano sul proprio jet privato e non insieme agli altri atleti olandesi, dopo aver ottenuto la concessione dalla propria Federazione, scatenando critiche e polemiche sul suo atteggiamento da diva, che mal si sposa a quello di una pattinatrice concentrata a dar tutto sul ghiaccio. Tra sushi gourmet, pasticcini griffati, bandierine inneggianti il suo nome durante l'esclusivo viaggio privato, in una sfrontata ostentazione di lusso e raffinatezze, hanno così portato Leerdam al centro del ciclone.

Le critiche feroci a Jutta Leerdam: "L'Olanda si sta stancando di lei e del suo fare da diva"

Ad alzare l'onda di indignazione e fastidio ci ha pensato Johannes Gerrit Derksen, ex storico calciatore olandese, oggi stimato opinionista sportivo che in diretta TV ha criticato quanto fatto e mostrato da Leerdam, considerato un oltraggio alle compagne e compagni di nazionali e agli stessi tifosi: "Vive già come una milionaria, con jet privati ​​e tutto il resto. Il suo comportamento è orribile per me. E' come quello di una diva non di una professionista prossima ad una Olimpiade. Se fossi il suo allenatore, non lo tollererei" ha concluso il 77enne ex calciatore che poi ha ribadito l'inconciliabilità tra la vita di un professionista e quanto mostrato da Leerdam che sta creando una spaccatura sempre più evidente. "A poco a poco tutta l'Olanda sta iniziando a stancarsi del suo comportamento. Dovrebbe essere per prima lei a volerlo, di sua spontanea volontà e invece…"

Jutta Leerdam e la popolarità sempre più crescente da quando si è fidanzata con Jack Paul

Jutta Leerdam è ovviamente salita alla ribalta delle cronache rosa e del gossip quando nel 2023 si unì in relazione a Jack Paul uno dei più famosi e influenti pugili e youtuber americani. Per la ventottenne olandese si è registrato un picco incredibile di notorietà, anche grazie alla sua bellezza di certo non passata inosservata, che è ulteriormente esploso quando lo scorso anno ha annunciato il fidanzamento ufficiale. Da quel momento Leerdam è diventata sempre più virale sui social, dove non manca di postare quotidianamente le sue gesta professionali ma soprattutto la sua vita privata privilegiata, a fronte di una escalation di follower che ora toccano i 7 milioni tra Instagram e TikTok. Aprendo il fianco inevitabilmente anche a facili critiche e speculazioni sulla sua professionalità.







Jutta Leerdam, a Milano Cortina per concessione nazionale: non si era qualificata ai 1.000 metri

Anche perché le aspettative su Jutta, in Olanda sono altissime visto che la sua partecipazione a Milano Cortina era tutt'altro che scontata. Lo scorso 30 dicembre, in occasione dei Dutch Olympic Trials, le selezioni olimpiche olandesi per i Giochi di Milano Cortina 2026, Leerdam è caduta sbattendo violentemente sulla balaustra nella gara dei 1.000 metri mancando il tempo olimpico. Poi, si è rifatta nei 5.000 metri ottenendo il pass sulla distanza ma restando in stand-by pre la disciplina che da sempre la rappresenta. Finché la Federazione olandese non ha deciso di concederle in via del tutto discrezionale, l'accesso olimpico anche per i 1.000 metri, dove Leerdam sarà impegnata il prossimo 15 febbraio a Milano Cortina. "Sono felice che questa possibilità non abbia privato nessun'altra mia connazionale per andare alle Olimpiadi" aveva detto suo tempo una riconoscente Leerdam, entrando nel cuore degli olandesi. Da cui è uscita prontamente, per il recente stile di vita mostrato sui social.

3.2.26

Le 10 storie imperdibili dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026

 per  i  video    non  sono riuscito  a  riportarli   c'è ilcopyright  troppo rigido  li  trovate  qui   su  https://www.olympics.com/it/milano-cortina-2026/notizie/10-storie-imperdibili-giochi-olimpici-invernali-milano-cortina-2026  
da   cui  ho preso l'aricolo

Le 10 storie imperdibili dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026

Sia che tu non sappia granché degli sport Olimpici invernali o che voglia semplicemente sapere chi tenere d'occhio, scopri le 10 storie da seguire a Milano Cortina 2026, tra 4 e 22 febbraio.


 

Mancano ormai 100 giorni ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e l'attesa cresce a dismisura.

Questa edizione promette di essere tutta da vedere: il ritorno sul ghiaccio Olimpico di superstar dell'hockey su ghiaccio della NHL come Sidney Crosby, la statunitense Chloe Kim alla ricerca di un terzo oro consecutivo senza precedenti nello snowboard halfpipe, la sciatrice Mikaela Shiffrin in cerca di riscatto e lo sci alpinismo al suo debutto sul palcoscenico più importante del mondo.Gli atleti e le atlete di 16 sport attendono da anni, se non decenni, questo momento. È ora di prepararsi!

Olympics.com ti accompagna attraverso dieci storie per prepararti al meglio per Milano Cortina 2026, di cui è già stato pubblicato il calendario di tutte le competizioni.

Poiché i Comitati Olimpici Nazionali (NOC) hanno l'autorità esclusiva per la rappresentanza dei rispettivi Paesi ai Giochi Olimpici, la partecipazione degli atleti ai Giochi di Milano Cortina dipende dalla selezione del proprio NOC dei rappresentanti nella delegazione a Milano Cortina 2026.

 

1. Hockey su ghiaccio: le stelle della NHL tornano ai Giochi Olimpici

Per la prima volta da Sochi 2014, i migliori giocatori di hockey su ghiaccio della National Hockey League (NHL) torneranno sul palcoscenico Olimpico In parole povere, i migliori giocatori del mondo indosseranno le maglie delle loro nazionali, rendendo il torneo una vera e propria sfida tra i fenomeni internazionali. Le stelle della NHL hanno saltato le ultime due edizioni dei Giochi Olimpici Invernali e il loro ritorno alza notevolmente la posta in gioco. Le nazionali saranno piene di talenti, con nomi come Connor McDavid, Sidney Crosby, Auston Matthews e Jack Eichel pronti ad affrontarsi.E con l'oro Olimpico in palio, il livello di gioco è destinato a essere eccezionale; osiamo dire che potrebbe essere il miglior torneo Olimpico di hockey di tutti i tempi. Canada, Stati Uniti, Svezia e Finlandia sono tra le favorite, ma tante squadre di alto livello non permetteranno partite facili.Il 4 Nations Face-Off che ha visto protagoniste le nazionali sopracitate nel febbraio 2025 ha offerto un assaggio dell'intensità e della forza delle stelle che i tifosi potranno ammirare quando il disco cadrà a Milano.

2. Sci alpino: la ricerca della redenzione di Mikaela Shiffrin

Con 101 vittorie in Coppa del mondo, 18 medaglie mondiali e due ori Olimpici, Mikaela Shiffrin è la sciatrice alpina più vincente della storia.La statunitense ha conquistato ogni disciplina, infranto record e guadagnato il rispetto di leggende che la definiscono "la più grande di tutti i tempi". Eppure, mentre si dirige verso Milano Cortina 2026, la sua storia non è più una storia di dominio. È una storia di redenzione.
A Beijing 2022, Shiffrin si è presentata come la favorita assoluta, ma ha lasciato i Giochi Olimpici a mani vuote dopo una serie di ritiri nelle sue specialità preferite. Per un'atleta del suo calibro, è stato un dolore profondo e in mondovisione.Da allora, è tornata al suo meglio. Nel 2023, ha battuto il record assoluto di vittorie in Coppa del mondo. Nel 2025, ha raggiunto il traguardo delle 100 vittorie e ha eguagliato il record di medaglie di tutti i tempi ai Campionati del mondo, vincendo l'oro nella prima combinata a squadre.Ma il percorso non è stato facile. Due brutti incidenti nelle ultime stagioni le hanno causato gravi infortuni e quella che ha apertamente descritto come una lotta contro il disturbo da stress post-traumatico. Questo percorso ha rimodellato il suo approccio alla stagione 2025-2026. Non gareggia ormai più in discesa libera e sta tornando gradualmente al super G, con poche gare in programma prima dei Giochi Olimpici. Il suo focus è saldamente sullo slalom e sullo slalom gigante, il fulcro della sua straordinaria carriera, mentre punta a tornare sul podio Olimpico in quella che potrebbe essere la sua quarta edizione dei Giochi Olimpici Invernali."Sono ancora nervosa", ha detto ad Associated Press a proposito dei prossimi Giochi Olimpici. "Probabilmente mi sento più nervosa ogni stagione perché so quanto sia difficile avere davvero successo e quanto desideri averne. Sento di poter sciare ancora meglio: per questo sono così motivata in questo momento".

Mikaela Shiffrin: Vincerò ancora

La sciatrice americana riflette sulla sua esperienza olimpica, sul supporto delle altre atlete e su come intende concludere questa stagione alla grande: "Puoi fallire e non essere un fallito", ha detto la due volte campionessa olimpica. "Prenderò quello che ho effettivamente migliorato nello sci e lo userò per il resto della stagione"

  


3. Danza sul ghiaccio: l'ultimo ballo di Charlène Guignard e Marco Fabbri

Per Charlène Guignard e Marco Fabbri, Milano Cortina 2026 sarà il culmine di una collaborazione lunga 15 anni, dentro e fuori dal ghiaccio.
La coppia italiana di danza sul ghiaccio, e coppia nella vita reale che vive e si allena a Milano, scenderà sul ghiaccio di casa per quella che sarà la loro quarta e ultima edizione dei Giochi Olimpici Invernali, portando con sé una vita di trionfi condivisi, delusioni e sogni incompiuti.
Insieme, Guignard e Fabbri hanno costruito una carriera straordinaria: due volte Campioni europei, più medaglie ai Campionati del mondo e una delle squadre di danza sul ghiaccio più costanti al mondo. Eppure, una medaglia Olimpica è sempre rimasta un sogno. Solo tre pattinatrici italiane sono salite su un podio a cinque cerchi, tra cui la loro allenatrice Barbara Fusar Poli, che vinse il bronzo a Salt Lake City 2002.
Questa volta, per i due i Giochi Olimpici si terranno in casa. Il pubblico conoscerà la loro storia, la loro arte e cosa significherebbe vederli scrivere la storia a Milano. Sarà l'ultimo ballo per Guignard e Fabbri, forse il più intenso.
"Durante gli ultimi Giochi Olimpici di Beijing 2022, abbiamo compiuto un altro passo avanti nel processo di maturazione", ha dichiarato Fabbri a Olympics.com lo scorso anno. "Quindi penso che saremo ancora più maturi alle prossime Olimpiadi e avremo la mentalità giusta per lottare davvero per una medaglia".

Pattinaggio di figura: al via il Grand Prix 2025-2026

Charlène Guignard e Marco Fabbri: 15 anni insieme dentro e fuori dal ghiaccio



I tre volte Olimpionici hanno condiviso i segreti per bilanciare lo sport e le relazioni personali, e perché non è stata una decisione semplice puntare ai Giochi Olimpici di casa a Milano Cortina 2026.



4. Arianna Fontana cerca una storica doppietta sul ghiaccio di casa

Un'altra atleta invernale italiana che punta a fare la storia sul ghiaccio di casa è Arianna Fontana, l'atleta Olimpica invernale più decorata d'Italia con 11 medaglie nello short track.


Ora che si avvicina a quella che potrebbe essere la sua sesta edizione dei Giochi, la 34enne si sta preparando per qualcosa che nessuno si aspettava all'inizio della sua carriera: gareggiare sia nello short track che nel pattinaggio di velocità su pista lunga a Milano Cortina 2026. Di recente un infortunio al flessore dell'anca ne ha compromesso l'inizio di stagione, ma non dovrebbe essere grave: Fontana ha scritto che "la strada è solo diventata un po' più lunga".
A prima vista, i due sport sembrano simili, entrambi disputati su un ovale di ghiaccio ad alta velocità. Ma lo short track richiede potenza esplosiva e istinto tattico in gare serrate, mentre la pista lunga si basa su ritmo, andatura regolare e controllo in un formato, nelle qualifiche, a cronometro.
Con il calendario di Milano Cortina 2026 che rende possibile una doppietta, Fontana prevede di gareggiare nella partenza in linea e nell'inseguimento a squadre su pista lunga, oltre alle sue specialità di short track.
"Dopo Beijing 2022, mi sono seduta con la mia federazione e il Comitato Olimpico Italiano e ho pensato: «Voglio farlo»", ha dichiarato alla NBC. "Sono determinata. Voglio provarci e ci proverò".
Se avesse successo, questi Giochi Olimpici rappresenterebbero un poetico cerchio che si chiude; un'opportunità per concludere la sua carriera dove era iniziata 20 anni prima, a Torino 2006, con la storia di nuovo a portata di mano.


5. Lo sci alpinismo debutta ai Giochi Olimpici

Lo sci alpinismo, o "skimo" (dall’inglese ski mountaineering), farà il suo debutto nel programma Olimpico ai Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026.
Un mix di sci alpino, arrampicata e discese ad alta velocità, richiede agli atleti e alle atlete un livello di resistenza e abilità tecnica estremamente elevato. I fan potranno vedere alcuni degli atleti e delle atlete più tenaci al mondo spingersi al limite in questo sport unico, con la bellissima Bormio a fare da sfondo.
A differenza dello sci alpino, dove gli atleti gareggiano in discesa, lo sci alpinismo preve anche un'importante fase in salita. È già molto popolare sulle Alpi, dov'è nato questo sport, e il suo debutto Olimpico si adatta perfettamente allo splendido tracciato del Stelvio Ski Centre di Bormio. Ogni salita, discesa e medaglia entrerà nella storia Olimpica.



6. Johannes Klæbo alla ricerca di ulteriore grandezza Olimpica


Se c'è un uomo che dovete conoscere nel mondo dello sci di fondo, quella persona è Johannes Høsflot Klæbo.
Il norvegese è diventato il più giovane di sempre a vincere la Coppa del mondo di sci di fondo, il Tour de Ski, un titolo iridato e un oro Olimpico. Di ori Olimpici, poi, ne ha vinti cinque, più un argento e un bronzo. Klæbo si presenta a Milano Cortina 2026 come lo sciatore di fondo più decorato della storia e il chiaro favorito in diverse specialità.
Solo la sua connazionale Marit Bjørgen, l'atleta Olimpica invernale più decorata di tutti i tempi con 15 medaglie, ha ottenuto di più in questo sport.


 
Il dominio di Klæbo si è manifestato appieno ai Campionati del mondo di Trondheim 2025, dove ha conquistato sei medaglie d'oro sulle nevi di casa, battendo il record assoluto di titoli iridali maschili.
Parte della brillantezza di Klæbo risiede nella sua versatilità. Eccelle in tutto, dalle esplosive gare di 10 km alla massacrante partenza in linea di 50 km, con un'accelerazione negli sprint finali che pochi possono eguagliare. Uno di questi è l'azzurro Federico Pellegrino, alla sua ultima esperienza a cinque cerchi.
Ha conquistato quasi tutti i titoli a sua disposizione e, a 28 anni, sta entrando nel suo periodo migliore, con la resistenza e l'esperienza per dominare negli anni a venire. Milano Cortina 2026 è l'occasione per aggiungere al suo medagliere e spingere la sua leggenda verso nuovi orizzonti.

7. Chloe Kim alla ricerca del tris


Chloe Kim ha raggiunto la fama a cinque cerchi vincendo l'oro nello snowboard halfpipe a PyeongChang 2018, a soli 17 anni, diventando la donna più giovane di sempre a conquistare il titolo Olimpico.
Quattro anni dopo, è tornata ai vertici a Beijing 2022, diventando la prima donna a vincere due ori Olimpici nell'halfpipe.
Ora, la 25enne statunitense punta a uno straordinario terzo oro consecutivo, un traguardo che nessuna donna è mai riuscita a raggiungere in questa specialità. Se dovesse vincere di nuovo in Italia, si unirebbe al connazionale Shaun White come i soli snowboarder ad aver conquistato tre ori Olimpici nella disciplina.
Kim è già in rara compagnia. Ha vinto otto medaglie d'oro agli X Games, è stata tre volte Campionessa del mondo ed è l'unica atleta ad aver vinto titoli di halfpipe a Giochi Olimpici, Giochi Olimpici giovanili, ai Campionati del mondo e agli X Games.
Dopo Beijing 2022, Kim ha dichiarato pubblicamente di aver pensato di ritirarsi, a causa della depressione di cui aveva sofferto. Ma è riuscita a ricostruire la sua motivazione attorno alla gioia, alla creatività e alle persone che la circondavano.
"Volevo ritirarmi dopo Beijing 2022", ha detto ad Harper's BAZAAR. "Ma pensavo anche: «Non me ne andrò così». All'inizio, si trattava di vincere medaglie d'oro. Ora significa poter creare la vita che desidero e avere una grande squadra di persone che mi supportano in questo obiettivo comune". 
Chloe Kim: "Voglio solo tornare a divertirmi"

  Scopri come la due volte campionessa Olimpica Chloe Kim ha riscoperto il suo amore per lo snowboard: "Mi sono concentrata sulla mia salute mentale e mi sono ricordata perché volevo farlo fin dall'inizio", ha detto la 24enne in questa intervista esclusiva




8. Jordan Stolz a caccia della tripla corona

Jordan Stolz ha battuto record quasi alla stessa velocità con cui pattina.
A 21 anni, lo statunitense è già una delle figure più dominanti del pattinaggio di velocità ed è un serio contendente alle medaglie nei 500, 1000 e 1500 metri, se non a portarsi a casa tutto quanto a Milano.
Prodigio fin da piccolo, il nativo del Wisconsin è stato educato affinché dedicasse più tempo possibile all'allenamento. A 17 anni, ha frantumato i record mondiali juniores alle selezioni Olimpiche statunitensi e ha fatto il suo debutto Olimpico a Beijing 2022, classificandosi 13° nei 500 metri e 14° nei 1000 metri.




Da allora, ha conquistato questo sport. Dopo aver vinto quattro medaglie d'oro ai Campionati del mondo juniores 2023, Stolz ha fatto la storia a livello senior con tre titoli mondiali ai Campionati del mondo su distanza singola. Divenne il più giovane Campione del mondo nella storia dell'evento e il primo uomo a vincere tre titoli individuali in una singola edizione.
Concluse quell'anno di successo con un titolo mondiale All round al debutto, stabilendo un record mondiale per la cosiddetta "big combination".
La sua stagione 2024-2025 non ha fatto che consolidare ulteriormente il suo status di Campione da battere. Stolz ha dominato il circuito di Coppa del mondo, infranto record di pista, stabilito un record mondiale sui 1000 metri e messo insieme una striscia di 18 vittorie consecutive in Coppa del mondo.
Anche dopo che una polmonite lo rallentò nel febbraio 2025, Stolz è tornato a vincere altre gare di Coppa del mondo e a collezionare tre medaglie ai Campionati del mondo su distanza singola. Molti sono arrivati ​​a paragonarlo alle icone statunitensi Shani Davis ed Eric Heiden per la sua rara capacità di dominare sulle svariate distanze.
"È bello pattinare così velocemente ora, spero di poter mantenere questo vantaggio alle prossime Olimpiadi", ha detto il sette volte Campione del mondo alla CBC. "Mi piace la sensazione di essere quello a cui va data la caccia, mi mantiene motivato".

La stagione 2025-2026 di Coppa del mondo di pattinaggio di velocità si aprirà a metà novembre, con i Campionati statunitensi a Salt Lake City (14-16 novembre), che segneranno l'inizio della sua stagione Olimpica.



9. Una grande coppia nello skeleton femminile

La belga Kim Meylemans e la brasiliana Nicole Rocha Silveira sono la prova vivente che amore e competizione possono condividere lo stesso, gelido palcoscenico.

La loro storia di fidanzamento è diventata virale l'anno scorso, quando la coppia di skeleton ha portato entrambe le fedi durante la stessa romantica gita in barca in Brasile, con l'intenzione di chiedere all'altra di sposarsi. Alla fine, entrambe hanno detto sì e hanno sfoggiato i due anelli. Durante l'estate, si sono sposate legalmente, con un matrimonio in spiaggia programmato dopo Milano Cortina 2026.

Ma prima del loro matrimonio da sogno in spiaggia, cercheranno di rivivere la storia insieme. Né il Brasile né il Belgio hanno mai vinto una medaglia Olimpica nello skeleton, ed entrambe le atlete hanno una reale possibilità di cambiare le cose.

Meylemans è la prima medaglia mondiale di skeleton del Belgio, avendo vinto l'argento ai Campionati del mondo del 2024. Silveira, ex bobbista passata allo skeleton nel 2019, ha scalato costantemente la classifica di Coppa del mondo per il Brasile.

Nel gennaio 2025, a poco più di un anno dai Giochi, la coppia ha condiviso il suo primo podio in Coppa del mondo a St. Moritz, con Meylemans che ha conquistato l'argento e Silveira il bronzo. "Alla fine, lavoriamo come una squadra", ha detto Meylemans. "Se una di noi sale sul podio, è fantastico per entrambe".

Il loro sogno più grande è condividere quel podio. O, come ha detto Meylemans sfacciatamente dopo St. Moritz: "Prossimo obiettivo: oro a pari merito?"Il programma della stagione 2025-2026 di skeleton
Valentina Margaglio: la speranza dello skeleton italiano per Beijing 2022 e il sogno Milano Cortina 2026


Kim Meylemans e Nicole Silveira sul podio della Skeleton Asian Cup 2024



10. Il curling torna a casa, a Cortina d'Ampezzo


Amos Mosaner e Stefania Constantini hanno fatto la storia a Beijing 2022, vincendo il primo oro Olimpico italiano nel curling in doppio misto. Ora, a pochi mesi dai Giochi Olimpici di casa, la coppia è tornata sul ghiaccio insieme.
Il loro incontro ai Campionati mondiali di curling in doppio misto 2025 a Fredericton segna la loro prima competizione internazionale come coppia dopo quell'indimenticabile trionfo a cinque cerchi. Con l'Italia già garantita come nazione ospitante per Milano Cortina 2026, ma nessuna formazione italiana ancora annunciata, l'obiettivo di Mosaner e Constantini è ricostruire il loro legame.
"È sicuramente emozionante", ha detto Mosaner a Olympics.com all'inizio di quest'anno. "Tornare sul ghiaccio e gareggiare di nuovo è qualcosa di meraviglioso".
Le loro prime vittorie a Fredericton hanno dimostrato che la magia è ancora lì, e potrebbe tornare su un palcoscenico ancora più grande ed emozionante nel 2026.
La loro sede Olimpica ha un suo peso nella storia. Il Cortina Curling Olympic Stadium fu originariamente costruito nel 1955 per i Giochi Olimpici invernali di Cortina d'Ampezzo del 1956, dove ospitò la Cerimonia di Apertura e le gare di pattinaggio di figura. Quasi 70 anni dopo, tornerà a essere il ghiaccio di casa dei campioni in carica dell'Italia.

Se Mosaner e Constantini riusciranno a ritrovare la loro forma smagliante, Cortina potrebbe essere la sede di un altro indimenticabile momento Olimpico italiano.

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