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12.2.26

La solidarietà In ginocchio e con il casco bianco alzato, la protesta dei compagni dello squalificato Heraskevych .,Volley, Anna Danesi contro il direttore di RaiSport Petrecca: "A me la torcia, a lui una figuraccia"






Il portabandiera ucraino alla cerimonia inaugurale aveva rifiutato ogni compromesso nonostante il tentativo personale della presidente del Cio Coventry, che è andata alla partenza della gara per convincerlo e ha pianto. Zelensky: “Il Cio asseconda l’aggressore”. Per protesta, dopo la loro gara i sei protagonisti della staffetta si sono inginocchiati, con il casco al cielo


CORTINA – Non è servito nemmeno l’intervento della presidente del Cio in persona, Kirsty Coventry, che è salita alla partenza della gara di skeleton attorno alle 8,15. Vladyslav Heraskevych non le ha concesso nessun compromesso, ed è stato squalificato: non parteciperà alla gara delle Olimpiadi di Milano Cortina, i suoi Giochi finiscono qui. Il campione non ha voluto indossare un casco diverso da quello che ha voluto come tributo ai 24 atleti ucraini uccisi dall’inizio dell’aggressione russa del 2022. Il Cio aveva proposto all’atleta di indossare una fascia nera a lutto, ipotesi respinta da Heraskevych che ha sempre sostenuto che il suo casco non viola la norma 50 che impedisce la propaganda “politica, religiosa o razziale”. Ora l’atleta, portabandiera alla cerimonia inaugurale, si rivolgerà al Tas, il tribunale internazionale dello sport.
   Esso   ha  aveva una  giusta    causa  .Infatti    sempre secondo    repubblica   le  


Ventiquattro fotografie in bianco e nero incollate su un casco: sono i volti degli atleti ucraini uccisi dall’inizio dell’aggressione russa. Un gesto simbolico che è costato caro a Vladyslav Heraskevych, campione di skeleton e portabandiera per Kiev alla cerimonia inaugurale dei Giochi, squalificato dalle Olimpiadi. Il motivo? Il tributo ai caduti violerebbe la norma 50 del regolamento del Cio che impedisce agli atleti durante le gare qualsiasi forma di propaganda “politica, religiosa o razziale”. Il divieto imposto all’ucraino ha aperto un acceso dibattito tra chi ritiene sia legittimo e chi critica l’incapacità di scostarsi dalle regole dei burocrati del massimo organismo sportivo mondiale.

Dietro il caso Heraskevych, però, ci sono le storie di ventiquattro vite spezzate dalla guerra, rappresentative delle oltre 600 vittime del mondo dello sport ucraino.

Le promessa del sollevamento pesi

Alina Perehudova aveva appena 14 anni ed era considerata la stella nascente del sollevamento pesi. Dopo aver vinto diverse medaglie d’oro ai campionati nazionali era candidata a entrare nella squadra nazionale e rappresentare il suo paese ai massimi livelli. A infrangere il sogno un bombardamento russo a Mariupol a maggio del 2022: Alina è morta sotto le bombe insieme alla madre mentre scappavano insieme al fratello, colpito a morte da un cecchino russo.

Il pattinatore

Dmytro Sharpar, 25 anni, era un pattinatore di coppia di grande talento. Aveva vinto la medaglia d'argento ai campionati ucraini di pattinaggio artistico e si era classificato tra i primi dieci nella categoria coppie alle Olimpiadi giovanili invernali del 2016 a Lillehammer, in Norvegia, insieme alla sua partner Anastasia Pobizhenko. Sharpar è stato ucciso in combattimento vicino a Bakhmut, nel gennaio 2023.

Il portiere di hockey

Oleksiy Loginov era un portiere di hockey su ghiaccio. Nel 2015 era diventato membro del club di hockey Sokil, con il quale ha vinto la medaglia di bronzo al Campionato ucraino U17, e due anni dopo aveva debuttato nel campionato ucraino per adulti con gli Ice Wolves di Kiev, giocando due partite e aggiudicandosi una medaglia di bronzo. Oleksiy è stato ucciso durante un combattimento nel distretto di Severodonetsk, nella regione di Luhansk, nel novembre del 2023.

Il pugile in prima linea

Solo qualche mese fa, nell’ottobre del 2025, l’ultima vittima tra gli sportivi: Pavlo Ischencko, pugile peso gallo conosciuto con il soprannome di ‘Wild Man’. Campione mondiale ed europeo, nonché quattro volte campione dell'Ucraina nelle competizioni di strongman e powerlifting, l’atleta 33enne è stato colpito a morte nei primi giorni del servizio militare in prima linea.

La campionessa di danza sportiva

Daria Kurdel, 20 anni, era un’amante dello sport a tutto tondo e studiava legge all’università. La sua passione più grande, però, era la danza sportiva, disciplina in cui aveva vinto numerose competizioni internazionali. Il 9 luglio 2022 era Kharkiv per allenarsi con il padre in una palestra, quando la città è stata attaccata dalla Russia con una pioggia di droni. Daria è stata colpita dalle schegge ed è morta poco dopo in ospedale a causa delle gravi ferite riportate.

Il campione caduto a Bakhmut

Ivan Kononenko, 33 anni, era un atleta di pesi massimi affermato, aggiudicandosi la vittoria al'Ukraine Open 2006 Olimp Strongman.

Poi, all’indomani dell’invasione russa, si era arruolato volontario nell’esercito ucraino. Il 10 novembre 2022 aveva subito una grave ferita ed era stato sottoposto a un anno di riabilitazione. Nonostante il parere dei medici Kononenko aveva deciso di tornare al fronte. Poi, nel febbraio del 2025, era stato dato per disperso e successivamente era stata confermata la sua morte durante l’assedio di Bakhmut.

Il tuffatore

Mykyta Kozubenko, tuffatore di 31 anni, deteneva il prestigioso titolo di Maestro dello Sport dell'Ucraina nel nuoto e dal 2017 lavorava anche come allenatore. Mykyta è stato ucciso nel giugno 2025 a Mykolayv durante i combattimenti.

L’atleta di tiro a segno

Oleksiy Khabarov, 31 anni, è stato più volte detentore del record nazionale e campione dell'Ucraina nel tiro a segno. Ha rappresentato il suo paese in competizioni internazionali, tra cui la Coppa del Mondo ISSF e i Campionati Mondiali Juniores (12° posto nel 2014, carabina ad aria compressa 10 m). Nel novembre 2024 ha vinto la medaglia d'argento nella gara di carabina mista in un torneo internazionale in Romania.

Khabarov è stato ucciso in azione il 19 agosto 2025 vicino a Shakhove, nella regione del Donetsk.

La ballerina

Maria Lebid aveva una grande passione per il ballo da sala e la musica. Nella campagna per essere eletta rappresentate d’istituto a scuola aveva scritto di se stessa: “Vorrei raccontarvi qualcosa di me: ho 15 anni, ho una formazione musicale e mi piace molto studiare l'inglese. Il mio hobby è coltivare piante da appartamento. Sono determinata, socievole e diligente. Cerco di affrontare la vita con umorismo e positività”.

Maria è stata uccisa il 14 gennaio 2023 quando la Russia ha colpito con un missile la sua casa in un edificio residenziale a Dnipro.

Il biatlheta ucciso mentre consegnava aiuti

Yevhen Malyshev, biathleta di 19 anni, aveva partecipato ai Giochi Olimpici Giovanili Invernali del 2020 a Losanna (Svizzera).

Yevhen è stato ucciso nel febbraio 2022 (un mese prima del suo ventesimo compleanno) a Kharkiv mentre stava consegnando aiuti umanitari alla popolazione.

La stella della ginnastica artistica

Kateryna Diachenko a 11 anni era una stella nascente della ginnastica artistica, ma la notte del 10 marzo 2022 la Russia ha colpito la sua casa a Mariupol con una bomba aerea. Sia lei che suo padre sono stati trovati morti sotto le macerie, la madre e il fratello sono stati trasportati in ospedale ma i tentativi di salvarli sono stati vani: nessuno della famiglia di Kateryna è sopravvissuto.

La piccola judeka

Victoria Ivashko, 9 annipraticava judo e aveva recentemente vinto i suoi primi premi in questo sport. L'ultima volta che era salita sul tatami era stato solo pochi giorni prima di essere uccisa, quando aveva partecipato a una competizione a Kiev. Viktoria è morta il 1 giugno 2023, quando i missili russi hanno colpito la casa dove viveva con la madre nella capitale.

Dall’atletica leggera alla guida dei droni

Kateryna Troian, 32 anni, si allenava professionalmente nell'atletica leggera sotto la guida della rinomata allenatrice Iryna Pustovoit, insieme alle stelle ucraine del salto in alto. La sportiva era diventata operatrice di droni FPV (First-Person View) d'élite dopo lo scoppio della guerra, rimanendo uccisa durante un’operazione il 5 giugno 2025.

Il decatleta arruolato volontario

Volodymyr Androshchuk, 22 anni, era un decatleta di spicco che ha vinto il campionato ucraino U20 nel 2019 e si è classificato sesto al campionato europeo U20 del 2020. Era considerato un forte contendente per le Olimpiadi di Parigi del 2024. In seguito all'invasione della Russia nel 2022, Androshchuk si è arruolato volontario nell’esercito ucraino, prestando servizio come lanciagranate nella 95ª Brigata d'assalto aereo.

È stato ucciso il 25 gennaio 2023, vicino a Bakhmut, a causa delle ferite riportate da schegge di granata.

Il pugile che aveva rinunciato ai campionati europei

Maksym Halinichev, 22 anni, era un famoso pugile ucraino nella categoria dei pesi gallo che ha sacrificato una promettente carriera atletica per difendere il suo paese. Era considerato uno dei migliori talenti olimpici dell'Ucraina con risultati come la medaglia d'oro ai Campionati Europei Giovanili 2017, l'argento alle Olimpiadi Giovanili Estive 2018 a Buenos Aires. Nel maggio 2022, Halinichev aveva rinunciato al suo posto nei Campionati Europei di Pugilato per arruolarsi come volontario. Maksym è stato ucciso il 10 marzo 2023, durante i combattimenti nel villaggio di Chervonopopivka, nella regione di Luhansk.

Il ciclista

Andriy Kutsenko è stato più volte campione nazionale ucraino di ciclismo su pista. Maestro dello sport di classe internazionale, è stato membro della nazionale dal 2006 al 2016. Ha detenuto i record nazionali nella prova a cronometro di 1 km e nella sprint a squadre.

All'inizio della guerra in Ucraina, Kutsenko è tornato nel suo paese dall'Italia per arruolarsi come volontario nelle forze armate. Dopo due anni di servizio è morto durante una missione di combattimento nella regione di Donetsk il 3 luglio 2024.

La kickboxer

Karyna Bakhur, 17 anni, era considerata una delle giovani atlete più promettenti dell'Ucraina, spesso definita una “vera cosacca” per il suo spirito e la sua determinazione. È stata più volte campionessa ucraina ed europea sia nel kickboxing che nel combattimento cosacco e ha vinto medaglie ai campionati mondiali del 2023 e agli europei del 2024.

Al momento della sua morte, si stava preparando a recarsi in Austria il 19 novembre per rappresentare l'Ucraina alla Coppa del Mondo. Katryna è stata uccisa dai russi nella notte tra il 17 e il 18 novembre, quando la Russia ha lanciato quattro missili Iskander sulla città di Berestyn.

Il saltatore

Roman Polishchuk, era una figura di spicco nell'atletica ucraina, in particolare nelle discipline di salto. Era conosciuto principalmente come saltatore in lungo. Nella primavera del 2022 Polishchuk si è arruolato nelle forze armate ucraine, è stato ucciso a marzo del 2023.

Il wrestler

Andrii Yaremenko, 25 anni, era un atleta di wrestling conosciuto a livello nazionale. Aveva vinto diverse medaglie nei campionati e nelle coppe ucraine di lotta greco-romana e aveva rappresentato l'Ucraina ai Campionati mondiali cadetti 2015 a Sarajevo, dove si è classificato al 10° posto.

Andrii è stato ucciso il 4 dicembre 2025, mentre prestava servizio come operatore di droni.

Lo schermidore

Fedir Yepifanov era uno schermidore della nazionale ucraina. Appena maggiorenne aveva interrotto la sua carriera atletica per arruolarsi nelle forze armate ucraine e difendere la sua nazione. L’11 dicembre 2023 Il giovane atleta è stato ucciso in azione nella regione di Zaporizhzhia a soli 19 anni.

L’allenatore

Taras Shpuk, 34 anni, è stato allenatore, mentore e coordinatore delle squadre nazionali ucraine agli Invictus Games e ai Warrior Games.

Credeva fermamente negli sport adattivi come strumento di riabilitazione per aiutare i soldati feriti a tornare a una vita piena.Ta ras è stato ucciso in azione il 17 settembre 2025. È morto mentre svolgeva una missione di combattimento come membro di un'unità delle forze speciali.

una decisione che ha     spaccato    gli  oraganizzatori    infatti 

Volley, Anna Danesi contro il direttore di RaiSport Petrecca: "A me la torcia, a lui una figuraccia"
Scintille olimpiche. Alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026, il direttore di RaiSport Paolo Petrecca non identifica Anna Danesi durante la telecronaca. La capitana azzurra risponde senza giri di parole: “Non mi interessa che non mi abbia riconosciuta, io ho portato la torcia, la figuraccia è stata sua”. La vicenda accende il dibattito sulla visibilità dello sport femminile, mentre la centrale rinnova con Vero Volley Milano fino al 2027, forte di 223 punti tra campionato e Champions League





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Volley, Anna Danesi contro il d

5.8.24

Internet sta impazzendo per la tiratrice sudcoreana Kim Yeji e per il turco Yusuf Dikec ., Tara Rigney a 50 metri dal sogno con un ginocchio ricostruito tre volte ., Simone Biles, caduta e sconfitta dalle italiane, se la prende con il pubblico: «Smettetela di fare rumore!»


 da  https://www.rivistaundici.com/

Internet sta impazzendo per la tiratrice sudcoreana Kim Yeji .IL suo stile, il suo look, la sua espressione, si possono definire soltanto con una parola: aura.

Domenica 28 luglio, alle Olimpiadi di Parigi 2024, la tiratrice sudcoreana Kim Yeji ha vinto la medaglia d’argento nel tiro a segno, specialità pistola 10 metri ad aria compressa. Ha ottenuto in finale un punteggio di 241.3, ed ètata battuta soltanto dalla connazionale Oh Ye-jin (243.2). Al terzo posto si è classificata l’indiana Manu Bhaker, 221.7. Per Kim Yeji, nata nel Danyang nel 1992 (ha dunque 31 anni), si è trattato del primo podio olimpico della carriera. In questa stagione aveva vinto l’oro nella tappa della Coppa del Mondo di Baku nella specialità pistola 25 metri, mentre ai Campionati asiatici disputati a Jakarta aveva conquistato l’argento sempre nei 25 metri.Negli ultimi giorni, però, sui social network — in particolar modo su X — Kim Yeji è diventata un’icona di stile soprattutto per la
freddezza che esprimono le foto che la vedono impegnata nel poligono di Parigi. La sua postura, con il braccio destro che impugna la pistola perfettamente a 90 gradi rispetto al corpo, il suo look total black contrapposto al cappellino bianco della squadra sudcoreana, i suoi occhiali e la sua espressione da sigma woman che cozza con l’elefantino che pende dall’altra mano (un peluche per portare sempre con sé sua figlia, di cinque anni) hanno contribuito infatti a renderla «una versione più cool e hardcore di John Wick», come ha scritto il sito di Sports Illustrated. Persino Elon Musk, proprietario della piattaforma, ha commentato le sue foto, scrivendo: «She should be cast in an action movie. No acting required!».C’è una parola molto in voga, soprattutto nell’ultimo periodo, su X, un social network dove a volte si parla un linguaggio a parte, con termini decontestualizzati rispetto al loro significato originario perché entrati a far parte di inside joke tra gli utenti della piattaforma o perché ispirati a qualche meme, e questa parola definisce bene le foto di Kim Yeji: aura.

La  risposta    maschile  è 

La "normalità" del turco Yusuf Dikec, senza equipaggiamento tecnico, è la risposta allo stile da film della sudcoreana Kim Yeji.


Se ieri internet, e soprattutto X, era impazzito per lo stile della tiratrice sudcoreana Kim Yeji, definita «una versione più cool e hardcore di John Wick» dal sito di Sports Illustrated, oggi c’è già un nuovo meme in città, o meglio, alle Olimpiadi di Parigi 2024. E arriva sempre dal tiro a segno. Martedì 30 luglio, nella finale della pistola ad aria compressa da 10 metri a coppie miste, la medaglia d’oro è andata ai serbi Zorana Arunović e Damir Mikec, davanti ai turchi Sevval Ilayda Tarhan e Yusuf Dikec e agli indiani Manu Bhaker e Sarabjot Singh, e tutti sono rimasti sorpresi dalla “normalità” di Yusuf Dikec.Classe 1973, 51enne, Dikec è alla sua quinta Olimpiade e al suo primo podio a cinque cerchi. Nella sua carriera, comunque, ha vinto svariate medaglie ai Mondiali e agli Europei di tiro. In passato è stato anche un sottufficiale della gendarmeria turca. In uno sport in cui i partecipanti indossano quasi sempre attrezzature all’avanguardia, tra cui occhiali speciali per avere una migliore precisione e per evitare sfocature e protezioni per le orecchie per “cancellare” il rumore, Dikec ha vinto la medaglia d’argento in coppia con la sua compagna di squadra con dei semplici occhiali da vista e dei tappi per le orecchie, con la mano in tasca e con i capelli — come dire — brizzolati.

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 Da la  gazzetta  dello sport

"Tara, a 50 metri dal sogno con un ginocchio ricostruito tre volte","alternativeHeadline":"L'australiana è rimasta fuori dal podio del canottaggio per un soffio: si è rotta due volte il crociato, si è allenata mentre studiava economia, il suo quarto posto vale anche più di una medaglia"


 o sport cura, i podi guariscono. Tara Rigney sei anni fa non aveva più niente, solo dolore e rabbia. Colpa di due rotture del crociato anteriore e tre ricostruzioni del ginocchio. Negli anni Novanta non potevi farci niente: dovevi smetterla con lo sport, addio sogni di gloria. Oggi per fortuna trovano un modo per rimetterti a nuovo. Tara, 25 anni, australiana, giocava a netball, una specie di pallacanestro ma più frenetica e veloce. Era la sua passione, la sua strada. Però la vita è piena di svolte, devi essere pronto a mettere la freccia. “Restai ferma dodici mesi. Poi tornai e mi infortunai nello stesso modo”. Cominiciò a fare canottaggio per la riabilitazione dagli infortuni, non lo ha più lasciato. Nell’ottavo giorno di Giochi a Parigi il legno più doloroso è di questa ragazza piena di determinazione, arrivata a 50 metri dal podio nel singolo femminile e dunque dal sogno. In Australia speravano in un suo exploit per tamponare i risultati poco soddisfacenti del canottaggio a queste Olimpiadi. Lei voleva solo eguagliare Kim Brennan, una delle sue eroine, che vinse l'oro a Rio nel 2016 e il bronzo a Londra nel 2012. Non ce l’ha fatta per 0.53 centesimi (terza la lituana Viktorjia Senkute). “Non avevo le energie per dare le ultime dieci bracciate”. Ci insegnano a non mollare, ma è facile quando il tuo corpo regge. Gli infortuni sono un brutto affare, possono essere un freno, rubarti il futuro, e infatti qualcuno preferisce rinunciare. Tara ha scelto di cambiare. “Lo sport mi ha insegnato a gestire fallimenti e le battute d'arresto. La maggior parte degli atleti se ne rende conto, la capacità di imparare e andare avanti è sicuramente un'abilità acquisita”, ha raccontato. Aveva fatto canottaggio per alcuni anni al liceo, ma non sentiva la scintilla. Quella è arrivata dopo. “Ho ripreso e ho finito per amare l'atmosfera negli hangar della Sydney University”. Ha studiato Economia e commercio e ha completato uno stage alla Macquarie Bank. Si interessa di comunicazione, lo sport non è tutto nella vita. “Sono fermamente convinta che sia importante avere altri interessi oltre al canottaggio”. Però questo sport, ha raccontato, “mi ha permesso di sviluppare competenze come la comunicazione, la gestione del tempo e la risoluzione dei problemi. Applicare queste conoscenze ai miei studi mi ha aiutato a essere più efficiente”. Affrontare gli imprevisti, tentare un’altra strada: il percorso non è mai come vogliamo, bisogna accettarlo. Tara lo ha fatto. E in fondo non le è andata tanto male. Con il canottaggio è arrivata due volte alle Olimpiadi (a Tokyo partecipò in coppia), è arrivata a conquistare una medaglia ai Mondiali (terzo posto, nel 2023). “Il coraggio nello sport è quello di provare cose nuove, anche se potresti essere l'unico a credere di potercela fare”. L’hanno supportata i genitori, gli amici, i professori. Ma ogni cosa è partita dalla fiducia che Tara ha scoperto di avere dentro di sé. Ha detto: “Essere in grado di sostenere te stessa e la tua capacità di provare cose nuove è abbastanza. Devi uscire dalla quella zona di comfort e avere fiducia. Non hai bisogno che qualcun altro creda in te”. Con un po’ di imbarazzo, ha confidato che spesso prima di ogni gara guarda spezzoni di una serie tv. The Last Dance, su Michael Jordan. Un altro che ha sempre detto: “Non è quanto duramente ti impegni lungo la strada che conta, bensì avere qualcosa dentro di te per cui sai che devi farcela”. Anche se stare giù dal podio ti fa male, molto male. 


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La prima medaglia dell’Ucraina, alle Olimpiadi di Parigi 2024, ha un significato diverso L'ha conquistata Olga Kharlan, bronzo nella sciabola femminile, e dopo la gara ha detto: «Il mio Paese non si arrenderà mai».

 




Alle Olimpiadi di Tokyo 2020, tre anni fa, l’Ucraina partecipò con 155 atleti e vinse 19 medaglie: un oro, sei argenti e 12 bronzi. A Parigi 2024, invece, è rappresentata da 140 atleti e, in questi primi tre giorni di competizioni, ha vinto soltanto una medaglia. Sono freddi numeri, eppure nella loro immediatezza spiegano benissimo com’è cambiato il mondo — sportivo ma non solo — dell’Ucraina dal 24 febbraio 2022 in poi, cioè da quando è stata invasa da un Paese confinante, molto più grande e con molte più disponibilità belliche: la Russia. Ne aggiungiamo un altro, di numero, e anche questo dice molto anche da solo: dall’inizio della guerra, sono 487 gli atleti ucraini che sono rimasti uccisi.Per questo il bronzo vinto lunedì 29 luglio nella torneo di sciabola femminile individuale dalla 33enne Olga Kharlan ha un sapore diverso, non può non essere una medaglia come tutte le altre. Kharlan è probabilmente una delle più forti sciabolatrici di sempre, un’atleta molto popolare in Ucraina ma anche nel resto del mondo: nella sua carriera ha conquistato cinque volte la Coppa del Mondo generale di sciabola e vanta sei ori mondiali, di cui quattro individuali. Come una sorta di “maledizione”, però, non ha mai raggiunto un oro olimpico individuale: era arrivata prima a Pechino 2008, ma nella gara a squadre, mentre a Londra 2012 e a Rio 2016 si era dovuta accontentare del bronzo. A Tokyo 2020, invece, era stata addirittura eliminata ai sedicesimi di finale.A Parigi, nella suggestiva sede del Grand Palais, da cui in questi giorni starete vedendo delle foto pazzesche, questa “maledizione” è rimasta tale, perché Kharlan è stata sconfitta in semifinale dalla francese Sara Balzer per 15-7, ma la sciabolatrice ucraina è riuscita a mettersi al collo il bronzo battendo nella finale per il terzo posto la coreana Choi Se-bin. Con un esito thriller: a un certo punto, Kharlan era sotto nell’assalto per 5-11, e alla fine ha rimontato fino al 15-14 conclusivo. Subito dopo la stoccata decisiva, Kharlan è crollata a terra in lacrime e più tardi ha raccontato ai giornalisti: «Questo è un messaggio a tutto il mondo, per dire che l’Ucraina non si arrenderà mai. È una medaglia totalmente diversa, è speciale perché è per il mio Paese. Tutti gli atleti che sono qui sono stati segnati dalla guerra. Stiamo dimostrando che possiamo combattere, e in qualche modo l’ho dimostrato anche io».Olga Kharlan vive da tempo in Italia, a Bologna, insieme al suo compagno Gigi Samele, l’italiano che sabato 27 luglio ha vinto il bronzo olimpico nella sciabola maschile individuale. Quando nel 2022 la Russia ha invaso il suo Paese, Samele e Kharlan hanno compiuto un viaggio lungo, complicato e pericoloso nella direzione opposta a quella verso la quale si sono incamminati centinaia di migliaia di ucraini in fuga dalla guerra per mettere in salvo la sorella e il nipote della sciabolatrice. I suoi genitori, invece, vivono ancora a Mykolaiv, la sua città d’origine, e hanno trascorso mesi nel loro seminterrato sotto i continui attacchi russi. L’estate scorsa, durante i Mondiali di scherma che si sono disputati a Milano, Kharlan era stata squalificata per aver rifiutata di stringere la mano a un’avversaria russa, Anna Smirnova. La sua squalifica avrebbe potuto costarle l’assenza dalle Olimpiadi di Parigi, ma è stato il presidente del Cio Thomas Bach — presente anche lunedì al Grand Palais per assistere ai suoi assalti — a intervenire personalmente garantendole la partecipazione ai Giochi  

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Simone Biles, caduta e sconfitta dalle italiane, se la prende con il pubblico: «Smettetela di fare rumore!»





Anche i più grandi cadono. E, quando succede, non sempre la prendono bene. Accade così che Simone Biles, la ginnasta dei record statunitense, non riesca a salire sul podio in una gara - quella della trave a Parigi 2024 - e si lamenti con il pubblico per questo suo (raro) insuccesso. A trionfare è stata l'italiana Alice D'Amato (punteggio 14.366), davanti alla cinese Yaqin Zhou (14.100) e all'altra azzurra Manila Esposito (14.000), mentre la ventisettenne americana ha chiuso solo quinta.
Simome Biles, la caduta e la rabbia con il pubblico
Simone Biles nel corso del suo esercizio alla trave è caduta, così come diverse altre atlete a dire la verità. Ma per lei, che vanta dieci medaglie olimpiche in carriera (sette d'oro, di cui tre conquistate a Parigi), deve essere sembrato uno smacco troppo grande da digerire. L'americana se l'è quindi presa con il pubblico della Bercy Arena, accusando la gente di aver fatto rumori inutili durante il suo esercizio. «Smettetela di fare "shhh"!» ha esclamato Biles, voltandosi verso la folla e alzando le braccia in aria.
Cosa è successo
Stando a quanto ricostruito, il rumore che l'americana ha trovato fastidioso derivava dal tentativo di alcuni spettatori di zittire altri che invece facevano baccano urlando «forza Simone» durante l'esercizio alla trave dell'americana. Una situazione antipatica, ma non certo ingestibile, che ci mostra un'inedita versione di Biles, nervosa e arrabbiata. Ma forse anche questo è un bene perché ci ricorda che, in fondo, pure Simone Biles è un essere umano. Straordinario, certo, ma umano.

......

Un'incredibile doppietta nella ginnastica artistica colora di azzurro la prima giornata della seconda settimana dei Giochi Olimpici di Parigi 2024.


Alice D'Amato conquista la medaglia d'oro nella trave(  e pensare  che la  trave on gli piace per  niente  ): la 21enne ligure ha totalizzato 14.366 punti lasciandosi alle spalle la cinese Zhou Yaqin. Ma non finisce qui, l'altra azzurra la 17enne Manila

Esposito ha completato la storica doppietta con il bronzo. Fuori dal podio la brasiliana Rebeca Andrade, salita in pedana per ultima, ma costretta ad accontentarsi del quarto posto a causa di alcune imprecisioni che non le hanno consentito di andare oltre quota 13.933 davanti all'altra favorita della vigilia, l'americana Simone Biles che ha patito una brutta caduta che l'ha retrocessa sino al quinto posto con 13.100.La ginnastica azzurra al femminile non aveva mai vinto l'oro, solo tre argenti con le Piccole pavesi nel 1928 (gara a squadre), Vanessa Ferrari nel 2021 (corpo libero) e qualche giorno fa con le Fate (Angela Andreoli, Giorgia Villa e Elisa Iorio con D’Amato e Esposito) nella gara a squadre.

Per trovare due bandiere italiane sul podio: nella ginnastica artistica era capitato solo nel 1912, nel concorso generale individuale, con Alberto Braglia (oro) e Adolfo Tunesi (bronzo)."In questo momento non ho le parole per descrivere nulla. Ve lo saprò dire più avanti. Ma la trave, tuttora, non è tra i miei attrezzi preferiti. Non è perché ho vinto l'oro che ora la trave diventa il mio attrezzo preferito. Ma proprio questo dettaglio mi dà una grande mano nel credere più in me stessa. Soprattutto su questo attrezzo". Sono le prime parole di Alice d'Amato a Discovery+ dopo il trionfo nella trave a Parigi 2024. "C’è stato un momento in cui, mi ricordo benissimo che ne parlavo con Monica la mia allenatrice e le dicevo 'cosa continuo a fare la trave' tanto non vedevo una luce e invece adesso ho l’oro olimpico. E questo ci insegna che non è affatto semplice e che le medaglie le vinci quando lotti fino alla fine e non molli", ha detto ancora la nuova campionessa olimpica

Come il curling unisce le persone di Livigno anche senza medaglie

Camminando la sera lungo via Ostaria, nella parte nord di Livigno , si può ascoltare un suono inatteso. Una sorta di paff, o puck, o stonk. ...