e
mi hanno stimolato a questa elucubrazione \ sega mentale : parlare o stare zitto sui fatti cronaca nera e di per una durata che va oltre il tempo dell'indignazione social ? parlare è efficace , è sufficiente ? e come di continuare a farlo per una durata che va oltre il tempo dell'indignazione social ? senza che la gente alzi gli occhi al cielo e dica ammazza. che palle? facendoli capire in modo che ci s'interroghi .
infatti a volte parlare delle cose produce effetti inaspettati eppure positivi .Ma....
GRILlO PARLANTE
... questa soluzione non è riproducibile per tutti/e quindi non è una soluzione definitiva. E...
IO ... tocca continuare a pensarci
GR ma come ?
IO Boh
GR 😂😌
Parlare è necessario, ma raramente sufficiente. La parola serve a dare un nome al problema, ma senza l'azione diventa rumore di fondo. Il rischio "occhi al cielo" nasce quando il discorso è percepito come una performance di virtù (per avere like) invece che come un impegno reale.
Ecco come evitare l'effetto "noia" e mantenere la costanza:
Dai l'esempio, non la lezione: Le persone si stancano dei predicatori, ma sono attratte dai modelli. Se parli di ecologia, mostra come hai ridotto i tuoi rifiuti. Se parli di diritti, mostra cosa fai nel concreto.
Scegli la profondità sulla frequenza: Invece di commentare ogni polemica del giorno, scegli un tema che ti sta a cuore e approfondiscilo. Diventa un punto di riferimento, non una cassa di risonanza.
Crea comunità "offline": L'indignazione social muore in 24 ore. L'associazionismo, il volontariato o i gruppi di lettura creano legami che resistono al calo di attenzione dell'algoritmo.
Usa l'umiltà: Ammetti che è difficile. Quando ti mostri vulnerabile e ammetti che anche tu fai fatica a essere coerente, abbassi le difese di chi ti ascolta.
In sintesi: per non sembrare pesante, devi trasformare il tuo "dire" in un progetto visibile, non in uno sfogo digitale.
IO Ok grazie dei suggerimenti
per quanto riguarda i fatti di cronaca nera non c'è stato bisogno di nessuna elucubrazione in quanto la risposta viene direttamente sia dall'introduzione cioè sul Dylan Dog Horror Fest del numero stesso a cura di Barbara Baraldi e dalla storia stessa .
Essa è una riposta anche ai miei che mi cazziano e non solo ..... quando vedo trasmissioni di cronaca nera o quando portavo , meno male che adesso lo trovo su telegram , il settimanale giallo ( uno dei pochi che tratta la cronaca senza scadere eccessivamente nella morbosità ) . (....) vi siete ma chiesti perché la cronaca Nera e il true crimine suscitano inarrestabile e morboso [ molte volte lo è in effetti , ma non è il mio caso , lotto per evitare di caderci ] in un numero molto crescente di persone ? Certo , trovare una spiegazione per il crimine efferato e una tragedi soddisfa il nostro bisogno di controllo, ma è pur vero di fronte ad uno stimolo avverso possiamo sentirci spaventati ... e allo stesso [ mio caso ] affascinati Si chiama coattivazione e si verifica quando il pericolo non è percepito come reale come succede quando ascoltiamo un podcast o guardiamo un film dell'orrore [ o giallo e noir ]

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