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3.3.26

parlare o stare zitti davanti ai fatti di cronaca nera ? e come fare a parlarne oltre auna durata che va oltre il tempo dell'indignazione social e che ti dicano basta che palle ? ...

le ultime  letture  Il  libro di zero calcare (  uno  dei regali  per  i mie  50  anni )  

 e  



mi  hanno  stimolato    a questa  elucubrazione    \   sega  mentale : parlare o stare zitto   sui    fatti    cronaca nera   e  di per una durata che va oltre il tempo dell'indignazione social ?  parlare è efficace , è sufficiente ? e come di continuare a farlo per una durata che va oltre il tempo dell'indignazione social ? senza che la gente alzi gli occhi al cielo e dica ammazza. che palle? facendoli capire in modo che ci s'interroghi .  
infatti a volte parlare delle cose produce effetti inaspettati eppure positivi .Ma....

GRILlO PARLANTE
... questa soluzione non è riproducibile per tutti/e quindi non è una soluzione definitiva. E...
IO ... tocca continuare a pensarci
GR ma come ?
IO Boh 
GR 😂😌
Parlare è necessario, ma raramente sufficiente. La parola serve a dare un nome al problema, ma senza l'azione diventa rumore di fondo. Il rischio "occhi al cielo" nasce quando il discorso è percepito come una performance di virtù (per avere like) invece che come un impegno reale. 
Ecco come evitare l'effetto "noia" e mantenere la costanza:
Dai l'esempio, non la lezione: Le persone si stancano dei predicatori, ma sono attratte dai modelli. Se parli di ecologia, mostra come hai ridotto i tuoi rifiuti. Se parli di diritti, mostra cosa fai nel concreto.
Scegli la profondità sulla frequenza: Invece di commentare ogni polemica del giorno, scegli un tema che ti sta a cuore e approfondiscilo. Diventa un punto di riferimento, non una cassa di risonanza.
Crea comunità "offline": L'indignazione social muore in 24 ore. L'associazionismo, il volontariato o i gruppi di lettura creano legami che resistono al calo di attenzione dell'algoritmo.
Usa l'umiltà: Ammetti che è difficile. Quando ti mostri vulnerabile e ammetti che anche tu fai fatica a essere coerente, abbassi le difese di chi ti ascolta. 
In sintesi: per non sembrare pesante, devi trasformare il tuo "dire" in un progetto visibile, non in uno sfogo digitale.
IO   Ok   grazie    dei suggerimenti

per   quanto  riguarda  i fatti   di cronaca  nera   non  c'è  stato bisogno  di nessuna elucubrazione in  quanto  la  risposta    viene  direttamente    sia  dall'introduzione    cioè  sul  Dylan Dog  Horror  Fest   del   numero  stesso a  cura  di Barbara  Baraldi   e dalla   storia  stessa  . 
Essa  è una  riposta  anche  ai miei   che  mi   cazziano   e non solo  .....   quando vedo  trasmissioni  di cronaca nera  o   quando   portavo  , meno male  che    adesso  lo  trovo  su  telegram ,  il  settimanale  giallo  ( uno  dei pochi che tratta   la  cronaca  senza    scadere   eccessivamente   nella  morbosità )  . (....)  vi siete ma  chiesti  perché  la  cronaca Nera  e  il  true  crimine  suscitano  inarrestabile    e morboso  [ molte  volte lo  è  in  effetti    , ma non è il  mio  caso   ,  lotto per  evitare  di caderci      ]   in  un  numero molto crescente  di  persone  ?  Certo , trovare  una spiegazione  per  il crimine  efferato e  una  tragedi  soddisfa  il nostro bisogno di controllo, ma  è pur  vero   di fronte  ad  uno stimolo  avverso   possiamo sentirci spaventati    ...  e allo  stesso   [  mio   caso  ] affascinati  Si chiama  coattivazione  e  si verifica  quando  il pericolo   non è  percepito  come  reale    come  succede  quando ascoltiamo  un podcast o    guardiamo  un  film  dell'orrore  [ o   giallo  e  noir   ]
 

da osilo al Mississippi il viaggio blues del musicista blues Francesco più

 ecco un esempio  d'identità  aperta   altro che quella  chiusa  dei sovranisti