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4.2.26

rimanere in silenzio o parlare dei violenza sulle donne ? il caso di Ylenia Musella

Leggendo   dell'ultimo  omicidio  ,  quello  di  Ylenia Musella di 22 anni è sempre più difficile trovare le parole . Soprattutto quando leggi che

da Lorenzo Tosa

È stata colpita a più riprese al volto dal fratello, che poi le ha inferto una sola coltellata profonda alla schiena, fatale.Il suo assassino l’ha scaricata come un cane ancora viva davanti all’ospedale Villa Betania, ma per Ylenia non c’è stato nulla da fare. È morta in ospedale per le conseguenze delle ferite riportate.È morta per femminicidio, anche se la tragedia si è consumata in un contesto di degrado sociale profondo: mamma e patrigno si trovavano in carcere, per cui Ylenia viveva da qualche tempo col fratello 28enne nelle case popolari del rione Conocal, senza sapere che sarebbe diventato il suo assassino.Chi la conosce parla di “un sole sempre acceso”, una ragazza sempre sorridente, nonostante un contesto familiare e sociale difficilissimo.E forse - secondo le prime ricostruzioni - quel contesto non c’entra quasi nulla con quello che è accaduto, maturato invece tra le mura domestiche, in un copione molto più simile a quello che raccontiamo quasi ogni giorno quando parliamo di femminicidio.Di sicuro Ylenia oggi non c’è più.Ci uniamo al dolore e al cordoglio della famiglia e degli amici, di una citta'

Ora   l'unica   soluzione è   quella  del  silenzio  . Ero  un po'  titubante  ad  intrapendere  quella  strada  perchè 1) il silenzio uccide      due   volte   ed   in  casi come questo  equivale  ad essere   indifferenti   2) non sempre   usare  il silenzio come  arma    di difesa   psicologica  davanti. a  simili brutture (  metaforicamnte   parlando  )  o    alle  parole narrazoni   tossiche    come     questa 


dove si commenta il fatto che A Benevento un uomo di 38 anni, una guardia giurata, ha sparato alla moglie che è ricoverata in fin di vita, in gravissime condizioni.  


Ma a farmi decidere il contrario oltre   questo video

    


è stata la lettura di quanto ha scritto sul caso di Ylenia Musella Patrizia cadau , autrice di "Volevate il silenzio Avete la mia voce"(  foto  al  lato  )   in cui racconta la sua vicenda e di come sia sopravvisuta alle violenze di un maschio alfa , su fb ( qui il testo integrale « [... ] Quello che è certo è che ancora una volta una donna muore di violenza maschile e tutti continuiamo a credere sia un problema femminile.È violenza maschile, è accanimento spudorato e impunito di uomini che odiano le donne, specialmente quelle di casa.È violenza maschile anche se accorrerranno in tanti a brandire i loro distinguo insopportabili "e la violenza sugli uomini?" "non tutti siamo così" e altre divagazioni pittoresche.Il fatto è che Ilenia non c'è più.Non abbiamo fatto in tempo neppure per lei.E abbiamo fallito.Ancora.» .


Ma soprattutto perchè Parlare di tragedie come qeste senza retorica e in maniera non tossica significa smetterla di descrivere questi atti come momenti di follia improvvisa o solo semplici "liti familiari" finite male. Spesso, come evidenziato anche in casi precedenti simili (come quello di Noemi Riccardi a gennaio 2026), si tratta di contesti segnati da violenze e soprusi pregressi già noti a parenti o vicini. Chiamare le cose con il loro nome — violenza di genere domestica — è il primo passo per rompere il
silenzio.
Infatti qui c' è Il dovere di non essere testimoni passivi Il caso di Jlenia, abbandonata ferita davanti all'ospedale, sottolinea l'importanza di intervenire prima che la violenza diventi fatale come in qiuesto caso appunto . Come     agire  allora   ?  Con:

  •  la  denuncia  in quanto essa     non è un'opzione, ma una necessità: Il reato di maltrattamenti in famiglia è procedibile d'ufficio: chiunque sia a conoscenza di violenze può e deve segnalare alle autorità (Questura, Carabinieri o Procura).
  • l'ascolto senza giudizio : Se sospetti che una persona vicina sia in pericolo, offri un ascolto attivo. Evita di chiedere "perché non te ne vai?", ma rassicurala dicendo: "Io ti credo, sono qui per aiutarti". 
  •  Azioni concrete e immediate  Per trasformare l'indignazione in prevenzione, è necessario conoscere e diffondere gli strumenti di protezione: Contattare il 1522: È il numero di riferimento per ricevere orientamento immediato. È possibile anche chattare via web se parlare a voce è troppo rischioso. Rivolgersi ai Centri Antiviolenza (CA): Questi centri offrono supporto legale e psicologico gratuito, oltre a percorsi di messa in sicurezza.Segnali Silenziosi: Impara e insegna il Signal for Help (mano aperta, pollice piegato e dita chiuse sopra) per permettere a chi è controllato di chiedere aiuto senza essere scoperto.
Parlare di Jlenia oggi significa non lasciarla diventare solo un numero, ma pretendere che i segnali di violenza in famiglia non vengano più derubricati a "fatti privati". Ecco e qui concludo , in quanto ho già detto troppo , per evitare di diventare retorico e finire assueffatto a tali avvenimenti .

14.8.12

se invece di parlare dell'abuso del corpo femminile sui quotidiani si parlasse d'altro


E la sinistra riscopre il culo delle donne

noreply@blogger.com (Spidertruman)aI segreti della casta - 10 ore fa
Bruno Manfellotto, direttore dell’Espresso, non lo fa mai di pubblicizzare il suo giornale su facebook. Ma questa volta era particolarmente orgoglioso. Aveva tra le mani una copertina di quelle che non si dimenticano. Di quelle che meritano di metterci la faccia. E cosí contravvenendo al suo solito pudore l’ha postata sul social network per darle la giusta visibilità. La copertina, che qui pubblichiamo, molti di voi probabilmente la conoscono. Il titolo “Un tuffo nella crisi” rimanda all’immagine di una donna in costume immersa nelle acque. La posa e la bandiera stampata sulla .... continua  sul blog 

  caro\i amici 
Ormai   ci dovremo essere  abituati  è  una battaglia  persa  perchè   tira  di più in termini di mercato una copertina  con un culo  o  un seno  femminile   che  una copertina   sui problemi reali  e  che ormai  si arrivati a tale  punto

E fecero voti con faccia scaltra a Nostra Signora dell' Ipocrisia
perchè una mano lavasse l' altra, tutti colpevoli e così sia!
E minacciosi ed un po' pregando, incenso sparsero al loro Dio,
sempre accusando, sempre cercando il responsabile, non certo io...






e che ormai s'è affermata una battuta profetica  all'epoca ( siamo  nei primi anni  '80  all'inizio del  riflusso  poi  sfociato nel berlusconismo  )  di Elle Kappa primi anni   '80   : << Mamma, ma cosa fanno i maniaci sessuali? Ultimamente le copertine dell'Espresso, dell'Europeo e di Panorama".(  qualche anno fa )  quindi cara  giornalista  occupati di cose  più  importante  altro che  cavolate , ormai  il berlusconismo  e la  cultura    troppo provocatoria  del nudo  usato per trasgredire , vedere  le  copertine dell'espresso  e  del primo panorama  ( non la fogna   filo  berlusconiana  d'oggi  )  hanno  già fatto  danni irrimediabili  . Ci sono cose  più importanti   su cui  concentrarsi 

Come il curling unisce le persone di Livigno anche senza medaglie

Camminando la sera lungo via Ostaria, nella parte nord di Livigno , si può ascoltare un suono inatteso. Una sorta di paff, o puck, o stonk. ...