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Dietro la scomparsa di questi piccoli presidi culturali si nasconde un cambiamento più profondo nel modo in cui ci informiamo, pensiamo e parliamo.
Leggere un articolo di giornale, quello vero, con un inizio, uno sviluppo e una conclusione, richiede un tipo di attenzione che stiamo disimparando. Non è solo questione di "informarsi meglio": è un esercizio cognitivo.
Seguire un ragionamento articolato, collegare cause ed effetti, trattenere informazioni mentre se ne acquisiscono di nuove, allena la memoria e la capacità di pensiero critico.
Quando ci limitiamo ai titoli, il cervello smette di fare questo lavoro. E come un muscolo che non si usa, si indebolisce.
C'è un altro effetto, meno discusso: l'impoverimento del linguaggio. I giornali, anche se non sempre e non tutti, usano un italiano più ricco, più strutturato di quello dei post e dei messaggi. Sinonimi, frasi articolate, costruzioni complesse che, non leggendo più smettiamo di usare.
Il risultato? Parliamo e scriviamo in modo più povero per mancanza di alternative. Il vocabolario si restringe, e con esso la capacità di esprimere pensieri articolati. Perché se non hai le parole per un concetto, farai fatica anche a pensarlo.
Non è questione di età, sarebbe facile puntare il dito contro i giovani "sempre attaccati al telefono", ma anche chi è cresciuto con i giornali cartacei ha, nel tempo, abbandonato l'abitudine alla lettura approfondita, sedotto dalla comodità dei social.
La differenza è che i più giovani non hanno mai sviluppato l'abitudine alla lettura di un intero articolo perché il contesto in cui sono cresciuti non la richiedeva né la consigliava.
Cosa possiamo fare:
Non si tratta di demonizzare il digitale o rimpiangere un passato, si tratta di riconoscere cosa stiamo perdendo e decidere se vogliamo recuperarlo.
Qualche spunto:
* Abboniamoci a una testata, leggiamola e commentiamo gli artt con amici e familiari.
* Regaliamo abbonamenti a riviste ai più giovani. Sarà un modo per aprire finestre su mondi che non cercherebbero da soli.
* Sostieniamo le edicole rimaste, sono importanti tanto quanto le librerie.
* Ritagliamoci momenti di lettura senza distrazioni con il telefono in un'altra stanza e silenziato!
E ricordiamo che un’edicola che chiude annuncia che un certo mondo fatto di curiosità e approfondimento sta sparendo e con loro un pezzo della nostra storia!
Ma comprare il quotidiano, sedermi al bar per un caffè, sfogliare pagine fruscianti, leggere tutti i titoli e poi con calma i vari articoli, resterà sempre per me un piacere irrinunciabile!