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5.3.26

DUE DONNE E UN MESSAGGIO DAL SUD

metend in  ordine  il  pc  ho  trovato questo   articolo  interessante  

DUE DONNE E UN MESSAGGIO DAL SUD

Due donne unite dallo stesso dolore. Immenso, indicibile. Perché veder morire un figlio è la peggiore condanna che il cielo può infliggerti. Eppure proprio queste due donne, a distanza di poche ore l’una dall’altra, hanno inconsapevolmente raccontato meglio di qualsiasi indagine sociologica quanto il Sud stia cambiando. E non soltanto sul fronte economico, come ha sottolineato Federico Fubini nell’analisi pubblicata ieri su Corriere.it, ma anche sul versante culturale, sovvertendo antichi e logori stereotipi. Patrizia, la madre del piccolo Domenico morto al Monaldi, e la signora che ieri a Niscemi ha commosso

da Ecco le 10 valorose donne del Sud che hanno segnato la storia!
(eccellenzemeridionali.it)

il presidente Mattarella con il ricordo di sua figlia Aurora, scomparsa in un incidente sulla strada provinciale squassata dalle frane, hanno affrontato lo sguardo del mondo senza nascondere la loro disperazione ma, allo stesso tempo, filtrandone l’onda con una dignità che nemmeno per un attimo si è sfilacciata in urla e imprecazioni. La compostezza dei modi, sebbene tarlata dall’angoscia, ha mostrato il germoglio di un’imprevista fiducia nello Stato, parola che nel Mezzogiorno è stata troppo a lungo sinonimo di nemico, qualcosa da additare come mandante di ogni avversità, comprese quelle ordite dal destino. Patrizia, durante il calvario del suo Domenico, non si è abbandonata al rancore: ha chiesto la verità affinché venisse fatta giustizia. E la madre di Aurora ha implorato sommessamente Mattarella di accelerare i lavori di riassetto a Niscemi e dintorni. Entrambe, pur non conoscendosi, hanno in pochi istanti cancellato l’immagine consunta di un Mezzogiorno dove l’emotività tracima appena la fortuna ti volta le spalle e dove, soprattutto, le istituzioni appartengono a una geografia straniera, buona al massimo per esigere un risarcimento. Se i partiti, di destra e di sinistra, fossero ancora degni di tal nome farebbero bene ad ascoltare le voci lievi e implacabili di queste due donne. Invece d’intestardirsi a considerare il Meridione soltanto un bacino in cui andare a pesca di voti.

23.9.24

Fotografia: 'Calabria con i miei occhi', ragazzi autistici raccontano una terra e la disabilità

 (Adnkronos) 
L'attrice Margareth Madè è la madrina d’eccezione della presentazione del volume fotografico 'Calabria con i miei occhi', in programma Cosenza: "Queste manifestazioni sono come un abbraccio che ti accoglie e ti riempie il cuore di umanità e di autentica bellezza", ha detto Madè all'evento organizzato al 'Fellini'. "Ringrazio Paola Santelli

dell’associazione Jole Santelli per avermi permesso di fare questa meravigliosa esperienza", ha aggiunto Madè.  'Calabria con i miei occhi' nasce grazie al contributo e alla collaborazione dell’Associazione Jole Santelli con 'Modelli si nasce onlus', la prima ed unica realtà associativa in Italia ad offrire percorsi formativi personalizzati che preparano i ragazzi autistici ad entrare nel mondo della moda e della pubblicità come modelli. I ragazzi e le ragazze autistici indossano abiti di fashion designer e brand emergenti quali: Beatrice Bocci Designer, Boutique Central, Hobo’s, Migale Couture, Vintage Revenge e White Official. "Questo book promozionale della Calabria con alcune delle sue location più suggestive ha visto come modelli dei meravigliosi ragazzi autistici che con naturalezza si sono immersi nella natura risultando quasi dei modelli professionisti -hanno detto Paola e Roberta Santelli-. La loro forza e la loro voglia di esserci si evince chiaramente dalle foto e questo è un buon auspicio per il loro futuro e una grande speranza per il tanto temu

Dal coworking ‘Cocò’ ad Aggius alla comunità diffusa di giovani che scelgono di tornare in Gallura: “Così rivive lo spirito degli stazzi”

 da  https://www.sardiniapost.it/culture/ Articoli correlati La “città-natura” nell’Isola, il ritorno dei giovani in campagna e nei paesi co...