In occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la scuola Futura Istruzione e Formazione Professionale promuove una mattinata dedicata alla
riflessione sui temi dell’inclusione, del rispetto e della convivenza civileL’iniziativa si svolgerà lunedì 18 maggio 2026, dalle ore 08:30 alle 13:00, presso la Sala Futura del Teatro Stabile di Catania, e coinvolgerà gli studenti dell’istituto in un percorso di confronto e approfondimento sui valori dell’ascolto, dell’empatia e del contrasto a ogni forma di bullismo e discriminazione.La mattinata prenderà spunto dal libro "Obliquo Presente. Una pedagogia del dissenso nel tempo dell’odio", scritto dal docente Cristian Adriano Porcino. Il programma alternerà letture guidate, momenti di dialogo e sessioni di cineforum, attraverso la visione e il commento condiviso di contenuti audiovisivi dedicati ai temi dell’inclusione, della consapevolezza civile e del rispetto della persona.Interverrà inoltre Santina Caffo, avvocato e Vice Comandante della Polizia Locale, che approfondirà con gli studenti i temi del rispetto delle regole, della responsabilità personale e della prevenzione di comportamenti discriminatori e violenti.L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire ai giovani strumenti concreti per comprendere e riconoscere ogni forma di discriminazione, favorendo la costruzione di una comunità scolastica sempre più inclusiva, consapevole e attenta alla dignità di ogni individuo.“Costruire il rispetto” vuole essere non soltanto un momento di sensibilizzazione, ma anche un’occasione di confronto autentico, capace di promuovere la cultura dell’ascolto, della partecipazione e della responsabilità sociale attraverso il dialogo, l’esperienza condivisa e il linguaggio come strumento educativo.Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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19.1.26
quando non si hanno parole davanti alla violenza efferrrata meglio il silenzio che dire le solite cose retoriche e scontate
davanti all'ennesimo femminicidio o omicidio di una donna e all'ennessimo ragazzo morto le parole stanno a zero.Ma non significa essere insensibili o assuefatti davanti a tali fatti . Infatti se taccio non è per perchè sono asueffatto ma non trovo le parole o essere originale e riportare mie
opinioni o altri punti di vista di chi come G.Cassitta nel primo caso e di ( trovate qui in : « federica e le altre storia di una sconfitta » il primo intervento da cui ho preso la foto per il post e quello dello scrittore (e prof) Enrico Galiano contro i metal detector proposti da Valditara dopo il caso avvenuto a La Spezia, dove uno studente di 18 anni è stato ucciso a scuola da un coetaneo ) è più esperto me e ha conoscenze più approfondite di tali fenomeni rispetto a me , finisce per annoiare Meglio il silenzio . IL che non significa cinismo ed assueffazione ma tistezza e sconforto .
opinioni o altri punti di vista di chi come G.Cassitta nel primo caso e di ( trovate qui in : « federica e le altre storia di una sconfitta » il primo intervento da cui ho preso la foto per il post e quello dello scrittore (e prof) Enrico Galiano contro i metal detector proposti da Valditara dopo il caso avvenuto a La Spezia, dove uno studente di 18 anni è stato ucciso a scuola da un coetaneo ) è più esperto me e ha conoscenze più approfondite di tali fenomeni rispetto a me , finisce per annoiare Meglio il silenzio . IL che non significa cinismo ed assueffazione ma tistezza e sconforto .
9.8.25
Il Comune di Barzago ha introdotto le "multe morali", un’ammonizione simbolica per contrastare la sosta selvaggia e promuovere il rispetto delle regole. Solo in caso di recidiva scatteranno le sanzioni vere e proprie.
da , mi pare il giorno.it tramite google news leggo che A Barzago, in provincia di Lecco, l’amministrazione comunale ha lanciato un’iniziativa originale per contrastare la sosta selvaggia: le cosiddette "multe morali". Avvisi, simili a vere contravvenzioni, vengono posizionati dalla polizia locale sui parabrezza delle auto parcheggiate in modo scorretto, ma senza richiedere un esborso immediato. L’obiettivo? Sensibilizzare gli automobilisti al rispetto delle regole stradali, promuovendo un senso di responsabilità civica.Una scelta particolare o meglio una via di mezzo , tra severità senza eccessiva e " buonismo "quella del comune di Barzago che detiene il singolare primato di essere un Comune dove non è mai stata fatta nemmeno una multa all’anno per quanto riguarda il codice stradale, ma l’amministrazione ritiene necessario introdurre almeno qualche richiamo per educare e far capire come si vive in comunità. Non si tratta di fare cassa, ma di insegnare il
rispetto delle regole, soprattutto in risposta a molte segnalazioni di inciviltà e pericoli per la circolazione urbana.Infatti la sosta selvaggia sta creando disagi seri, soprattutto per i pedoni, che spesso
sono costretti a scendere dai marciapiedi perché occupati dalle auto. Anche mamme con passeggini e bambini si trovano in difficoltà a causa della mancanza di spazi liberi sui marciapiedi. Oltre a questo, a Barzago ci sono altre situazioni di inciviltà, come danni a strutture pubbliche, che l’amministrazione vuole contrastare con interventi mirati e una maggiore attenzione alla sicurezza e al rispetto degli spazi comuni da quel che riporta www.laprovinciaunicatv.it Il Comune ha in programma di migliorare la segnaletica e la sicurezza in alcune aree, come il campo sportivo, con l’installazione di nuove recinzioni e serrature per evitare intrusioni notturne e danni alla proprietà pubblica. Inoltre, invita i cittadini a segnalare tempestivamente situazioni anomale per facilitare interventi rapidi da parte delle forze dell’ordine locali In sintesi, le "multe morali" rappresentano un primo passo non punitivo ma educativo per combattere la sosta selvaggia e l’inciviltà a Barzago, sperando di indurre un cambiamento nel comportamento degli automobilisti prima di procedere con sanzioni reali e più severe.
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rispetto delle regole, soprattutto in risposta a molte segnalazioni di inciviltà e pericoli per la circolazione urbana.Infatti la sosta selvaggia sta creando disagi seri, soprattutto per i pedoni, che spesso
sono costretti a scendere dai marciapiedi perché occupati dalle auto. Anche mamme con passeggini e bambini si trovano in difficoltà a causa della mancanza di spazi liberi sui marciapiedi. Oltre a questo, a Barzago ci sono altre situazioni di inciviltà, come danni a strutture pubbliche, che l’amministrazione vuole contrastare con interventi mirati e una maggiore attenzione alla sicurezza e al rispetto degli spazi comuni da quel che riporta www.laprovinciaunicatv.it Il Comune ha in programma di migliorare la segnaletica e la sicurezza in alcune aree, come il campo sportivo, con l’installazione di nuove recinzioni e serrature per evitare intrusioni notturne e danni alla proprietà pubblica. Inoltre, invita i cittadini a segnalare tempestivamente situazioni anomale per facilitare interventi rapidi da parte delle forze dell’ordine locali In sintesi, le "multe morali" rappresentano un primo passo non punitivo ma educativo per combattere la sosta selvaggia e l’inciviltà a Barzago, sperando di indurre un cambiamento nel comportamento degli automobilisti prima di procedere con sanzioni reali e più severe.
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24.9.23
Viola Ardone: "Vi racconto le mie "matte" e i miei studenti, che grande meraviglia"
È il diario poetico di una quindicenne nata e rimasta chiusa in manicomio con la mamma (finita lì perché incinta e fedifraga), è la storia di un dottore basagliano in trincea in corsia e assente in famiglia.
È "Grande meraviglia" (Einaudi), il nuovo romanzo di Viola Ardone: parla di donne e diritti negati, ieri e oggi, di paternità e figliolanza, ma anche di cura. Quella che la scrittrice professoressa, insegna latino e italiano in un liceo scientifico di Giugliano (Napoli), mette nei suoi romanzi e in aula, con i suoi studenti.
In dialogo con Giulia Santerini che troivate qui Ardone spiega perché a 45 anni dalla legge Basaglia ha sentito il bisogno di scrivere questo libro e del disagio che avverte anche tra i più giovani. Ma ci dice anche di più sul suo modo di intendere e insegnare la scrittura, lavorare a contatto con le nuove generazioni in un'area non facile. Gli occhi accesi di passione, l'esperienza per ammettere che ogni bocciatura è un fallimento. Ma tutti, ci dice Viola, tutti noi oltre a medici e professori, dobbiamo imparare ad accettare di fallire.
È "Grande meraviglia" (Einaudi), il nuovo romanzo di Viola Ardone: parla di donne e diritti negati, ieri e oggi, di paternità e figliolanza, ma anche di cura. Quella che la scrittrice professoressa, insegna latino e italiano in un liceo scientifico di Giugliano (Napoli), mette nei suoi romanzi e in aula, con i suoi studenti.
In dialogo con Giulia Santerini che troivate qui Ardone spiega perché a 45 anni dalla legge Basaglia ha sentito il bisogno di scrivere questo libro e del disagio che avverte anche tra i più giovani. Ma ci dice anche di più sul suo modo di intendere e insegnare la scrittura, lavorare a contatto con le nuove generazioni in un'area non facile. Gli occhi accesi di passione, l'esperienza per ammettere che ogni bocciatura è un fallimento. Ma tutti, ci dice Viola, tutti noi oltre a medici e professori, dobbiamo imparare ad accettare di fallire.
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