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3.6.26

«La medicina estetica può aiutare ma bisogna anche saper dire no» Giovanni Angiolini presenta il suo libro "Ti (S)consiglio l'estetica" «Non si può cancellare la propria identità per rincorrere una tendenza»

Prima di riportare la storia di cui s'accenna nel titolo (vedere foto a sinistra ) , bisogna. fare Un "no"
etico è spesso l'atto medico più importante e responsabile. Nella medicina estetica moderna, l'obiettivo principale è migliorare l'armonia e il benessere psico-fisico del paziente, non stravolgerne l'identità. << Un bravo professionista deve saper rifiutare i trattamenti quando sono sproporzionati, dannosi per la salute o dettati da aspettative illusorie. >> ( da AI Overview ) Infatti da quel che ho appreso da parrenti medici  e nel corso delle mie visite ed interventi  e da vari siti medici. consultati posso dire. che  La centralità del limite etico nella professione medica si articola in diversi punti chiave :
  • Etica e Deontologia Medica: Il Codice di Deontologia Medica impone al medico di rifiutare richieste sproporzionate o rischiose, specialmente se il trattamento è irreversibile e non curativo. 
  • Ascolto e Valutazione: Il rifiuto di un trattamento non è un limite, ma una scelta di protezione del paziente. Spesso, dietro a richieste eccessive, si celano disagi psicologici che richiedono un approccio diverso.
  • Consapevolezza dell'Identità: La medicina estetica deve rispettare le proporzioni naturali del viso e del corpo, evitando l'effetto "iper-trattato" e ponendo la sicurezza e l'unicità della persona al primo posto. 
Per un approfondimento sul confine etico e su quando il medico sceglie di non intervenire, si puo leggere come. suggerito da. google  l'articolo dedicato su Dossier Salute o esplorare il punto di vista clinico espresso in un post specifico su Instagram.
Ed è proprio. in questi contesto che  s'inquadra la  storia   d'oggi .
  da la. nuova. sardegna del 3\6\2026

Olbia 
C'è un passaggio che più di ogni altro racconta la filosofia di Giovanni Angiolini. È la storia di una giovane minorenne, l'unica paziente per la quale il medico estetico sassarese abbia scelto di fare un'eccezione a una regola che non ama infrangere: niente interventi o ritocchi prima dei 18 anni. Per quella ragazza il naso era diventato una condanna, tanto da spingerla a nasconderlo ogni giorno dietro un paio di grandi occhialoni.Di fronte a tanta sofferenza, e dopo il consenso firmato da entrambi i genitori, Angiolini decise di intervenire. Quando tutto finì, la ragazza si guardò allo specchio, si tolse gli occhiali, li lanciò via e scoppiò a piangere. «E in quel momento capisci che cosa significa restituire serenità e sicurezza a una persona».



È una delle storie che meglio spiegano il senso di “Ti (s)consiglio l'estetica. Tutto quello che nessuno ti dice sulla bellezza”, il libro pubblicato due settimane fa da Maggioli Editore e già salito al secondo posto in Italia tra i volumi dedicati alla medicina e alla chirurgia estetica. Non un manuale tecnico né un catalogo di procedure, ma una riflessione sul rapporto tra immagine, identità e benessere maturata tra Sassari, Olbia, Milano, Roma,
Sanremo, Londra, Oslo e Maiorca.

È il suo secondo libro. Perché ha deciso di scriverlo e perché un titolo così particolare?
«Nel 2019 avevo già pubblicato un libro con Mondadori dedicato al wellness e al benessere. Questa volta Maggioli mi ha proposto di scriverne uno sulla medicina estetica. Volevo un libro aperto a tutti, che raccontasse il mio modo di vedere l'estetica e il rapporto con i pazienti. Il titolo nasce proprio da questo: raccontare tutto quello che normalmente non viene detto, non soltanto i trattamenti ma anche ciò che c'è dietro».

E che cosa c'è dietro?
«L'ascolto. La comprensione della persona. Le sue aspettative. La sua storia. Scrivere di medicina estetica oggi significa muoversi tra promesse facili, giudizi rapidi e aspettative sociali. Questo libro nasce per fare chiarezza. Non è una guida alla perfezione, ma un invito a riflettere sul significato autentico della bellezza. Credo che ci sia davvero bisogno di riportare al centro concetti come consapevolezza, equilibrio e armonia. La medicina estetica dovrebbe aiutare le persone a riconciliarsi con se stesse, non a inseguire modelli irrealistici».

Da tempo lei ripete un concetto: il medico deve saper dire no.
«Sì, perché non bisogna mai diventare il braccio armato del paziente. A volte una donna o un uomo arrivano perché vogliono stare meglio. Altre volte utilizzano l'estetica per cercare di colmare un disagio interiore o una fase difficile della loro vita. In quel caso bisogna bloccarsi. Il nostro dovere è capire che cosa c'è dietro quella richiesta e tutelare il paziente».

Che cosa vede quando incontra persone eccessivamente trattate?
«Spesso non vedo benessere. Vedo fragilità. L'estetica può essere uno strumento meraviglioso, ma non può diventare il modo per tappare i buchi dell'anima. Quando si insegue continuamente una ruga o un'immagine irraggiungibile, il problema raramente è esterno».

Nel libro parla anche di medicina estetica etica. Che cosa significa?
«Significa ricordarsi sempre che davanti abbiamo una persona e non un trattamento. Ogni intervento deve rispettarne anche la personalità. Non posso rendere appariscente chi è particolarmente timido o introverso. L'obiettivo non è cambiare chi abbiamo di fronte, ma valorizzare ciò che è già». 

Quali sono le richieste che la preoccupano di più?

«Mi capita sempre più spesso di vedere ragazze giovani, spesso bellissime, che vogliono modificare il proprio volto non per correggere un difetto che le fa soffrire, ma per assomigliare a modelli imposti dai social. È proprio in questi casi che il medico deve avere il coraggio di mettere un freno».

Quindi i social sono il principale motore di questo fenomeno?
«Hanno un peso enorme. Ci sono stati periodi in cui arrivavano con le foto delle Kardashian chiedendo di avere lo stesso viso. Altre volte mi mostravano immagini filtrate da Snapchat e dicevano: voglio gli occhi così grandi, il naso così piccolo. Il problema è che il volto non è una maglietta o un paio di pantaloni che si possono cambiare seguendo semplicemente una moda. Fa parte della nostra identità e non può essere trattato come una tendenza del momento»

È qui, insomma, che il medico deve intervenire?
«Assolutamente sì. Non tutte le richieste devono trovare una risposta favorevole. Il medico ha il dovere di valutare, consigliare e, tutte le volte che serve, anche dire no. Fa parte della responsabilità che abbiamo verso chi si affida a noi».

Il libro le ha portato anche un riconoscimento particolare.
«Sì. Durante la presentazione a Roma, moderata dal giornalista Luigi Caputo, presidente di Consumerismo No Profit, sono stato nominato primo medico associato dell'organizzazione. Mi ha fatto molto piacere perché quel riconoscimento nasce proprio dai contenuti del libro. È stato considerato uno strumento utile per aiutare i pazienti e i consumatori a orientarsi nel mondo dell'estetica e a capire quando un trattamento è davvero indicato e quando invece è meglio seguire un'altra strada».

Lei è stato inserito dall'International Journal of Aesthetic Medicine tra i professionisti di riferimento del settore nel 2024 e nel 2025. Che significato ha?
«È un traguardo che mi rende orgoglioso, ma che considero soprattutto una responsabilità. Mi ricorda ogni giorno quanto sia importante continuare a lavorare con equilibrio, etica e attenzione verso le persone».

Ma lei nasce come chirurgo ortopedico. Continua a esercitare?
«Solo per gli amici. L'ortopedia è stata una parte importantissima della mia vita professionale e continua a piacermi molto. Però la medicina estetica mi ha conquistato per il rapporto speciale che si crea con le pazienti e i pazienti. Costruisci con loro un percorso, li accompagni nel tempo e ti rendi conto che acquistano sempre più sicurezza. Quando risolvi un problema estetico che una persona si porta dietro da una vita, vedi una gioia straordinaria. Sono momenti che non si dimenticano».

In che senso?
«A volte arrivano con la foto di un cagnolino o di un gatto come immagine del profilo e, dopo qualche mese, scelgono invece di mettere la propria foto per la prima volta. Hanno ritrovato fiducia in se stessi».

C'è un argomento che avrebbe voluto approfondire maggiormente nel libro?
«Sì, il tema dello specchio. È un argomento che mi affascina molto. Lo specchio non restituisce solo un'immagine, ma racconta come ci vediamo. Imparare a guardarsi nel modo corretto, senza eccessi né giudizi distorti, è una parte fondamentale del benessere».

Come sta cambiando la medicina estetica?
«Sta diventando sempre meno invasiva e sempre più orientata alla rigenerazione. In questo momento si parla molto di cellule adipose, cellule staminali e tecniche che puntano a migliorare la qualità dei tessuti. La direzione è quella: prendersi cura della persona partendo dalla cura della pelle e dell’organismo»-

Se dovesse riassumere il messaggio del libro in una frase?
«La vera bellezza non coincide con la perfezione, ma con la capacità di riconoscersi, rispettarsi e sentirsi in armonia con ciò che si è. Educare alla misura è forse la parte più difficile del mio lavoro, ma anche quella che mi dà più soddisfazione».


 


 
 

25.12.24

Quando il make-up diventa uno strumento di empowerment femminile, la storia di Beatrice Gherardini

 Fin ora   credevo che il  trucco cioè il make  up femminile  ( ovviamente  non  sto  vietando  niente  ogni donna   è libera  di  fare  quello che vuole , di usarlo o non usarlo  ) fosse qualcosa   d'inutile visto  che  una  donna non dovrebbe   aver  ha  bisogno   di " sovrastrutture  "  ed  orpelli  per     farsi accettare  da  noi  uomini   . Pensavo  (  ed  in parte lo  pensavo  ancora   )   che  Le  donne   dovrebbero dare  valore  a loro  stesse     per  cio'  che  sono    e  non  per  quello  che    gli altri  vogliono   che siano  . Ma ora   la  risposta    di Beatrice Gherardini (  foto sotto al  centro  del post   )    allora  domanda     che  ci poniamo      tutti\e  ,  sottoscritto   compreso  prendiamo    come  esempio  questi    due   video  : di story impact il primo (  da  cui   ho preso  il  frame   riportato   a  sinistra ) e   di  kikko.co il secondo    , Nell’era dei social media è possibile stare bene con sé stessi, anzi con sé stesse, senza dover piacere per forza agli altri ? Sembra  di   si . 

Infatti   Per il suo nuovo progetto, la make-up artist e life coach da oltre 3 milioni di follower sui social, ha scelto un nome emblematico: “La bellezza inizia nel momento in cui scegli di essere te stessa”, un invito forte all’affermazione di genere, che abbia la donna come inizio e fine del trucco, non come mezzo.  




  da   Adnkronos ( mi pare   di una settimana  fa  )  tramite  msn.it  


“Sono convinta – dice Beatrice – che il make-up non sia semplicemente truccarsi, ma prendersi cura di sé, sperimentare e valorizzarsi, è sentirsi bene con sé stessi e con gli altri. Prendetevi del tempo, abbiate cura di Voi, valorizzate il vostro corpo e nutrite la Vostra anima, in questo il make up può essere un prezioso alleato in grado di farvi sentire bene, affrontando la vita quotidiana con la giusta energia. Ogni donna deve sentirsi libera di esprimere la propria personalità anche attraverso il trucco Quel momento in cui ci trucchiamo è un momento sacro, quasi un rito che deve essere solo per noi, una coccola per sentirci meglio e affrontare la giornata con l’energia giusta”.

Partiamo dal nome del tuo progetto: “La bellezza inizia nel momento in cui scegli di essere te stessa”. Le donne oggi sono davvero libere di essere sé stesse? Quali sono i principali ostacoli alla loro affermazione?

“Credo che, oggi più che mai, ci sia un desiderio crescente di autenticità, ma non sempre questo si traduce in libertà di essere sé stesse. Gli ostacoli principali derivano da pressioni sociali, standard di bellezza irrealistici e un uso distorto dei social media, che spesso spingono le persone a confrontarsi con ideali irraggiungibili. Inoltre, molti vivono con il timore del giudizio, che impedisce di mostrarsi per quello che si è veramente. La chiave per superare questi ostacoli è lavorare sull’accettazione di sé e sull’autostima, cosa che cerco di trasmettere anche attraverso il mio lavoro”.

A 29 anni, Beatrice Gherardini è diventata la beauty star, make-up artist e life coach più seguita su Tik Tok Italia utilizzando il trucco come argomento principale per poi dare spazio a tematiche generazionali e di genere molto avvertite nella società. Un report commissionato da Dove ha rivelato che, in Italia, più di una donna su quattro sarebbe disposta a rinunciare a un anno della propria vita per raggiungere il proprio ideale di bellezza. Il dato potrebbe persino peggiorare con la diffusione dell’Ai: dalla ricerca emerge che una donna su 3 sente il bisogno di cambiare il proprio aspetto fisico dopo essere stata esposta a immagini generate con l’Ai che sono ‘perfette’ ma artificiali.

In questo senso, l’impegno di Beatrice è quello di recuperare il senso della bellezza autentica, dove il make-up diventa una forma comunicativa per esprimere anche i lati meno ‘trendy’ della propria personalità. A volte, il trucco serve anche a lenire le conseguenze fisiche e psicologiche che alcune donne devono affrontare.

Con la tua professione hai ascoltato storie di molte donne, che magari si rivolgono a te per ritrovare nel make-up una valvola di sfogo, un modo di esprimere sé stesse. Qual è stata la storia che ti ha colpito di più?

“Una storia che mi ha colpito molto – ci racconta Beatrice – è quella di una ragazza che soffriva di acne severa e mi ha raccontato come il make-up l’abbia aiutata a ritrovare la fiducia in sé stessaNon lo usava per nascondere, ma per valorizzare ciò che la faceva sentire bella. In generale, ho percepito che molte donne vedono il make-up come uno strumento di empowerment, una piccola ‘armatura’ quotidiana che permette loro di affrontare la giornata con maggiore sicurezza”.

In che modo il make-up può aiutare le donne a ritrovare sé stesse e a sentirsi più sicure?

“Il make-up è una forma di espressione che può aiutare a ritrovare sé stesse perché permette di sperimentare, valorizzare e riscoprire aspetti della propria identità”. Diversi studi corroborano la tesi di Beatrice Gherardini. Secondo una ricerca pubblicata dal Journal of Cosmetic Science, le donne che si truccano tendono a sentirsi più attraenti e sicure di sé in un contesto sociale dove il gender gap è ancora molto forte. Un altro report, pubblicato in Psychology of Women Quarterly, ha evidenziato che il trucco può migliorare l’umore fino a ridurre i sintomi di depressione e ansia.

A prescindere dalla tua mission, credi che le donne si trucchino più per sé o per piacere agli altri?

“Credo che la motivazione dipenda molto dalla persona”, spiega la make-up artist, che aggiunge “alcune si truccano per piacere agli altri, altre per sentirsi bene con sé stesse. Il mio obiettivo è incoraggiare la seconda motivazione, mostrando come il make-up possa essere un atto d’amore verso sé stesse, piuttosto che un obbligo a conformarsi”.

In che modo (e in che direzione) i social hanno cambiato il modo di intendere il make-up?

“I social media hanno reso il make-up più accessibile, trasformandolo in un linguaggio universale e aprendo le porte alla creatività. Tuttavia, hanno anche contribuito alla diffusione di standard irrealistici e di una percezione idealizzata della bellezza. Da un lato, sono uno spazio in cui chiunque può condividere la propria passione e imparare; dall’altro, possono creare ansia da confronto. È importante quindi utilizzare i social come una fonte di ispirazione e non come un metro di paragone”, chiosa Beatrice Gherardini che dal 9 dicembre ha lanciato online il nuovo progetto video ‘Glow up secrets’ parte de “La bellezza inizia nel momento in cui scegli di essere te stessa”.

“L’idea alla base dell’ultimo progetto – spiega – è stata plasmata dalla volontà di rendere l’arte del trucco accessibile a tutte, dai livelli base a quelli più avanzati. Osservando la mancanza di risorse inclusive nel settore, ho deciso di creare un corso adatto a donne di ogni età, offrendo loro un percorso dettagliato che copre le diverse tecniche e prodotti ideali per ogni tipo di pelle”.
L’appello di Beatrice Gherardini

Inteso in questo senso, il make-up serve a mettere in risalto le diversità di ciascuna donna, non a reprimerle. “Non ho mai dato retta all’odio in rete e a chi mi attaccava per la mia pelle e per l’acne, ho imparato l’importanza di amarmi per quello che sono e senza nascondere le mie cicatrici. Sono diventata make up artist e life coach, cercando di superare delle convenzioni limitanti andando oltre il semplice make up e abbracciando un approccio olistico che miri a sottolineare che la bellezza va oltre l’aspetto esteriore, incoraggiando le donne a sentirsi bene sia dentro che fuori”, dice Beatrice Gherardini che conclude con un appello “Ricordiamoci che la vera bellezza comincia sempre nel momento in cui decidiamo di essere noi stesse. Nulla nella vita ci può limitare se non noi stessi. Amatevi per quello che siete e portate con fierezza i segni delle vostre battaglie perché vi hanno reso le persone uniche e magnifiche che siete oggi”.

19.4.24

anche l'erotismo diventa sempre più digitale Arriva il primo concorso di bellezza per ragazze create dalla IA

 
da https://mowmag.com/fashion/

Aitana Lopez, nota influencer su Instagram creata con intelligenza artificiale che partecipa al concorso di bellezza

Attenzione, non parliamo, in questo caso, di concorsi dove le miss fanno ricorso alla chirurgia plastica o a ritocchini per camuffare il proprio aspetto (cosa che d’altra parte abbiamo visto e rivisto in mille versioni), ma di veri e propri concorsi di bellezza interamente artificiali, o per meglio dire virtuali , dove tutte le concorrenti non esistono nella realtà, ma sono frutto dell’intelligenza artificiale.Negli ultimi giorni è arrivata dal Regno Unito la notizia sul primo concorso di bellezza al mondo, dove le concorrenti che si sfideranno saranno ragazze create interamente con intelligenza artificiale e che dunque non esistono nel mondo reale. Fra le caratteristiche valutate, oltre alla bellezza estetica, anche la rilevanza sui social media e, infine, le competenze nell’uso delle IA dei creatori e programmatori, per un premio finale 20.000 dollari. La cerimonia si svolgerà ovviamente – e inevitabilmente – online e anche la giuria sarà composta da intelligenze artificiali. Insomma, qualcuno potrebbe anche dire “tutto bellissimo” – come diciamo spesso noi a MOW – e di fatto questo concorso, forse, non nuoce a nessuno. Ma ne abbiamo davvero bisogno?   L’idea del concorso è di Will Monange, giovane imprenditore e amministratore delegato della piattaforma per creatori e programmatori Fanvue che, proprio a proposito del concorso, ha detto che spera diventi “una cerimonia degli Oscar dei creatori di IA e del loro impatto sull’economia”. Non è in realtà chiaro, al momento, che impatto possa avere un simile concorso sull’economia globale, ma certo è che l’iniziativa potrebbe spingere molti giovani creatori a voler competere per il premio e mettersi in gioco, creando una sorta di “reazione a catena” e partorendo migliaia di nuove modelle e influencer generate con IA.   Tuttavia, non è la prima volta che donne create con intelligenza artificiale partecipano a iniziative e attività che solitamente sono svolte da esseri umani in carne e ossa, dato che nell’ultimo anno abbiamo visto decine di nuove influencer, creatrici digitali, modelle e persino conduttrici tv create con IA moltiplicarsi come funghi: da Aitana Lopez, una modella generata con IA che conta più di 300.000 follower su Instagram (e che ovviamente parteciperà al concorso) ad Alba Renai, personaggio creato da una società di marketing spagnola e scelto per condurre il reality Supervivientes (la versione spagnola de L’isola dei famosi).

La conduttrice televisiva spagnola Alba Renai, creata con intelligenza artificiale
Kimochii, modella creata con IA che parteciperà al concorso
Emily Pellegrini, modella e influencer creata con IA, anche lei iscritta al concorso
Kassidy Davis, creatrice digitale creata con IA e iscritta al concorso

In Italia siamo lontani – forse – dalla realizzazione di un simile progetto, dato che siamo ancora presi con le polemiche legate ai concorsi di bellezza fra miss “reali”, tipo il tanto discusso concorso di Miss Italia  accusato di essere "sessista" solo alcuni mesi fa. Eppure a leggere una simile notizia, vien da chiedersi: la donna di successo del futuro – o per riprendere il titolo la “fregna” – sarà dunque immaginaria ? Noi speriamo di no, ma del resto la sempre più massiccia e pervasiva presenza delle intelligenze artificiali nella vita di tutti i giorni è sotto agli occhi di tutti. Solo l’anno scorso è uscito persino un libro, proprio in Italia, scritto da un’intelligenza artificiale (la nota ChatGPT) a proposito delle intelligenze artificiali e del loro senso, Imito, dunque sono? (Bietti). Un progetto provocatorio che non a caso riprende anche il più noto Isaac Asimov, fra gli autori più importanti in questo campo, che teorizzò le famose tre leggi della robotica e il romanzo Io robot. Eppure, riprendo una nota citazione proprio di quel romanzo “Vede, è assolutamente impossibile distinguere un robot dal migliore tra gli esseri umani”, speriamo che la previsione sia errata.

12.1.23

la bellezza è soggettiva ed libera


 ricollegandomi   a quanto  già detto   nel post precedente    : <<  la bellezza un arma contro : la rassegnazione , la paura , l'omertà >> la bellezza  non ha  padroni    ed  è per  questo  che  ciascuno  di noi   ha  una sua  versione di  differente   del  concetto di bello e di bellezza 

7.1.23

la bellezza un arma contro : la rassegnazione , la paura , l'omertà

 Aveva  ragione  Giuseppe Impastato, detto Peppino (Cinisi5 gennaio 1948 – Cinisi9 maggio 1978


 
una sintesi alla mia concezione di bellezza è questa scena del film I cento passi è un film del 2000 diretto da Marco Tullio Giordanadedicato alla vita e all'omicidio di Peppino Impastato, attivista impegnato nella lotta a Cosa nostra nella sua terra, la Sicilia.
Il titolo prende il nome dal numero di passi che occorre fare a Cinisi per colmare la distanza tra la casa della famiglia Impastato e quella del boss mafioso Gaetano Badalamenti.
Il film rese note al grande pubblico la storia e la tragica fine di Peppino Impastato, che fino ad allora erano passate praticamente inosservate in quanto Impastato venne ucciso il 9 maggio 1978, lo stesso giorno del ritrovamento del corpo di Aldo Moro, in via Caetani a Roma e la tragedia nazionale mise in ombra la vicenda dell'attivista siciliano.



  


La bellezza è qualcosa che va oltre la vista, qualcosa legato alla gentilezza, alla cura e apertura verso il prossimo e nell'accettare se stessi. Quindi non bisogna soffermarsi in superficie ma andare in profondità, perché è li che si trova la vera bellezza.  come  fa  notare il video idel gruppo /associazione  creatori di  video  emozionali https://www.facebook.com/k.kiko.co/
Ma soprattutto  l'attrice     Sabrina Impacciatore una delle attrici italiane più brave e sottovalutate, spesso relegata a ruoli da comprimaria che lei riusciva a trasformare in personaggi chiave e iconici.
Poi sono bastati venti minuti nei panni di Valentina, direttrice del resort “White Lotus” nell’omonima serie di culto, per trasformarla in una star agli occhi degli americani e del mondo intero, con numeri da capogiro e
addirittura l’invito al Jimmy Kimmel Live.
   Infatti    ella  ha  dichiarato  <<  Di colpo, sono diventata brava e bella per il mondo intero. Ma anche qui: la bellezza per un'attrice che cos'è? È la sua anima, non l'aspetto da modella  >> Io non lo so quanto senso abbia un modello che crea miti da un giorno all’altro. Perchè   : 

“Non fare di me un idolo mi brucerò, se divento un megafono mi incepperò”  (   canzone  degli   ex  Csi  ) 
 Ma immagino  anche quanto Sabrina Impacciatore abbia dovuto ingoiare, quanto studio, quanti sacrifici e frustrazione ci siano dietro, in questi ultimi vent’anni, prima di raggiungere il successo planetario.
E che, in definitiva, molti di noi  credo  non avevano bisogno di una serie americana per riconoscerne e ammirarne lo smisurato talento.

13.9.22

Canada, i figli diventeranno ciechi: i genitori fanno fare loro il giro del mondo






Canada, i figli diventeranno ciechi: i genitori fanno fare loro il giro del mondo

di Massimo Basile
I 4 bambini sono affetti da una rara malattia genetica: il viaggio deciso per imprimere ricordi visivi prima che perdano completamente la vista

 NEW YORK 
 Guardare il mondo prima che scompaia. Immergersi in tutti i colori, albe, tramonti, arcobaleni, mongolfiere, le foglie piegate dal vento, l’orizzonte giallo, le rughe millenarie di un tronco d’albero. L’ultimo giro di valzer intorno al mondo è ciò che ha scelto di fare una famiglia canadese colpita da un tragico incantesimo: a tre dei quattro figli di
 Edith Lemay e Sebastien Pelletier è stata diagnosticata una retinite pigmentosa, rara condizione genetica che provoca la lenta e inesorabile perdita della vista. La prima era stata Mia: aveva appena tre anni quando i genitori avevano notato i problemi.

 

La Namibia è stata la prima tappa del viaggio intorno al mondo per i 4 bambini canadesi che diventeranno ciechi 

Pochi anni dopo l’avevano portata da uno specialista, che le aveva diagnosticato la malattia. Poi era toccato a Colin, che ora ha sette anni, e Laurent, cinque. La paura è stata confermata nel 2019: avevano tutti e tre lo stesso disordine genetico. Il quarto figlio, Leo, nove anni, invece è immune. “Non c’è niente che puoi davvero fare - ha spiegato alla Cnn la madre - non sappiamo quanto sarà veloce questo declino, ma ci aspettiamo che saranno completamente ciechi da adulti”. 
Davanti all’inesorabile, questa famiglia canadese avrebbe potuto mettersi attorno a un tavolo e piangere, e forse è successo, ma poi hanno scelto la madre di tutte le soluzioni: trasformare un problema in opportunità. È successo quando lo specialista aveva detto ai Pelletier che la figlia avrebbe assorbito tutti i “ricordi visivi” e se li sarebbe portati dentro per sempre. “Ho pensato - racconta Edith - che non le avrei mostrato le foto di elefanti rari nei libri, ma riempito la sua memoria con immagini migliori”. Lei e il marito hanno cominciato a pianificare un viaggio di un anno intorno al mondo, messo da parte i soldi. La vendita dell’azienda, in cui Sebastien aveva quote, ha portato denaro fresco. 
Il viaggio sarebbe dovuto cominciare nel luglio 2020, ma le restrizioni legate alla pandemia da Covid avevano fatto rinviare tutto. A marzo di quest’anno è arrivato il via libera. I Pelletier sono partiti da Montreal. Senza un itinerario preciso. Torneranno a casa a marzo 2023. Mia voleva andare a cavallo. Laurent gustarsi un succo, standosene sul dorso di un cammello. Namibia, Tanzania, Mongolia, Indonesia. Le coloratissime mongolfiere in Cappadocia, Turchia. Tutto catturato dagli occhi e immagazzinato nella memoria, come provviste per l’inverno. Mia ha saputo che avrebbe perso la vista quando aveva sette anni. Ora ne ha dodici. Colin e Laurent lo hanno saputo da poco e cominciano a fare domande difficili. “Mamma, cosa significa essere ciechi?. “Potrò guidare una macchina?”. 
I genitori rispondono con calma. “Voglio che sperimentino tutto - raccontano - e che si sentano comunque fortunati di poter vivere un’esperienza come questa”. La famiglia sta raccontando il viaggio sui social, con foto e racconti postati su Facebook e Instagram. Tra gli oltre undicimila follower c’è chi è affetto dalla stessa malattia e ha cominciato porsi davanti al declino visivo in modo diverso. Alcuni vogliono provare la stessa esperienza: viaggiare e scoprire il mondo, e al diavolo cellulare e televisione. Mia, Colin e Laurent ce lo stanno insegnando: si può non vedere realmente avendo dieci decimi, e vederci benissimo quando sai che tutto questo sarà bui

22.7.22

Polifemo e gli altri i tesori dell'arte salvata., Il paese groppodalosio in lunigiana di 10 abitanti ora ha un bimbo in più ., Un gruppo di amici ha deciso di invecchiare duemila bottiglie di vino Doc dell'Etna inabissandole ai piedi del vulcano nell'Area Marina protetta Isole Ciclopi.



Rubati dai tombaroli e arrivati dall'altra parte del mondo grazie al mercato nero: i reperti recuperati dalla Guardia di Finanza ora hanno una nuova casa a Roma.


                                di Francesco Giovannetti








Museo Dell'Arte Salvata
Museo

Sito Web

Indicazioni

Via Giuseppe Romita 8, Aula Ottagona Del Museo Nazionale Romano - 00186 Roma (RM)
telefono 06 477881


incuriosito    da  quyesto  video    ho  cercasto  in rete  ed  ecco cosa  ho  trovato  sul  sito  ufficiale  del  museo

Opere d’arte trafugate, disperse, vendute o esportate illegalmente e poi, finalmente, riportate a casa, per ricucire quel tassello rubato alla storia e al patrimonio nazionale.


Fatto salvo il principio che ogni opera debba tornare al suo territorio di provenienza, il Museo dell’Arte Salvata vuole essere un luogo dove questi beni potranno transitare ed essere esposti al pubblico per un periodo di tempo delimitato.
Le restituzioni dovute alla diplomazia culturale o a seguito delle indagini del Comando Carabinieri TPC e del lavoro dei Caschi blu della cultura, il ritrovamento tra le macerie dei terremoti e in seguito agli interventi in caso di calamità naturali e conflitti, i salvataggi grazie ai grandi restauri, senza contare i recuperi fortuiti di antichità o dovuti agli scavi di emergenza per lavori pubblici e privati, i capolavori restaurati dall’Istituto Centrale per il Restauro (ICR): tutte queste opere d’arte troveranno nel Museo dell’Arte Salvata un approdo per un periodo durante il quale saranno esposte al pubblico prima di essere ricollocate nei musei di appartenenza.
L’allestimento del nuovo Museo, composto da teche e pannelli modulabili a seconda delle necessità delle opere, permetterà ogni volta di cambiare la disposizione all’interno dell’Aula che diventerà uno spazio espositivo ad hoc per accogliere sempre nuovi tesori rendendoli fruibili dal grande pubblico. L’incessante recupero di opere d’arte permetterà un turnover regolare: mentre i pezzi esposti saranno collocati nei musei di pertinenza, nuove opere recuperate saranno esposte al fine di rendere continuo l’aggiornamento sul magistrale lavoro di recupero costantemente in corso. [....]
Dal 16 giugno al 15 ottobre 2022
In occasione dell’apertura al pubblico del Museo, saranno esposti i recenti ritrovamenti frutto delle attività di contrasto al traffico illecito di beni culturali svolta dal Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale, sempre sulle tracce dell’arte. L’esposizione si fonda sugli oggetti che il Reparto Operativo TPC ha fatto rientrare dagli Stati Uniti d’America in un arco temporale compreso fra il dicembre 2021 e la scorsa settimana: un corpus imponente di opere con numerosi pezzi di archeologia di varie civiltà.
Sono reperti che risalgono a diverse attività investigative condotte dai “Carabinieri dell’Arte” in collaborazione con le Autorità statunitensi, sequestrati presso direzioni museali, case d’asta e collezioni private in varie località d’oltreoceano. Avevano sopportato la consueta trafila dei traffici illeciti di settore: scavi clandestini, ricettazione, esportazione illecita. La restituzione all’Italia è avvenuta il 15 dicembre 2021 presso il Consolato generale di New York, ove alcuni pezzi sono rimasti in mostra per qualche mese.


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Nel borgo di Groppodalosio, in Lunigiana, da 16 anni non si vedeva un fiocco appeso a una porta.


 
Ora i cittadini sono diventati 11, grazie all'arrivo di Federico.


di Margherita Cecchin



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Un gruppo di amici ha deciso di invecchiare duemila bottiglie di vino Doc dell'Etna inabissandole ai  ai piedi del vulcano nell'Area Marina...
Scendere in cantina 40 metri sotto il mare
piedi del vulcano nell'Area Marina protetta Isole Ciclopi.





un ottima  idea    da quel poco  che ne  capisco  di  vini 

16.11.18

riflessione sulla bellezza e tentato dialogo con un amante del trash uomini e donne


canzone consigliata \ colonna sonora




Risultati immagini per uomini e donne trashPrima d'iniziare   il post  , che  poi  è una discussione avvenuta  in una chat ( ebbene si cari\ care  amici\che  nonostante  i social  esistono ancora  )   tra  un mio contatto ,   mi sembra  opportuno  riportare la definizione  de  : <<  l'insieme delle qualità percepite tramite i cinque sensi, che suscitano sensazioni piacevoli che attribuiamo a concetti, oggetti, animali o persone nell'universo osservato, che si sente istantaneamente durante l'esperienza, che si sviluppa spontaneamente e tende a collegarsi a un contenuto emozionale positivo, in seguito a un rapido paragone effettuato consciamente o inconsciamente, con un canone di riferimento interiore che può essere innato oppure acquisito per istruzione o per consuetudine sociale. [ .... ] >>



bellezza
/bel·léz·za/
sostantivo femminile
La qualità capace di appagare l'animo attraverso i sensi, divenendo oggetto di meritata e degna contemplazione: Più dell'oro possanza Sovra gli animi umani ha la Bellezza (Parini); b. fisica ; la b. del volto, delle membra, delle forme ; b. spirituale ; part., di spettacoli naturali, opere d'arte ( ammirare la b. di un panorama ; un quadro d'incomparabile b. ), gesti o comportamenti morali ( la b. di un atto eroico, della virtù )..
CONCR.
Persona o cosa che costituisce oggetto o motivo di grande ammirazione e compiacimento: una b. di bambino; ha una macchina che è una b.; e pensare che da giovane era una b.!; anche enfaticamente.
"si mangia e beve che è una bellezza"
 ecco   la discussione  .

 parlando di programmi tv   
XXXXX  mi  chiede   lo hai mai visto uomini e donne  ?
IO  no    stavo  guardando altro  
XXXX  lo  trovi  in replica   o  degli spezzoni   qui su  https://www.wittytv.it/uomini-e-donne/
IO  non vedo roba  cosi  scadente   e   dozzinale  . Esso  è  da  quei pocho  pèassaggi  che  ho visto  a  blog   o  facendo  zapping    fra  un  canale  e  l'altro    uno   degli esempi più palesi di televisione trash in Italia,   dove le  situazioni che si creano nella trasmissione sono  al  90  %  in realtà sceneggiate e studiate a tavolino dalla redazione (e quindi non reali) e che i protagonisti del programma sono    in realtà dei figuranti scritturati dagli autori (in effetti molti tronisti e pretendenti, che venivano presentati come ragazzi e ragazze comuni, in realtà   sono  , se  ti  fai  qualche  ricerca in rete  o vedi altr programm simili  , gente  sotto contratto con delle agenzie di moda e di spettacolo ed hanno  già avuto esperienze televisive pregresse alla loro partecipazione al dating show). Inoltre  è  un programma  ,  come quelli politici e  d'attualità     dove   non si capisce  niente   per  i tLe critiche sono state rivolte anche ai toni polemici e spesso rissosi,   sembra  di stare  in un pollaio    , si beccano  ed  si   parlano (anzi meglio   s'urlano )  ,  addosso  con accenni   quando  va  bene  di turpiloquio  ed  volgarità gratuite  . 
XXX  non è bello  ciò  che    bello  , ma  è bello ciò  che  piace . 

Allora    rispondo  alla    sua citazione  ad  .....   del  famoso  proverbio

 IO  secondo     il  tuo  ragionamento  anche   la  ....     proprio come la canzone   ma  che  cos'è   di Mina che è vero fu forse estesa alla cattiva alimentazione ma che amio avviso Mina aveva centrato la verità proprio con questa canzone, riferendosi alla tv spazzatura che allora sta appena iniziando



XXXX 😂🤣😒😜 Sei proprio  uno  snob  intellettuale    , un jurassico
IO  cambiamo discorso  che è meglio  va 
[ .... ]

Questa   discussione dimostra   su certi argomenti e con certi amici\che   è impossibile   parlare   seriamente   di  programmi  tv  vedere    il  film Italiano medio di Maccio Capatonda   di cui   trovate  qui   la  trama   e   qui  sotto   il trailler



    Ormai  il  90 %   della  gente  ha  mandato il cervello   all'ammasso   o la  sera ,  ma purtroppo non solo  ,   lo   spegne  mettenedo  il pulsante   su  OFF  .  Saro come  mi  è stato  detto :  uno snob ,    jurassico , all'antica , ecc     ma  almeno    sono   "  genuino "  almeno     fin  quando 
 reisterò  visto che                       
                               [...]
IL   mio  tempo  non  è  denaro 
Ma il mare  aperto    dei   sentimenti
le  vele  al vento  del mio 
pensiero 
finchè  quel vento resisterà
da   La mia patria non è un'azienda (Sabina Guzzanti)

  e    non   rendenderanno tali  programmi  obbligatori 


«La medicina estetica può aiutare ma bisogna anche saper dire no» Giovanni Angiolini presenta il suo libro "Ti (S)consiglio l'estetica" «Non si può cancellare la propria identità per rincorrere una tendenza»

Prima di riportare la storia di cui s'accenna nel titolo (vedere foto a sinistra ) , bisogna. fare Un "no" etico è spesso l...