Lorien - L'Eco del Silenzio
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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8.1.26
Quando i valorizzazione non fanno più notizia
6.1.26
La fatica di essere gentili di © L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort
10.7.24
Una busta col pane appena uscito dal forno, offerto dalla panettiera alla nuova residente. È bastato questo per rendere indimenticabile il trasloco a Nuraminis di Emanuela Porcu, bibliotecaria originaria di Ussana, e del compagno Renato.
da l'unione sarda dei giorni scorsi
Una busta col pane appena uscito dal forno, offerto dalla panettiera alla nuova residente. È bastato questo per rendere indimenticabile il trasloco a Nuraminis di Emanuela Porcu, bibliotecaria originaria di Ussana, e del compagno Renato. «Il sogno», per dirla con le parole di Porcu, «di abitare finalmente in una casa campidanese in ladiri» ha così acquisito il valore aggiunto dello specialissimo benvenuto racchiuso nella busta che Valentina Vargiu, questo il nome della panettiera dal cuore gentile, ha chiuso con un nastro di raso bianco e mezza dozzina di spighe di grano maturo. Dentro: un pane casereccio di semola, un pane integrale e un coccoi, che sono diventati il segno dell’accoglienza e dell’ospitalità di Nuraminis da parte di una donna, la panettiera, che non è di Nuraminis, ma che nuraminese si sente almeno per metà, vista la lunga abitazione del marito Giuseppe Caboni. Fornaio, quest’ultimo, dalla testa ai piedi e rampollo di Ottavio, il padre scomparso qualche anno fa, che ha tirato su una famiglia di panificatori e che a Nuraminis ha vissuto in passato per decenni.«È vero», conferma la fornaia gentile, “mio marito Giuseppe si sente nuraminese ed è devotissimo a San Lussorio, il santo di Nuraminis. Io invece sono di Villasor ma a Nuraminis sono stata accolta molto bene. Donando il pane alla signora non sento di avere fatto nulla di particolare ma solo dato ascolto a quanto mi diceva il cuore in quel momento». Un cuore generoso dato che il rito del pane di benvenuto alla bibliotecaria di Ussana non è stato il primo. «Una donna, molto distinta, mi ha confidato che per la notte era stata la prima in cui avevano dormito nella nuova casa, a Nuraminis», racconta la fornaia che ancora, in quattro e quattr’otto, confeziona la busta col pane con e le spighe di grano («Le conservo sempre nello scaffale perché sono il simbolo di prosperità e di buon auspicio») e lo dona alla donna.Un gesto che sorprende Porcu. «Ma sta scherzando?», è stata la reazione istintiva al dono, al gesto, parole sue, «per nulla scontato». «Da pochi giorni sono residente a Nuraminis. Ho realizzato il sogno di abitare in una casa campidanese in ladiri. Una vita nuova, con la mia famiglia, per la prima volta sono entrata in una delle attività economiche del paese, la panetteria di Valentina Vargiu che, in segno di benvenuto, mi ha donato il pane. Mi sono emozionata per questo gesto che mi fa capire quanto sia fortunata a vivere in un piccolo centro».
7.1.23
la bellezza un arma contro : la rassegnazione , la paura , l'omertà
Aveva ragione Giuseppe Impastato, detto Peppino (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978)
una sintesi alla mia concezione di bellezza è questa scena del film I cento passi è un film del 2000 diretto da Marco Tullio Giordanadedicato alla vita e all'omicidio di Peppino Impastato, attivista impegnato nella lotta a Cosa nostra nella sua terra, la Sicilia.
Il titolo prende il nome dal numero di passi che occorre fare a Cinisi per colmare la distanza tra la casa della famiglia Impastato e quella del boss mafioso Gaetano Badalamenti.
Il film rese note al grande pubblico la storia e la tragica fine di Peppino Impastato, che fino ad allora erano passate praticamente inosservate in quanto Impastato venne ucciso il 9 maggio 1978, lo stesso giorno del ritrovamento del corpo di Aldo Moro, in via Caetani a Roma e la tragedia nazionale mise in ombra la vicenda dell'attivista siciliano.
Ma soprattutto l'attrice Sabrina Impacciatore una delle attrici italiane più brave e sottovalutate, spesso relegata a ruoli da comprimaria che lei riusciva a trasformare in personaggi chiave e iconici.
“Non fare di me un idolo mi brucerò, se divento un megafono mi incepperò” ( canzone degli ex Csi )
26.11.21
amore a prima vista tra uomo ed animale ., La gentilezza questa virtù semi conosciuta .,
Storie degli Altri - Carmelo Abbate
Lui è Anco.È un turista olandese in visita nel Lazio. È ottobre. Anco sta affrontando la salita dei Monti Lepini.D’improvviso si trova di fronte a un branco di cani randagi. Non sono ostili, si lasciano accarezzare, scodinzolano felici. A un certo punto i cani fiutano qualcosa e se ne vanno.Anco si gira, fa per riprende il suo cammino quando si vede spuntare un toro. Corre a corna spiegate nella sua direzione.Anco fugge, urla.Nella concitazione si volta, pensa di avere il toro attaccato alla schiena, invece assiste a una scena che non avrebbe mai potuto sognare. Un branco di cani sta attaccando il toro, e alla fine lo costringe alla fuga. Sono proprio loro, quelli di prima. Anco li ringrazia con mille carezze. Poi riprende il cammino, scortato da tre dei sui fedeli soccorritori.Proseguono insieme per ore, finché un enorme mastino da guardia gli sbarra la strada.I suoi amici a quattro zampe levano le tende. Non tutti. Una resta al suo fianco, e insieme superano l’ostacolo.
Anco la guarda negli occhi.Amica mia, mi hai salvato, non una, ma due volte, sei una compagna fedele.Da quel momento la chiama Roma, e non si lasciano più.
La farfalla della gentilezza
la vergogna non deve essere la fine di una storia.A volte è solo il punto da cui qualcuno trova la forza di ricominciare.Monica Lewinsky
da facebook Nel 1998, una donna di 24 anni diventò la persona più famosa d’America. Per il motivo peggiore possibile. Si chiamava Monica L...
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Come già accenbato dal titolo , inizialmente volevo dire Basta e smettere di parlare di Shoah!, e d'aderire \ c...
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Ascoltando questo video messom da un mio utente \ compagno di viaggio di sulla mia bacheca di facebook . ho decso di ...

