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2.1.26

Carla Del Ponte 88 anni, e la battaglia vinta per rimettere gli orari manuali nelle fermate degli autobus: «Tutti gli anziani qui mi ringraziano. Il Qr code? Ci faceva sentire esclusi»

Non sempre  chi    combatte  contro  la  tecnologia  e  contro  internet  lo fa  con  cattive  intenzioni   il    caso   (  trovate   tutti  i precedenti    nel  stiamo  parlando  )  lo  fa  per  snobismo o  cattiveria ma  per  necessità Infatti qui si tratta   di una battaglia     di umanità e  di rispetto  per coloro ( specie    quelli di  una  certa età )  non avvezzi alla  rivoluzione digitale  e  che   hanno  difficoltà  con le  nuove  tecnologie   . IL   caso  di    Carla Del Ponte
  corriere  veneto  del  30\12\2025   
                               di Dimitri Canello

Mesi di mobilitazione, lettera alle istituzioni e protesta: «Ne è valsa la pena. Questione di civiltà: credete che tutti abbiano uno smartphone?»





Quasi una testa d'ariete. Quella che poteva sembrare una battaglia ristretta al proprio orticello è diventata, con il passare delle settimane, una battaglia di civiltà. E la signora Carla Del Ponte, 88 anni, residente a Montegrotto Terme, pare aver colpito nel segno. A settembre protestò vivacemente, coinvolgendo anche la Regione Veneto, per la presenza alle fermate degli autobus dell'orario solo con Qr code e non in formato cartaceo. Una novità che tagliava fuori diversi anziani ma che adesso ha subito un clamoroso ribaltamento. In tutta Italia sono tornati gli orari in formato cartaceo, per la soddisfazione di Del Ponte, che brinda a quella che ritiene una vittoria importantissima.

Signora Carla Del Ponte, ha visto? In tutta Italia sono tornati gli orari in formato cartaceo alla fermata degli autobus. È contenta?
«Sono veramente felice. Ritengo si tratti di una battaglia di civiltà vinta. Non tutti possiedono uno smartphone, non tutti sanno leggere un Qr Code. Quello che può sembrare una sciocchezza per un giovane e per un adulto, non può esserlo allo stesso modo per un anziano. Mi sembra che lo abbiano capito».

I suoi coetanei, le sue amiche, i suoi conoscenti, cosa le dicono?
«Dicono tutti che avevo ragione e che sono stata determinata. Ringrazio anche voi giornalisti, perché senza il vostro intervento non sarebbe cambiato nulla. Dicono che la stampa abbia perso importanza, ma non è così. Quando si fanno battaglie tutti insieme, si vincono. Che senso ha togliere un foglio di carta stampato alla fermata? Ci si sente più belli? Davvero non lo capisco. E poi mi lasci aggiungere una cosa».

Prego.
«Ci siamo trovati negli ultimi giorni con amici per farci gli auguri di Natale. Tutti, ma proprio tutti, mi hanno detto che avevo ragione, mi hanno ringraziato. Sono andata a Padova recentemente e anche lì è ricomparso l'orario cartaceo. Lo stesso in altre località. Non posso che essere soddisfatta, io l'autobus lo prendo ancora spesso e con me tante altre persone. Rendere il servizio più fruibile secondo me è qualcosa che non si poteva eludere».

Quando ha preso l'autobus l'ultima volta?
«Le rispondo raccontandole un aneddoto. Mi è capitato diverse volte di prendere l'autobus, un servizio impagabile per tanta gente, per recarmi all'aeroporto di Venezia. Volevo vedere gli aerei che partivano, è una cosa che mi ha sempre affascinato. L'ho fatto con grande soddisfazione anche recentemente. E quando sono arrivata alla fermata e ho visto l'orario cartaceo, ero veramente contenta».


Qualche altro ringraziamento?
«Alla Regione. Scrissi una mail, presi contatti e si sono fatti carico del problema. Diciamo che è stato un lavoro di squadra e adesso ne raccogliamo i frutti»

La fatica di essere gentili di © L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort

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