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6.1.26
La fatica di essere gentili di © L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort
7.12.25
Luigi Natale Il poeta della difesa: «I miei versi per la sarda mater» Dopo aver calcato i campi di calcio, Sergio Atzeni e Mario Luzi gli hanno cambiato la vita: «Scrivo per capire»
Da Virdis e Zola a Mario Luzi il passo può essere molto breve: la poesia, che si scriva su un libro o la si manifesti in campo con il pallone tra i piedi, è sempre una forma d’arte che dà emozione. E chi è stato un difensore tenace ma anche molto elegante in campo, oggi sale sul palco di Guasila, dove è stato premiato durante il Festival dell’Altrove, oppure su quello di PordenoneLegge (la città friulana che lo ha accolto) per recitare con la stessa classe e raffinatezza versi che vengono dall’anima, dal suo io più intimo e che raccontano la provenienza, «il vissuto e la sarda mater».
Scrivere
Luigi Natale, classe 1957, ex calciatore professionista, originario di Orotelli, ha superato il timore che imponeva uno status altezzoso agli “dei di Eupalla", così Brera definiva i giocatori, per avere piena coscienza della sua arte, del suo voler scrivere appunto «per capire». I silenzi da vero barbaricino colpirono Mario Luzi, uno dei grandi del Novecento: «Gli piaceva molto questo passare anche ore senza una parola che contraddistingueva i nostri incontri, a Firenze», racconta oggi Natale. L’ardire di consegnare qualche testo scritto a Luzi ha regalato all’ex calciatore l’ingresso nella cerchia del poeta e anche il coraggio di rendere la poesia un modo di comunicare con il resto del pianeta, dopo anni trascorsi prima a dare calci a un pallone e poi a osservare coloro che arrivavano al “football” con l’idea di costruire una carriera. «Per alcuni decenni sono stato lontano da quel mondo, non ho visto una partita, fino a riavvicinarmi quando il Pordenone è andato in B e grazie anche alla conoscenza e all’amicizia con Andrea Carnevale», racconta.
La carriera
Tornando indietro, si rivedono i campi polverosi di Orotelli e l’arrivo a Nuoro, non ancora maggiorenne, in una squadra che militava nell’allora Serie D semiprofessionistica, con un presidente, Fulvio Bonaccorsi, e molti calciatori che hanno fatto la storia della società verdazzurra. «Nel 1972 nelle giovanili trovai allenatori come Genesio Sogus, Zomeddu Mele, Ottorino Cusma, poi due anni più tardi la prima squadra con Mingioni, Chicco Piras, i fratelli Picconi, Solinas, Motti, Napoli, Di Bernardo, Virdis e Gentile», ricorda. Il Quadrivio si riempiva, «5-6000 persone ogni domenica», una festa. E quel giovane che era stato convocato in Nazionale Under 18 («non mi rendevo conto di cosa volesse dire, rientravo a Nuoro e andavo a giocare al torneo dei Bar a Ottana, finché non me lo disse anche Gigi Riva: “Sei stato in Nazionale”») approda poi al Cagliari nella squadra che vince il campionato di B, con Marchetti, Gigi Piras, Casagrande.
Il girovagare per l’Italia a quel punto diventa quasi normale: Mantova, Livorno, Torres, ancora Nuorese e poi Rende. Per poi stabilirsi a Pordenone dove l’amore incontrato un’estate in Sardegna diventa «la sposa» con cui condividere anche la passione per la letteratura, emersa peraltro già in tenera età: «La maestra Lia Zoppi, dopo aver letto un mio pensierino in prima elementare, rimase colpita e anni più tardi mi rivelò che aveva capito questa mia attitudine».
L’incontro
Poi però c’è stata un’altra spinta decisiva: «Chi mi ha convinto a scrivere e a farlo senza timore è stato un grande tifoso rossoblù che io ho incontrato proprio quando militavo nel Cagliari e a cui, quasi di nascosto, feci vedere i miei scritti: si chiamava Sergio Atzeni». Così la classe del libero che portava la palla fuori dall’area si è trasformata in versi che edizione dopo edizione (Ospite del tempo, 1998; Il telaio dell’ombra, 2001, con Prologo di Mario Luzi; Orizzonti sottili, 2005; L’orlo del mondo, 2012; Il mare che aspetta, 2018; La terra del miele, racconti di Sardegna ed altri mari, 2014 e Neve vento sassi, 2024, per citarne alcuni) parlano della sua terra, del suo vissuto e «dell’amore per la vita, alla ricerca della bellezza. La poesia sfida la banalità e il pensiero unico. L’arte è prossima e vicina alla natura umana», bisogna farla emergere. I grandi poeti della nostra epoca diventano esempi per chi vuole con la poesia «custodire ciò che ci rende umani», amare la vita e imparare a conoscerla attraverso la scrittura. Fino a raccontare la sua arte sul palco di PordenoneLegge o del Festival dell’Altrove di Guasila. Non alza più una coppa, ma declama un verso, elevando le parole al dio della poesia Apollo, prima che i ricordi del Quadrivio e del Sant’Elia prendano di nuovo il sopravvento.
19.11.25
se è passato perchè non passa ?
la risposta al mio titolo domanda viene da questa citazione trattato dal canale telegram di Occhi di un mondo altro di Roberto Valgimigli
Topolino e il cerchio del tempo (Artibani-Faraci/Mastantuono)
- Disney Deluxe 39, del 2022"Il viaggio non finisce mai.Solo i viaggiatori finiscono.E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo,in narrazione.Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:"Non c'è altro da vedere",sapeva che non era vero.La fine di un viaggio è solo l'inizio di un altro.Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto,vedere in primavera quel che si è visto in estate,vedere di giorno quel che si è visto di notte,con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era.Bisogna ritornare sui passi già fatti, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.Bisogna ricominciare il viaggio.Sempre.Il viaggiatore ritorna subito."
opere letterarie contro i femminicidi e violenza di genere . "Fiabe con il paracadute" di Antonella Petrella (psicologa e psicoterapeuta) e Anna Paolella (pedagogista e dirigente scolastica) e il progetto della Verba Volant edizioni con il libro fiabe in rosso
Infatti come dice Fiabe in rosso per la giornata contro la violenza sulle donne del sito Scatti dalla mia libreria : « E’ importante riflettere, in qualsiasi momento dell’anno e non solo il 25 novembre, sul tema della violenza contro le donne, tema che purtroppo ricorre spesso nella nostra cronaca giornaliera. Violenza che si manifesta in tanti modi, non solo con il femminicidio da parte degli uomini.»
Non si tratta di grossi stravolgimenti: le fiabe contenute in questo volume sono quelle che conosciamo e che sono state tramandate nel corso della storia; sono state riattualizzate e consegnate ai giovani lettori che potranno recepire il meglio da esse.
Le illustrazioni sono molto particolari, lontane dall’iconografia classica del fiabesco, con inserti di carta di giornale (che si agganciano idealmente alla realtà e alla cronaca) e la tecnica del collage.
Il rosso, in questo caso, rappresenta il colore del sangue raccontato dall’installazione di denuncia pubblica Scarpe Rosse dell’artista messicana Elina Chauvet.Une bella ed edificante proposta, per grandi e piccini.
31.8.25
Ritorno - La parola della settimana [ Non bisognerebbe mai ritornare ma ..... ]
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ANSA - di Massimo Sebastiani.Ritorno - La parola della settimanaSe partire è un po' morire, tornare cos'è? Per molti è una specie di morte, la fine della spensieratezza e dell'assenza di costrizioni: ma bisogna vedere da dove si ritorna: da Troiacome Ulisse e con parecchia fatica? Dal carcere? (come Al Pacino-Carlito Brigante). O dall'inferno? O ad un amore lasciato e forse rimpianto? Dal tornio al ritornello fino all'eterno ritorno di Nietzsche, tutte le implicazione di una parola che, di nuovo, esalta l'ambiguità del suo significato. Come sapeva anche Franco Battiato che rilegge Bruno Lauzi. Ascolta il podcast: https://tinyurl.com/mtrbh946
da google
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| da https://www.meta.ai/@comadayboy_10k/ |
Ritornare
Per ritrovare sé stessi: A volte il ritorno è l’unico modo per capire quanto siamo cambiati.
Per chiudere un cerchio: Tornare può significare dare un senso a ciò che è rimasto incompiuto.
Perché il cuore lo chiede: Non sempre la logica guida le nostre scelte.
Non ritornare
Per non riaprire ferite: Alcuni luoghi o relazioni appartengono al passato.
Perché il cambiamento è necessario: Restare nel nuovo può essere un atto di coraggio.
Per non idealizzare: Ciò che ricordiamo non sempre corrisponde alla realtà.
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| da facebbok |
tutto è iniziato. Ritornare non è solo un movimento del corpo: è un atto di coraggio, un confronto con ciò che eravamo e con ciò che non siamo più. E allora, forse, non bisognerebbe ritornare. Ma chi può resistere al richiamo di un luogo che ci ha amato, o ferito, o cambiato? E poi Il tema del ritorno il nostos, come lo chiamavano i Greci è una delle trame più potenti della letteratura di ogni tempo.
📚 Esempi di ritorno nella letteratura
🏛️ Odissea di Omero Il ritorno per eccellenza: Ulisse impiega dieci anni per tornare a Itaca dopo la guerra di Troia. Il suo viaggio è pieno di ostacoli, ma il desiderio di rivedere la sua terra e la sua famiglia lo guida sempre. È il modello archetipico del ritorno come prova, nostalgia e riconquista dell’identità.
🕊️ La Divina Commedia di Dante Anche se non è un ritorno fisico, Dante compie un viaggio nell’aldilà per ritrovare la “diritta via”. Il ritorno alla luce, alla grazia, alla comprensione del mondo è un ritorno spirituale e morale. Il tema dell’esilio e del desiderio di tornare a Firenze è sotteso in tutta l’opera.
🌍 Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati Il protagonista, Giovanni Drogo, attende per tutta la vita un evento che non arriva mai. Il ritorno qui è negato, rimandato, e infine svuotato di senso. È un ritorno mancato, che parla della vanità dell’attesa e del tempo che consuma.
🧳 Il ritorno di Casanova di Arthur Schnitzler Casanova, ormai vecchio, torna a Venezia cercando di rivivere i fasti del passato. Ma il ritorno è amaro: il tempo ha cambiato tutto, e lui stesso non è più l’uomo che era. Un ritorno che diventa confronto con la decadenza e la memoria.
✝️ La Bibbia – Il figliol prodigo Una parabola che incarna il ritorno come redenzione. Il figlio che abbandona la casa e sperpera tutto, torna umiliato e viene accolto con amore. Il ritorno qui è perdono, riconciliazione, rinascita.
Dante è tornato dalla selva oscura, attraversando l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Il suo ritorno è interiore, è la riscoperta della “diritta via” perduta. Non torna a Firenze, ma torna a sé stesso, alla luce, alla verità.Ritornare, allora, non è sempre fuga o debolezza. È a volte il gesto più audace: riconoscere che ciò che siamo è intrecciato a ciò che siamo stati.
-- Ancora non lo so . Forse non è una scelta, ma una necessità che ci coglie all’improvviso. Come Ulisse, torniamo per riconoscerci. Come Dante, torniamo per salvarci. E anche se il tempo ha cambiato i luoghi, le persone, e noi stessi, il ritorno resta un atto di memoria, di amore, di verità.Non bisognerebbe ritornare, ma… a volte è l’unico modo per andare davvero avanti. proprio come nel film e serie tv visti mi pare anche recensite sui social e sul blog ed alcuni spezzoni usati come citazioni nel blog . Infatti Il tema del ritorno è centrale come già dicevamo anche nel cinema e nelle serie TV, spesso come metafora di crescita, nostalgia, redenzione o resa dei conti. Ecco alcuni esempi presi al mio archivio memorico e da internet ( IA compresa ) potenti che potresti citare nel tuo post:
Film sul ritorno
🏠 Big Fish (2003)
Un figlio torna dal padre morente per cercare di capire chi fosse davvero. Il ritorno qui è un viaggio nella memoria, tra mito e realtà.
🧳 Into the Wild (2007)
Un giovane abbandona tutto per cercare sé stesso nella natura. Il ritorno è negato, ma il desiderio di riconciliazione con la famiglia emerge nel finale.
🕰️ Ritorno al futuro (1985)
Un ritorno letterale nel tempo: Marty McFly viaggia nel passato per sistemare il presente. Il ritorno qui è anche una riflessione su identità e destino.
🏡 Manchester by the Sea (2016)
Un uomo ritorna nella sua città natale dopo la morte del fratello. Il ritorno è doloroso, ma necessario per affrontare il lutto e il passato.
📺 Serie TV sul ritorno
🌌 Dark (Netflix)
Il ritorno nel tempo è al centro della trama. Ogni personaggio affronta il passato per cercare di cambiare il futuro. Il ritorno è circolare, inquietante, filosofico.
🧠 Tutto chiede salvezza (Netflix)
Il protagonista ritorna alla vita dopo un ricovero psichiatrico. Il ritorno qui è interiore, verso una nuova consapevolezza di sé e degli altri.
🏫 L’attimo fuggente (film, ma spesso citato come riferimento educativo)
Il ritorno alla libertà di pensiero, alla poesia, alla voce interiore. Un classico che ispira ancora oggi.
🛫 The Leftovers
Dopo una misteriosa sparizione di massa, chi resta cerca di “ritornare” a una normalità impossibile. Il ritorno è spirituale, emotivo, esistenziale.
- Nostalgia canaglia - Albano e Romina ⋇
- Non bisognerebbe - Francesco Guccini ***
- un altro giorno è andato - Francesco Guccini **
- “Back to Black” – Amy Winehouse Il ritorno qui è doloroso, legato a una relazione tossica e alla dipendenza emotiva.
- “Home” – Michael Bublé Una canzone che parla del desiderio di tornare a casa, alla semplicità e all’amore.
- “Take Me Home, Country Roads” – John Denver Un classico che celebra il ritorno alle radici, alla terra natale, con un tono dolce e nostalgico.
- “The Scientist” – Coldplay
“Nobody said it was easy / No one ever said it would be this hard / Oh take me back to the start” — un ritorno al punto di partenza, per ricominciare.
“Fix You” – Coldplay “Lights will guide you home” — una frase che racchiude il concetto di ritorno come guarigione e speranza.
“Coming Home” – Diddy ft. Skylar Grey Parla di redenzione e del desiderio di tornare a casa, con un tono positivo e liberatorio.
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