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11.2.26

Madre e figlio sulle piste olimpiche: Sarah Schleper e Lasse Gaxiola scrivono la storia dei Giochi insieme Per la prima volta ai Giochi invernali una coppia madre-figlio gareggerà nella stessa edizione




C’è chi accompagna i figli a scuola e chi, invece, li accompagna giù per una pista di slalom in piena Coppa del Mondo. Per Sarah Schleper46 annisette Olimpiadi alle spalle, lo sci alpino non è solo una carriera: è una storia di famiglia. E ai Giochi di Milano Cortina 2026 quella storia scriverà una nuova pagina olimpica, mai vista primaSarah e suo figlio Lasse Gaxiola, 18 anni, gareggeranno entrambi per il Messico. Saranno la prima coppia madre-figlio a competere nella stessa edizione dei Giochi Olimpici invernali.

Dall’America al Messico, senza mai lasciare la pista

Figlia di un proprietario di un negozio di sci di Vail, Colorado, Schleper ha rappresentato gli Stati Uniti in quattro Olimpiadi, a partire da Nagano 1998. Poi la svolta: il matrimonio con Federico Gaxiola de la Lama, la cittadinanza messicana e una seconda vita sportiva con i colori del Messico dal 2014 (indossati a Pyeongchang 2018 e Pechino 2022)A Milano Cortina 2026 eccola di nuovo al cancelletto. Con un record ulteriore: il 19 febbraio compirà 47 anni e diventerà la sciatrice alpina più anziana di sempre ai Giochi Olimpici. E la grinta è intatta. «Voglio mettermi al limite, andare forte. Essere come Lindsey Vonn, senza paura», ha raccontato nei giorni precedenti alle gare a The Athletics. Perché, dice, il coraggio è fare le cose anche quando si ha paura. 








Quella discesa con Lasse in braccio

C’è un’immagine che oggi torna potentissima. Dicembre 2011, ultima stagione in Coppa del Mondo con la squadra statunitense. Sarah indossa un vestito marrone, si ferma a bordo pista, prende in braccio il suo bambino di tre anni e scende con lui lungo il tracciato di slalom. Un gesto simbolico, quasi giocoso. Eppure profetico. «Ero praticamente l’unica mamma nel circuito», continua a raccontare nell’intervista per la sezione sportiva nel New York Times.

«Il fatto che oggi siamo ancora qui, insieme, a condividere questa passione è qualcosa di unico». L’idea non fu nemmeno sua, ma del marito. Con il via libera degli organizzatori, l’allenatore portò Lasse a metà pista. Lei lo prese e concluse la discesa con lui tra le braccia. Oggi quel bambino ha 18 anni ed è un atleta olimpico.

Sarah Schleper con Lasse Gaxiola (3 anni) durante in Austria per la Coppa del Mondo di sci alpino

Allenarsi insieme, sfidarsi sul serio

Prima di dividersi tra Cortina d’Ampezzo – dove Sarah gareggerà in super-G e gigante – e Bormio, sede delle prove maschili in cui Lasse affronterà gigante e slalom, madre e figlio hanno condiviso una settimana di allenamenti olimpici. «Cercavamo di batterci a vicenda», racconta Schleper. Per Lasse, al debutto olimpico, quell’immagine del 2011 appartiene al passato ma racconta il suo futuro. Cresciuto nel circo bianco, prima ancora di compiere un anno aveva già visitato dodici Paesi, seguendo la madre nel tour mondiale della Coppa del Mondo

Essere madre, restare atleta

La maternità nello sci alpino significa sveglie all’alba, dita congelate a bordo pista, chilometri macinati tra una gara e l’altra. Ma per Sarah Schleper significa soprattutto aver dimostrato che non esiste un unico tempo per le donne nello sport. Ha lasciato la squadra americana intuendo che una nuova generazione – quella di Mikaela Shiffrin – stava arrivando. Oggi, a 46 anni, non è solo un’atleta che continua a competere. È una madre che condivide il sogno olimpico con suo figlio. E in quell’incrocio di piste tra Cortina e Bormio, c’è molto più di una gara: c’è un’idea nuova di famiglia, sport e tempo che passa senza spegnere la passione.

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