dal portale msn.it
Ogni atleta ha il diritto di avere rispetto indipendentemente dall'esito della gara, anzi direi che in caso di risultato diverso dalle aspettative il rispetto deve essere maggiore per premiare l'impegno e augurare futuri miglioramenti sportivi.
Ma come si può insultare un atleta? Se fa bene, bene, se fa male, pazienza. La maggior parte delle persone non saprebbe nemmeno come indossare gli sci, altro che fare salti o che. Il mondo sta impazzendo, c'è troppa frustrazione ed odio nell'aria.

© Getty Images
Troppo spesso sui social network si leggono messaggi osceni rivolti agli sportivi in seguito alle loro scarse prestazioni. È il caso, ad esempio, di Pola Beltowska: la giovane atleta polacca, al suo esordio nei Giochi Olimpici, ha saltato 82 metri nella gara di salto con gli sci a squadre miste e la Polonia non è riuscita a qualificarsi per la finale. Subito dopo la sua prestazione ha ricevuto tantissimi messaggi spregevoli che hanno costretto la federazione sciistica polacca a diffondere un comunicato ufficiale.



Enorme spavento per Liu Jiayu durante la seconda manche di qualificazione dell’halfpipe di snowboard
“Non tolleriamo e non tollereremo mai l’odio rivolto a Pola Beltowska. Ciò a cui stiamo assistendo ha travalicato ogni limite della critica sportiva. È un attacco personale che provoca sofferenza non solo all’atleta, ma anche a coloro che le sono vicino. È stato superato un limite. Ogni atleta può affrontare una valutazione sostanziale delle proprie prestazioni ma nessuno può accettare odio e messaggi privati come quelli ricevuti da Pola”.
“Come federazione sosteniamo i nostri atleti. Li sosteniamo non solo nei momenti di trionfo, ma soprattutto quando diventano bersaglio di attacchi spietati. Pola ha il nostro pieno supporto: concreto, umano e con l’assistenza di uno psicologo che lavora con la squadra. Pola Beltowska si è guadagnata il posto alle Olimpiadi grazie al duro lavoro in Coppa del Mondo. È una delle migliori atlete del Paese e si è classificata tra le 50 migliori saltatrici con gli sci al mondo nell’evento più importante degli ultimi quattro anni. Questi sono fatti che nessun odio anonimo cambierà” prosegue la nota.
“L’incitamento all’odio uccide la passione, distrugge la psiche e mina le fondamenta dello sport. Inoltre, scoraggia di fatto i giovani che sognano di rappresentare la Polonia. Se non diciamo “basta”, perderemo i talenti che noi, come Paese, dovremmo custodire. Pola, siamo con te”. Migliaia di utenti, polacchi e non solo, nelle ultime ore hanno inviato messaggi di sostegno alla giovane campionessa invitandola a non dar peso ai messaggi d’odio ricevuti dopo la sua prestazione.
© Getty Images
Troppo spesso sui social network si leggono messaggi osceni rivolti agli sportivi in seguito alle loro scarse prestazioni. È il caso, ad esempio, di Pola Beltowska: la giovane atleta polacca, al suo esordio nei Giochi Olimpici, ha saltato 82 metri nella gara di salto con gli sci a squadre miste e la Polonia non è riuscita a qualificarsi per la finale. Subito dopo la sua prestazione ha ricevuto tantissimi messaggi spregevoli che hanno costretto la federazione sciistica polacca a diffondere un comunicato ufficiale.
Enorme spavento per Liu Jiayu durante la seconda manche di qualificazione dell’halfpipe di snowboard
“Non tolleriamo e non tollereremo mai l’odio rivolto a Pola Beltowska. Ciò a cui stiamo assistendo ha travalicato ogni limite della critica sportiva. È un attacco personale che provoca sofferenza non solo all’atleta, ma anche a coloro che le sono vicino. È stato superato un limite. Ogni atleta può affrontare una valutazione sostanziale delle proprie prestazioni ma nessuno può accettare odio e messaggi privati come quelli ricevuti da Pola”.
“Come federazione sosteniamo i nostri atleti. Li sosteniamo non solo nei momenti di trionfo, ma soprattutto quando diventano bersaglio di attacchi spietati. Pola ha il nostro pieno supporto: concreto, umano e con l’assistenza di uno psicologo che lavora con la squadra. Pola Beltowska si è guadagnata il posto alle Olimpiadi grazie al duro lavoro in Coppa del Mondo. È una delle migliori atlete del Paese e si è classificata tra le 50 migliori saltatrici con gli sci al mondo nell’evento più importante degli ultimi quattro anni. Questi sono fatti che nessun odio anonimo cambierà” prosegue la nota.
“L’incitamento all’odio uccide la passione, distrugge la psiche e mina le fondamenta dello sport. Inoltre, scoraggia di fatto i giovani che sognano di rappresentare la Polonia. Se non diciamo “basta”, perderemo i talenti che noi, come Paese, dovremmo custodire. Pola, siamo con te”. Migliaia di utenti, polacchi e non solo, nelle ultime ore hanno inviato messaggi di sostegno alla giovane campionessa invitandola a non dar peso ai messaggi d’odio ricevuti dopo la sua prestazione.
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Il biathlon sta riscuotendo enorme popolarità in queste Olimpiadi anche per vicende che vanno ampiamente fuori dello sport. Sturla Holm Laegreid dopo aver vinto una medaglia di bronzo, qualche giorno fa, ha confessato il tradimento alla fidanzata. La ragazza a sua volta interpellata non lo ha voluto perdonare. A questa vicenda si aggiunge un altro capitolo, stavolta il protagonista è il francese Emilien Jacquelin, che per appena due decimi ha perso la medaglia di bronzo. Laegreid ancora terzo, seconda medaglia alle Olimpiadi
Laegreid si è pentito di quello che ha fatto, ha capito con il tempo la portata della sua intervista, che è diventato anche l'oggetto del post gara della 10 km di biathlon, vinta dal francese Quentin Fillon Maillet. Due norvegesi arrivano sul podio, uno dei due è proprio Sturla Holm Laegreid, terzo. Bronzo bis per lui, che ha beffato per un soffio il francese Emilien Jacquelin, che durante la gara ha omaggiato il suo idolo, Marco Pantani.
Il norvegese fa una battuta, il francese risponde a tono
Il post gara è stato pepato, con un botta e risposta a distanza tra Laegreid e Jaquelin. Il norvegese nell'intervista con NRK ha confessato il suo stupore per il terzo posto ed evocandolo ha parlato del francese: "Non so cosa sia successo a Jacquelin. Forse si è fermato a salutare la folla?". Un fondo di verità in quella frase c'è. Perché emulando Pantani il pubblico lo ha salutato per davvero.
Domenica lo schiaccerò", sarà bagarre nel biathlon ad Anterselva
Scottato dalla beffa, il francese dopo aver sentito quelle parole ironiche ha risposto: "Oh mio Dio, sono stato battuto da un infedele". Non c'è bisogno di spiegare il riferimento. Poi nell'impeto ha aggiunto, alzando il tiro: "Domenica lo schiaccerò e lo batterò". Non resta far altro che sintonizzarsi domenica e seguire l'evento di biathlon in una caldissima Anterselva.
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Il biathlon sta riscuotendo enorme popolarità in queste Olimpiadi anche per vicende che vanno ampiamente fuori dello sport. Sturla Holm Laegreid dopo aver vinto una medaglia di bronzo, qualche giorno fa, ha confessato il tradimento alla fidanzata. La ragazza a sua volta interpellata non lo ha voluto perdonare. A questa vicenda si aggiunge un altro capitolo, stavolta il protagonista è il francese Emilien Jacquelin, che per appena due decimi ha perso la medaglia di bronzo. Laegreid ancora terzo, seconda medaglia alle Olimpiadi
Laegreid si è pentito di quello che ha fatto, ha capito con il tempo la portata della sua intervista, che è diventato anche l'oggetto del post gara della 10 km di biathlon, vinta dal francese Quentin Fillon Maillet. Due norvegesi arrivano sul podio, uno dei due è proprio Sturla Holm Laegreid, terzo. Bronzo bis per lui, che ha beffato per un soffio il francese Emilien Jacquelin, che durante la gara ha omaggiato il suo idolo, Marco Pantani.
Il norvegese fa una battuta, il francese risponde a tono
Il post gara è stato pepato, con un botta e risposta a distanza tra Laegreid e Jaquelin. Il norvegese nell'intervista con NRK ha confessato il suo stupore per il terzo posto ed evocandolo ha parlato del francese: "Non so cosa sia successo a Jacquelin. Forse si è fermato a salutare la folla?". Un fondo di verità in quella frase c'è. Perché emulando Pantani il pubblico lo ha salutato per davvero.
Domenica lo schiaccerò", sarà bagarre nel biathlon ad Anterselva
Scottato dalla beffa, il francese dopo aver sentito quelle parole ironiche ha risposto: "Oh mio Dio, sono stato battuto da un infedele". Non c'è bisogno di spiegare il riferimento. Poi nell'impeto ha aggiunto, alzando il tiro: "Domenica lo schiaccerò e lo batterò". Non resta far altro che sintonizzarsi domenica e seguire l'evento di biathlon in una caldissima Anterselva.
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