fonti varie ( gazzetta dellosport, agenzie ,msn.it )
L'esordio di Giada D'Antonio, mamma Sandra risponde alle polemiche: "Benedizioni per chi dà pareri..."
Lei e Anna Trocker, stelline dello sci azzurro, alla prima gara olimpica con le sorelle Delago. E la madre della sedicenne napoletana risponde a Ninna Quario secondo cui sua figlia non aveva le credenziali per esserci: "Giada deve fare il suo percorso, vorrei che diventasse un punto di riferimento"
10 febbraio 2026 (modifica alle 09:56) - MILANO

Da Fié allo Sciliar al Vesuvio, la giovane Italia dei Giochi ha i volti di Anna Trocker e Giada D'Antonio. È già ora di vederle in pista, domani saranno in gara nello slalom della combinata a squadre. La 17enne Anna Trocker ha sfiorato due volte la qualificazione in Coppa del Mondo, la 16enne Giada D'Antonio dopo gli exploit nelle prime gare Fis, vinte con pettorali impossibili, ha sfiorato la qualificazione nello slalom di Spindleruv Mlyn. Prima gara in Coppa del Mondo un mese e mezzo fa a Lienz, poi la convocazione a sorpresa per i Giochi di Milano Cortina, con qualche polemica. "Non aveva le credenziali" ha commentato Ninna Quario, mamma di Federica Brignone.

A 3 anni e mezzo era già sugli sci, sulle piste di Roccaraso, a un'ora e mezza da San Giuseppe Vesuviano, dove è cresciuta. Una passione tramandate da papà Fabio (dentista), condivisa dal fratello Anthony e pure dalla mamma Sandra, nata in Ecuador da mamma colombiana e papà ecuadoriano. È lei a chiudere la polemica: "So che ci sono persone che hanno più esperienza, a chi dà un parere su queste convocazioni mando solo benedizioni. Giada è ancora piccola, deve fare il suo percorso. Vorrei che diventasse un punto di riferimento, che dia una prospettiva a tanti ragazzi: se ce l'ha fatta lei da Napoli a sciare per le Olimpiadi..."
All'inizio lo sci è stato soltanto una dei tanti sport praticati da Giada, tra pallavolo, ginnastica artistica, nuoto. "Ma hanno visto subito che Giada aveva qualcosa di speciale con lo sci. Da sempre è tesserata con lo sci club Vesuvio, ci dicevano che era un talento, che aveva un "piedino". E lei a 7 anni cominciò a dirci: io scierò in coppa del Mondo. E questo sogno si è avverato. In lei tutto è passione, è determinazione". E questa convocazione olimpica, arrivata a sorpresa, non le ha messo ansia: "Vuole solamente dare il meglio di sé, vuole confermare il suo talento. È una ragazzina che non ha bisogno di spinte perché si motiva e si critica da sola. E gareggia sempre con se stessa e nessun altro". Brava a scuola - frequenta il terzo anno della Rosa Bianca a Predazzo e l'anno scorso ha sfiorato la media del 9 - appassionata di ballo. "Balliamo tutti i giorni, quasi sempre sudamericani - spiega mamma Sandra, che per anni è stata in tv ai tempi di Licia Colò al Kilimangiaro -. E Giada canta. Di tutto: da Laura Pausini a Gigi D'Alessio. Quando l'estate scorsa c'è stata la scelta di cosa fare da grande, non ci ha pensato nemmeno un secondo. Alla domanda: avete mai pensato a un team personale, magari con un'altra nazionalità, mamma Sandra risponde così: "Nella vita bisogna rispettare ciò che i figli vogliono. E lei ci ha detto: io sono pronta a correre per l'Italia. Anche se ci sarà tutta la trafila, se ci sarà da sgomitare. E il mio messaggio a chi ha criticato queste due ragazze, Giada e Anna, dico: sorreggetele. Perché inseguono i loro sogni".

È figlia d'arte Anna Trocker, la mamma è l'ex azzurra Manuela Mair. In famiglia sciano anche Nadine, la sorella maggiore, pure lei in squadra C, e la minore, Julia. Anna è cresciuta con gli insegnamenti di Arnold Karbon, il papà di Denise, maestra di gigante e non solo. "Le ho viste crescere - spiega Denny -. Siamo molto amici con i genitori. Anna è molto forte, non si ferma mai. E sta tornando anche Nadine, che si è rotta due volte il crociato e che ho aiutato nella preparazione fisica. Anna da 4 o 5 anni è seguita da mio papà e lavora anche con mio fratello Pirmin". Spiega Karbon che Anna ha un carattere libero, che non si ferma mai nemmeno quando è stanca. "L'ha fatta crescere tanto andare a Ushuaia con la nazionale. Già ai primi allenamenti in Val Senales era davanti, anche nella trasferta nelle gare americane è andata subito forte. L'hanno convocata per il gigante, ma va fortissimo anche in slalom". La convocazione per i Giochi olimpici è stata una sorpresa totale per la 17enne che frequenta lo Ski College in Val Gardena. "Mi ha detto che le sembrava strano - chiude la Karbon -. Era preoccupata per quello che avrebbero detto quelle che erano rimaste fuori. Le ho solo detto che è una grande occasione".
Lei e Anna Trocker, stelline dello sci azzurro, alla prima gara olimpica con le sorelle Delago. E la madre della sedicenne napoletana risponde a Ninna Quario secondo cui sua figlia non aveva le credenziali per esserci: "Giada deve fare il suo percorso, vorrei che diventasse un punto di riferimento"
10 febbraio 2026 (modifica alle 09:56) - MILANO

Da Fié allo Sciliar al Vesuvio, la giovane Italia dei Giochi ha i volti di Anna Trocker e Giada D'Antonio. È già ora di vederle in pista, domani saranno in gara nello slalom della combinata a squadre. La 17enne Anna Trocker ha sfiorato due volte la qualificazione in Coppa del Mondo, la 16enne Giada D'Antonio dopo gli exploit nelle prime gare Fis, vinte con pettorali impossibili, ha sfiorato la qualificazione nello slalom di Spindleruv Mlyn. Prima gara in Coppa del Mondo un mese e mezzo fa a Lienz, poi la convocazione a sorpresa per i Giochi di Milano Cortina, con qualche polemica. "Non aveva le credenziali" ha commentato Ninna Quario, mamma di Federica Brignone.

A 3 anni e mezzo era già sugli sci, sulle piste di Roccaraso, a un'ora e mezza da San Giuseppe Vesuviano, dove è cresciuta. Una passione tramandate da papà Fabio (dentista), condivisa dal fratello Anthony e pure dalla mamma Sandra, nata in Ecuador da mamma colombiana e papà ecuadoriano. È lei a chiudere la polemica: "So che ci sono persone che hanno più esperienza, a chi dà un parere su queste convocazioni mando solo benedizioni. Giada è ancora piccola, deve fare il suo percorso. Vorrei che diventasse un punto di riferimento, che dia una prospettiva a tanti ragazzi: se ce l'ha fatta lei da Napoli a sciare per le Olimpiadi..."
All'inizio lo sci è stato soltanto una dei tanti sport praticati da Giada, tra pallavolo, ginnastica artistica, nuoto. "Ma hanno visto subito che Giada aveva qualcosa di speciale con lo sci. Da sempre è tesserata con lo sci club Vesuvio, ci dicevano che era un talento, che aveva un "piedino". E lei a 7 anni cominciò a dirci: io scierò in coppa del Mondo. E questo sogno si è avverato. In lei tutto è passione, è determinazione". E questa convocazione olimpica, arrivata a sorpresa, non le ha messo ansia: "Vuole solamente dare il meglio di sé, vuole confermare il suo talento. È una ragazzina che non ha bisogno di spinte perché si motiva e si critica da sola. E gareggia sempre con se stessa e nessun altro". Brava a scuola - frequenta il terzo anno della Rosa Bianca a Predazzo e l'anno scorso ha sfiorato la media del 9 - appassionata di ballo. "Balliamo tutti i giorni, quasi sempre sudamericani - spiega mamma Sandra, che per anni è stata in tv ai tempi di Licia Colò al Kilimangiaro -. E Giada canta. Di tutto: da Laura Pausini a Gigi D'Alessio. Quando l'estate scorsa c'è stata la scelta di cosa fare da grande, non ci ha pensato nemmeno un secondo. Alla domanda: avete mai pensato a un team personale, magari con un'altra nazionalità, mamma Sandra risponde così: "Nella vita bisogna rispettare ciò che i figli vogliono. E lei ci ha detto: io sono pronta a correre per l'Italia. Anche se ci sarà tutta la trafila, se ci sarà da sgomitare. E il mio messaggio a chi ha criticato queste due ragazze, Giada e Anna, dico: sorreggetele. Perché inseguono i loro sogni".

È figlia d'arte Anna Trocker, la mamma è l'ex azzurra Manuela Mair. In famiglia sciano anche Nadine, la sorella maggiore, pure lei in squadra C, e la minore, Julia. Anna è cresciuta con gli insegnamenti di Arnold Karbon, il papà di Denise, maestra di gigante e non solo. "Le ho viste crescere - spiega Denny -. Siamo molto amici con i genitori. Anna è molto forte, non si ferma mai. E sta tornando anche Nadine, che si è rotta due volte il crociato e che ho aiutato nella preparazione fisica. Anna da 4 o 5 anni è seguita da mio papà e lavora anche con mio fratello Pirmin". Spiega Karbon che Anna ha un carattere libero, che non si ferma mai nemmeno quando è stanca. "L'ha fatta crescere tanto andare a Ushuaia con la nazionale. Già ai primi allenamenti in Val Senales era davanti, anche nella trasferta nelle gare americane è andata subito forte. L'hanno convocata per il gigante, ma va fortissimo anche in slalom". La convocazione per i Giochi olimpici è stata una sorpresa totale per la 17enne che frequenta lo Ski College in Val Gardena. "Mi ha detto che le sembrava strano - chiude la Karbon -. Era preoccupata per quello che avrebbero detto quelle che erano rimaste fuori. Le ho solo detto che è una grande occasione".
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Lindsey Vonn: "Il sogno olimpico non è finito come volevo. Dovrò sottopormi ad altri interventi"

Sci Alpinismo, Salto Con Gli Sci, Combinata Nordica: tutte
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La sciatrice ha rotto il silenzio con un lungo post sui social: "Sono caduta perché ero 5 pollici troppo stretta. ll mio crociato rotto e gli infortuni passati non hanno avuto nulla a che fare con il mio incidente"
9 febbraio 2026 (modifica il 10 febbraio 2026 | 00:23) - MILANO

"Non è il finale di una favola. Non è una storia da libro illustrato. È la vita", scrive Lindsey Vonn in un lungo post su Instagram, dal letto d’ospedale, il giorno dopo la terribile caduta in discesa libera che ha tenuto tutto il mondo con il fiato sospeso. Una vita che sa essere spietata. Il suo sogno olimpico si è fermato così: non con un lieto fine, ma con una frattura scomposta della tibia e la consapevolezza che, nello sci alpino, bastano "cinque pollici" fuori linea per cambiare tutto.

VIDEO: Lindsey Vonn, la caduta vista al fan village: boato di incredulità, poi applausi
SOGNO SPEZZATO—
“Ieri il mio sogno olimpico non è finito come avevo sognato”, così l'americana per la prima volta dall'incidente rompe il silenzio, affidando le sue parole ai social: “Non era il finale di un libro di fiabe o la coda di una favola, era semplicemente la vita. Ho osato sognare e ho lavorato così duramente per realizzarlo. Nelle gare di sci alpino la differenza tra una linea strategica e un infortunio catastrofico può essere anche di soli cinque pollici (12,7 cm ndr)”. È lì che si spezza tutto. “Ero semplicemente cinque pollici troppo stretta sulla mia linea quando il mio braccio destro si è agganciato all’interno della porta, girandomi e provocando la mia caduta”. Nessuna scusa, a spegnere le voci e le polemiche sulla sua scelta di sciare dopo l'infortunio di Crans Montana: “Il mio crociato rotto e gli infortuni passati non hanno nulla a che fare con il mio incidente”.
L’esito è pesante: “Ho subito una frattura complessa della tibia che attualmente è stabile ma richiederà più interventi chirurgici per essere risolta correttamente”. Eppure, anche ora, dal post-operatorio, Vonn rifiuta la parola rimpianto: “Nonostante l’intenso dolore fisico che ha causato, non ho rimpianti”. Tornare al cancelletto di partenza è stato qualcosa che va oltre il risultato: “Stare lì ieri è stata una sensazione incredibile che non dimenticherò mai”. Sapere di essere di nuovo in gara, con “la possibilità di vincere”, vale quanto una medaglia. Il rischio, del resto, faceva parte del patto. “Sapevo che correre era un rischio. È sempre stato e sempre sarà uno sport incredibilmente pericoloso. Ma ci ho provato, ho sognato, mi sono buttata". Una campionessa che ha osato sognare e che, ancora una volta, vuole essere d'ispirazione: "Spero che, se c'è qualcosa che potete imparare dal mio percorso, sia il coraggio di osare in grande. La vita è troppo breve per non correre dei rischi. Perché l'unico fallimento nella vita è non provarci. Credo in voi, proprio come voi avete creduto in me".
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Una 'baby' milionaria alle Olimpiadi: chi è Eileen Gu, star del freestyle e atleta più pagata di Milano Cortina 2026
(Adnkronos) – Una baby milionaria alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Una star del freestyle che è anche modella e super testimonial di brand di lusso che oggi, lunedì 9 febbraio, ha incantato il Mottolino di Livigno con un argento scintillante nello slopestyle. Si chiama Eileen Gu ed è già uno dei volti da ricordare dei Giochi Olimpici invernali in Italia.
Eileen Gu gareggia per la Cina e la sua è una storia particolare, con intrecci da più parti. È nata il 3 settembre 2003 a San Francisco, da padre statunitense e madre cinese, e ha iniziato a competere per gli States nel 2018, ottenendo la cittadinanza cinese un anno dopo. Qui, la decisione di competere per la Repubblica Popolare Cinese. La curiosità è che, a soli 23 anni, è già l’atleta più pagata delle Olimpiadi. Nel 2025 ha guadagnato circa 23 milioni di dollari (quarta atleta donna più pagata al mondo, dopo le regine del tennis Swiatek, Sabalenka e Gauff) e in questi giorni sta incantando il pubblico di Livigno per numeri in pista, tra un trick e l’altro, ma anche per una bellezza rara. Non a caso, nella quotidianità, quando non gareggia e non si allena si vede spesso in passerella. Superstar del freestyle, ha già attirato sponsor di lusso come Louis Vuitton, solo per citarne uno.
Il mondo aveva imparato a conoscerla già quattro anni fa alle Olimpiadi invernali di Pechino, quando è diventata l’unica atleta nella storia capace di vincere tre medaglie in tre discipline diverse dello sci freestyle in una singola edizione dei Giochi (oro nel big air e nell’halfpipe e argento nello slopestyle). Oggi conta oltre 2 milioni di follower sui social e tanti marchi la inseguono da tutto il mondo per offrirle un (pagatissimo) ruolo da ambassador. Lei, nel frattempo, ha anche studiato a Stanford, tanto per non farsi mancare nulla. Una vera enfant prodige. (di Michele Antonelli, inviato a Livigno)
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Amedeo artistico

Amedeo Bagnis, secondo nei due allenamenti di oggi, con un tricolore artistico.
Mattia Gaspari con una grafica e il tricolore. L'azzurro è stato tra i migliori nei primi due allenamenti cronometra
La portoricana Kellie Delka con il simbolo azteco dell'aquila e una tuta perfetta per accompagnare l'outfit






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