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20.2.26

Bimbo di 2 anni con cuore bruciato, è in coma e ha un'emorragia cerebrale: svanita l'ultima speranza basta accanimento terapeutico

  Solo ora , distratto  dallle olimpiadi ma  allo stesso  tempo  scosso  e sconvolto  ,  in  questo clima  di  pietismo e retorica ,   riesco a parlare  di  quel caso di malasanità ed  pressapochismo  che    riguarda  quel  Bimbo di 2 anni con cuore bruciato. 




 da    virgilio.it  

Bimbo di 2 anni con cuore bruciato, è in coma e ha un'emorragia cerebrale: svanita l'ultima speranza
Il bambino di due anni dal cuore "bruciato" ricoverato a Napoli è in coma, ha avuto una crisi settica e ha un'emorragia cerebrale in corso. Ogni speranza svanisce


Pubblicato: 19-02-2026 09:18Aggiornato: 19-02-2026 12:16


Mauro Di Gregorio





Il caso di Domenico, il bambino di due anni con il cuore “bruciato”, si avvia verso una tragica conclusione. Come ha reso noto il cardiochirurgo pediatrico Carlo Pace Napoleone, membro dell’Heart Team riunito all’Ospedale Monaldi di Napoli, non solo il piccolo non è più candidabile a un nuovo trapianto, dopo avere ricevuto un cuore danneggiato. Ma le sue condizioni sono peggiorate: il bambino è in coma e il quadro cerebrale è compromesso. La madre, Patrizia Mercolino, che ha compreso la situazione, rimane al fianco del piccolo fino alla fine.
Le condizioni del bambino sono peggiorate
“C’è stato un peggioramento generale“, conferma Carlo Pace Napoleone. Il bambino “nella notte” fra mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio “ha avuto una crisi settica che ha ulteriormente destabilizzato l’emodinamica”.
“E l’emorragia cerebrale è in corso: un intervento l’avrebbe potuta aggravare in modo irreversibile”. Così ha reso noto il medico, contattato dal quotidiano Il Messaggero.

ANSANella foto: Patrizia Mercolino, la madre del bambino 

Se fino a pochi giorni prima ci si interrogava sulla possibilità di un nuovo trapianto di cuore, dopo l’arrivo di un cuore bruciato, ora la situazione impone un bagno di realtà.
Per quanto riguarda le condizioni del cervello, il medico parla di una “compromissione importante“: il bambino “è in coma” ed “è stata sospesa la sedazione in nottata per capire se fosse risvegliabile, ma stamattina non era contattabile”.
Esclusa l’ipotesi di un cuore artificiale
In queste condizioni non è possibile neppure pensare a un cuore artificiale: “Con un’emorragia cerebrale in atto e un supporto extracorporeo già in corso, impiantare un Vad sarebbe stato insostenibile. Il rischio di spandimento ematico cerebrale è altissimo”.

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Il dottor Carlo Pace Napoleone fa parte dell’equipe di esperti chiamati per capire quale margine di manovra ci fosse per trattare il bambino. Il Comitato si è espresso per il no al trapianto, ora però la palla passa allo staff medico dell’ospedale Monaldi di Napoli. E alla famiglia, che avrà l’ultima parola.
“Si può mantenere il supporto fino a un evento definitivo come un’aritmia fatale o un’emorragia massiva. Ma questa è una scelta che spetta ai colleghi e alla famiglia”, ha chiarito Pace Napoleone.
Patrizia Mercolino ha accettato la situazione

La signora Patrizia Mercolino è perfettamente conscia della situazione, ma al momento ha scelto di attendere: “Non deciderò nulla. Domenico respira. E finché respira, è vivo”, ha confidato al quotidiano Il Giornale.

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La donna resta accanto al bambino e si fa forza, perché deve proteggere dal dolore gli altri due figli.
Mio marito sta malissimo, più di me”, ha raccontato la donna al Messaggero. “Non parla davanti alle telecamere, ma è sempre lì. Gli tiene la mano, gli parla piano. Ha un legame speciale con Domenico. Lo guarda e spera che apra gli occhi”.
Bambino verso una fine degna
Repubblica riporta le parole di Paolo Del Sarto, primario della Cardioanestesia e responsabile dell’Ecmo team della Fondazione Monasterio di Massa.
“Anche se non c’è il decesso quando è attaccato al macchinario, non bisogna sforare nell’accanimento terapeutico“, puntualizza il medico. “Quando si ritiene arrivato il momento, si riunisce una commissione con medici, infermieri, bioeticisti, psicologi e anche i genitori, che devono sempre essere informati e accompagnati, anche se il loro consenso non è necessario, se il medico valuta che l’assistenza è futile”.ANSA

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