Trionfi alle Olimpiadi (ma era meglio usare gl’impianti di Torino)
confronti della vicenda olimpica, definendo chi protesta contro i suoi lati oscuri “nemici dell’italia” con il provvidenziale aiuto dell’ormai consueto drappello di anarchici che compiono violenze, largamente previste, mai prevenute. L’universo mediatico italiano aveva assunto la parola d’ordine di Beppe Severgnini secondo cui ogni riferimento critico che turbasse i festeggiamenti in atto costituisce una sorta di tradimento della patria. Infatti, Repubblica in prima pagina titolava “Olimpiadi, tutto pronto a San Siro, sventato attacco hacker russo”. Invece l’edizione internazionale del New York Times dedicava una parte della sua prima pagina e quasi tutta la seconda a un servizio del suo corrispondente dall’italia, Jason Horowitz, a quella che giudicava la catastrofe già in atto, prima dell’inizio dei Giochi olimpici invernali italiani. Ma lasciamo la parola a Horowitz: “La venticinquesima edizione dei Giochi invernali, che inizieranno questa settimana, si svolgeranno in otto località separate, collocate in 22.000 kmq dell’italia settentrionale, un incubo logistico che ha portato i responsabili a presentare ogni nuovo tunnel, incremento di trasporto ferroviario e di autobus quali un trionfo emotivo piuttosto che l’inizio dell’agonia che precede una sconfitta”.
da fan page
Mentre le Olimpiadi di Milano Cortina proseguono nella pioggia di medaglie per l'Italia, due esploratori tedeschi hanno messo in atto una spedizione per dare un'occhiata a quello che resta degli impianti dei Giochi invernali organizzati in precedenza nel nostro Paese, ovvero quelli di Torino 2006. Till e Marco si occupano di ‘urban exploration', ovvero cercano la bellezza nel degrado, e documentano posti abbandonati in vari Paesi. Quello che hanno trovato li ha lasciati davvero allibiti, anzi "scioccati": le parole "follia" e "cicatrici" rendono bene il loro pensiero sullo stato di abbandono totale, laddove le condizioni dei siti olimpici sarebbero ancora buone. "Perché non li hanno riutilizzati?", si chiedono allora.
I due siti di Torino 2006 visitati dai tedeschi: Cesana Pariol e Pragelato. Che fine faranno
Sono passati 20 anni da quando l'Italia ospitò le Olimpiadi invernali, all'epoca le sedi delle gare erano tutte in Piemonte. Oltre alla città di Torino, le competizioni si svolgevano anche in varie località, tra cui Cesana Pariol (bob, slittino, skeleton) e Pragelato (salto con gli sci, combinata nordica, sci di fondo), ovvero le due location in cui si sono intrufolati gli youtuber tedeschi.
La pista di Cesana Pariol, situata a Cesana Torinese, costò circa 110 milioni di euro, adesso è inutilizzata (chiusa definitivamente nel 2011/12 per costi altissimi e problemi tecnici) e in stato di totale abbandono. Era stato valutato di rimetterla in sesto per i Giochi 2026, quando i costi elevati sembravano ostare alla ricostruzione della pista olimpica Eugenio Monti di Cortina, poi non se n'è fatto niente. Rimane un serpentone di cemento in massimo degrado, recintato e lasciato marcire. Nel 2025 sono stati stanziati 9 milioni di euro per la demolizione completa, con inizio dei lavori previsti nell'estate 2026.
Appena diversa la condizione del sito dei trampolini di Pragelato, nel senso che a differenza di Cesana Pariol non saranno rasi al suolo, ma "riqualificati". Costati circa 35 milioni, sono ugualmente inutilizzati da anni e presentano gli stessi problemi di degrado dell'altro luogo. Tuttavia nel 2025 sono stati stanziati oltre 5 milioni di euro per rimettere in sesto l'area, salvandola dalla demolizione per trasformarla in un centro federale per discipline nordiche.
Oltre che in un video sul loro canale Youtube – in cui hanno documentato anche di aver dormito in un albergo abbandonato, con alcuni servizi peraltro ancora funzionanti, oltre che le visite a Cesana Pariol e Pragelato – i due esploratori tedeschi hanno pubblicato un post su Reddit. Nove foto e un breve testo, che è la sintesi di quello che mostrano e dicono nel filmato.
"Siamo scioccati, siti in buone condizioni dopo 20 anni. Eppure non sono stati riutilizzati"
Mentre tutti guardano i Giochi invernali Milano Cortina 2026, noi siamo andati nella parte che nessuno trasmette: i luoghi abbandonati che sono stati lasciati indietro – hanno scritto – Queste foto provengono da due siti abbandonati di Torino 2006: Cesana Pariol e Pragelato. Quello che ci ha scioccato è che alcune parti sono ancora sorprendentemente in buone condizioni, anche dopo quasi 20 anni. Eppure non sono state riutilizzate".
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