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18.2.26

speco olimpiadi Milano Cortina . Trionfi alle Olimpiadi (ma era meglio usare gl’impianti di Torino) ., Tedeschi allibiti da quello che trovano agli impianti delle Olimpiadi di Torino 2006: "Una follia"

Trionfi alle Olimpiadi (ma era meglio usare gl’impianti di Torino)


I Giochi olimpici invernali, denominati Milano-cortina, sono in pieno svolgimento. Siamo tutti entusiasti delle imprese degli atleti azzurri, gratificati dal tifo del presidente della Repubblica. Chi può restare indifferente di fronte a imprese, atletiche e umane, come quella di Federica Brignone? Paradossalmente, è proprio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a risvegliare il senso critico nei

confronti della vicenda olimpica, definendo chi protesta contro i suoi lati oscuri “nemici dell’italia” con il provvidenziale aiuto dell’ormai consueto drappello di anarchici che compiono violenze, largamente previste, mai prevenute. L’universo mediatico italiano aveva assunto la parola d’ordine di Beppe Severgnini secondo cui ogni riferimento critico che turbasse i festeggiamenti in atto costituisce una sorta di tradimento della patria. Infatti, Repubblica in prima pagina titolava “Olimpiadi, tutto pronto a San Siro, sventato attacco hacker russo”. Invece l’edizione internazionale del New York Times dedicava una parte della sua prima pagina e quasi tutta la seconda a un servizio del suo corrispondente dall’italia, Jason Horowitz, a quella che giudicava la catastrofe già in atto, prima dell’inizio dei Giochi olimpici invernali italiani. Ma lasciamo la parola a Horowitz: “La venticinquesima edizione dei Giochi invernali, che inizieranno questa settimana, si svolgeranno in otto località separate, collocate in 22.000 kmq dell’italia settentrionale, un incubo logistico che ha portato i responsabili a presentare ogni nuovo tunnel, incremento di trasporto ferroviario e di autobus quali un trionfo emotivo piuttosto che l’inizio dell’agonia che precede una sconfitta”.

Come sottolinea Horowitz, si tratta dell’abbandono, da parte italiana (e da parte del Comitato Olimpico Internazionale, occorre aggiungere), del collaudato modello di Olimpiade collocata in un solo luogo. Ne consegue che, secondo gli stessi organizzatori interpellati dal Nyt, gli spettatori che, assistendo alle gare di bob e di curling, collocate a Cortina, volessero anche raggiungere, ad esempio Livigno, impiegherebbero 18 ore e 6 minuti. Tanto per tacere della tempistica, inferiore ma non trascurabile che separa Cortina da Milano. Anche in questo caso interviene il soccorso (possiamo chiamarlo rosso?) degli anarchici insurrezionalisti che danno vita ad alcuni attentati ferroviari che servono a giustificare quegli inconvenienti logistici di cui gli organizzatori sono pienamente consapevoli, come dimostrato da Horowitz. Unici rimedi per gli aspiranti spettatori: largo uso della Tv o spostamenti in elicottero, riservati ai più abbienti oltre che a notabili di Stato, protetti da centinaia di guardie del corpo, buona parte delle quali statunitensi dell’ice, ospitati nell’hotel Excelsior Gallia di Milano. Il Nyt ci risparmia i prodromi di questa catastrofe: innanzitutto i costi, calcolabili in quasi 7 miliardi, per circa un decimo sostenuti dai contribuenti, per impianti e interventi edilizi in larga parte nemmeno realizzati, con relativi subappalti, irregolarità e disastri ambientali. Tutto ciò avrebbe potuto essere evitato rinunciando a un simile evento o sposando il progetto, debitamente corretto dai suoi colleghi ambientalisti dell’allora sindaca di Torino, Chiara Appendino – che ora, ciliegina sulla torta, nega di averlo mai sostenuto – che prevedeva la riutilizzazione degli impianti costruiti per le Olimpiadi torinesi del 2006, debitamente rinnovati, con un costo inferiore a quanto stanziato dal Cio. Perché non è avvenuto? Prevedibilmente ripetendo il successo dei precedenti Giochi torinesi, la sindaca ha commesso l’errore di rimettersi a una decisione nazionale del trio Di Maio (allora capo politico del M5S), Salvini, Zaia, sostenuti dal sindaco di Milano e sapientemente gestiti dall’allora presidente del Coni, Giovanni Malagò, reduce dal fallito tentativo di accaparrarsi i Giochi estivi a Roma, in perfetta sintonia con grandi speculatori edilizi. Insomma l’italia che ci ostiniamo a voler cambiare. Se possibile, in meglio.


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Mentre le Olimpiadi di Milano Cortina proseguono nella pioggia di medaglie per l'Italia, due esploratori tedeschi hanno messo in atto una spedizione per dare un'occhiata a quello che resta degli impianti dei Giochi invernali organizzati in precedenza nel nostro Paese, ovvero quelli di Torino 2006. Till e Marco si occupano di ‘urban exploration', ovvero cercano la bellezza nel degrado, e documentano posti abbandonati in vari Paesi. Quello che hanno trovato li ha lasciati davvero allibiti, anzi "scioccati": le parole "follia" e "cicatrici" rendono bene il loro pensiero sullo stato di abbandono totale, laddove le condizioni dei siti olimpici sarebbero ancora buone. "Perché non li hanno riutilizzati?", si chiedono allora.
I due siti di Torino 2006 visitati dai tedeschi: Cesana Pariol e Pragelato. Che fine faranno
Sono passati 20 anni da quando l'Italia ospitò le Olimpiadi invernali, all'epoca le sedi delle gare erano tutte in Piemonte. Oltre alla città di Torino, le competizioni si svolgevano anche in varie località, tra cui Cesana Pariol (bob, slittino, skeleton) e Pragelato (salto con gli sci, combinata nordica, sci di fondo), ovvero le due location in cui si sono intrufolati gli youtuber tedeschi.
La pista di Cesana Pariol, situata a Cesana Torinese, costò circa 110 milioni di euro, adesso è inutilizzata (chiusa definitivamente nel 2011/12 per costi altissimi e problemi tecnici) e in stato di totale abbandono. Era stato valutato di rimetterla in sesto per i Giochi 2026, quando i costi elevati sembravano ostare alla ricostruzione della pista olimpica Eugenio Monti di Cortina, poi non se n'è fatto niente. Rimane un serpentone di cemento in massimo degrado, recintato e lasciato marcire. Nel 2025 sono stati stanziati 9 milioni di euro per la demolizione completa, con inizio dei lavori previsti nell'estate 2026.






Appena diversa la condizione del sito dei trampolini di Pragelato, nel senso che a differenza di Cesana Pariol non saranno rasi al suolo, ma "riqualificati". Costati circa 35 milioni, sono ugualmente inutilizzati da anni e presentano gli stessi problemi di degrado dell'altro luogo. Tuttavia nel 2025 sono stati stanziati oltre 5 milioni di euro per rimettere in sesto l'area, salvandola dalla demolizione per trasformarla in un centro federale per discipline nordiche.
Oltre che in un video sul loro canale Youtube – in cui hanno documentato anche di aver dormito in un albergo abbandonato, con alcuni servizi peraltro ancora funzionanti, oltre che le visite a Cesana Pariol e Pragelato – i due esploratori tedeschi hanno pubblicato un post su Reddit. Nove foto e un breve testo, che è la sintesi di quello che mostrano e dicono nel filmato.
"Siamo scioccati, siti in buone condizioni dopo 20 anni. Eppure non sono stati riutilizzati"
Mentre tutti guardano i Giochi invernali Milano Cortina 2026, noi siamo andati nella parte che nessuno trasmette: i luoghi abbandonati che sono stati lasciati indietro – hanno scritto – Queste foto provengono da due siti abbandonati di Torino 2006: Cesana Pariol e Pragelato. Quello che ci ha scioccato è che alcune parti sono ancora sorprendentemente in buone condizioni, anche dopo quasi 20 anni. Eppure non sono state riutilizzate".

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