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22.2.26

Olimpiadi, arriva il giorno più triste. Lo psichiatra: “Rischio Blue Monday per la fine dei Giochi”. Ecco i rischi eccoperchè aspetto le paraolimpiadi


come  tutte le grand manifestazioni  e  periodi  ludici  e felici arriva  la malinconia  e  vuoto  da  riempire  .  Infatti 






 Emozioni da cardiopalma, risultati travolgenti e adrenalina ai massimi livelli. E ora il "vuoto”. Con la fine Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, oggi c’è un rischio in agguato: "Molti italiani potrebbero provare l’Olimpic Blue Monday”. È la "sindrome da vuoto olimpico”, quel senso di vuoto e latente tristezza studiato perfino dagli esperti
Il fenomeno è facilmente spiegabile. A parlarne è lo psichiatra Claudio Mencacci, co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf) ed ex presidente della Società italiana di psichiatria (Sip). "Le Olimpiadi non sono solo uno spettacolo sportivo, ma un evento collettivo di grande impatto emotivo e mediatico. Durante le gare, il nostro cervello entra in una sorta di modalità 'alta attenzione'. Si crea uno stato di aspettativa ed eccitazione collettiva, accompagnato dalla speranza di vedere un atleta conquistare un podio".
Lo psichiatra: "Le medaglie creano senso di appartenenza”
Le medaglie, in particolare quelle d'oro, non provocano gioia solo negli atleti che le vincono, ma anche nel pubblico, generando un senso di appartenenza e partecipazione. Abbiamo visto tutti quanto sia scattata l'empatia nei confronti della sciatrice Lindsey Vonn dopo il suo infortunio in gara". E sul versante dell’adrenalina, gli azzurri hanno fatto sognare in tantissime gare. Un esempio su tutti: la regina olimpica Federica Brignone e l’inchino (sincero) delle compagne di squadra in omaggio al suo doppio oro.
"Molti italiani – analizza ancora lo psichiatra – hanno modificato i propri ritmi quotidiani pur di seguire le Olimpiadi, vivendo una storia condivisa con gli amici, con il Paese e con il mondo intero”.
Caso Malinin, dal crollo alla rinascita: “Siamo esseri umani”
Milioni di persone hanno ‘sentito’ sulla pelle il dolore di Malinin, una storia che ha toccato tutti. Dal crollo psicologico e alla rinascita in pochi giorni: così il campione statunitense di pattinaggio Ilia Malinin ci ha fatto sentire più uniti. La sua storia è un esempio. Schiacciato dal peso psicologico di allenamenti estenuanti e aspettative alle stelle, è caduto nel vortice di un flop non previsto. Rimarrà nella memoria di tanti lo sguardo disperato del padre-coach e il post pieno di dolore (poi rimosso) del 21enne, ribattezzato il "Dio dei quadrupli". Ma poi si è rialzato con orgoglio.
Ilia Malinin è tornato sul ghiaccio del Galà alla chiusura dei Giochi, incantando il pubblico. “Voglio mostrare al mondo che siamo anche esseri umani – ha detto il pattinatore – abbiamo anche pensieri veri, sentimenti veri, anche se sembra che siamo completamente come robot (con) abilità sovrumane".
È ora di tornare a casa con un oro e tanto su cui riflettere: "Mi prenderò i prossimi quattro anni per capire davvero cosa posso fare di diverso e avere una strategia ancora migliore per venire qui e fare il mio lavoro", ha aggiunto. L'appuntamento quindi è per French Alps 2030.
"La pressione è stata tanta, era qualcosa per cui non ero davvero preparato e che dovevo superare. Ora che finalmente ho superato un'Olimpiade, a parte l'ovvia delusione, è stato un periodo fantastico. È stato un onore essere qui, seguendo le orme dei miei genitori. Non avrei mai pensato di raggiungere il livello che ho raggiunto qui e c'è ancora molto da imparare, anche solo da questa esperienza”.
“Non cambierei nulla, tutto accade per una ragione e Dio ha fatto in modo che le cose andassero come dovevano andare”, conclude il 21enne.
Cosa succede ora? Il rischio: “Senso di svuotamento e apatia”
Ma cosa succede quando tutto finisce? “Passiamo dalla modalità 'alta attenzione' a un progressivo senso di svuotamento: finiscono gli orari, i rituali, l'eccitazione collettiva. Si ritorna alla vita normale, inevitabilmente più piatta. Ad alcuni può provocare apatia o malinconia, ad altri semplice nostalgia. Ci vorrà tempo per ritrovare nuovi stimoli e interessi”, sottolinea Mencacci
L'auspicio dello psichiatra è che Milano-Cortina “abbia contagiato gli italiani con l'entusiasmo dello sport, ricordando che l'attività fisica, oltre a divertire, è una vera medicina per corpo e mente". Le Olimpiadi sono "una cerimonia laica”, conclude Mencacci, “non dimentichiamoci che nell'antichità coronavano il ritorno a una vita civile e politica dopo un rito sacro”.

ecco perché  attendo  con ansia le  paraolimpiadi 

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