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15.2.26

Il legame tra atleti e atlete di bob e skeleton,con le proprie slitte: la vera storia d'amore di Milano Cortina 2026



Olympics.com ha parlato con chi scivola con bob e skeleton a tutta velocità giù per il Cortina Sliding Centre: prendersi cura delle slitte è fondamentale per essere più veloci possibile.



Foto di 2025 Getty Images

Di Michele Pelacci6 gennaio 2026 16:23 

Il rapporto tra chi pratica uno sport e il mezzo che permette di farlo è spesso insondabile e misterioso.

Un oggetto inanimato, da muovere, evitare o colpire, sta al centro di tantissime discipline. Nelle cosiddette discipline invernali di scivolamento – bob, skeleton e slittino – lo strumento con cui si gareggia è tanto importante da essere omonimo della disciplina stessa.
Nel bob, nello skeleton e nello slittino, infatti, si gareggia sopra (o dentro, nel caso del bob) mezzi molto particolari. Allo stesso modo, chi li guida deve fare azioni piuttosto uniche: spingere un peso immobile di centinaia di chili su una superficie ghiacciata (un bob a quattro pesa parecchio) oppure lanciarsi a testa in giù a oltre 120 km/h (è il caso dello skeleton).
Per tanti motivi il legame che si crea tra atleta e slitta (termine con cui spesso si comprendono sia le varie tipologie di bob, che gli skeleton, che gli slittini) è molto profondo e duraturo nel tempo. Quasi fosse un rapporto d’amore.
In occasione della prima tappa di Coppa del mondo 2025-2026 di bob e skeleton, disputata nel novembre 2025 al Cortina Sliding Centre, Olympics.com ha parlato con atleti e atlete di queste due discipline per farsi raccontare quale sia il loro rapporto col mezzo che usano, trasportano o manutengono per molti giorni dell’anno.
“Come in ogni cosa, nella vita e nello sport, nella nostra relazione abbiamo alti e bassi” dice con un sorriso la skeletonista britannica Freya Tarbit, riferendosi proprio al rapporto che si è instaurato negli anni con la propria slitta.
“Ma sappiamo che questa cosa (competere ai massimi livelli nello skeleton, ndr) la stiamo facendo assieme” aggiunge.
C’è chi alla propria slitta dà nomi bellissimi, chi la considera una grande amica, chi passa ore a coccolarla. Una cosa è certa: migliore è il legame tra atleta e mezzo, migliore sarà la prestazione in pista.

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