Cerca nel blog

13.2.26

l'inizio lo chiamava amore


 All’inizio lo chiamava amore,

ma era fame.

Fame di essere scelta,

di non essere lasciata sola,

di sentire qualcuno restare

anche quando lei non sapeva restare con sé.

Ogni gesto era una prova.

Ogni attesa, un nodo allo stomaco.

Amare voleva dire temere.

Temere di dire troppo,

o troppo poco.

Poi un giorno si è fermata.

Stanca di chiedere senza voce.

Stanca di stringere per non perdere.

L’amore vero è arrivato così:

senza urgenza.

Non ha chiesto garanzie,

non ha fatto promesse grandi.

È rimasto.

Con l’amore non si mendica presenza,

non si baratta la pace per un po’ di calore.

L’amore non riempie un vuoto:

ti insegna ad abitarlo

senza paura.

E allora ha capito:

quello di prima era bisogno.

Questo, finalmente, è amore.

 

Lorien

#SanValentino

Nessun commento:

Obliquo Presente”: a Misterbianco il dissenso diventa dialogo e resilienza

Da il filosofo impertinente   mercoledì 25 marzo 2026 “Obliquo Presente”: a Misterbianco il dissenso diventa dialogo e resilienza Il 24 mar...