Una riflessione questa di Emiliano che si può e si dovrebbe estendere a livello nazionale
Buone Palme a tutti. Cari politici sangiovannesi, fate come volete per le prossime elezioni comunali e litigate pure a oltranza. Fatti vostri.
Anche voi, tifosi di una parte e dell'altra, dateci sotto con attenzione, concentrazione, ritmo e vitalità.
Conducete pure la vostra guerra di Piero, ma finitela con la logica dello straniero, perché è puramente xenofoba. Mia madre era una straniera, secondo questa logica, anche perché nata a Mogadiscio. Ma ha dato una mano a San Giovanni in Fiore, come tanti altri docenti forestieri. E forestiero era Gino Piccioto, forestiero era Paolo Cinanni, forestiero era Gianni Vattimo, forestieri erano, per esempio, i Ventrici, i Caridà, i Zaffino e i Sibio. Stranieri, oggi formalmente italiani, sono molti concittadini (e amici) provenienti dal Marocco, dall'Albania, dalla Romania e dalla Cina, perfettamente integrati, che contribuiscono senza dubbio alla crescita collettiva. Straniero ma oriundo sarebbe pure il professore Paolo De Marco, anche se pochi ricordano che fu lui, con la sua scienza e generosità, a sostenere per primo i diritti degli Invisibili.
Politici e rispettivi ultrà, usate perciò argomenti di politica e non argomenti discriminatori, che con la Calabria non c'entrano alcunché. Visto, tra l'altro, che nella tragedia di Steccato di Cutro noi calabresi abbiamo dato una lezione di umanità e civiltà, alla politica e al mondo. O l'abbiamo dimenticato?

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